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Le
News sulle DIPENDENZE aggiornate al 20 Marzo 2010 I
testi delle Gioco d'azzardo NEWS *Tutte le news hanno solo scopo
informativo e non dipendono da L'Arca Teen
Challenge.
Sempre più giovani finiscono nella rete del gioco
d'azzardo. E' quanto emerge da un lungo approfondimento sul tema da parte del
mensile 'Poliziamoderna' che lancia l'allarme. Questo tipo di passatempo attira
sempre più giovani e giovanissimi bramosi di provare quel brivido eccitante a
qualsiasi ora del giorno e della notte, dato che sulla rete il tempo non
esiste. Brivido che però può avere conseguenze pericolose. Molte le 'esche'
virtuali lanciate ai giovanissimi. Spiega all'ADNKRONOS Andrea Rossi, Capo
Compartimento Polizia Comunicazione di Roma: "Il controllo delle Rete è
difficilissimo, non esiste un soggetto fisico a cui si può fare riferimento.
Per attirare i giovani nel vortice virtuale del gioco viene utilizzato
soprattutto il sistema dello 'spamming', il più diffuso online che è usato in
particolare per le pubblicità, ma non è affatto sicuro, dato che proprio da
questo sistema si possono ottenere dati sensibili di caselle di posta
elettronica personali". "Con uno specchietto per le allodole, magari
di un bonus di 20 o 30 euro - evidenzia Rossi - ignari giovani vengono attirati
nella rete del gioco dal quale non riescono ad uscire e finiscono per perdere
anche grandi somme. Ma chi c'è dall'altra parte? Chi sono gli altri giocatori?
E soprattutto, chi vince veramente? Scoprirlo è difficile. I giochi d'azzardo
più diffusi sul web sono il poker e il casinò, quelli più popolari anche nel
'mondo reale', quelli di cui tutti conoscono regole e meccanismi. E i giocatori
che incappano in siti e giochi illegali, questo il piu' delle volte, non sporgono
denuncia perché si vergognano di essere caduti in una truffa''.
"I controlli non mancano anche se sono
difficilissimi - conclude Rossi - perché è d'obbligo tutelare chi gioca ed
anche lo Stato, poiché se i giochi sono illegali viene truffato anche quest'ultimo".
Secondo la normativa, spiega 'Poliziamoderna', il gioco d'azzardo online è
consentito solo ai siti intestatari di una licenza apposita concessa previa
rigorosa analisi di una serie di caratteristiche da parte dell'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato (Aams). Chi non ha la licenza opera in via
illegale e non è escluso metta sulla piazza giochi truccati o utilizzi denaro
proveniente da attività illecite. Una volta individuati, questi siti vengono
iscritti in una sorta di black-list stilata dall'Aams stessa e oscurati
filtrati dai fornitori italiani di connettività.
Ma quella dei giochi online è una passione che cresce
per gli italiani sia giovani che meno. Nel 2009 è più che raddoppiata la
percentuale dei giochi pubblici raccolti online: si passa dal 3,1% del 2008 al
6,8% dello scorso anno. In termini assoluti la raccolta a distanza è stata pari
a 3,8 miliardi di euro con un incremento del 153,7% rispetto al 2008. I dati,
che arrivano dall'Amministrazione autonoma monopoli di Stato, evidenziano che
nel 2009 le raccolte sportive sono arrivate a 1,2 miliardi di euro con una
crescita del 14,2% rispetto al 2008. La quota di scommesse sportive giocate
online rispetto a quelle giocate 'a terra', in media, si e' attestata al 30,3%
contro il 27,4% del 2008. E' l'andamento del settore dei giochi, piu' in
generale, ad evidenziare la propensione degli italiani ad inseguire la dea
bendata: nel 2009 la racolta giochi ha raggiunto i 54,4 miliardi di euro con un
incremento, rispetto al 2008, di 6,9 miliardi (+14,4%). E dai primi dati che
arrivano, relativi al 2010, c'e' la conferma del trend positivo: a gennaio la
raccolta e' stata pari a 5,2 miliardi di euro con un incremento del 15,5%
rispetto al 2009.
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notizia) toptorna
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tratto dal sito: 055news.it Schiavi di videopoker e slot machine. La febbre per il gioco d'azzardo
e' diventata "una vera piaga, soprattutto per i giovani e rischia di
essere la malattia emergente del nostro millennio. Con i circuiti del piacere
perennemente stimolati nel nostro cervello da messaggi e sollecitazioni
esterne, il gioco d’azzardo patologico e compulsivo rischia di diventare la
nuova tossicodipendenza senza droga, con lo 'sballo' costituito proprio dalla
ritualità, dalla sequenza dei comportamenti che ruotano intorno al gioco".
Lo sottolinea il neuroscienziato Rosario Sorrentino, direttore dell’Ircap
(Istituto di ricerca e cura degli attacchi di panico) alla Pio XI di Roma,
intervenuto a Roma alla presentazione della campagna per la sensibilizzazione
sul gioco responsabile. Un'iniziativa sostenuta dai Monopoli di Stato e
presentata dalla Snai al Tempio di Adriano a Roma, alla presenza - fra gli
altri - del fotografo Oliviero Toscani e Maurizio Ughi, presidente di Snai Spa.
