|
DIPENDENZA DA ALCOL
Cosa è?
L'alcol è una delle sostanze psicoattive più
vecchie e conosciute del mondo. Ne parla la Bibbia in varie parti e fin
dall'epoca di Noè allora era conosciuto per la sua
capacità di modificare lo stato psicoemotivo dell'individuo.
È un derivato dalla fermentazione di zuccheri vegetali
principalmente contenuti nella frutta (es.: uva) e può
essere separato dalla componente liquida (distillazione) per ricavarne
alcol puro o bevande con contenuto
alcolico più elevato (superalcolici). La percentuale di
alcol contenuto nelle bevande è espresso in gradi
percentuali rispetto alla quantità: vino 10-12%, birra dal
4-15%, alcolici 18-25%, superalcolici 40-45%, alcol puro 95%.
Cosa
comporta?
L'alcol
può essere pericoloso a tre livelli: nel suo uso,
nel suo abuso e nella dipendenza.
Uso:
assunzione di modiche quantità di alcol, con effetti
psicofisici al di sotto della soglia di percezione sensoriale.
È l'uso che se ne fa quando si beve pranzando o in occasione
di incontri sociali. Può essere sia occasionale che
continuato.
Abuso:
assunzione di alcol in quantità tale da creare uno stato che
può andare dalla leggera ebbrezza fino al coma etilico.
È quella che viene comunemente definita "sbornia". La
persona ha difficoltà nel controllo delle sue sensazioni e
del suo comportamento. Può essere anche solo saltuario o
occasionale.
Dipendenza:
stato nel quale la persona deve assumere costantemente alcol per
evitare un senso di mancanza (sindrome di astinenza), con sintomi che
vanno da una sensazione di insoddisfazione (dipendenza psicologica) a
un malessere fisico anche molto forte (delirium tremens). Solitamente
si considera solo la dipendenza fisica (alcolismo o etilismo), ma anche
la situazione nella quale risulta difficile, o crea molto fastidio,
pranzare senza bere anche solo un bicchiere di vino (uso di alcol),
è una forma di forte dipendenza psichica.
La
pericolosità (per se stessi e/o per altri) varia a
seconda del tipo di assunzione. Nell'uso di alcol, la
pericolosità è insita nelle modificazioni ,
ancora sotto il livello di attenzione, della percezione degli stimoli
sensoriali che sono rallentati.
Di
questo è possibile accorgersene in situazioni in cui
è necessaria una estrema concentrazione, coordinamento o
velocità di reazione (es.: la guida ad alta
velocità ed emergenze).
L'abuso
può comportare pericoli, oltre che esasperando
quelli dell'uso, anche nella possibile esposizione agli altri che
possono approfittarsi dello stato di momentanea incapacità
razionale dell'individuo (coinvolgimento in attività non
desiderate, rivelazione di informazioni, presa in giro, ecc.).
La
dipendenza porta a vivere in funzione dell'alcol, pena la sindrome
di astinenza, che comporta vari stati di disagio e sofferenza
psicologica e fisica. La dipendenza fisica, inoltre, può
comportare il pericolo di insorgenza di patologie epatiche, fino ad
arrivare alla cirrosi o al tumore (si stimano in circa 40.000 i decessi
annuali in Italia per patologie direttamente correlate all'alcolismo
circa 110 ogni giorno!)
Situazioni
come l'abuso continuato e della dipendenza creano, inoltre,
grosse difficoltà relazionali specialmente nella famiglia,
nella quale i famigliari (coniuge, figli, genitori, ecc.) soffrono e
portano le conseguenze di questo abuso.
Cosa
fare?
Difficile
fare un decalogo per questo. Occorre però
ricordare alcuni semplici principi:
L'alcol
ha un effetto anche quando non ce ne accorgiamo, Se dobbiamo
guidare o essere coinvolti in attività pericolose non
assumiamone almeno nelle tre/quattro ore precedenti.
Se
abbiamo assunto alcol teniamone conto nella guida riducendo la
velocità per avere un maggiore margine di sicurezza nelle
emergenze (l'alcol dà la sensazione che la
velocità sia inferiore e le distanze maggiori).
Restiamo
sempre in controllo della nostra persona, cessando
immediatamente di bere appena appaiono i primi sintomi di ebbrezza
(calore, giramento di testa, ecc.).
Verifichiamo,
con un semplice esperimento, quanto dipendiamo
dall'alcol: proviamo a rimanere tre giorni senza bere alcun tipo di
alcolico (vino, birra,ecc.) e analizziamo le nostre sensazioni durante,
dopo e distanti dai pasti.
In
caso di dipendenza chiedete aiuto ad una della varie strutture e
associazioni che possono aiutare a superare questo stato, aiutando sia
l'individuo sia i famigliari a modificare positivamente le relazioni,
gli impegni e i coinvolgimenti interpersonali.
La
Bibbia ammonisce, senza vietarne l'uso, che l'abuso di alcol porta
alla sregolatezza, ma che possiamo invece essere resi completi dallo
Spirito Santo.
Rif.
