Breve storia

La storia del lavoro del Teen Challenge in Italia è ormai abbastanza lunga, oltre tre decenni. Una storia piuttosto complessa, fatta di molti avvenimenti e di molte persone che si sono avvicendate e che hanno dato un contributo a questo servizio. Una storia fatta di momenti di sviluppo, di vittorie, di abbondanza di collaboratori e di armonia. Ma anche di ridimensionamenti, di difficoltà, di carenza di collaboratori e di tensioni.
Potremmo avere la tentazione di presentare solo l’aspetto positivo ed edificante, ma questo non sarebbe un quadro completo, non sarebbe un resoconto equilibrato. Se è vero che la potenza di Dio si vede proprio nella debolezza, e che la Bibbia non nasconde i fallimenti e le difficoltà di uomini anche importanti, non c’è ragione per celare che oltre a miracoli e benedizioni, si incontrano anche difficoltà, problemi, scoraggiamenti e frustrazioni.

La nascita del Teen Challenge negli USA

Life int 1958

L’articolo che cambò la vita di Wikerson

La rivista Life che attirò l’attenzione di Wilkerson

wilk bible

La foto di Wilkerson scattata nel Tribunale con la Bibbia in mano

La storia di come è iniziato Teen Challenge è raccontata nei libri “La croce e il pugnale” e “Anni dopo”, per cui qui ne daremo solo alcuni cenni.
David Wilkerson, pastore evangelico in una piccola chiesa di campagna, leggendo un articolo sulla rivista Life fu attratto dal tentativo di fornire una forma di assistenza spirituale a giovani coinvolti in un omicidio a New York, e si trovò per la prima volta a contatto con la situazione di degrado, abbandono, droga, promiscuità sessuale e violenza delle bande adolescenziali che ne caratterizzavano la vita di diversi quartieri della città.
Wilkerson iniziò ad occuparsi della situazione dei giovani a New York nel 1958, creando un gruppo di lavoro che chiamò “Teen Challenge” (sfida adolescenziale) e che in pochi anni si diffuse in vari stati degli USA divenendo poi un modello per iniziative evangeliche anche all’estero. Il concetto ispiratore di base che lo spinse fu la convinzione e la fede che, tramite un incontro e un rapporto personale con Dio, anche i ragazzi delle bande di strada potessero trovare la forza, lo stimolo e le motivazioni per cambiare vita e uscire dalla violenza, dalla tossicodipendenza e dal degrado personale, sociale e culturale nel quale si trovavano.
Cominciò a predicare il Vangelo ai ragazzi e ragazze per le strade di New York, ma ben presto si accorse che chi era interessato e si avvicinava alla fede aveva bisogno, per evitare di ricadere nello stile di vita precedente sotto le forti pressioni degli amici, di un posto nel quale poter superare la sindrome di astinenza dalla droga e di una “casa protetta” dove poter rafforzare nel cambiamento iniziato, prima di poter rientrare nel suo ambiente.
Per questo, ad integrazione delle intenzioni e attività iniziali, aprì una prima casa di accoglienza a Brooklyn, gestita da volon­tari di chiese evangeliche che, senza preparazione specifica, cominciarono ad assistere quelle persone che volevano cambiare la loro vita, integrando lo studio della Bibbia e la sua applicazione con al­tre attività di vita comunitaria.
Lo sviluppo di quest’attività portò all’apertura di altre case di prima accoglienza e di “fattorie”, lontane dalla città, dove ospitare chi aveva iniziato un percorso di cambiamento e allontanarlo momentaneamente dal suo ambiente.
Il lavoro svolto a New York ottenne dei riconoscimenti da parte del Dipartimento della Sanità dello Stato di New York e dal National Institute on Drug Abuse. A seguito di una ricerca effettuata nel 1975 su giovani che avevano iniziato i programmi di recupero sette anni prima, la dott.ssa Katherine Hess (fu la prima che introdusse l’uso del metadone per l’assistenza ai tossicodipendenti nello Stato di New York), al termine del lavoro di elaborazione dei dati, rilevò una percentuale di soggetti che non assumevano stupefacenti al momento dell’intervista pari all’86%, contrapposti ai risultati ottenuti in ospedali specializzati (1%) e in comunità terapeutiche sociali (10%) affermando che “sembra ragionevole concludere che il coinvolgimento con Teen Challenge sia associato a grandi cambiamenti nel comportamento in un importante numero di eroinomani”. Quella stessa ricerca mise in evidenza che l’unica differenza significativa che emergeva dal confronto fra i programmi delle varie comunità terapeutiche era la presenza nelle comunità Teen Challenge del riferimento a valori spirituali ritenuti fondamentali per il cambiamento, il “fattore Gesù”, come fu chiamato.
L’eco di questa iniziativa si sparse velocemente e nacquero molti altri gruppi di questo tipo negli USA, dove è attualmente presente e operante nella maggior parte degli stati con un totale di oltre un centinaio di Comunità Terapeutiche e molte altre iniziative, ottenendo espliciti riconoscimenti e apprezzamenti da diverse istituzioni, compresi i presidenti Gerald Ford, Ronald Reagan, George Bush sr e George Bush jr.