"Si profila sempre più il rischio - aggiunge Sorrentino - di una addiction
generation, una generazione dipendente dalle emozioni ottenute grazie a una
scarica di dopamina extra. Un modo per provare sensazioni fuori dall’ordinario,
con il pericolo che questo sia di fatto - dice l'esperto - una 'porta
d’ingresso' verso comportamenti caratterizzati da aggressività, impulsività,
rabbia, con una chiara matrice sociopatica". E' proprio il cervello umano
il luogo dove il gioco d’azzardo ha "'buon gioco' - nota il neurologo,
con un sorriso -. Quando arriva la compulsione la patologia attecchisce nel
cervello e questo organo appare sempre più in affanno, perché non riesce,
nonostante il contributo della corteccia prefrontale, a frenare o neutralizzare
il desiderio smodato, irresistibile e impulsivo di giocare. E' a questo punto –
aggiunge Sorrentino – che la persona cade in balia del demone del gioco,
schiava del piacere e del bisogno di ribadire emozioni di intensità crescenti,
da vivere senza alcun tipo di freno". La buona notizia è che la febbre per
il gioco d’azzardo puo' essere curata. "La complessità della malattia
necessita di una diagnosi precoce e un trattamento farmacologico mirato –
aggiunge il neuroscienzato - abbinato a psicoterapie cognitivo-comportamentali
per prevenire la cronicizzazione del disturbo, ma anche per contenere la
presenza di altre malattie come i disturbi di personalità, quelli dell'umore,
l'ansia, gli attacchi di panico, la depressione e la dipendenza da altre
sostanze, che a volta accompagnano e rendono ancora più difficile la gestione
clinica e sociale della malattia". Attenzione anche al 'pericolo
mediatico'. "Una potenziale responsabilità e’ da attribuire ai messaggi
che provengono dal mondo dei mass media e della comunicazione – avverte
Sorrentino – che promuovono costantemente la cultura del piacere e del gioco,
arrivando a enfatizzare lo stereotipo del vincente, colui che con una puntata
coraggiosa può cambiare in un batter d’occhio la sua vita". Le campagne di
informazione sociale per contenere la diffusione del gioco d’azzardo potrebbero
essere, secondo Sorrentino, un'arma molto utile. "Proprio perché la
malattia e' espressione di una combinazione di fattori genetici e ambientali,
potrebbe avvantaggiarsi del contributo positivo dei mass media". Insomma,
informazione e prevenzione per difendere i cittadini. Secondo studi pubblicati
dall’Associazione psichiatri americani, e ricordati da Sorrentino, il gioco
patologico "riguarda una parte minoritaria della popolazione, tra l'1,5 e
il 3% della popolazione". In Italia, secondo l'azienda autonoma dei
Monopoli di Stato, la raccolta complessiva per i giochi d'azzardo pubblici,
lotto, lotterie, bingo, superenalotto, ammonta a 54.410 milioni di euro, con un
incremento, rispetto all'anno precedente di 6.856 milioni di euro, pari al
14,4%. Trend in crescita, dunque, per il gioco autorizzato. Si è passati dalle
3 occasioni di gioco alla settimana del 1990 alle 15 occasioni del 2006. Per
non parlare delle prospettive offerte da internet e dai video poker on line.
toptorna
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E’ stato recentemente portato a termine un interessante studio svolto dal
McGill University’s International Centre for Youth Gambling Problems and Risks
Behaviours, riguardante il comportamento dei genitori nei confronti
dell’attitudine al gioco d’azzardo da parte dei minori, chiamato Parents
as Partners.
Il dr. Jeff Derevensky, co-direttore del Centro, ha detto ai
giornalisti questa settimana che lo studio svolto dal suo team ha portato alla
luce una realtà degna di nota, evidenziando prima di tutto che i giovani sono
più predisposti a cadere nella trappola della dipendenza dal gioco rispetto agli
adulti, ma soprattutto il fatto che l’atteggiamento della maggior parte dei
genitori in merito, è di quasi indifferenza.
Secondo la ricerca effettuata infatti, i giovani rischierebbero dalle due
alle quattro volte di più rispetto agli adulti, ma i casi di problemi con il
gioco d’azzardo sono più difficili da riscontrare negli individui giovani perché
fondamentalmente non finiscono col perdere la casa in cui vivono o la propria
moglie.
Per capire quanto incida sui genitori, la preoccupazione che uno dei propri
figli possa cadere in problemi di gioco d’azzardo, sono stati
intervistati 2.700 genitori canadesi, ed il risultato è stato
che quella della dipendenza dal gioco era considerata l’ultima minaccia in
ordine di gravità, che potesse interessare i propri figli.
La maggior parte dei genitori ha citato l’uso di droghe
(87%), l’abuso di alcool (82%), la guida in
stato di ebbrezza (81%), il sesso non protetto, (81%),
ed addirittura il troppo tempo passato a giocare ai video games
(64%), ma solo il 40% dei genitori intervistati ha menzionato il gioco
d’azzardo.
