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Le News sulle DIPENDENZE                                             aggiornate al 04 Giugno 2010

I testi delle  ALCOOL NEWS

*Tutte le news hanno solo scopo informativo e non dipendono da L'Arca Teen Challenge.

03/05/2010- Alcool e farmaci: una combinazione rishiosa
tratto dal sito:Diariodelweb.it

L’abbiamo sentito dire molte volte: mai mescolare l’alcool coi farmaci. Ma non tutti si rendono conto dei gravi pericoli per la salute che sono causati dall’ingerire nello stesso tempo bevande alcoliche e medicinali. A volte queste accoppiate si rivelano micidiali perché le bevande alcoliche consumate in abbondanza possono accentuare gli effetti collaterali di certe medicine o possono provocare reazioni del tutto avverse. Succede che l’alcool impegna gli enzimi del fegato che così non possono più metabolizzare i farmaci.

La conseguenza è il sovradosaggio di sostanze farmacologiche con la conseguenza di inevitabili fenomeni di tossicità. A cura degli esperti riportiamo un elenco delle combinazioni alcool-farmaci più a rischio, specificando che gli effetti dell’interazione non si conoscono fino in fondo ma che esistono comunque delle regole cui attenersi per correre meno rischi : una delle regole prevede per ogni classe di farmaci un limite di bevuta oltre il quale si potrebbero avere interazioni pericolose con l’alcol.

Specificheremo via via.

1) Partiamo dagli ANTIBIOTICI che possono interferire con la metabolizzazione dell’alcol. Gli esperti affermano che «Parte dell’alcol assunto, infatti, è scomposto dal fegato in acetaldeide, una sostanza tossica eliminata da alcuni enzimi. Le cefalosporine (altri antibiotici) neutralizzano l’azione di questi enzimi favorendo l’accumulo di acetaldeide. In questo caso compaiono arrossamento della pelle, nausea, vomito, palpitazioni, abbassamento della pressione. Chi assume questi farmaci deve astenersi dal bere alcolici fino a tre giorni dopo l’interruzione della cura.»
2) ANTICOAGULANTI, i farmaci come la warfarina che impediscono la formazione di trombi nel sangue. Il rischio di sanguinamento è in agguato se l’assunzione di alcool è prolungata. Verrebbe cioè annullata l’efficacia terapeutica del medicinale. Il limite massimo è 5 bicchieri.
3) ANTISTAMINICI: l’alcol interagisce con quelli poco sedativi (clemastina,clemizolo, ciclizina, feniramina) accentuando gli effetti esercitati dai farmaci sul sistema nervoso, ma non con quelli non sedativi (astemizolo,cetirizina, crivatina,loratadina). Compaiono quindi sonnolenza, calo di attenzione e concentrazione a seconda della quantità di alcool assunta. Il limite massimo è di tre bicchieri.
4) ANTIPERTENSIVI. L’assunzione prolungata di alcool aumenta la pressione e riduce l’effetto dei farmaci. Se si superano i tre o quattro bicchieri di vino una volta ogni tanto può accadere che l’alcol accentui l’azione degli ipertensivi:quindi la pressione cade rapidamente e la persona può svenire. Il limite è due bicchieri.
5) ANTIDIABETICI. L’alcool potenzia gli effetti e quindi si può andare incontro a crisi ipoglicemiche che alterano la lucidità mentale. Il limite è un bicchiere
6) ANSIOLITICI. Una piccola quantità di alcool può avere effetti negativi se è associata all’assunzione di benzodiazepine: può causare infatti sonnolenza e appannamento. Se l’alcool è assunto con lorazepam ne riduce l’efficacia. Se invece è preso con l’alprazolam può aumentare l’aggressività della persona.. L’alcool può provocare questi effetti fino a 12 ore dopo l’assunzione degli ansiolitici. Il limite è 2 bicchieri


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17/04/2010- Lo sballo dei nonni, 2,5 milioni a rischio d'abuso di alcol, farmaci e droghe
tratto dal sito:Corriere.it

GARDONE RIVIERA (BRESCIA) - Anche i nonni amano lo sballano. Spesso soli, con problemi di salute e difficoltà economiche, si rifugiano nella bottiglia, nei farmaci che leniscono l'ansia e anche nelle droghe come la cocaina. Ben 2,5 milioni di «over 65» italiani sono a rischio abuso di alcolici, medicinali e sostanze illegali. In aumento del 10% rispetto a un anno fa, con una stima di crescita di un terzo entro dieci anni. Lo rivelano gli esperti riuniti per il X Congresso della Società italiana di psicogeriatria, a Gardone Riviera (BS) dal 15 al 17 aprile, sottolineando che i cambiamenti della società stanno profondamente influenzando il pericolo di abuso nella terza età, spesso poco conosciuto e sottovalutato.

FENOMENO IN CRESCITA - «È in crescita - spiega Marco Trabucchi, presidente della Società italiana di psicogeriatria - il fenomeno delle separazioni tra coniugi anche in età avanzata, evento nuovo che ha effetti devastanti sulla psiche dell'anziano, in particolar modo della donna. Le anziane casalinghe bevono molto, quando non hanno interessi familiari e sono sole, e fanno spesso un uso inappropriato o eccessivo di analgesici oppioidi, ansiolitici e sedativi». In molti casi, l'unica compagnia è la pasticca o la bottiglia. Per Trabucchi, inoltre, «le difficoltà economiche incidono sulla possibilità di avere attività sociali, così come il pensionamento: la "sindrome della perdita di senso", collegata con la fine del lavoro, comporta spesso depressione e la sensazione di essere inutili. Così, l'alcol e lo stordimento dato dai farmaci assunti in modo inappropriato o addirittura dalle droghe diventano un rifugio per molti». Si stima che oggi siano circa 10 mila gli anziani che consumano cocaina o altre sostanze come marijuana e anfetamine.

ANZIANI ASSISTONO ANZIANI - «Non è più raro che donne "over 65'" si trovino ad assistere le madri novantenni - osserva Trabucchi - Una situazione fragilissima, esposta alle malattie dell'una e dell'altra e all'angoscia di chi presta assistenza per il timore di perdere nel tempo la capacità di essere d'aiuto in maniera efficace. La maggior parte dei caregiver (coloro che prestano assitenza) lo diventa per affetto e per necessità, perchè la storia personale o delle relazioni in famiglia non lascia spazio ad altre possibilità». «Il 60% delle donne caregiver - prosegue l'esperto - non lavora o è casalinga, le altre spesso sono costrette prima o poi a lasciare l'impiego o a chiedere il part-time perchè in molti casi non ricevono alcun aiuto dall'esterno. Senza dimenticare che la durata dell'assistenza è in continuo aumento: a oggi si prolunga in media per 8-10 anni».

DONNE PIÙ A RISCHIO - Le più a rischio di esaurimento psicofisico sono «le donne over 65, che assistono a tempo pieno il coniuge ormai in fase avanzata di malattia, non hanno aiuto di alcun genere, hanno scarse relazioni sociali, problemi di salute e sono psicologicamente molto provate. Altrettanto a rischio le figlie "multiruolo" (un caregiver su 5), impegnate su più fronti oltre che nell'assistenza al malato, con il quale in genere non convivono». Uno dei momenti più difficili sul piano psicologico è quando il paziente non riconosce più il proprio caro o lo confonde con altri componenti della famiglia. In questi casi alla fatica fisica dell'assistenza si associano le crisi psicologiche, che inducono ripensamenti sull'insieme della propria scelta. «Non dobbiamo sottovalutare le conseguenze, anche pesanti, che tutto questo può comportare - sottolinea Trabucchi - Una malattia invalidante dell'anziano colpisce non solo il paziente, ma la sua intera famiglia: per questo è importante accorgersi del disagio, e aiutare chi aiuta», raccomanda.

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10/03/2010- Rapporto al parlamento sul consumo di alcool
tratto dal sito:Etribuna.com

Il 9,4% della popolazione in Italia consuma quotidianamente alcol in quantità non moderate e il 15,9% non rispetta le indicazioni di consumo proposte dagli organi di tutela della salute, pari a più di nove milioni di persone considerate a rischio. Età media sempre più bassa tra i giovani, poco più di 12 anni con una prevalenza tra le più alte in Europa. Questi alcuni dei dati forniti dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, nella sesta Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in attuazione della Legge 30 marzo 2001, n. 125 “Legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati”.

Nei confronti dell'Europa l'Italia presenta una minore prevalenza di consumatori di bevande alcoliche e una minore diffusione del binge drinking, l'alcolico fuori pasto; tuttavia, fra coloro che consumano alcol, ben il 26% lo fa quotidianamente (il doppio della media europea), il 14% lo fa da 4 a 5 volte a settimana (valore più alto in Europa) e il 34% pratica il binge drinking almeno una volta a settimana (contro il 28% della media europea).

Il binge drinking è diffuso soprattutto nella popolazione maschile di 18-24 anni (22,1%) e di 25-44 (16,9% ). Cresce la prevalenza delle donne consumatrici. Nei ricoveri ospedalieri risulta in aumento anche la percentuale di diagnosi ospedaliere per cirrosi epatica alcolica in rapporto alle altre diagnosi (+ 6,5 punti percentuali dal 2000 al 2006).