Biblici: Genesi 9/20-21; Proverbi 31/6-7; Efesini 5/18
PER
SAPERNE DI PIU'
La
scorsa primavera L'Arca
Teen Challenge
in collaborazione con la Polizia di Stato
ha organizzato ed eseguito una sperimentazione a scopo dimostrativo e
di prevenzione per mostrare l'effetto della perdita di prontezza nei
riflessi (aumento del tempo di reazione) su soggetti sani in seguito ad
una assunzione di alcool crescente.
La
sperimentazione si è svolta a Sermide presso la sede de L'Arca
Teen
Challenge avendo scelto alcuni volontari di età
compresa fra i 18 ed i 40 anni ed utilizzando un cronometro ed un
etilometro.
Si
è scelto di eseguire la sperimentazione a metà
del pomeriggio in modo da poter osservare l'effetto dell'assunzione di
alcol a stomaco vuoto anche se erano disponibili salatini e noccioline
per stimolare la sete. La serata e la cena, rigorosamente analcolica,
servivano poi per tornare a casa in tutta tranquillità.
Il
coordinatore della prova, seduto alle spalle di ogni volontario,
dava il comando di start al cronometro che iniziava il conteggio
emettendo un segnale acustico e luminoso inatteso per la persona
sottoposta al test. Quest'ultimo doveva fermare il conteggio nel
più breve tempo possibile azionando un pulsante che poteva
tenere nella posizione a lui più congeniale. Ogni
misurazione del tempo di reazione veniva ripetuta 10 volte consecutive
e registrata prontamente sul computer portatile; tramite un foglio
elettronico, veniva poi immediatamente calcolata la media aritmetica e
lo scarto tipo dei risultati ottenuti.
L'etilometro,
fornito gentilmente dalla Polizia di Stato, Sezione di
Ostiglia, ed azionato dagli agenti stessi, veniva utilizzato al termine
del rilievo cronometrico, per verificare il tasso alcolico (rilievo
spirometrico) del soggetto secondo le regole e le metodiche del codice
della strada. Ogni volontario, dopo una buona inspirazione doveva
espirare soffiando in un apposito tubicino fino a riempire
completamente la camera d'aria dello strumento che misurava quindi la
quantità di alcol presente.
La
prova è ha avuto inizio somministrando a tutti i
volontari sottoposti al test una lattina di birra da 33 cl (tasso
alcolico 5%) misurando poi il tempo di reazione con il cronometro ed il
tasso alcolico tramite l'etilometro; entrambe le misurazioni sono state
poi ripetute dopo 15 minuti dall'assunzione della bevanda alcolica.
La
prova continuava poi bevendo una seconda ed una terza lattina di
birra da parte di ciascun volontario (a distanza di mezz'ora dalla
precedente) misurando ancora sia il tempo di reazione che il tasso
alcolico per due volte a distanza di un quarto d'ora.
A.
P.
I
risultati della
sperimentazione
I
risultati ottenuti, seppure non sufficienti per stabilire parametri
statistici su base scientifica, hanno confermato un lieve aumento del
tempo di reazione ancor prima che i rilievi spirometrici dessero valori
superiori al limite previsto dal codice della strada pari a 0,5 g/l
(0,5 grammi di alcol per ogni litro d'aria nei polmoni).
Questo
aumento è risultato più evidente nella
variabilità del tempo di reazione (scarto tipo delle misure
ripetute) rispetto all'aumento della media aritmetica ma ciò
è comunque una prova tangibile della pericolosità
di una guida ad alta velocità anche dopo l'assunzione di
basse quantità di alcol.
Ciò
vuol dire che ancor prima di avvertire i primi sintomi,
per molti premonitori, la nostra prontezza di riflessi non è
sempre costante ma comincia a "perdere colpi"; questo significa che a
volte i nostri riflessi sono pronti, altre volte un pò meno
ma purtroppo questa variabilità si manifesta in modo
assolutamente aleatorio e quindi non prevedibile.
Raddoppiare
la velocità significa quadruplicare lo spazio di
frenata.
Spazio
di frenata e tempo di reazione del conducente (circa 0,5
secondi) danno lo spazio di arresto. Tale lunghezza, dipende anche
dalle condizioni dei freni e del fondo stradale oltre che da altri
fattori.
Pioggia,
neve e ghiaccio la prolungano. Una velocità
adeguata è il metodo migliore per una frenata sicura.
Come si
calcola lo spazio di arresto:
spazio
di arresto = spazio di reazione + spazio di frenata
spazio
di reazione = velocità x tempo di reazione
spazio
di frenata = v2/2a
v:
velocità in m/s
a:
decelerazione in m/s2
strada
asciutta: a = 8-9 m/s2
strada
bagnata: a = 5-6 m/s2
(valori
empirici)
Alla
velocità di 130 km/h (quindi entro i limiti previsti
dal codice della strada sulle autostrade) anche un ritardo di 5
centesimi di secondo sul tempo di reazione (e quindi sull'azionamento
del freno) provoca un allungamento dello spazio di frenata
di
circa 2 metri che, in molti casi, possono rivelarsi fatali.
• Alcol e guida: effetti
sull'organismo di quantità crescenti di alcol consumato
(pdf)
*Get Acrobat Reader
top
info@teenchallenge.it |