Il ruolo svolto dai genitori viene ritenuto di fondamentale importanza anche
in questo caso, pertanto viene consigliato di non acquistare ai propri figli
regali che possano stimolare in loro la voglia di giocare d’azzardo, come ad
esempio oggetti riguardanti il mondo del poker o dei casino, né comperare regali
che possano permettere loro di realizzare vincite in denaro, come ad esempio i
gratta e vinci.
Derevensky ha anche precisato che il suo gruppo di studio sta collaborando
con le organizzazioni di gambling online per contrastare in modo concreto il
gioco d’azzardo da parte dei minori, infatti, sottolinea lo stesso dottore, le
più importanti compagnie di gambling online non permetteranno mai l’accesso ai
propri siti internet, a coloro che non hanno l’età legale per giocare, anche se
offrono la possibilità di giocare in modalità sicura, ossia senza utilizzare
denaro reale, il che lascia un po’ perplessi, perché potrebbe essere un primo
passo verso il gioco d’azzardo.
toptorna
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tratto dal sito: Ilgiornaledivicenza.it Tre o quattro chiamate alla settimana da parte di giocatori d'azzardo compulsivi
in cerca di aiuto, 250 consulenze fornite in sette anni, 75 giocatori presi in
cura e attualmente due gruppi con venti partecipanti l'uno. Sono questi i
numeri della Cooperativa "Nuova vita" che dal 2002 aiuta persone con dipendenza
dal gioco d'azzardo e che anche nel 2010 fornirà il proprio supporto ai
vicentini, grazie ad un finanziamento regionale, stanziato per la prima volta
quest'anno e proveniente dal fondo per la lotta alla droga. A parlare della
situazione sono stati Patrizia Balbo, presidente della cooperativa sociale,
Alessandro Pilan, responsabile del progetto e lo psicologo Stefano Cezza, che
segue i gruppi. «Dal 2003 al 2007 - spiega Pilan - le giocate sono cresciute
del 169 per cento e solo dal 2008 al 2009 del 14,5 per cento. Questo significa
anche più dipendenti. In Italia si stima che siano 700mila i giocatori
compulsivi, con una percentuale che varia dall'1 al 3 per cento, mentre tra i
giovani dai 10 ai 19 anni sono il 4 per cento». In quella fascia d'età a fare la
parte del leone sono il gioco on line e, come negli anziani, il "gratta e
vinci", «che - sottolinea Cezza - sono i più pericolosi, perché danno un
risultato immediato, che è ciò che cerca il giocatore compulsivo. Ciò che
caratterizza queste persone è infatti il gioco solitario, nel quale si perde il
contatto con la realtà». Gli adulti, invece, scelgono di più modalità
"complesse" come casinò e sale da gioco. In alcuni giochi, come gratta e vinci,
lotto o bingo le donne rappresentano infatti il 50 per cento dei giocatori. E
se nelle donne ciò che può spingere alla dipendenza sono soprattutto solitudine
e depressione, sono varie le "molle" che fanno scattare questa reazione:
problemi precedenti legati al denaro, pensionamento, lutti o separazioni, ansia,
mancanza di interessi, o fuga dai propri problemi. Ma anche la crisi, che spinge
a cercare una soluzione esterna ai problemi. Proprio per affrontare queste
problematiche i gruppi sono seguiti da quattro psicologi, con al bisogno
l'ausilio di uno psichiatra. «Quando le persone arrivano da noi - spiega la
presidente - il primo passo sono dei colloqui per inquadrare la situazione, poi
privilegiamo le terapie di gruppo, anche se in alcuni casi è preferibile prima
un percorso di coppia. Nei gruppi sono presenti sia i giocatori che i loro
famigliari, altrettanto segnati da queste esperienze. Si parte aiutando a
rimuovere il gioco, a prendere consapevolezza del problema e sostenendo le
motivazioni. Chiediamo alle persone una presenza costante e anche un contributo
economico, perché prendano in carico seriamente il progetto. Infine facciamo in
modo che lavorino su sé stessi per capire cosa le ha portate alla dipendenza. La
percentuale di riuscita è del 60-70 per cento». toptorna
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Si è recentemente tenuta a Roma, una conferenza per l’inaugurazione dello
sportello “telefono antiplagio”, organizzata dall’Osservatorio Antiplagio e
dall’Associazione “European Consumers”, durante la quale è stato approfondito il
‘lato oscuro’ del gioco d’azzardo, il quale viene collegato addirittura al
satanismo ed alla magia.
In Italia, il gioco nelle sue varie forme, dai concorsi a
premi ai casino, dalle videolottery ai gratta e vinci, nel 2008 ha fatturato
oltre 47,5 miliardi di euro, che hanno portato nelle casse
dello stato circa 7,7 miliardi di euro, una somma molto alta
che assume particolare importanza nell’economia del Paese, nel 2010 si dovrebbe
raggiungere, secondo il rapporto “l’Italia in gioco”
dell’Euripses, un fatturato di 58 miliardi di
euro.