Nel 2008, il 17,6% dei giovani di 11-15 anni ha consumato bevande alcoliche, in un'età al di sotto di quella legale per la somministrazione e per la quale il consumo consigliato è pari a zero. Tra i giovani di 18-24 anni di entrambi i sessi, il 70,7% ha consumato bevande alcoliche, con una prevalenza superiore alla media nazionale.

La tipologia di consumo a rischio prevalente tra i giovani è il consumo fuori pasto, che ha riguardato, nel 2008, il 31,7% dei maschi e il 21,3% delle femmine di età compresa fra gli 11 e i 24 anni. Nella stessa fascia di età, il 13,2% dei maschi e il 4,4% delle femmine ha praticato il binge drinking nel corso dell'anno.

Tra i giovani conducenti si riscontra il più alto numero di feriti e morti negli incidenti stradali (29.672 feriti di 30-34 anni e 432 morti di 25-29 anni nel 2007) e l'ebbrezza da alcol ha rappresentato nel 2007 il 2,09 % del totale di tutte le cause di incidente stradale rilevate.

Tra gli anziani di oltre 65 anni, il 48,1% dei maschi e il 13,1% delle femmine consuma alcolici, e in particolare vino, senza attenersi alle linee guida proposte dagli organi di tutela della salute.

La Relazione rileva peraltro che nell'ultimo triennio, in maniera più o meno marcata e diffusa tra le diverse categorie di popolazione e fasce di età, si intravede una positiva tendenza alla diminuzione di alcuni indicatori di rischio, quali la prevalenza dei consumatori quotidiani non moderati, dei binge drinkers, dei consumatori fuori pasto. Si conferma inoltre nel 2006 la positiva tendenza al calo nel tempo del tasso nazionale di mortalità per cirrosi epatica (9,61 per 100.0000 ab. nel 2006) e del tasso nazionale di ospedalizzazione per diagnosi totalmente alcolcorrelata (154,9 per 100.000 ab. nel 2006). Tra il 2006 e il 2007 si è registrata anche una diminuzione del numero degli utenti alcoldipendenti in trattamento nei servizi alcologici del SSN (-3000 circa) e, tra essi, della percentuale di giovani di 20-29 anni, interrompendo una tendenza all'aumento in atto fin dal 1996.

Per il consolidamento di questi dati positivi occorre lavorare, in linea con gli orientamenti della legge 125/2001 e tenendo conto della grande importanza della prevenzione. In questa direzione, Ministero e Regioni sono attualmente impegnati attivamente per inserire il tema alcol e salute nell'ambito del prossimo Piano Nazionale triennale di Prevenzione, con la previsione di interventi regionali e di azioni centrali finalizzati a promuovere stili di vita sani anche in relazione al consumo di alcol.

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24/02/2010- Veronesi, contro l'alcool la proibizione non basta
tratto dal sito:Vitadidonna.it

«Se alcuni giovani inseguono il cosiddetto 'sballo', è perché vivono in una realtà in cui si trovano male e il disagio giovanile è una malattia dell'anima che ha bisogno di trovare un ascolto. Per limitare gli eccessi non basta mettere dei paletti, ma occorre prendere in considerazione tutto lo scenario che sta a monte dell'abuso». 
 
Così l'oncologo ed ex ministro della Sanità Umberto Veronesi, nell'ambito della campagna 'Le parole per dirlo', al via da ieri sul sito www.beviresponsabile.it per prevenire l'abuso di alcol nei giovani puntando sul dialogo con i loro genitori. «Il tema giovani e alcol - sottolinea Veronesi nella prefazione alla Guida per i genitori, scritta da un gruppo di esperti multidisciplinare - mi sta particolarmente a cuore perché riguarda l'educazione dei nostri ragazzi. 
 
Sono padre di sette figli e trovo che uno dei compiti più impegnativi del genitore sia quello di parlare con loro», raccomanda. «Se un ragazzo apprende fin da piccolo ad essere moderato in tutto - prosegue l'oncologo - più difficilmente cadrà in quegli stili di vita che vedono spesso i giovani accorrere al rito pomeridiano dell'happy hour, o abbandonarsi all'insensato binge drinking fino all'ubriacatura. Creando un vero dialogo, i nostri figli potranno trovare una risposta alle loro domande e noi svilupperemo la capacità di comprendere tempestivamente le situazioni di disagio».

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24/02/2010- Alcool: è Assobirra a guidare la prevenzione
tratto dal sito:Newnotizie.it

E’ sicuramente uno dei problemi più pressanti che riguardano i giovani italiani da qualche anno a questa parte. Stiamo parlando dell’alcool, fenomeno sempre più diffuso (anche se, è bene dirlo, un’ indagine Ispad del 2007 pone l’Italia al ventesimo posto su 35 paesi analizzati per diffusione del problema) specie sotto i 17 anni. Fattori di preoccupazione sono soprattutto le nuove abitudini in via di diffusione, quali il bere in poche occasioni, ma bere molto (in gergo ‘binge drinking’), il bere fuori pasto ed avere come unica finalità della bevuta lo stato di ebbrezza e non un reale piacere gustativo. 

Risalta quindi in questo quadro un’iniziativa promossa da Assobirra, l’associazione degli industriali del settore, che è riuscita a coinvolgere diverse competenze e personalità, da Umberto Veronesi, a Costantino Cipolla (Direttore della Scuola di Psicologia dell’Univesità di Bologna), da Andea Balbi, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Roma ad Amadeus, chiamato come testimonial, passando per medici di famiglia come Claudio Cricelli. Al di là dei consueti slogan in stile “bevi responsabilmente”, tanto inflazionati quanto probabilmete totalmente inefficaci e incapaci di giungere all’orecchio dei destinatari, colpisce in particolare l’iniziativa denominata “Le parole per dirlo”. Alla base vi è la considerazione, suffragata da ricerche mirate effettuate nelle scuole con la collaborazione di Doxa e Osservatorio permanente Giovani e Alcool, che fulcro del problema sia una carenza di comunicazione e di interlocutori validi su cui i giovani possano riversare curiosità ed esperienze a riguardo. E, non senza sorprese, si scopre che  interlocutori privilegiati per i ragazzi sarebbero proprio i genitori, prima ancora di amici, scuola o medici.

Via dunque all’operazione – comunicazione tra ragazzi ed adulti, nel sempre valido campo neutro di internet.  Sul sito www.leparoleperdirlo.com si trovano tre aree: area figli, area genitori e area dialogo,con diversi spunti di riflessione dai vari punti di vista,  e ovviamente  concepite anche come spazio interattivo di discussione aperto anche alle risposte e agli interventi degli esperti. Buon dialogo a tutti.

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23/02/2010- Giovani e alcol/Come si sviluppa la dipendenza dal bicchiere
tratto dal sito:Cittadigenova.com

Un nuovo allarme scuote la provincia di Genova e la Liguria, dove sono impietose le cifre del rapporto fra giovani e alcol.
I numeri, che testimoniano comportamenti dannosi per la salute fisica e psichica degli adolescenti, alcuni dei quali si avvicinano al bicchiere “proibito” già dalla fine dell'infanzia, suggeriscono di correre ai ripari: “I dati – riferisce il Professor Gianni Testino, Direttore del reparto Alcologia e Patologie Correlate dell'Ospedale San Martino e Presidente della sezione Ligure della Società Italiana di Alcologia – sono stati diffusi dal Ministero della Salute durante la Prima Conferenza sull'Alcol di Roma, tenuta nell'Ottobre del 2008.
La nostra è la terza regione in Italia per consumo pro capite, e la quarta per numero di ricoveri: se ne registrano duecentosettanta ogni centomila abitanti, sia per cause dirette (intossicazioni acute e cirrosi epatiche, fra le altre), sia indirette (incidenti sul lavoro e in auto).
Questo a livello complessivo, ma se andiamo nel particolare, in rapporto alle fasce di età più basse, abbiamo dieci ricoveri ogni centomila abitanti.
Ciò che si sente nelle scuole è confermato: i giovani si avvicinano all'alcol intorno agli undici-dodici anni, e sono venti-venticinque in media, i ragazzi sotto i diciotto anni portati al pronto soccorso del San Martino a causa dell'abuso di queste sostanze ogni mese.”
Oltre alla frequenza crescente di questi episodi, si teme per la dipendenza che potrebbe essere indotta negli under 18: “Si viene a creare un rapporto problematico – continua - ed è facile scivolare nella dipendenza, che è indotta molto spesso anche dalla pressione mediatica e pubblicitaria.”
A tutto ciò, si aggiungono i rischi di bevande apparentemente innocue, che si rivelano assai pericolose: “Mi riferisco – puntualizza Testino – agli “energy drink”, che vengono assunti per sentirsi leader e sempre in forma, oppure ai cosiddetti “ready to drink”. Con questi, i minori possono arrivare ad ubriacarsi anche tre-cinque volte l'anno, e rimanere vittime di una dipendenza.
Attorno ai sedici anni, il cervello si sviluppa qualitativamente: mi riferisco alle sinapsi, che collegano i neuroni, e su queste va ad incidere l'alcol.
Con queste bevande, apparentemente meno pericolose, il cervello del giovane è gratificato, e il ragazzo continua a bere, danneggiando fortemente anche il fegato, che non è ancora sviluppato.” Testino fornisce un dato che rende bene l'idea delle conseguenze che l'alcol lascia sul fisico di un adolescente: “Bevendo cinque lattine di birra tutte insieme, al di là della dipendenza, il cervello di un giovane resterà infiammato per dieci mesi."