Teen Challenge inizia anche in Europa

Teen Challenge sorse in Europa nel 1969 a L’Aia, in Olanda, quando anche tra le chiese evangeliche europee presero l’avvio le prime iniziative tra tossicodipendenti. Dopo l’arrivo in Europa del dott. Howard Foltz, un missionario evangelico americano che aveva già collaborato con Teen Challenge in Texas (USA), queste iniziative assunsero il nome e la filosofia di lavoro dell’opera. Cominciarono ad essere aperti punti di primo contatto e di ascolto (chiamati coffee-house) nelle strade di molte città europee e i primi centri di riabilitazione (come venivano chiamate le Comunità Terapeutiche) per tossicodipendenti. Nacque la necessità di un coordinamento europeo, chiamato inizialmente Continental Teen Challenge, poi Eurasia Teen Challenge e, attualmente, Europe Teen Challenge (ETC), i cui direttori, dopo il dott. Foltz, furono Alfred Perna jr, un missionario americano di origini italiane, e attualmente il dott. Tom Bremer.
Prima con sede in Germania ed ora a Fanhoes (Portogallo), si sviluppò una scuola di formazione residenziale che fornì per molti anni l’assistenza e la formazione agli operatori e ai responsabili delle Comunità Terapeutiche Teen Challenge, e non solo, che sorsero in Europa. Queste iniziative si svilupparono con proprie associazioni nazionali, partendo dall’Olanda, quindi Germania, Svizzera fino ad estendersi e ad arrivare ad avere attualmente gruppi Teen Challenge che operano con Comunità Terapeutiche, punti di primo contatto, scuole di formazione, attività di prevenzione e counselling, nella maggior parte delle nazioni europee.

Teen Challenge diventa un network mondiale

TCI

Il gruppo fondatore di Teen Challenge International

Nel 1994, per coordinare le molte e continue richieste di aiuto e collaborazione per iniziare attività Teen Challenge in molte nazioni extraeuropee, fu creata una struttura di coordinamento e di riferimento globale che potesse meglio rispondere a tutte le richieste di formazione e di assistenza. Il gruppo fu chiamato inizialmente Teen Challenge International e poi Global Teen Challenge.Dalla sua fondazione, Global Teen Challenge ha potuto offrire sostegno e collaborazione finanziaria, di formazione, di contatto con le autorità e di incoraggiamento in molte nazioni del mondo nelle quali i gruppi Teen Challenge non erano presenti o stavano muovendo i loro primi passi. Attualmente Teen Challenge opera in tutti i continenti, in oltre un centinaio di nazioni.

Una prima nascita: “Teen Challenge Italia – Sfida Giovanile”

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La casa acquistata a Melazzo

Tomaselli 2

Charito e Tony Tomaselli

In Italia Teen Challenge fece la sua prima apparizione nel 1973, con la costituzione a Vicenza dell’associazione “Teen Challenge Italia – Sfida Giovanile”, costituita da missionari americani, pastori e responsabili di chiese che volevano impegnarsi nel lavoro fra i tossicodipendenti. In collaborazione con Continental Teen Challenge furono attuate alcune iniziative evangelistiche ed acquistata una vecchia tenuta colonica a Melazzo, un piccolo paese in provincia di Alessandria a pochi chilometri da Acqui Terme, per iniziare un’attività di recupero di persone tossicodipendenti. Incontrando, però, alcuni ostacoli e difficoltà l’associazione si sciolse nel 1975. Giacomo (Tony) Tomaselli (uno dei soci) con sua moglie Maria del Rosario (Charito) Ortega Gonzales, che si erano convertiti a Cristo alcuni anni prima a Vicenza, casa vecchia 2avvertendo una personale chiamata da Dio per lavorare in questo settore, decisero di continuare da soli l’attività di recupero, rilevando la fattoria acquistata nella quale si trasferirono con i figli Walter e Silvia (in seguito nacque anche Ester). Con il loro trasferimento presero l’avvio i lavori per la trasformazione della fattoria in comunità di recupero. I fondi necessari e parte della mano d’opera, provennero soprattutto dall’attività professionale di Tomaselli, oltre che da chiese evacasa vecchiangeliche italiane (grazie alla crescente sensibilità al bisogno che si stava sviluppando) ed estere (tramite il sostegno di un missionario americano, Alfred Perna jr).
Gli anni dal 1975 al 1979 furono dedicati principalmente alla ristrutturazione della fattoria, con la collaborazione di membri di varie chiese, particolarmente di Milano e Vicenza.