In questo quadro si va ad inserire un altro dato, che è quello del numero di
persone che ogni anno si rivolgono a sedicenti medium e sensitivi per avere
consigli su quali numeri giocare, e fondamentalmente su come fare per vincere al
gioco; sarebbero infatti circa un milione e 300 mila i giocatori che
tentano la strada della ‘magia’, spinti anche da una propaganda
presente e peraltro non ostacolata dalle autorità.
Per una parte delle persone, il gioco d’azzardo rappresenta un mezzo per
evadere dalla realtà, una realtà spesso difficilmente vivibile, nella quale la
crisi economica, le poche aspettative di lavoro ed un futuro sempre più incerto,
giocano un ruolo che incide pesantemente sul comportamento dei giocatori.
John Grant, Professore Associato in Psichiatria dell’Università del
Minnesota spiega che capire il funzionamento dei diversi tipi di spinta
alla dipendenza dal gioco, permetterebbe di colpire il problema alla radice dal
punto di vista biologico, individuando dei farmaci adeguati.
I professori Alonso Fernandez F. e Dickerson M. hanno invece
classificato i giocatori d’azzardo in quattro categorie: la prima, il
giocatore sociale, non presenta alcun comportamento eccessivo
nei confronti del gioco, e riesce a mantenere un rapporto perfettamente
equilibrato, il giocatore problematico invece sebbene non sia
ancora caduto nella dipendenza, si serve del gioco per sfuggire ai problemi
sociali; più preoccupanti sono invece i comportamenti dei soggetti che rientrano
nella categoria di giocatore patologico, che assume un
atteggiamento definito distruttivo all’interno della dimensione del gioco,
presentando altre serie problematiche psichiche, e del giocatore
dipendente, ossia colui che presenta tutti i sintomi del giocatore
patologico, e gli stessi sono sviluppati in modo impulsivo, e sfociano appunto
nella dipendenza, rendendo il soggetto del tutto incapace di controllare
l’impulso del gioco.
toptorna
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REGGIO EMILIA - Nelle prossime settimane
l’assessorato alla Sicurezza della Provincia - spiega l'assessore Marco Fantini
- lancerà una campagna di sensibilizzazione sui rischi del gioco d'azzardo e su
come chiedere aiuto in caso di dipendenza patologica dal gioco. Scrive
infatti l'assessore: "La notizia della vincita di 1 milione e 700mila euro
realizzata a Sant'Ilario ripropone con urgenza il tema del gioco. Le stime
più ottimistiche ci dicono che sono 700.000 i giocatori patologici, ma è molto
più verosimile che la dipendenza da gioco rovini l’esistenza di oltre un milione
di persone. Il dato è preoccupante. se pensiamo che in Italia sono seguite dai
Sert per droga od alcool 380.000 persone. Un milione di persone affette da
dipendenza patologica da gioco significa che ci sono migliaia di drammi che non
vengono mai raccontati, famiglie sul lastrico, ricorso all’indebitamento ed
all’usura. Storie nascoste di un demone che divora le esistenze, come ci
raccontò Dostoevskij nel romanzo "Il giocatore". Ma i danni non si fermano
qui. L’industria del gioco d’azzardo, la terza in Italia con un fatturato
nel 2009 di 53 miliardi di euro, ha imposto una cultura dominante tale per cui
il tentare la sorte pare essere l’unica via d’uscita di fronte ai problemi.
In questo periodo di crisi economica e di mancanza di lavoro sono stati
proposti giochi che illudono con una promessa di vincita mensile sovvertendo la
tradizionale immagine della vincita milionaria e casuale. In sostanza, si
sono alterate le reali percezioni della probabilità di vincita: solo per fare un
esempio, la possibilità di vincita al Superenalotto è di una possibilità su 622
milioni. Le persone erroneamente pensano che il gioco possa essere una via
d’uscita alle loro difficoltà, mentre spesso è esattamente il contrario.
Questo messaggio deviato colpisce soprattutto le persone più fragili da un
punto di vista sociale, professionale e culturale (secondo i dati Eurispes nel
gioco investe di più chi ha un reddito inferiore: giocano il 47% degli
indigenti, il 56% degli appartenenti al ceto mediobasso, il 66% dei
disoccupati). Siamo di fronte ad un’emergenza sociale: anche nella nostra
provincia vengono giocati milioni di euro, soldi guadagnati e risparmiati dai
cittadini reggiani che non vengono neppure in minima parte compensati dalle
vincite. Nelle prossime settimane l’Assessorato alla Sicurezza sociale della
Provincia di Reggio Emilia lancerà una campagna di sensibilizzazione per
informare correttamente circa le reali possibilità di vincita, sui rischi del
gioco d'azzardo e su come e a chi chiedere aiuto in caso di dipendenza
patologica dal gioco".
toptorna
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Secondo uno studio britannico, le donne sarebbero più vulnerabili al rischio di
dipendenza verso il gaming online. Secondo questa analisi è il
gentilsesso, dunque, a correre maggiori rischi verso quella che è considerata, a
ragione, la piaga più grave dei giochi online: “La Dipendenza“.