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19/02/2010- Alcool?...No! Guido. Gli studenti contro la moda dello sballo
tratto dal sito:Confinionline.it

La prefettura di Parma rilancia il progetto di prevenzione della guida in stato di ebbrezza sensibilizzando i giovani sulle norme da rispettare ma anche puntando all'informazione sui rischi Riparte il 23 febbraio l'iniziativa della prefettura di Parma 'Alcool? … No! Guido' rivolta agli studenti dai 16 ai 19 degli istituti superiori della città.
Il progetto, giunto alla sua seconda edizione, prevede che nei fine settimana fino ad aprile, i ragazzi insieme alla Polizia Stradale, agli psicologi, agli operatori della Croce Rossa e dell’Unità di Strada, saranno nelle discoteche della provincia per portare un messaggio di sicurezza ai propri coetanei ed invitarli al controllo del tasso alcolemico prima di mettersi alla guida.
Oltre alle lezioni teoriche in aula, infatti, la peculiarità del progetto consiste nel coinvolgere i giovani direttamente sul campo per parlare ai loro coetanei dei rischi della guida in stato di ebbrezza.
Questo può avvenire, ad esempio, nel dare significato alla trasgressione attraverso incontri con psicologi ma anche mostrando filmati di incidenti reali oppure nel far incontrare i ragazzi con altri che hanno subito danni seri derivanti dalla cattiva condotta in strada.
Il coinvolgimento dei ragazzi è avvenuto anche attraverso la creazione di un logo da parte degli studenti del liceo artistico 'Toschi' di Parma che interpreta il fenomeno alcool e guida.
Inoltre, al termine del progetto dello scorso anno scolastico, sono stati fatti compilare ai ragazzi dei questionari dai quali è emerso il parere favorevole e l'interesse per l'iniziativa da parte dei ragazzi stessi.
L'obiettivo, in sostanza, è di informare sulle norme e sulle sanzioni del Codice della strada ma soprattutto sensibilizzare i giovani su un fenomeno, la guida in stato di ebbrezza, che rischia di diffondersi come un pericoloso comportamento 'di moda'. 
Fonte: Ministero dell'Interno

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12/02/2010- Alcool vietato a Firenze: la vendita subirà delle restrizioni... ecco quali
tratto dal sito:Notiziarioitaliano.it

Stop alla vendita di alcolici da asporto dalle 22 alle 3 di notte e stop all’eccessivo possesso di birre o vino in bottiglie o lattine: è quanto prevedono due ordinanze firmate oggi dal sindaco per porre freno al consumo di birre o vino fuori dai locali.
Da subito fino al 31 maggio è vietato vendere “per asporto alcolici di ogni gradazione in qualunque contenitore e anche ogni altra bevanda in contenitori di vetro dalle 22 alle 3 di notte in tutto il centro storico, ovvero all’interno dell’area delimitata dai viali di circonvallazione, a destra e a sinistra del fiume Arno. Il divieto riguarda anche il commercio su area pubblica e la vendita attraverso distributori automatici”. Inoltre, per evitare eccessivi assembramenti di persone con bottiglie e cartoni di vino o birra ‘di scorta’ sempre fino al 31 maggio è vietato in tutto il centro storico e al Parco delle Cascine, non solo nelle ore notturne ma anche di giorno, di “detenere, salvo il possesso finalizzato alla vendita autorizzata, confezioni di bevande alcoliche che per la quantità posseduta risultino non esclusivamente destinabili al normale uso personale”.
Chi "sgarra" rischia la multa fino a 206 euro e l’arresto fino a tre mesi.

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29/01/2010- Eurispes: alcool, in Italia più che in Europa si beve "giovane"
tratto dal sito:Agi.it

L'Italia si colloca nelle posizioni piu' basse per consumo pro capite di alcol nella graduatoria stilata dall'Ocse (2007) ma detiene il primato del piu' precoce contatto con l'alcol: 12 anni e mezzo rispetto ai 14,6 della media europea. E' quanto emerge dal rapporto Italia 2010 dell'Eurispes, che sottolinea anche come il numero dei giovani alcol dipendenti, in particolare, risulta in costante aumento.
  La quota degli alcol dipendenti in carico di eta' inferiore ai 30 anni ammonta al 15%. Otto milioni e mezzo gli italiani a rischio abuso di alcol, 750.000 dei quali adolescenti (il vino rimane la bevanda alcolica piu' consumata dagli adulti). Fra i ragazzi e' molto diffuso il consumo di bevande alcoliche (birra in primis) al di fuori dei pasti, soprattutto nei fine settimana e nelle occasione di festa e di incontro sociale.
  Secondo uno studio internazionale, rileva ancora l'Eurispes, l'alcol sara' la terza causa di disabilita', mortalita' e morbilita' nei prossimi anni. Quanto agli effetti negativi, almeno 24.000 decessi l'anno, malattia e disabilita' causano una spesa pari al 3% del Pil.
  L'alcol e' oggi all'origine del 25% della mortalita' giovanile dei ragazzi e del 10% di quella delle ragazze. Inoltre, in Italia la mortalita' per incidente stradale correlata al consumo di alcol viene stimata tra il 30% e il 50% del totale degli incidenti.
  Sono oltre 60.000 i soggetti alcol dipendenti presi in carico dai 455 Servizi alcologici territoriali del Sistema sanitario nazionale, con circa 5.000 nuovi alcoldipendenti all'anno. Le regioni con il maggior numero di assistiti sono la Lombardia e il Veneto.
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07/01/2010- Arriva l'alcol ... analcolico
tratto dal sito:Tgcom.mediaset.it

Lascia una sensazione di allegria e manda "su di giri" come un liquore o una bevanda alcolica, ma non lascia gli sgradevoli sintomi "del giorno dopo", come cerchio alla testa e fastidio allo stomaco. Lo si potrebbe definire alcol analcolico e, grazie a una pillola post-bevuta anch'essa allo studio, il bevitore si troverà in uno stato "a prova di etilometro": si potrà persino guidare l'auto in regola con la legge e soprattutto senza rischi per la propria e altrui incolumità.

L'alcol sintetico è stato messo a punto da alcuni studiosi dell'Imperial College di Londra guidati da David Nutt, esperto di sostanze stupefacenti ed ex consulente del governo britannico su droga e affini. Si tratta di un composto sintetico incolore e insapore, privo di effetti collaterali indesiderati. "Il nuovo tipo di alcool, già testato con successo su alcuni volontari, utilizza delle sostanze chimiche simili al sedativo Valium. Crea una sensazione di ubriachezza paragonabile a quella dell'alcol, rendendo rilassati" ha spiegato Nutt al quotidiano britannico Daily Mail. Insomma, la bevanda crea il classico senso di "ronzio" da bevuta, senza però dare origine ai tipici postumi.  Il team sta attualmente lavorando anche a una pillola post-brindisi in grado di interrompere gli effetti dell'alcol sintetico sui recettori cerebrali, consentendo ai consumatori della nuova bevanda di guidare subito dopo le libagioni senza incorrere in alcun pericolo.

Nutt spera con questo nuovo prodotto di creare una valida alternativa all'alcol contenuto in bevande come birra, vino e liquori. "L'uso di questa sostanza potrebbe ridurre il problema del bere in Gran Bretagna, un problema che costa a questo paese 3 miliardi di sterline all'anno", ha detto Nutt. "Potrebbe anche ridurre il numero di morti a causa dell'avvelenamento da alcool", ha aggiunto. Tuttavia altri esperti di farmaci ritengono che la nuova sostanza sarebbe classificata come medicinale, impedendo così il suo libero utilizzo nelle bevande.