La ripartenza: “L’Arca Teen Challenge”

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John e Sandra Bocchieri e Al Perna – Primo corso di formazione

Con il sostegno morale e in collegamento con il Teen Challenge europeo, nel 1979 fu creata ­l’associazione “L’Arca – Centro cristiano di assistenza drogati – Teen Challenge”, i cui soci provenivano da diverse realtà evangeliche italiane. Fu un apporto molto importante che rese la collaborazione e lo scambio con le svariate espressioni delle chiese evangeliche una delle sue basi fondanti. L’associazione, il cui nome venne successivamente modificato in “L’Arca Teen Challenge”, adottò principi ispiratori, filosofia e metodologia di lavoro del Teen Challenge e usufruì, tramite l’interscambio di informazioni e la formazione degli operatori con il network Teen Challenge in Europa e USA, dell’esperienza maturata anche in culture e realtà sociali nelle quali le dipendenze si erano sviluppate con alcuni anni di anticipo rispetto all’Italia.
Nel maggio 1979 si tenne, grazie a Europe Teen Challenge, il primo corso di formazione e di informazione per chi era interessato a questa attività. Fu un momento molto importante che contribuì alla formazione dei primi operatori, tutti volontari, provenienti da chiese evangeliche italiane.
Negli anni precedenti si erano già avvicendati alcuni collaboratori, ma quelli presenti all’inizio del lavoro nell’autunno del 1979 erano Tony e Charito Tomaselli, Gianni Sensoli da Roma, Chiara Mariani da Perugia, Adriano Cerrina di Asti, Terry e Marsha Peretti con i loro due bambini (missionari delle Assemblies of God americane), Aase Bistroff dalla Danimarca e Gianfranco e Carmen Giuni, gli ultimi arrivati. Molti altri si aggiunsero nel corso degli anni, sia per l’apertura di nuove comunità, sia per un ricambio, collaborando in periodi più o meno lunghi. Tutti “vivevano per fede”, senza cioè, alcun salario per l’attività svolta, ma come missionari ricevevano offerte da parte delle chiese che desideravano sostenerli. Le offerte erano anche la voce più importante delle entrate dell’associazione, che ha sempre basato il suo lavoro principalmente su aiuti economici provenienti prevalentemente dalle chiese evangeliche italiane, delle quali facevano parte anche tutti i collaboratori, rinforzando lo scambio fra realtà evangeliche di varia estrazione e tradizione.

Fasi di sviluppo a Melazzo

1982 Kades studio

Un gruppo del centro Kades

Anche se precedentemente erano già state ospitate alcune persone tossicodipendenti in forma saltuaria, il lavoro iniziò “ufficialmente” nell’autunno del 1979, con la formazione di un gruppo di lavoro stabile e l’arrivo dei primi ragazzi.
Adattando alla situazione italiana quanto fatto all’estero, fu stabilito un programma terapeutico che comprendeva momenti di riflessione biblica e preghiera, lavoro, ricreazione e sport, incontri di gruppo e attività esterne.
Le attività lavorative, che gli operatori svolgevano insieme agli ospiti, includevano l’agricoltura e l’allevamento di animali, che per la maggior parte dei collaboratori, nata e cresciuta in città, erano esperienze totalmente nuove da dover insegnare ad altri, rappresentando una sfida e uno stimolo all’apprendimento incredibile.
Un’importante tappa del lavoro, che inizialmente si rivolgeva ad un’utenza solo maschile, fu la prima “graduation”, il primo fine programma, di un ragazzo presso la comunità, nell’aprile del 1980.
Considerando la grande instabilità iniziale dei ragazzi appena arrivati, nell’autunno del 1980 venne aperta, in una fattoria a qualche chilometro di distanza da Acqui Terme, una casa di “prima accoglienza” per ospitarli per qualche settimana prima del loro ingresso nella comunità vera e propria e poter svolgere una prima evangelizzazione e verifica delle loro reali intenzioni di cambiare vita.
Ci fu anche la possibilità di collaborare all’apertura di una chiesa evangelica ad Acqui Terme, collaborando con il pastore Terry Peretti: sarebbe diventata la chiesa di riferimento della maggior parte dei collaboratori della comunità di recupero e dei ragazzi ospiti.