Le motivazioni che questa ricerca adduce alla posizione della donna più
incline al gambling compulsivo: il maggior tempo trascorso davanti al computer
(in media) molto superiore agli uomini, lo stress e la frustrazione per la
frequente disoccupazione, il diffuso accesso alle carte di credito e ai
bancomat.
Uno dei consiglieri della GamCare, un’associazione che ha
creato gruppi di aiuto per le giocatrici compulsive, ha indicato il gaming
online come mezzo con cui si possono rovinare intere famiglie e non solo la
donna in se. La stessa Lisa Kartista ha dichiarato “Quando
analizziamo la situazione femminile, tendiamo a vedere il gioco d’azzardo come
un sintomo di stress emotivo, come una possibilità di scampo dai problemi che le
affliggono: le esigenze di un posto di lavoro, i figli, il compagno, l’economia
domestica. Il gioco non è come l’alcol, dove non si può nascondere di essere
ubriaco e non si può badare ai figli.”
E’ probabilmente questo il motivo fondamentale per cui le donne sono più
attratte dal mondo dell’online, piuttosto che da casinò e sale da gioco (molto
frequentate invece dagli uomini). E’ un modo per loro anche di nascondere il
loro “lato negativo”. Dove, se non a casa propria e davanti al suo computer, una
donna può dare sfogo ai propri istinti compulsivi del gioco?
Come già detto precedentemente questo pericolo colpisci indirettamente anche
i figli. Per questo il National Problem Gambling
Clinic di Soho ha organizzato un servizio di custodia dei bambini
nel tentativo di incoraggiare più donne a chiedere aiuto. Una delle consulenti,
psichiatra Henrietta Bowden-Jones ha affermato che l’utilità di
questo “servizio” risiede proprio nell’aiutare le donne ad uscire da una
situazione, in cui loro stesse provano vergogna.
Lo studio non tenta di fare un identikit di una “donna tipo”, in questo
contesto, perché non lo si potrebbe tracciare visto che non è lo strato sociale
a definire il fenomeno compulsivo.
Infine ci preme ricordare (e troviamo giusto farlo per non cadere in facili
fraintendimenti): quando si parla di gaming online vengono inglobati tutti gli
skill games e anche tutti i giochi con percentuale aleatoria del 100% (dove la
componente compulsiva è evidentemente più elevata). Nel gaming online dunque
viene inserito anche il poker, ma non vi è solo questo, è quindi importante
capire che l’analisi era rivolto al gaming e anzi sopratutto, con particolare
interesse, ad altri tipi di giochi.
toptorna
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tratto dal sito: Larena.it Verona. Prima l'euforia per la possibile vittoria, e solo più tardi,
ahimè, la consapevolezza del rischio e quindi la valutazione razionale. Il
nostro cervello funziona così, tanto davanti ad una macchina da gioco quanto di
fronte ad un investimento finanziario. Parola di neuro-economisti, ovvero nuovi
guru di una disciplina, la neuro-economia, appunto, che solo da qualche anno si
sta sviluppando anche in Italia a partire dai paesi anglosassoni e che, per il
suo forte carattere interdisciplinare, rappresenta un nuovo, intrigante
approccio d'indagine alla scienza economica e descrive un essere umano che, più
che da agente razionale che si muove e decide sulla base di calcoli
probabilistici, agisce invece sotto l'influenza irresistibile di fattori
psicologici non così facilmente controllabili dalla ragione. A spiegare come
si muove il cervello in campo di investimenti economici (nel senso più ampio del
termine, come prima si diceva: per esempio nel caso del gioco d'azzardo, ma il
principio vale anche per chi gioca in Borsa o si trova davanti ad un rischio
economico con possibilità di guadagni) è stata ieri la prima tavola rotonda di
«Infinitamente», il Festival della scienza che ha aperto la sua prima giornata
di incontri con un appuntamento in mattinata all'Accademia di Agricoltura
Scienze e Lettere con due studiosi di neuro-economia, Giorgio Coricelli, romano,
che lavora al Cnr in Francia e all'Università di Trento, e Fabio Babiloni,
docente di Fisiologia alla Sapienza di Roma, autore di un saggio intitolato
«Neuroeconomia, neuromarketing e processi decisionali». Ad introdurre l'incontro
è stato il preside della Facoltà di Economia dell'ateneo scaligero Francesco
Rossi. «Cosa accade nel cervello quando prendiamo una decisione in un
contesto di rischio e in particolare nel settore economico? E' a questa domanda
che intende rispondere quella scienza che prende il nome di neuro-economia e che
si caratterizza per lo studio del rapporto tra le componenti del cervello che di
fronte al rischio vengono attivate e i risultati concreti che questa attivazione
comporta, ovvero le nostre azioni, il nostro comportamento», ha spiegato
Coricelli. «Da questo tipo di studi emergono una serie di variabili non
considerate tradizionalmente dalla scienza economica "standard", vale a dire
tutta una serie di aspetti emozionali: si era infatti soliti pensare che le
scelte economiche avvenissero per effetto di fattori di carattere razionale,