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25/11/2009- In gravidanza meglio non brindare
tratto dal sito:Italiasalute.leonardo.it

Che bere alcool durante la gravidanza potesse comportare rischi per la salute del feto già era noto. Ora una ricerca australiana si concentra sulle probabilità che il bambino, divenuto grande, sviluppi forme depressive. Secondo alcuni medici del Telethon Institute for Child Health Research, questa eventualità ha una probabilità doppia di verificarsi se la madre ha consumato alcool durante la gestazione.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Addiction, indica in una sola bottiglia di vino alla settimana il limite minimo sufficiente per incorrere in questo rischio. In questi casi, infatti, la possibilità di ansie e depressione raddoppiano.
Lo studio ha preso in esame oltre 2.000 donne e bambini, basandosi su interviste di psicoterapeuti che ruotavano attorno all'atteggiamento delle madri nei confronti dell'alcool e alle condizioni di salute fisica e psicologica dei bambini.
La ricerca ha fatto emergere dati interessanti e insieme preoccupanti: soltanto il 30 per cento delle madri ha dichiarato di non bere durante la gravidanza, malgrado sia ormai nota la propensione di ginecologi e nutrizionisti a eliminare l'alcool dal regime alimentare delle donne in attesa. Inoltre, si è scoperto che bere durante le ultime fasi della gravidanza aumenta non solo il rischio di depressione, ma anche i livelli di aggressività, comportando peraltro una minore resistenza al dolore fisico nel futuro adulto.
Secondo Colleen O'Leary, coordinatrice dello studio, “c'è una chiara evidenza che i problemi comportamentali dei figli aumentano all'aumentare del consumo di alcool da parte delle madri”, ma allo stesso tempo esiste il problema di rendere palese questo rischio in quanto i problemi affiorano soltanto quando il bambino diventa grande. La dott.ssa aggiunge che “il tempo e la quantità di esposizione all'alcool sono essenziali per comprendere appieno i suoi effetti. Non tutti i bambini hanno problemi se sono stati esposti all'alcool nell'utero, tuttavia il rischio c'è e le madri ne dovrebbero essere informate”.
È questo punto infatti che la ricerca intende sottolineare, ovvero l'importanza di una corretta informazione riguardo i rischi che le future madri corrono e fanno correre ai propri figli cedendo alla tentazione di un bicchiere di troppo.
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16/11/2009- Alcool: arriva quello senza alcool
tratto dal sito:Tantasalute.it

Alcool no-alcool come le sigarette no-smoke, una nuova idea quella lanciata in questi giorni in Gran Bretagna, consiste nell’avere creato una sostanza che provoca una sensazione di leggera ubriachezza ma che non rovina lo stomaco e l’organismo.

Il parere del farmacologo David Nutt è che sia possibile dare un tocco di gioia al giovane che vuole bere qualcosa di inebriante, senza però portarlo sulla strada dell’alcolismo; si tratta di un alcool sintetico che aggiunto alla birra e al vino permette di bere senza però prendere la sbornia, avere il mal di testa, danneggiare il fegato. 
 
I nuovi drink consentiranno anche di guidare nonostante la sbornia perché non si tratta di ubriachezza ma di allegria e l’antidoto alla sbornia è tutto qua.  
 
La notizia va in ogni modo misurata secondo la fonte, in quanto David Nutt è stato recentemente allontanato dall’Advisory Council on the Misuse of Drugs UK dopo aver detto che le pasticche di ecstasy sono più sicure dell’alcol. 
 
Il progetto andrà in porto, secondo le dichiarazioni di Nutt, entro 4 anni, il ricercatore è convinto di essere sul punto di una nuova tendenza di mercato e di una inversione di rotta in fatto di alcolismo.
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06/11/2009- Alcol, ancora troppi ragazzi "ubriachi" al volante
tratto dal sito:Motori24.ilsole24ore.com

Ogni fine settimana, sulle strade dello sballo, muoiono 13 ragazzi. In un anno, le vittime salgono a 621. Praticamente, un terzo del numero complessivo di morti under 34enni, nel 2007, a causa degli incidenti stradali: 1.752, di cui ben 1.400 di notte. E la prima causa di decessi tra i giovani. Alcool e guida veloce, le cause principali di queste stragi, specie in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna. E nonostante 9 ragazzi su 10 si dichiarino favorevoli a far guidare solo chi non beve, nella realtà dei sabati sera italiani, c'è sempre più di una persona che si mette al volante dopo avere bevuto almeno 2 bicchieri di vino o di birra: quantità di alcol sufficienti per abbassare la soglia di sicurezza alla guida. Ad anticipare numeri e storie del prossimo rapporto Aci-Istat sull'incidentalità stradale in Italia, che sarà presentato la prossima settimana, è il presidente dell'Aci, Enrico Gelpi, nel corso della premiazione del progetto "Stasera Guido Io", realizzato assieme ad Ania e Diageo, col patrocinio del ministero della Gioventù, per promuovere la figura del "guidatore designato".
Un ragazzo che decide di passare la serata senza bere, per riportare a casa gli amici. E che, secondo una ricerca Eurisko, riscuote un discreto successo, soprattutto tra i più giovani: nel 2008, era favorevole ad adottare questa pratica il 73% degli intervistati, oggi, l'84 per cento. Inoltre, quasi 3 ragazzi su 4 (il 67%) vorrebbero maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine, sia sulle strade che fuori dai locali. "Iniziamo a vedere - ha sottolineato Gelpi - una maggiore attenzione degli automobilisti rispetto alla guida in stato di ebbrezza, testimoniata, anche, dalla diminuzione delle contravvenzioni della Polizia stradale legate all'alcol: -3% nel 2008 e quasi -8% nei primi 10 mesi del 2009".
Il progressivo aumento della responsabilità tra i giovani è, inoltre, confermato, ricorda lo studio Eurisko, dal fatto che il 58% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di ritenere giusto (34%) o, addirittura, troppo alto (24%) il limite di concentrazione di alcol nel sangue previsto dalla legge per chi guida, dimostrandosi, in alcuni casi, favorevole al cosiddetto "alcol zero" al volante. Un trend rafforzato, anche, dalla riduzione della percentuale di giovani che ritengono troppo basso il tasso alcol emico di 0,5 g/litro per poter condurre un veicolo: dal 67% dei pareri contrari nel 2008 al 42% del 2009. "Massima libertà - ha dichiarato il presidente dell'Ania Sandro Salvati - nei confronti di chi vuole consumare alcolici, a patto che non ci metta mai al volante dopo averlo fatto".
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12/10/2009- Alcol, 1 su 5 ha bevuto già in prima media
tratto dal sito:Corrieredibologna.corriere.it

Maggiori controlli sulla vendita di alcol ai minorenni. Ma in tema alcolici Bologna rimarrà nel solco delle leggi nazionali, senza dar vita a misure speciali, come quelle messe in campo a Milano da Letizia Moratti. Eppure i dati presentati dai responsabili dei Servizi sociali del Comune e del Sert sul rapporto tra alcol e giovanissimi disegnano un quadro per nulla incoraggiante. Un ragazzo su cinque in prima media ha già provato l'alcol. «Ci sono casi di coma etilici nelle gite scolastiche, sono state trovate siringhe nei bagni delle scuole», spiega Monica Brandoli dei servizi sociali di Palazzo d'Accursio. E non soltanto i ragazzi approcciano l'alcol in età sempre più giovane, ma ad aggravare il quadro «è che lo fanno per lo più in associazione con altre sostanze, l'ecstasy o la cannabis», sottolinea Daniele Gambini del Sert. Risulta inoltre che molti minorenni si «sballano» solo al weekend, conservando per il resto della settimana un’esistenza «normale». Preoccupano anche le sostanze assunte nelle palestre, che qualche volta arrivano al vero e proprio doping. Sotto le Due Torri «non esiste quasi la possibilità di fare sport senza integratori».

LE MISURE - Il Comune punta più sui gestori dei locali per contrastare il fenomeno, senza mettere in campo una stretta in stile Moratti, che ha firmato nel luglio scorso un'ordinanza che prevede multe anche agli stessi under-16 se sorpresi a bere. Durante la seduta di commissione Politiche sociali di questa mattina si è aperta la strada per un’intesa bipartisan, ma eliminando gli elementi più radicali proposti dal centrodestra. Respinta la proposta leghista di fare svolgere lavori alternativi ai minori colti in fallo, è stata cancellata anche la richiesta della lista Guazzaloca di notificare alle famiglie l’abuso di alcol da parte dei minori. Nell’ordine del giorno che dovrebbe avere il via libera dell’aula, rimangono così solo i «maggiori controlli alla vendita e alla somministrazione di alcolici ai minorenni» in base alle sanzioni previste dalla legge nazionale. Il Pd accetta e pone l’accento sugli obblighi che spettano ai gestori dei locali, che non possono vendere alcol agli under 16.

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27/08/2009- Allarme alcolismo giovanile. Gli psichiatri: i genitori amici non funzionano più
tratto dal sito:Strill.it

E’ diventata una moda che lascia l’amaro in bocca soltanto nel corso degli anni, quando si capisce realmente, e a proprie spese, quanto sia importante salvaguardare il proprio corpo da pericolose abitudini che, per inconsapevole destino, si tramutano in vizi difficilmente estirpabili da una mente ormai satura di illogica.

L’alcolismo non è più una problematica da individuare nel solito emarginato che vive per strada, o nel depresso cronico, per poi passare dal ricco erede nullafacente. L’alcolismo oggi ha raggiunto un po’ tutti i ceti sociali fino ad arrivare agli adolescenti, a quei piccoli uomini che da poco hanno smesso di essere bambini.

Una problematica che il Governo Italiano avrebbe dovuto aspettarsi viste le “libertà” concesse fino a qualche anno addietro, ai gestori di bar e pub che, senza alcun problema, servivano alcolici ai giovanissimi che frequentavano i loro locali, clienti che troppe volte hanno smesso di vivere proprio la sera dell’ultimo cocktail bevuto a vetro in festante compagnia.