Apertura di comunità a Calamandrana e Gibellina

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Panoramica del centro Hebron

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Maria e Romano Lacqua

La mancanza di un posto dove poter ospitare le ragazze si faceva sentire e veniva percepita come una limitazione del lavoro svolto. Il Signore rispose alla fine del 1980 tramite Romano Lacqua e Maria Valiente, una coppia che si convertì a Cristo tramite la testimonianza di vita di Tony e Charito, dopo essersi conosciuti e frequentati grazie alla connazionalità di Maria e Charito, entrambe spagnole. Dopo la conversione tra­sformarono il loro ristorante “La ruota” con annessa abitazione a Calamandrana Alta, un piccolo paese in provincia di Asti, in una comunità femminile, della quale furono i primi responsabili, e che venne inaugurata nel maggio del 1981.
Il bisogno e l’interesse per il recupero di persone tossicodipendenti era sempre più sentito nelle chiese evangeliche in molte parti d’Italia. Verso la fine del 1982, con l’iniziale coinvolgimento a tempo pieno delle famiglie di Teresa e Gianni Giannone e di Daniela e Mauro Adragna, fu aperta una comunità maschile a Gibellina (TP), nella ex baraccopoli eretta dopo il terremoto nella Valle del Belice del 1967 e concessa in uso gratuito dal comune che la intitolò al generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, allora recentemente ucciso dalla ma­fia. Con l’apertura di più comunità, si creò l’esigenza di dare loro un nome che le differenziasse.

I nomi delle comunità

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Le “baracche” del centro Hebron

1981 Sichem Centre

Il centro Sichem a Calamandrana

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Il centro Kades dopo la ristrutturazione

Ricordando una riflessione biblica presentata nel 1980 da uno dei responsabili di una chiesa di Milano, Ismaele Giuni, sul ruolo di sei “città di rifugio” bibliche e cogliendone le analogie con quello di una comunità terapeutica, venne decisa l’adozione dei nomi di quelle città.
Quello a Melazzo fu chiamato Kades, quello a Calamandrana fu chiamato Sichem e quello a Gibellina Hebron.

 

Sviluppo

raduno ex

Il primo raduno ex-studenti – 1984

gruppo sichem

Un gruppo del Centro Sichem a Calamandrana – 1982

sichem gruppo

Un gruppo del Centro Sichem a Sermide – 1989

hebron gruppo

Un gruppo del Centro Hebron – 1983

La famiglia Tomaselli si trasferì in Spagna, nazione di origine di Charito, per iniziarvi il lavoro di Teen Challenge, lasciando la direzione ad un nuovo gruppo di persone, pur mantenendo alcune responsabilità.
Lo sviluppo del lavoro comportò la creazione, nel 1983, dell’Ufficio Centrale, con il compito di coordinamento del lavoro svolto dalle comunità e per lo sviluppo di altri aspetti di servizio, come la prevenzione delle dipendenze, l’evangelizzazione, la visita alle chiese, la formazione.
In quegli anni furono ospitati ed aiutati nel loro percorso di rinascita spirituale, emotiva e fisica molti ragazzi e ragazze con problemi principalmente di tossicodipendenza. Questo portò alla conversione a Cristo di molti di loro, che poterono rientrare nelle loro famiglie, ricucire le relazioni e riprendere i rapporti con figli o genitori (alcuni dei quali si convertirono a loro volta a Cristo), entrare a far parte attiva di chiese locali, reinserirsi nel mondo del lavoro, completare gli studi, sposarsi e costituire una famiglia.

battesimi fiume

Momento battesimale nel torrente

Crebbe la collaborazione con le chiese evangeliche locali, che indirizzavano a L’Arca Teen Challenge chi aveva bisogno di aiuto, e questa collaborazione si esprimeva anche in incontri fra persone provenienti da diverse realtà evangeliche, rinforzando l’aspetto di collaborazione e scambio “inter-denominazionale”del lavoro svolto. Sembrava che nell’ambien­te “neutro” de L’Arca Teen Challenge le diversità esistenti fossero messe da parte di fronte a qualcosa di più grande e di più importante: il cambiamento radicale di vita dei ragazzi e delle ragazze ospiti. Ci furono servizi battesimali sia in torrenti, sia nei locali di culto, in collaborazione con le chiese di provenienza o di destinazione dei ragazzi e delle ragazze convertiti.