mentre l'analisi neurologica mostra che l'euforia di un rischio è precedente e
più forte rispetto alla valutazione delle conseguenze negative». «La
registrazione dei movimenti cerebrali di soggetti impegnati sia in un gioco come
il tre sette ha mostrato che esiste proprio una teoria dei giochi», ha aggiunto
Babiloni. «Nel soggetto ci sono in sostanza due sistemi per così dire in
competizione: quello emozionale che ha come primo impulso la propensione al
rischio in vista del guadagno immediato e quello razionale, che si attiva solo
più lentamente». «Insomma per giudicare il rischio, anche a livello
neuronale, c'è bisogno di tempo e si è visto che esiste una reazione a catena
dell'euforia. In questo senso la neuro-economia consente anche alcune importanti
applicazioni pratiche, che possono essere concretamente di aiuto nel
suggerimento di regole per sfuggire al dominio del gioco». -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- http://teenchallenge.beeplog.it(vai al Blog per commentare la
notizia) toptorna
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L’Italia sta diventando sempre più un popolo di giocatori
d’azzardo. Secondo recenti dati pubblicati dalla rivista Egaming Review, il nostro paese è
primo in Europa nel mercato del gioco d’azzardo online, e ben terzo in tutto il
mondo. Dati abbastanza sorprendenti, visto che in Italia, il gioco del
poker online si è diffuso solo negli ultimi anni poiché molti
dei siti erano bannati.
Da non dimenticare che operatori famosi in tutto il
mondo che trattano il poker online come Bwin, Pokerstars
e PartyPoker hanno alimentato la crescente popolarità di questo
passatempo, e molti altri concessionari di poker online
desiderano entrare nelle grazie del governo italiano per conquistare una fetta
del mercato del gioco online nostrano. E gli operatori stranieri di poker online
devono continuamente contrastare il governo italiano, poiché in Italia ci sono
regole molto rigide rispetto ad altri paesi europei in merito alle licenze di
questo passatempo.
Si vocifera che Pokerlistings, noto
operatore di poker online, desideri lanciare in Italia delle vere poker room
online, ma al momento i Monopoli di
Stato non hanno né smentito né confermato questa notizia. Di sicuro, questi
passatempi online renderanno interessante la vita degli scommettitori italiani.
Bisognerà verificare in seguito, se con l’introduzione di queste stanze di poker
online, il mercato del gioco d’azzardo in Italia continuerà a
crescere in modo esponenziale, e di conseguenza anche le giocate degli
appassionati di questo passatempo.
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In Italia sono circa
700 mila le vittime del gioco d’azzardo; per molte persone tutto è iniziato per
caso, tentando la sorte per sfidare amici o parenti, o provare a racimolare
qualcosa senza fatica. Ma tra una puntata di poker e una schedina in più al Superenalotto,
è poi facile farsi travolgere dal rischio, fino a non riuscire più a darsi dei
limiti e arrivando inconsapevolmente ad avere una vera e propria dipendenza da
gioco.
Il gioco d’azzardo patologico
Il gioco d’azzardo patologico è una malattia, riconosciuta anche dall’Oms ed
inserita nel manuale diagnostico dei disturbi mentali come disturbo del
controllo degli impulsi. Chi soffre di questa patologia prova un impulso
irresistibile e incontrollabile a giocare, un desiderio che però non riesce mai
ad essere soddisfatto completamente e che porta quindi a trascorrere la maggior
parte del tempo alla ricerca del gioco.
Il giocatore d’azzardo patologico ha tutte le caratteristiche del
tossicodipendente anche se non usa sostanze. Se all’inizio una persona gioca
per il piacere e per divertimento, quando diventa malattia il giocatore non
trova più piacere nel gioco, ma continua a farlo per riprendersi dalle perdite
accumulate e alla fine gioca per trovare consolazione all’ansia che lo
attanaglia. Il gioco si trasforma da momento di gioia e creatività in
ossessione, dove l’unico modo per sentirsi vivo è continuare l’azzardo.
Identikit del
giocatore d’azzardo
Secondo l’Istat il giocatore tipo è uomo, sui 38-45 anni, sposato e con una
cultura media. Il fenomeno è omogeneo sul territorio italiano, anche se il
Piemonte ha un picco di persone con questo disturbo.
Come guarire
Dalla dipendenza da gioco si può guarire; il modello di psicoterapia che
negli ultimi tempi ha avuto più riscontri positivi è quello cognitivo-comportamentale.
Lo psicoterapeuta ha il compito di far emergere le risorse interiori del malato
e insegnargli ad usarle per liberarsi dalla schiavitù del gioco. Così
l’individuo è attore principale e non spettatore passivo della sua guarigione.
Inoltre gli vengono suggeriti esercizi comportamentali per prepararlo a
fronteggiare eventuali tentazioni e ricadute.
Le sedute solitamente sono di gruppo, a frequenza settimanale, e la cura può
durare da un minimo di 3 mesi a un massimo di 2 anni.