Oggi non è più cosi, e l’Italia ora più che mai cerca di arginare il problema con severissime leggi che in qualche modo limitano i danni non solo di natura organica dei giovani, ma soprattutto di quella più devastante che sono gli incidenti stradali per i quali, l’alcool, si prende la responsabilità del 50% di essi, numeri spaventosi per le casse dello Stato.

I giovani, vulnerabilissimi agli effetti psichici dell’alcool, sono considerati particolarmente esposti al rischio, infatti un giovane  su quattro tra i 15 e i 29 anni in Europa, muore a causa dell’alcool, primo fattore di invalidità e mortalità prematura senza parlare dei danni fisici che l’abuso provoca in un soggetto anche giovane che sia.

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’Europa” ha stabilito che le morti dovute a ferite intenzionali o accidentali, vengono attribuite per il 60% all’eccesivo consumo di alcolici che costano alla società una quantità pari al 2-5% del Prodotto interno lordo.

La pubblicità non aiuta la riduzione del consumo di alcolici, anzi,i giovani sono il target d’eccellenza per le fabbriche di liquori, ed un recentissimo studio ha evidenziato un elevato aumento di patologie traumatiche legate all’alcool ed uno spropositato aumento di violazioni della legge non solo stradali ma generiche.

Questi giovani sono in maggioranza:

- di sesso maschile.

- hanno iniziato a bere in compagnia di amici, in un bar, pub o ristorante.

- la motivazione di base è la ricerca di un migliore rapporto con gli altri.

Una sempre più forte insicurezza, la noia, l’incapacità di essere simpatico e la conquista dell’altro sesso inducono il giovane a bere.

Pochi giorni fa, l’eclatante chiusura di un bar di Milano accusato di aver venduto alcolici ad un minore, è il chiaro segnale che lo Stato non sta’ sottovalutando una piaga in espansione continua, e l’articolo 689 del Codice Penale parla chiaro:

- l’esercente di un’osteria o altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale somministra in luogo pubblico bevande alcoliche a un minore di sedici anni, è punito con la pena pecuniaria dell’ammenda da € 516 a € 2.582 o la pena di permanenza domiciliare da 15 a 45 giorni ovvero la pena del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a 6 mesi, ai sensi dell’art. 52 II co. lett. b. del D. Lgs. 28 agosto 2000, n. 274.

Se dal fatto deriva l’ubriachezza, la pena è aumentata e comporta la sospensione dell’esercizio. “ Nessuno meglio degli esercenti entra direttamente in contatto con i consumatori, ed il ruolo dei pubblici esercizi è fondamentale nel rapporto con il cittadino”.

La prima Conferenza Nazionale sull’Alcol, organizzata dal Ministero del Welfare e della Salute, annuncia che l’età più bassa in Europa per il primo contatto con l’alcol risulta quella dell’Italia.

Il 20% dei giovani tra gli 11 e i 15 anni, ammette di avere continuamente assunto alcolici nell’anno 2005 nonostante i divieti legislativi, mentre, risultano in continuo aumento i giovani tra i 18 e i 25 anni consumatori abitudinali di alcolici fuori pasto. “Sono dati pazzeschi per chi deve assumersi le responsabilità del futuro” ammettono gli esperti.

L’alcolismo giovanile rimane comunque un sintomo complesso da risolvere ma soprattutto da interpretare, i giovani, perdendo il valore fondamentale ed imprescindibile della famiglia, tendono ad abbandonare i sani insegnamenti che qualcuno di loro forse non ha mai ricevuto, dedicandosi totalmente al famigerato “sballo” liberatorio dai pensieri cattivi e dalle fragilità umane.

E’ necessario capire che la severità da parte delle Istituzioni e l’arma principale per combattere questo problema in una società che ancora, forse, non ha compreso che il genitore amico, non funziona più.

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07/06/2009- Anoressia: l'ultima moda è la drunkoressia
tratto dal sito: Pourfemme.it

I disturbi alimentari sono molto diffusi tra ragazze, la voglia di essere sempre perfette e somigliare sempre di più alle modelle delle riviste può provocare disturbi psichici che poi sfociano nel disordine alimentare. L’ultima tendenza è la drunkoressia, ovvero sostituire il cibo con l’alcool.

La drunkoressia è forse ancora peggiore della semplice anoressia o della bulimia, queste ultime in quanche modo sfuggono al controllo, la drunkoressia invece è premeditata, si digiuna per 24/48 ore per poi poter bere molto alcool e cocktail di ogni tipo, ovviamente queste ragazze sanno benissimo che l’alcool contiene molte calorie e che quindi non ce lo si può concedere a cuor leggero.
 

L’alcool ci rende più dell’alcol disinibite e facilita i rapporti sociali, soprattutto quelli con i ragazzi, quindi oltre a far dimagrire rende pure più attraenti, con un pò di buon senso è palese che questo discorso non sta in piedi, ma in buon senso in certi casi non c’è.
 

I motivi per cui si finisce col bere molti alcolici sono vari, uno questo dell’essere disinibite senza accumulare calorie, affoga nel rum l’ansia di aver mangiato troppo dove per troppo si intendono cose tipo frutta o petto di pollo, c’è chi lo usa per indurre il vomito più facilmente, c’è chi addirittura cerca di superare i problemi di cuore che in soggetti con gravi disturbi possono essere fatali.
 

La dottoressa Campanini durante il convegno, organizzato dall’ospedale San Paolo di Milano ha dichiarato: “Nel mio studio sono passate diverse ragazze con disturbi alimentari. Di queste due sono morte, una suicida. Ragazze che, una volta costruito un rapporto di fiducia, raccontano delle file durante gli happy hour. Non file per pagare o servirsi al buffet. Ma file di bicchierini superalcolici che bevono, uno dietro l’altro, per sentirsi sazie e disinibite“.

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26/05/2009- Astenersi dall'alcol per 24 ore misura lo stato di dipendenza
tratto dal sito: Droghe.aduc.it

Sai sopportare "senza nessun problema per la vita professionale e privata e senza un apparente stato di 'manco' di non bere alcol per 24 ore? Se si', allora puoi continuare tranquillamente a consumare alcolici al ritmo abituale. Parola di Académie nationale de médecine. Nel suo comunicato del 26 maggio, l'Accademia raccomanda a tutti i consumatori d'alcol d'astenersi regolarmente per un giorno, cosi' da poter valutare il proprio rapporto con gli alcolici. La "responsabilizzazione" del consumatore, attraverso il test di autovalutazione, potrebbe contribuire a ridurre i comportamenti a rischio "le cui conseguenze individuali e sociali sono considerevoli", ricorda l'Accademia. 
Viceversa, se durante le 24 ore dello "zero alcol" avverti "un disagio o la sensazione d'essere privo di un elemento che concorre al tuo benessere" o se il tuo entourage ti segnala un comportamento insolito, allora ti devi allarmare, precisa Roger Nordmann, presidente della commissione dipendenze.
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11/05/2009- Ragazzi a rischio suicidio se bevono in depressione
tratto dal sito: Sanihelp.it

Gli adolescenti che bevono quando sono tristi o depressi possono attuare tentativi di suicidio, anche se in precedenza non avevano mai pensato di togliersi la vita: è quanto sostiene uno studio condotto presso l'Health Center dell'Università del Connecticut e pubblicato sulla rivista Journal of Adolescent Health.

I ricercatori hanno studiato i dati relativi a 32000 ragazzi americani, di età compresa fra i 14 e i 17 anni: si è visto che l'abuso di alcool incrementa del 68% la probabilità di suicidio fra i ragazzi che già in precedenza avevano manifestato idee di suicidio e che l'idea del suicidio balena 3 volte più spesso nella mente dei ragazzi che abusano di alcool in depressione anche se in precedenza non avevano mai pensato al suicidio.

L'abuso di alcool in depressione aumenta la probabilità di suicidio impulsivo: il 12,2% dei ragazzi oggetto di studio ha dichiarato di aver bevuto in un momento di depressione e il 18% di loro ammette di aver pensato al suicidio in quel preciso frangente.
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30/04/2009- Sicurezza stradale: zero alcool, sanzioni più pesanti e medici-spie
tratto dal sito: Agenziaradicale.com

"O bevi o guidi". Questo lo 'slogan' di Silvano Moffa (Pdl), relatore del disegno di legge all'interno del provvedimento sulla sicurezza stradale discusso ieri nella commissione Trasporti della Camera che vede maggioranza e opposizione unite e che dunque potrebbe ottenere il via libera direttamente in commissione, per poi passare al vaglio del Senato, senza bisogno del passaggio in Aula. Ragazzi e ragazze fino ai 21 anni, o chi ha preso la patente da meno di tre anni e tutti i camionisti o i conducenti di autobus non potranno bere neanche un bicchiere di vino o un sorso di birra prima di mettersi al volante. Niente più 'concessione' del famoso 0,5 grammi per litro, ma zero, nulla, neanche una goccia.

Pesanti multe a chi viola il nuovo articolo: in assenza di incidente, il giovane o l'autista di camion e pullman 'beccato' con una sola traccia di alcol nello stomaco sarà costretto a pagare da 200 a 800 euro, praticamente il doppio invece se è successo qualcosa. Inoltre chi guiderà ubriaco o sotto effetto di stupefacenti e provocherà un incidente mortale dovrà scontare 15 anni di detenzione, oltre che il ritiro della patente e il sequestro del veicolo.