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Un “fine programma” sotto la tenda di “Cristo è la Risposta” in Sicilia

Il rapporto che si creava con molti di loro era così intenso da essere destinato a durare negli anni, e con alcuni è vivo ancora oggi.
Furono molti i momenti belli, vissuti vedendo in prima persona l’intervento soprannaturale di Dio. Spesso vivevamo “dovendoci” aspettare un miracolo continuo e Dio non deluse: molti ragazzi e ragazze non attraversarono la crisi di astinenza da eroina dopo aver pregato per loro; altri dormirono “inaspettatamente” tutta la notte in seguito alle preghiere; altre volte arrivarono offerte proprio nel momento in cui avevamo bisogno di denaro per andare avanti e stavamo pregando per questo; altre volte assistemmo a liberazioni di ragazzi e ragazze disturbati da oppressioni spirituali; ci furono coppie che riconsacrarono il loro matrimonio a Dio dopo anni di uso di droghe; bambini che ritrovarono la propria mamma ormai non più tossicodipendente, ricominciando a vivere con loro; processi penali che portarono ad assoluzioni o sospensioni della pena grazie al cambiamento osservato dai giudici.
Ci furono tante occasioni nelle quali vedemmo la Sua protezione da incidenti, e tra queste non posso non menzionare la protezione e la calma che Dio diede a Sergio, uno dei collaboratori, quando un ragazzo lo minacciò seriamente con un coltello da cucina; oppure quando un ragazzo alto e forte prese a pugni Daniele che non riportò conseguenze; o quando una ragazza durante un colloquio mi prese il braccio mordendomelo; quando, durante una riprensione, un ragazzo “palestrato” mise improvvisamene le mani attorno alla gola di Filippo senza riuscire a stringerle; quando il trattore a cingoli  su cui  un ragazzo stava lavorando si rovesciò senza che lui ne ricevesse gravi danni; entrammo nella stanza di una ragazza proprio nel momento in cui lei era sul davanzale della finestra per buttarsi del secondo piano  e ancora quando un ragazzo nel bosco scivolò andando ad appoggiare il piede sulla lama di una motosega accesa che tagliò suola e calza senza incidere la pelle; e tanti altri episodi per i quali a Dio vanno il ringraziamento e la gloria.
Alcuni di coloro che uscirono dalla tossicodipendenza in seguito sono diventati anche pastori e anziani di chiesa, altri responsabili di gruppi giovanili, altri ancora hanno dedicato la loro vita ad aiutare chi era nel bisogno con Teen Challenge o missioni e associazioni cristiane di altro tipo. Altri ancora, e a loro va un ricordo particolare, sono morti di AIDS o malattie epatiche, conseguenza della loro vita precedente.
A Pasqua del 1984 venne organizzato il primo raduno per “ex studenti “ (come venivano chiamati gli ospiti delle comunità), al quale parteciparono buona parte dei ragazzi e delle ragazze che avevano terminato il loro programma di recupero. Il tema scelto, “Gesù è il Signore”, permise di ricordare i cambiamenti delle loro vite avvenuti anche grazie alla disponibilità e impegno di tutti coloro che avevano collaborato, chi per qualche mese, chi per molti anni, nell’opera.
Negli anni ci furono tre gravi perdite: Romano Lacqua nel 1986, responsabile del Centro Sichem, Umberto Mosca, uno dei collaboratori del Centro Kades nel 1987, e Matteo Leccese nel 1993, che collaborava con l’Ufficio Centrale e il Centro Sichem, ci hanno preceduti con il Signore durante il servizio che stavano svolgendo per Dio, ed a cui avevano dedicato la vita lasciando tutto per “vivere per fede”. Li vogliamo ricordare per chi erano e per quello che hanno fatto e significato.

Le altre attività svolte

Informazione
GdB 1989Per far conoscere il lavoro svolto, Liberi di 1992inizialmente venivano inviate in modo informale lette­re circolari ad amici, sostenitori e chiese evangeliche. Successivamente fu fondato un periodico informativo, il “Gior­nale di Bordo”, che cambiò poi il nome in “Liberi di...” e che divenne lo strumento principale usato per molti anni per divulgare notizie, necessità e attività svolte.