Cosa fare per aiutare chi è malato
La famiglia e gli amici hanno un ruolo importante nel riconoscimento del
problema e nel successo della cura. Ecco qualche dritta.
I campanelli di allarme
sono: trascurare partner, famiglia, lavoro, perdita di interesse nelle attività
e insoddisfazione generale. L’umore di solito è alterato, si ha difficoltà a
dormire e una costante ansia e irritabilità, alternate a momenti di euforia
esagerata e apparentemente immotivata.
In questo caso la cosa migliore è accompagnare la persona da uno psicologo e
aiutarlo a prendere consapevolezza che la sua è una malattia. Evitare di
lasciarlo solo e stagli vicino nei momenti di forte stress e quando ha
l’impulso a voler giocare.
In caso di ricaduta la persona va sempre appoggiata e gli si deve dare fiducia,
facendogli capire che può capitare anche durante il percorso di cura.
toptorna
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Sarà attivo anche per il 2010 lo Sportello Gioco d'Azzardo problematico
dell'Associazione AND – Azzardo e nuove Dipendenze di via Maspero, 20 a
Varese.
In questi primi 3 anni di attività (e 180 ore di apertura) sono
arrivate allo sportello 155 richieste, sia di operatori dei
Servizi,
sia di familiari di giocatori, sia di giocatori stessi. L'iniziativa
è rivolta a tutti coloro che hanno il vizio del gioco e qui possono trovare
personale esperto in grado di orientarli ed accompagnarli nell'accesso mirato ai
servizi specialistici di cura e legali.
L'ATTIVITA'
Lo sportello copre una popolazione di circa 120.000 abitanti, e
quindi una percentuale di giocatori d'azzardo patologici stimabile intorno
all'1%, che corrisponde a circa 1.200 persone; è in grado di
intercettare un buon numero di domande rispetto alle ore disponibili, e
contemporaneamente di seguire le situazioni nel tempo, diventando un punto di
riferimento in particolare per i familiari dei giocatori (che vengono sostenuti
nell'accostarsi ai Servizi di cura e legali). L'attività prosegue nella
stessa sede a cadenza settimanale, con l'augurio che sempre più familiari e
giocatori riescano a superare quella timidezza o vergogna che sin'ora li ha
trattenuti dal chiedere aiuto. L'accesso è anonimo e gratuito.
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I giochi si rivelano sempre di più una nuova droga per gli italiani. Oltre 3
milioni di persone, stimano infatti gli esperti, sono a serio rischio di
dipendenza mentre più di 700.000 sono i ludopatici gravi, ovvero coloro per i
quali la mania del gioco si trasforma in una vera e propria patologia.
UN ESERCITO DI GIOCATORI D'AZZARDO: circa 15 milioni di italiani, il 38,3%
delle persone tra 15 e 64 anni, almeno una volta nella vita hanno giocato
d'azzardo, il 50% dei maschi, il 29,2% delle donne. Lo evidenzia un'indagine
condotta dall'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle
ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, basata su dati 2007-2008.
GIOVANI E GIOVANISSIMI MALATI DI GIOCO: il gioco è più diffuso tra i giovani:
il 55,1% dei maschi e il 34,5% delle femmine tra 25 e 34 anni dichiarano di
avere giocato almeno una volta e il 40% dei ragazzi di scuola superiore. Tra i
giochi preferiti dai giovani di entrambi i sessi risultano in pole position i
gratta e vinci, poi lotto, superenalotto e simili. Tipicamente maschili, invece
i videopoker (ci ha giocato almeno una volta il 14% dei maschi e il 4% delle
ragazze) e le scommesse sportive (30% dei ragazzi e appena il 3% delle
studentesse). Tra gli studenti giocatori, il 69% ha speso nell'ultimo mese fino
a 10 euro, il 24% tra gli 11 e i 50 euro e il 7% dai 51 euro in su. Inoltre, il
10,8% dei giocatori ha l'impulso di giocare somme di denaro sempre maggiori, il
13,1% degli uomini e l'8% delle femmine.
3 MILIONI A RISCHIO DIPENDENZA: Il 19,8% dei giocatori, 3 milioni di persone,
è a rischio dipendenza da gioco (gambling). Il giocatore più a rischio gambling
è di solito un individuo impulsivo e poco prudente, che non percepisce né teme
il pericolo e, per questo, tende a giocare anche grosse somme senza capire a
cosa va incontro. Il gambling è una vera e propria dipendenza come le droghe ed
è sempre più diffusa, complici anche i videopoker e i giochi online.