E per i minorenni che saranno sorpresi a guidare il motorino dopo aver bevuto, oltre al pagamento della multa, la patente dell'auto arriverà più tardi: a 19 anni se il tasso alcolico non superava lo 0,5, a 21 anni in caso contrario. Multe più salate invece per chi supera i limiti di velocità: per chi li supera di 40 chilometri orari si arriva fino a 2.000 euro, ma vedrà tolti sulla sua patente meno punti di quanto è stato stabilito finora, cioè sei invece di dieci.

Mentre chi ha la patente da meno di tre anni potrà guidare a 90 chilometri l'ora in autostrada e a 70 sulle strade extraurbane. E' dimezzata invece la multa per le moto e gli scooter parcheggiati sui marciapiedi fino ad arrivare ad un massimo di 92 euro contro i 155 attuali. Novità anche per chi deve ricevere il foglio rosa: già a 17 anni si potrà infatti richiedere l'ambito pezzo di carta, ma solo se si è già in possesso della patente per gli scooter 125 o se si è accompagnati alla guida da chi ha la patente da almeno 10 anni.

Ma la vera novità, tra le tante norme, sono i 'medici-spia': se un dottore crede che un suo paziente sia affetto da una qualsiasi patologia che potrebbe influire negativamente sulla sua guida, deve madare una "comunicazione scritta e riservata" al ministero delle Infrastrutture e Trasporti che, a sua volta, provvederà a far chiamare la persona segnalata per la revisione della patente o, nel caso si tratti di chi ha solo ancora il foglio rosa, per una visita medica di idoneità. Altro provvedimento importante riguarda gli autovelox: i vigili urbani potranno utilizzarlo solo sulle autostrade e sulle strade a scorrimento veloce che attraversano il territorio comunale, ma niente più multe esorbitanti sulle strade normali, così da limitare l'accumularsi di 'ricchezze' nei vari Comuni.

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23/04/2009- Gli italiani e il consumo di alcool
tratto dal sito: Aduc.it

Sono 36 milioni gli italiani che consumano bevande alcoliche, pari al 68% della popolazione italiana con piu' di 11 anni. Quattordici milioni 545 mila persone lo fanno tutti i giorni. Lo afferma l'Istat che ha diffuso i dati sull'uso ed abuso di alcol nel 2008.
L'80,5% dei consumatori di alcol sono uomini; in particolare bevono vino (66,9%), birra (59,7%), aperitivi, amari e superalcolici (52,9%). Le donne consumatrici sono il 56,3%; anche per loro la bevanda piu' diffusa e' il vino (40,7%).
I consumatori giornalieri di alcol scelgono per lo piu' il vino, 37,3% uomini e 14,2% donne; per la birra, le percentuali rispettivamente scendono al 7,6% e all'1,3%. L'uso di alcolici e' residuale, 1,3% e 0,2%.
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09/04/2009- L'alcol si "beve" sempre più giovani. La metà e a rischio di abuso
tratto dal sito: Lanazione.ilsole24ore.com

Un adolescente su due è a rischio alcolico. Il 54% dei 405 studenti pratesi intervistati nell’indagine Edit 2008 ha riferito almeno un episodio di ubriacatura nell’ultimo anno. Inoltre i dati fanno registrare un generale incremento di episodi di ubriacatura tra i giovani di tutte le età, sia maschi che femmine rispetto ad una stessa indagine condotta nel 2005. Aumento, fra i maschi, anche della percentuale (+8,9%) di chi si è messo alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza. E preoccupante è inoltre il contesto in cui si allarga il fenomeno dell’abuso di alcool: prevalentemente al di fuori dei pasti, in ritrovi tra amici come i party alcolici con significativi episodi di binge-drinking (bere per ubriacarsi fino a stordirsi).
 
Al contrario di quanto avviene tra gli adulti, l’assunzione di alcolici fra i giovani tende a concentrarsi nelle uscite per divertimento con la tendenza a ingerire grandi quantità di alcolici, per procurarsi il cosiddetto 'sballo'. Questo comportamento è responsabile di un grande numero di episodi di ubriachezza e associato all’uso di droghe, è fattore rilevante nelle 'stragi del sabato sera'.
 
La 'forbice' di età dei giovanissimi bevitori è molto ampia e va dai precoci 11-12 anni fino ai 24 anni, tra coloro che abuserebbero di alcool. In netta crescita l’uso indiscriminato e sempre più frequente da parte delle donne. Stando all’indagine, si assesta, invece, il numero degli alcolisti seguiti dal servizio specializzato del Sert dell’Asl 4. Dopo l’impennata del 2007 quando si contarono 232 persone, in aumento rispetto alle 195 del 2006, nel 2008 sono stai seguiti 188 pazienti. Gli alcolisti seguiti sono in prevalenza di sesso maschile con un’età media sui 43,8 anni. Le classi di età più rappresentate sono quelle comprese fra i 30-39 anni (27%) e 40-49 (37%). Sono provvisti di licenza media il 57%, il 17% di un titolo superiore (diploma o laurea); il 26% non ha completato la scuola dell’obbligo. Prevalgono i lavoratori con un’occupazione stabile (59%). Il 41% abusa di birra, il 38% di vino. Il 9% utilizza anche sostanze stupefacenti. Fra i nuovi accessi all’ambulatorio, la maggioranza è prevalentemente maschile con un’età compresa fra i 30-39 anni (29%) e 40-49 anni (31%). I ventenni sono l’11%, gli adolescenti l’1% . il 70% è occupato stabilmente. L’impatto dei livelli di consumo di alcool sulla salute dei residenti dell’Asl 4 di Prato, calcolato attraverso l’applicazione di indicatori regionali o nazionali alla nostra realtà, porta ad una stima di 50-100 decessi per il consumo di alcool sui circa 2.000 decessi all’anno che si verificano nella nostra provincia per tutte le cause.
 
Si tratta soprattutto di decessi per cirrosi epatica, tumori ed incidenti stradali. Gli esperti sottolineano che assumere una quantità di alcool, anche minima, può essere molto pericoloso per la guida. Questi numeri, bisogna aggiungere i circa 4mila ricoveri all’anno alcol-correlati sui circa 40mila ricoveri dei pratesi per tutte le cause e l’insorgenza di circa 50 nuovi casi di tumore ogni anno attribuibili al consumo di alcool sul totale di circa 1.300 nuovi casi.
 
Quale disagio psicologico si nasconde dietro l’abuso di alcool nei giovanissimi? Generalmente i primi contatti con le bevande alcoliche avvengono nell’ambito familiare; se ci sono adulti che bevono essi proporranno ai giovani un modello da imitare. L’assunzione di alcolici è spesso un rituale che aiuta a stare in modo piacevole e rilassato con le persone e consente di diminuire alcune tensioni emotive. Spesso è proprio a tavola che si consente ai bambini una piccola quantità di alcool proprio su incoraggiamento di genitori o parenti. Allo stesso modo anche un atteggiamento eccessivamente rigido da parte dei genitori nei confronti dell’alcol può diventare esso stesso per il bambino e il ragazzo un motivo di ribellione verso la famiglia.
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04/02/2009- E' boom di alcolisti e cocainomani, 21mila piemontesi schiavi delle dipendenze killer
tratto dal sito: Cronacaquì.it

Sono sempre più gli schiavi di alcol e cocaina, sempre meno quelli dell’eroina. Il quadro tracciato ieri dall’Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze della Regione conferma le tendenze in atto da anni in Piemonte come in tutta Europa. Dati parziali, perché prendono in considerazione solo le persone prese in carico dai SerT, i Servizi per le Tossicodipendenze della sanità pubblica, a fronte di un sommerso sicuramente molto più vasto e difficile da quantificare. Cifre, quelle diffuse dal bollettino annuale dell’Oed, che però fotografano in modo significativo cosa sta accadendo, almeno in termini percentuali.

Il numero di utenti che si sono rivolti ai SerT nel 2007, ultimo anno di cui esistano rilevazioni complete, è 20.785, fra già in carico (rimasti quasi costanti) e nuovi. L’aumento sul 2006 è lieve, 248 unità corrispondenti appena all’1,2%. Ma se si guarda al 1991, primo anno di rilevazione delle statistiche, i casi sono praticamente raddoppiati. Da allora la crescita è stata pressoché continua. A spaventare è il numero di nuovi utenti, 4.691, record assoluto. Scavando più a fondo però, si comprende la vera entità del problema. I dipendenti da eroina, icona classica del paziente SerT, restano la maggioranza (10.353, ovvero il 49,8%), ma scendono gradualmente. Si pensi che a metà degli anni Novanta rappresentavano quasi il 100 per cento dell’utenza e solo nel 2001 erano 12.395, circa 250 in più. Contestualmente sono crollati i decessi per overdose, tornati ai livelli dei primi anni ’80, con appena 18 vittime. I picchi più allarmanti si sono registrati nel 1996 (169 morti) e nel 1990 (157).