Formazione e seminari di studio
La formazione era un importante aspetto de L’Arca Teen Challenge, e dopo il primo corso del maggio 1979, si con­tinuò ad organizzarne, principalmente durante le estati. Vennero affrontati temi che riguardavano il lavoro fra persone con problemi di dipendenza, la riabilitazione, la mentalità giovanile, l’omoses­sualità, il counselling cristiano, l’AIDS, la famiglia, l’occultismo, la preven­zione, il lavoro con persone emarginate. Per molti anni questi corsi furono uno degli strumenti per la formazione di collaboratori, per divulgare il lavoro svolto e di ausilio per affrontare problemi simili all’interno della propria chiesa di appartenenza.
Parallelamente si creò un servizio per la diffusione dei corsi di formazione attraverso cassette audio e video.
Tutta la attività di formazione venne in seguito ampliata con l’organizzazione di corsi di formazione e seminari di studio ad hoc anche presso chiese locali.

 Pubblicazione di libri
Altro strumento per far conoscere il lavoro e stimolare l’attenzione e il coinvolgimento verso l’aiuto a persone con problemi, fu la pubblicazione di libri. In occasione del decimo anno di lavoro, nel 1989 venne pubblicato il libro “Il gioco del vigliacco”, la storia di Mauro, un ragazzo uscito dalla tossicodipendenza, raccontata da Robert Hughes, uno degli operatori che lo aveva seguito durante il suo percorso di recupero; nel 1992 fu tradotto e pubblicato “A un passo dall’in­fer­no”, di Don Wilkerson, che affronta il tema del lavoro fra persone con gravi problemi come l’alcolismo e la tossicodipendenza; nel 2001 “Consigli con le Scritture”, di Don Wilkerson, una raccolta di testi biblici da utilizzare nella consulenza persone con problemi; nel 2003 “La Bibbia nella consulenza” di Waylon Ward, un approccio al counselling cristiano.

 Attività evangelistiche
In collaborazione con chiese evangeliche locali si organizzarono campagne evangelistiche in molte località, sia attraverso conferenze e con l’ausilio dei film “La croce e il pugnale” e “Marita”, sia con gruppi musicali, testimonianze o predicazioni.
Fummo presenti con un nostro stand a manifestazioni, conferenze e feste popolari e partecipammo a tra­smissioni radio e televisive, sia della RAI sia di emittenti private, evangeliche e secolari, affrontando le problematiche delle dipendenze.

 Prevenzione delle dipendenze
Fin dal 1980 furono attivate iniziative di pre­venzione all’uso di droghe con l’utilizzo del documentario “Il fattore Gesù”, basato su interviste alla dott.ssa Hess ed a ragazzi inseriti nei programmi di recupero Teen Challenge a Brooklyn (New York) e a Rehesburg (Pennsylvania), e del film “La Croce e il coltello”, una riduzione cinemato­grafica del libro “La croce e il pugnale”.
Fu, però, soltanto nella seconda metà degli anni ‘80 che la prevenzione si sviluppò in modo più si­stematico, anche con l’ausilio di un apposito filmato, “Marita”, pro­dotto dal Teen Challenge Norvegia. Fu utilizzato per molti anni nelle attività di prevenzione in scuole e chiese, fino allo sviluppo di nuovi approcci basati sul ruolo che lo sviluppo adolescenziale gioca all’inizio dell’assunzione di droghe. Dal 1991 al 2013 ebbero luogo centinaia di interventi a cui hanno partecipato un totale di circa 20.000 studenti nelle scuole medie e superiori di molte città italiane.

 Tante altre cose
Le attività svolte furono molte e diversificate. Alcune durarono anni, altre tempi più brevi.
Il lavoro svolto da L’Arca Teen Challenge fece da paradig­ma per molte iniziative evangeliche di recupero tossicodipendenti sorte negli anni seguenti. Collaborammo con la formazione di operatori alla nascita di comunità terapeutiche evangeliche a Grazzanise (CS) nel 1982, a Borgo Vodice (LT) nel 1982, a Trevignano (VT) nel 1984, a Sassuolo (MO) nel 1985 ed a Martina Franca (TA) nel 1991, e con alcune iniziative di primo con­tatto e ascolto a Bari, Genova, Grosseto, Manfredonia (FG), Milano, Napoli, Roma e Torino.

Fra le altre attività ricordiamo:

  • l’organiz­zazione di un servizio di noleggio di videocassette del film “La croce e il coltello” quando non erano ancora disponibili per la ven­dita;
  • l’aiuto a famiglie in diffi­coltà sia residenzialmente sia tramite counselling non residenziale;
  • la traduzione e la preparazione per l’uso, prima all’interno delle comunità di recupero e successivamente a disposizione anche di chiese e altri gruppi di formazione, del Curriculum di Studi Personali e di Gruppo per Nuovi Cristiani del Teen Challenge;

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    Durante la registrazione delle musicassette

  • la produzione di due musicassette di lode “In un atti­mo l’eternità” nel 1983 e “È giunto il tempo” nel 1985 ad opera di un gruppo formato da collaboratori e residenti nei programmi.è giunto il tempoIn un attimo

Difficoltà e problemi interni

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Il Centro Sichem a Sermide

Nel corso degli anni il lavoro conobbe fasi alterne di grandi cambiamenti, di espansione e di contrazione e difficoltà. Questo fu dovuto all’incertezza economica dal momento che tutte le attività erano sostenute con offerte e libere contribuzioni, e all’avvicendamento dei collaboratori, tutti volontari, che vivevano “per fede” molti dei quali dedicarono a questo servizio solo un periodo di tempo. La grazia di Dio si mostrò nella Sua capacità di utilizzare strumenti umani imperfetti ed eterogenei.
Nel 1987 si creò la necessità di lasciare la casa di Calamandrana e nel 1988 il centro Sichem si trasferì a Sermide (MN), in una strut­tura più adeguata, e a Gianfranco Giuni fu chiesto di assumerne la responsabilità, prima ad interim, poi in modo definitivo.
Anche il Centro Hebron, alla fine degli anni ‘80, si trasferì da Gi­bellina (TP) a Comiso (RG), per avere strutture abitative migliori dei vecchi prefabbricati e avvicinarsi a zone più facilmente raggiungibili, e facilitare il contatto con le chiese evangeliche locali.
La necessità di rilevare la proprietà del Centro Kades e il trasferimento del Centro Sichem in provincia di Mantova, portarono alla fine degli anni ’80 alla decisione di creare delle associazioni con riconoscimento giuridico regionale (L’A.T.C. Kades, L’A.T.C. Sichem, ecc.) che avrebbero continuato a lavorare sotto il coordinamento di quella nazionale.
All’inizio degli anni ‘90, però, sorsero difficoltà e tensioni relazionali interne per diverse impostazioni filosofiche ed ecclesiali che portarono allo scollegamento di tutto il lavoro. Il Centro Hebron in Sicilia decise di staccarsi e continuò ad operare per alcuni anni sotto altro nome, il Centro Kades decise di essere autonomo e si collegò successivamente con l’Ente Morale “Assemblee di Dio in Italia”.

Il lavoro prosegue

Il lavoro del Teen Challenge proseguì con la comunità di recupero femminile a Sermide che ne assorbì tutte le attività (formazione, prevenzione, visite, conferenze).
L’Arca Teen Challenge Sichem, grazie al denaro arrivato principalmente dal pagamento di rette dei servizi sociali per alcune ragazze e ad una generosa offerta, fu in grado di acquistare nel 1992 la casa di Sermide, messa in vendita per la liquidazione della società proprietaria. In questo frangente potemmo vedere concretamente come Dio stesse guidando le cose. Tutti i documenti per l’acquisto erano pronti ma, per un inghippo burocratico fu rimandato di un anno. Nel frattempo venne promulgata nel 1991 la “Legge Quadro sul Volontariato” che ci permise di non pagare l’IVA (20%) sull’acquisto.
Negli anni successivi ci fu il collegamento prima, e la fusione poi, con il lavoro svolto a Genova dal gruppo “Amici di Daniele”, nome poi cambiato in “VeriAmici Teen Challenge”. Era un’attività di primo contatto con persone nel disagio, tossicodipendenti e prostitute presenti per le strade del centro storico della città, iniziata e portata avanti con la collaborazione di persone appartenenti a molte chiese evangeliche genovesi, che si ampliò con l’apertura di un coffee-house e successivamente di una ludoteca per bambini. In questo modo il lavoro del Teen Challenge ritornava sulla strada e riceveva un’ulteriore spinta di sviluppo e di visione.
Oltre alle attività di recupero dalla tossicodipendenza, di prevenzione, di formazione e di counselling, furono portate avanti al­tre iniziative, quali:

  • attività umanitarie in favore di profu­ghi dall’est Europa con raccolta e distribuzione di vestiario, cibo e medicinali (Albania, Romania, Polonia, Repubblica Ceca);
  • collaborazione alla nascita del lavoro Teen Challenge in Svizzera, in Repubblica Ceca, in Serbia e alla formazione degli operatori in altre nazioni, come Macedonia, Austria, Francia, Svizzera, Croazia, Polonia, Slovacchia, Norvegia e Uruguay;
  • la cura dell’organizzazione di conferenze europee di Europe Teen Challenge, alcune delle quali si svolsero in Italia;
  • la partecipazione a molti convegni, conferenze e dibattiti su dipendenze, abusi, famiglia e prevenzione.