Per contro, negli ultimi anni c’è stato il boom di cocainomani e di alcolisti. Patologie che hanno l’aggravante di essere difficilmente individuabili, perché spesso i malati rifiutano le terapie di recupero. In ogni caso, i soggetti trattati per cocaina e crack sono triplicati in sei anni, passando da 580 a 1.621: +1.041 sul 2001. Anche per quanto riguarda l’alcol si può parlare di boom di patologie, 2.337 in più in sei anni, passando da 3.352 a 5.689. Crescono anche i trattamenti per altre cause, principalmente tabacco e gioco d’azzardo patologico, che salgono da 844 a 2.194. Ricordando che si tratta sempre di dipendenze primarie, ovvero classificate per sostanza principale d’abuso. Molti i casi di pazienti affetti da molteplice e più pericolosa dipendenza.
Come detto in precedenza, l’insidia rappresentata da alcol e cocaina, piaghe in costante aumento, consiste nel fatto che le dipendenze sono difficilmente individuabili. Si stima infatti che in Piemonte ci siano almeno 30mila etilisti, ma solo una parte minima, poco meno di 6mila persone, sceglie di affidarsi ai SerT. La maggioranza, come spiega il professor Sarino Aricò, gastroenterologo all’ospedale Mauriziano e grande esperto in materia, rifiutano completamente le cure o al limite sostengono brevi cicli di disintossicazione presso cliniche specializzate, per poi riprendere a bere. «In questi casi, la terapia migliore è quella portata avanti con il sostegno psicologico della famiglia - spiega Aricò -. Ma deve essere il paziente ad avere la forza di volontà di sconfiggere la dipendenza».
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26/01/2009- L'esperto di droghe: "Bere così? E' come una sniffata, lo stesso rituale"
tratto dal sito: Ilmessaggero.it

«Prendere l’alcol così è come farsi di stupefacenti. Stesso rituale, stesso bisogno, stessi movimenti. Un gesto rapido per mandar giù la dose superconcentrata e poi si aspetta lo sballo. Che sia la sniffata veloce di coca o la pasticca che ingoi con un sorso. Non socializzi nulla. Sei uno solo che si fa in mezzo a tanti altri fatti». Piergiorgio Zuccaro, che dirige l’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità vede, nelle bustine, le degne “sorelle” delle polveri e delle pillole che girano alle feste, nei locali e nelle piazze tra le mani degli adolescenti.
Perché meno vistose delle bottiglie?
«Perché l’aspetto minimamente aggregante che l’alcol, in dose corrette ha sempre avuto, sembra essere stato cancellato. La bustina deve avere lo stesso effetto sballante della sniffata».
O deve potenziarla?
«Certo. In questo modo la concentrazione delle sostanze si raddoppia, si triplica. Soprattutto coca e anfetamine».
Perché, nel caso dell’alcol in bottiglia, la dose viene diluita mentre così va giù come un unico proiettile?
«Nel caso in cui i ragazzi scelgono le birre o il vino mandano giù alcol diluendo il quantitativo nell’arco della serata. In questo modo, invece, la “botta” arriva quasi subito e, se sommano anche la droga, arrivano ad uno stato fisico devastante e devastato».
Quindi l’alcol è visto sempre più come una vera e propria droga?
«L’alcol in eccesso è sempre stato vissuto come una droga. Oggi, soprattutto per i giovani, il divertimento del bere insieme sta scemando per far posto al desiderio di sballo in una finta compagnia. Anche per questo bevono, non confessano agli altri come stanno, e si mettono al volante confusi e storditi».
Molti ragazzi, dopo queste serate, dicono di non ricordare nulla di quello che hanno fatto. Non ricorda chi ha stuprato, non ricorda chi si è messo al volante e è andato a tavoletta, non ricorda chi ha insultato gli amici. Tra l’alcol e la droga qual è la sostanza che toglie la memoria?
«E’ la droga che non fa ricordare e cancella la memoria. Spesso aumenta l’aggressività, spinge ad atti di violenza ma poi non lascia traccia se non sulle vittime. Nel caso dell’alcol da solo, invece, le persone ricordano. A volte vanno aiutate a ricordare quello che è accaduto ma poi i pensieri tornano alla mente».
E, quindi, anche se tardi, si rendono conto di quello che è accaduto?
«Spesso, se lo ricordano e se, per esempio, hanno alzato le mani, chiedono scusa»
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30/11/2008- Il bracciale anti-alcool
tratto dal sito: Tg5.mediaset.it

Una luce rossa che si accende ad intermittenza nel braccialetto è il segnale inequivocabile che non è il caso di mettersi alla guida. Basta soffiarci sopra e, nel caso in cui si sia bevuto troppo, si può evitare di diventare un pericolo per se stessi o per gli altri. La prima sperimentazione del nuovo braccialetto salvavita è stata fatta ieri sera in una discoteca di Rezzato, alle porte di Brescia. L'iniziativa, promossa dall'Assessorato ai giovani della provincia, è stata ben accolta dai ragazzi.
Ma quella di segnalare il tasso alcolico non è l'unica funzione del braccialetto che è anche in grado di poter inviare, attraverso il cellulare, una richiesta di aiuto ad un amico. Una volta che si accende la spia rossa sul braccialetto, il telefonino, utilizzando una piattaforma virtuale su cui è registrato il suo proprietario e una lista di suoi amici ai quali rivolgersi in caso di bisogno, invia il messaggio. Gli amici dunque ricevono un sos e chi è più disponibile può correre dal compagno in difficoltà. Dal primo dicembre la sperimentazione coinvolgerà 50 ragazzi del bresciano ma l'obiettivo è creare una rete più ampia di muto soccorso tra i giovani.
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26/10/2008- Alcool, la Liguria quarta regione per ricoveri
tratto dal sito: Ilsecoloxix.ilsole24ore.com

La Liguria è al terzo posto in Italia per consumo pro-capite di alcol e al quarto per la necessità di ricoveri dovuti a patologie alcol-dipendenti; cinque ricoveri ogni 100mila abitanti riguardano ragazzi al di sotto dei 14 anni, dovuti a episodi di intossicazione acuta, 520 uomini tra i 35 e i 55 anni e 202 donne della stessa fascia d’età. A lanciare l’allarme è stato il presidente ligure della Società italiana di Alcologia, Gianni Testino, a margine del 109esimo congresso nazionale della Società italiana di Medicina interna in corso a Genova.

Si deve quindi «cambiare la cultura che fino a oggi vedeva l’alcol come un nutriente: in realtà l’alcol non ha nulla a che vedere con la nutrizione. Sotto i 18 anni assolutamente non si deve bere, perché non esistono ancora nell’organismo i meccanismi per smontare la molecola dell’alcol». Come dice l’Organizzazione mondiale della sanità, ha continuato, «nell’adulto sano si può accettare un uso a basso rischio ovvero due bicchieri di vino al giorno nell’uomo e un bicchiere nella donna». In rapporto al fumo, Testino ha sottolineato che «anche l’alcol provoca diversi morti, tra i 36mila e i 42mila in Italia, e circa 1500 in Liguria ogni anno». Il problema, ha concluso, è che «mentre al fumo si riconosce l’evidenza di una sostanza tossica, l’alcol è considerato erroneamente come una sostanza che può rientrare nei normali regimi alimentari. Ma non è e non deve essere così».

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20/10/2008- Allarme alcool: dilaga tra 11-15 enni
tratto dal sito: Agoranews.it

Alta è la percentuale di consumatori giornalieri, il 31%, con una salute inevitabilmente compromessa: 61mila alcool dipendenti sono in cura presso il Servizio Sanitario Nazionale, senza tralasciare il preoccupante numero di incidenti stradali, ben 238mila nel 2006, di cui proprio il 53%, secondo gli esperti, dovuti all'abuso di alcool.

L’alcool uccide 25mila persone l'anno, prevalentemente a causa del vino, dove le cirrosi ed i problemi cardiovascolari sono le principali cause di ricovero e di decesso: si registrano, in particolare, 9.000 morti ogni anno per motivi cardiovascolari, evitabili se solo si limitasse il consumo di bevande alcoliche.

Il sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, che ha aperto i lavori della conferenza ha dichiarato: “Va colmato il vuoto che c'è nel nostro paese sul divieto di vendita, e non soltanto di somministrazione, degli alcolici ai minori. Bisogna riprendere in mano il provvedimento, troppo in fretta cancellato, che limitava l'offerta di alcolici nelle discoteche, ed estenderlo anche ad altri locali. Credo anche che forse bisognerebbe estendere il divieto di vendita negli autogrill a tutte le 24 ore. Due le categorie particolarmente a rischio nel nostro paese: i giovani, a volte anche giovanissimi, e gli anziani. I minorenni che eccedono con l'alcol sono, infatti, in netta crescita: si contano ormai 470mila ragazzi e 270mila ragazze a rischio”, sottolineando il fenomeno edonistico di troppi giovani che ricercano intenzionalmente l'ubriacatura, o “extreme drinking”, denominato dagli esperti, il bere estremo, fuori dei pasti per sballarsi.

L’età media di accesso all'alcool in Italia è la più bassa d'Europa: 12,2 anni contro i 14,6 della media europea. La metà dei 16-17enni, inoltre, consuma alcolici normalmente: l'86% ogni giorno. Ammette, poi, di essersi ubriacato almeno una volta quasi il 50% dei maschi tra i 20 ed i 29 anni, ma anche il 3,2% dei giovani maschi under 16, per i quali vige il divieto di somministrazione di bevande alcoliche.

Allarmanti  i dati anche  per gli over 65: un anziano maschio su due è a rischio, ben una su dieci tra le donne. Rappresentano oltre 3 milioni e 100mila persone, solo in Italia, con enormi costi sociosanitari.

Dati inquietanti, anche a livello europeo, riportati dal presidente dell'Osservatorio nazionale sull'Alcool presso l'Istituto superiore di sanità, Emanuele Scafato: oltre 195mila morti ogni anno per problemi alcool correlati, 55 milioni di persone a rischio, di cui ben 23 milioni ufficialmente alcool dipendenti.

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13/10/2008- L'eccesso di alcool restringe i cervello
tratto dal sito: Loccidentale.it

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Neurology e diretto da Carol Ann Paul, del Wellesley College, in Massachusetts, l'alcool restringe il cervello: più ne bevi più si riduce il suo volume.

L'indagine asserisce che un consumo moderato di alcool è benefico per la salute cardiovascolare. Quando, però, gli scienziati hanno voluto indagare su eventuali effetti protettivi anche sul cervello i ricercatori hanno riscontrato che al crescere del numero di drink alcolici consumati a settimana, si riduce il volume del cervello, a parità di altri fattori quali età, sesso, livello di istruzione e socioeconomico.

Fisiologicamente il volume del cervello si riduce in tutti gli individui con l'età, a ritmi dell'1,9% per decade. Parimenti con l'età aumentano le lesioni a carico della materia bianca, ovvero i collegamenti tra neuroni.

L'alcool - concludono gli autori dello studio - sembra dunque avere un effetto analogo, non benefico sul cervello con effetti dose-dipendente.

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03/10/2008- L'ONU sollecita l'opinione pubblica per limitare uso dannoso e sconsiderato di sostanze alcoliche
tratto dal sito: 2duerighe.com

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) delle Nazioni Unite lancia un forum online in cui invita l’opinione pubblica a esprimere suggerimenti per limitare l’uso smodato di alcool che ogni anno provoca oltre due milioni di decessi.
 
Durante l’assemblea mondiale della salute svoltasi in maggio, gli stati membri hanno richiesto all’OMS di elaborare una strategia globale per combattere l’uso distruttivo di sostanze alcoliche.
Il forum su internet rimarra’ aperto dal 3 ottobre al  31 ottobre 2008.
 
Ala Alwan, assistente del direttore generale del programma delle malattie non trasmissibili e della salute mentale dell’OMS ha dichiarato che “questo tipo di consultazione pubblica online è ampia ed inclusiva e fornisce l’opportunità per chiunque di esprimere il proprio parere in merito a possibili ed efficaci strategie per ridurre i costi derivanti dall’uso dannoso di sostanze alcoliche”. 
 
Sarà possibile lasciare i propri commenti direttamente sul sito web dell’OMS in ognuna delle sei lingue ufficiali dell’ONU. Il materiale raccolto verra’ presentato e discusso durante gli incontri futuri con i rappresentanti dell’industria dell’alcool, delle organizzazioni non governative, di professionisti e degli Stati Membri.
 
Benedetto Saraceno, direttore dell’agenzia del dipartimento di salute mentale e abuso di sostanze, ha sollecitato la massima partecipazione al forum, sottolineando che “siamo particolarmente interessati ad acquisire il maggior numero di informazioni utili per elaborare un approccio integrato che aiuti la popolazione a rischio, i giovani e coloro che sono danneggiati dall’alcolismo altrui.”

Maggiori Informazioni
http://www.who.int/substance_abuse/activities/globalstrategy/en/index.html

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17/09/2008- Annoiato o solitario, che bevitore sei?
tratto dal sito: Agi.it

Londra - Ecco le nove categorie dei "bevitori incalliti", utilizzate dal ministero della Salute britannica.
  - Depresso: ha una vita difficile, recentemente divorziato e con problemi economici, beve spesso da solo per andare avanti.
  - Stressato: impegnato nel lavoro e nella vita quotidiana, utilizza l'alcool come anti-stress per calmarsi e per controllare gli affetti personali e il lavoro.
  - Super-impegnato: hanno un calendario fitto di appuntamenti, utilizzano l'alcool come collante per la loro vita.
  - Conformista: crede che andare a bere ogni sera sia una cosa da "uomo"; manda giu' bicchieri di alcool per passare il tempo.
  - In gruppo: beve con gli amici per riscoprire il senso di apaprtenenza. L'alcool da' sicurezza e senso di appagamento.
  - Annoiati: solitamente mamme single o recentemente divorziate che escono poco. Bevono in compagnia per mascherare l'assenza delle persone nella loro vita.
  - Macho: frustati e sottovalutati, bevono per far valere il senso di mascolinita'.
  - Edoniosti: single, divorziati o con con bambini da crescere, bevono per esprimere la loro indipendenza, liberta' e illusione di giovinezza.
  - Al limite: bevono perche' annoiati, per conformarsi alla massa, o per un senso di malessere. Il bar e' la loro vera casa.
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12/09/2008- Dal 23 settembre tabelle controlla-alcool in tutti i locali pubblici
tratto dal sito: Diariodelweb.it

Dal 23 settembre, in tutti i locali pubblici dovranno essere obbligatoriamente esposte le tabelle controlla-alcool, indicanti i gradi alcolici di ogni bevanda e gli effetti su uomini e donne in base al peso corporeo. Adoc favorevole all’impiego di tali tabelle.

«Siamo favorevoli all’introduzione delle tabelle controlla-alcool – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – che saranno in grado di orientare i consumatori sugli effetti dell’assunzione di alcolici in base al grado alcolico della bevanda, al sesso e al peso corporeo. Fermo restando che i bar, i pub e le discoteche, a nostro avviso, devono tutti essere dotati di etilometri a disposizione della clientela, in modo di aumentare il livello di sicurezza.

Il consumo di alcolici in Italia negli ultimi anni è aumentato. Secondo le nostre stime di circa il 7-8%, in particolare birra e vino, ed è un fenomeno che vede coinvolto circa il 70% dei consumatori, occasionali e non. E’ importante che vengano adottate tutte le misure possibili per garantire un alto livello di informazione e di sicurezza per i cittadini».

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02/09/2008- Contro i pericoli dell'alcool i giovani savonesi scelgono il Bob
tratto dal sito: Ivg.it

E’ sempre più frequente tra i ragazzi savonesi il ricorso al “guidatore designato”, il cosiddetto Bob, che sceglie di non bere per riportare a casa gli amici sani e salvi. E’ la novità che emerge in prima battuta dai dati raccolti attraverso “Io non me la bevo”, la campagna di prevenzione dell’Asl 2 Savonese e della Provincia contro l’abuso alcolico.

L’iniziativa ha visto l’installazione di “corner” dove poter effettuare test etilometrici nell’ambito di sagre e feste estive sull’intero territorio provinciale. Si concluderà in occasione di Sagralea, la rassegna del vino pigato di Salea d’Albenga. I risultati derivanti dal questionario anonimo proposto nel corso delle eventi verranno elaborati in collaborazione con l’Istituto di biometria e statistica medica dell’Università di Genova.

Ad ottobre saranno pronte le analisi dei dati, che daranno nel dettaglio un’immagine delle abitudini alcoliche dei frequentatori delle sagre e della loro propensione a mettersi alla guida. L’obiettivo della campagna informativa, che si ripete ogni anno, è quello di incentivare una presa di coscienza del proprio tasso alcolemico e sembra che tale consapevolezza sia sempre più matura.

“Quest’anno abbiamo rilevato che le persone sono molto più disposte a chiedere delucidazioni e a fare il test etilometrico rispetto agli anni scorsi - afferma la dottoressa Rachele Donini, responsabile della struttura di Attività di Prevenzione del Ser.T. savonese e coordinatrice del progetto dell’Asl - Sanno che possono incorrere in un blocco stradale e vogliono evitare con cognizione di causa soprattutto il ritiro della patente. Dai primi dati grezzi raccolti durante le sagre possiamo dedurre che si sta alzando il livello di consapevolezza, soprattutto di fronte all’inasprimento delle sanzioni per coloro che si mettono alla guida sotto i fumi dell’alcool”.

Durante le sagre del 2007 il personale dell’Asl aveva incamerato 1600 questionari, dai quali risultava che il 25% delle persone che si erano sottoposte al test volontario aveva un tasso alcolico superiore alla 0,50. In attesa che venga completata la raccolta degli attuali questionari (si preve che superino i 2000) e la loro elaborazione, emerge un dato significativo: i giovani stanno acquisendo un’abitudine propria del mondo anglosassone, ovvero quella di assegnare ad uno della compagnia il compito di rimanere sobrio - nel gergo “Bob” - per ricondurre in perfetta sicurezza tutti gli altri a casa al termine della serata.