Dopo anni di lavoro e di sviluppo, il numero di ragazze presenti nella comunità iniziò a diminuire, fino a quando, nel 1997, anche in seguito al distacco di altri collaboratori, l’attività di recupero residenziale femminile fu dapprima sospesa e poi definitivamente chiusa, mentre rimanenti attività di formazione, counselling, conferenze, prevenzione e visite a chiese evangeliche continuarono a svilupparsi.

Un nuovo programma

Il servizio di counselling cristiano iniziò nel 1999 con il primo corso di formazione specifico a Sermide (MN), ma fu nel 2002 che iniziò la formazione in counselling cristiano certificato dalla Association of Christian Counsellors (UK). Il counselling, da quegli anni in poi, fu il settore di maggiore crescita e sviluppo, sia per la richiesta di aiuto da parte di persone e famiglie, sia nella realizzazione dei corsi di formazione.

E ora?

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La attuale sede di Asti

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Spazio per gli incontri di counseling

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L’ufficio di Asti

Dopo la chiusura dell’attività di recupero residenziale si fece sempre più forte l’esigenza di una sede logisticamente più accessibile, e il trasferimento avvenne nell’estate del 2006.
Attualmente L’Arca Teen Challenge opera avendo la sua sede ad Asti. Porta avanti iniziative e programmi che in parte sono una continuazione di quello che aveva sempre fatto, in parte esprimono un adeguamento alle diverse necessità non soddisfatte che si sono create e sviluppate nella società e nelle chiese.

  • Continuiamo ad occuparci di:
    prevenzione delle dipendenze nelle sue varie forme, con iniziative destinate sia a persone a rischio (giovani in età scolare), sia a genitori e adulti, attraverso incontri in scuole, chiese locali, gruppi giovanili e conferenze. A tal fine sono utilizzati programmi indirizzati alla prevenzione dell’uso di droghe, di alcol, di comportamenti di bullismo e delle dipendenze in genere;
  • counselling cristiano, o cura pastorale approfondita, utilizzando l’esperienza acquisita per aiutare persone con problemi che controllano la loro vita (dipendenze che non richiedono un intervento residenziale, difficoltà relazionali famigliari, conseguenze di abusi di vario tipo) e necessitano di un sostegno anche spirituale. Per svolgere questo lavoro è attivo un punto di counselling ad Asti e uno a Torino, un servizio di counselling via e-mail (hounproblema@libero.it), via telefono (01411856003) e via Skype (hounproblemaatc);
  • attività di formazione sul counselling attraverso corsi accreditati dall’Associazione Consulenti Cristiani su questioni riguardanti le dipendenze, l’educazione famigliare, la comunicazione;
  • organizzare una conferenza annuale di formazione e scambio su argomenti di counselling e dipendenze;
  • curare una rubrica radiofonica, “Liberi da…”, in collaborazione con il centro di produzione radio CRC, su argomenti di attualità e dipendenze;
  • un sito internet (www.teenchallenge.it) e di pagine su dei social network (Facebook e Twitter) con informazioni sulle attività dell’associazione ed argomenti collegati;
  • collaborare con Europe Teen Challenge e Global Teen Challenge in attività di formazione e conferenze sia in Italia, sia all’estero.
    Tutto questo viene portato avanti in collaborazione e al servizio delle tante realtà ecclesiali presenti in Italia rimarcando come L’Arca Teen Challenge continui a essere un ponte fra tante realtà di chiesa.

Ringraziamenti

Sono passati ormai quasi 36 anni da quando è iniziato “ufficialmente” il ministero de L’Arca Teen Challenge in Italia ed è giusto ringraziare pubblicamente tutti coloro che, in un modo o in un altro, a tempo pieno o parziale, con il loro denaro o con il sostegno in preghiera, hanno collaborato rendendo possibile arrivare fino ad ora.
GRAZIE!

Tutto il lavoro svolto continua ad essere fatto “per fede”, grazie ad offerte e contributi, come proseguono ad operare “per fede” i collaboratori attuali. Questo è un segno della costanza della bontà di Dio che è sempre stato fedele nel provvedere quanto necessario… e anche di più.

A Dio va la gloria e il ringraziamento per quanto L’Arca Teen Challenge ha fatto in questi anni di aiuto a persone con problemi, cercando di “servire il consiglio di Dio nella sua generazione”.

 

- adattato dal libro: “Dipendenze e codipendenze”, di Gianfranco Giuni, ediz. CdB, Torino, 2014