ESPERTI, GIOCO E' SINDROME PERICOLOSA: potenziare le comunità e i servizi per
il recupero dei giocatori è l'obiettivo cui lavora la Società italiana di
intervento sulle patologie compulsive (Siipac).Quella del gioco, rilevano gli
esperti, è una sindrome pericolosa perché lo stato di euforia del giocatore
d'azzardo è paragonabile a quello prodotto dall'assunzione di droghe, e come
nella dipendenza da droghe possono manifestarsi nei giocatori crisi gravi di
astinenza.
toptorna
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tratto dal sito: Ilsole24ore.com «Giocare non è sbagliato se rispetti le regole e non esageri». Con questo
messaggio, è partita dalla Sicilia la campagna "Giovani@Gioco", che i Monopoli
di Stato, assieme agli esperti dell'associazione "CivicaMente", stanno portando
nelle ultime 3 classi delle scuole superiori, per diffondere la conoscenza delle
regole del gioco pubblico in Italia. L'iniziativa, che costerà circa 100mila
euro, ma è aperta anche a contributi privati, durerà, complessivamente 3 anni,
toccando le 15 principali città italiane, per un totale di oltre 70mila
contatti.
Discreto il successo di pubblico delle prime tappe: a Palermo,
Catania, Napoli e Bari, il progetto ha raccolto la partecipazione di 35
insegnanti, più di 7mila studenti e una quindicina di medici dei servizi per le
tossicodipendenze delle Asl (Sert), che hanno aiutato a spiegare ai giovani
rischi e malattie collegati al gioco d'azzardo illegale e patologico. Parla,
soprattutto, di "investimento culturale", il direttore generale dei Monopoli,
Raffaele Ferrara, che ha espresso l'intenzione di potenziare il progetto, magari
anche coinvolgendo le fasce dei minori più piccoli, che, ha ricordato, essere
ugualmente a rischio di finire nelle trappole del gioco
vietato.
L'iniziativa, ha spiegato il responsabile operativo del
progetto, Tiziano Fazzi, si sviluppa su 3 fronti. Un'operazione web, che decolla
oggi, e che aiuterà i ragazzi, attraverso percorsi a test, a capire che "tipo di
giocatori sono" e, soprattutto, dare informazioni a famiglie e insegnanti sui
centri d'ascolto, dove, cioè, potersi rivolgere in caso di necessità. È
previsto, poi, il coinvolgimento dei media, nazionali e locali. Ma la parte
principale della campagna passerà per le scuole. Qui, per la prima volta,
saranno messi l'uno accanto all'altro insegnanti e operatori delle Asl, in
incontri con gli studenti che dureranno, in media, un'ora e mezzo. L'approccio
per coinvolgere i ragazzi, ha sottolineato Fazzi, sarà "Open Mind", attraverso,
cioè, più fasi. Si inizierà con interviste doppie, per sollecitare l'aspetto
emozionale dei giovani. Si passerà, poi, agli approfondimenti nozionistici
(cos'è il gioco illegale, quali sono i principali divieti e sanzioni, quali i
rischi e le patologie collegate), per, poi, passare a un momento collettivo di
riflessione ed elaborazione delle tante informazioni ricevute.
A
rafforzare l'impegno dei Monopoli sul fronte del gioco sicuro, ha ricordato,
Antonio Tagliaferri, dirigente dell'amministrazione di Piazza Mastai, è in
piedi, già da diversi mesi, un progetto nazionale ad hoc, in collaborazione con
i responsabili scientifici dei Sert della Asl di Torino 3, promosso dalle
regioni Piemonte e Liguria, che coinvolge gli operatori di gioco. «I giochi - ha
ribadito il direttore generale Ferrara - non possono essere solo un'importante
entrata erariale. Bisogna farci carico, anche, del rispetto delle regole e,
soprattutto, dei consumatori, per un approccio equilibrato e consapevole
rispetto all'offerta di gioco legale». toptorna
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Si è parlato in più occasioni della grande passione per il gioco d’azzardo da
parte degli Italiani, e del successo dei giochi online che continua ad essere in
molti Paesi, uno dei pochi settori costantemente in crescita; nell’ambito dei
giochi d’azzardo su internet, è il poker a raccogliere il maggior numero di
presenze nelle sale virtuali, e la “febbre” del texas hold’em sembra ben lontana
dal passare.
A conferma di tutto ciò, giunge in questi giorni il risultato di una ricerca
pubblicata sulla rivista Egaming Review, che a proposito dei
giochi di abilità con partecipazione a distanza, sottolinea l’incredibile
successo ottenuto dal poker, in special modo proprio nel bel Paese, che, sempre
secondo quanto constatato dalla ricerca, sarebbe il primo in Europa.
I dati raccolti parlano di un volume di affari del poker online, che entro la
fine dell’anno 2009, dovrebbe raggiungere in Italia i 20 milioni di
Euro, piazzandosi in pole position in Europa, ma non solo, infatti
ottiene anche il terzo gradino del podio su scala mondiale; una dimostrazione
lampante di quanto gli Italiani siano attratti dal gioco del poker.
Ad ogni modo non si tratta di una scoperta in grado di stupire più di tanto,
infatti molti operatori nel settore del gambling online hanno già da tempo
intravisto il potenziale del mercato italiano, ed hanno espresso chiaramente il
proprio interesse ad entrarvi; non resta che aspettare l’entrata in vigore delle
nuove disposizioni sul gioco online, presentate con il decreto
pro-Abruzzo.
toptorna
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Non è possibile ignorare la passione degli Italiani per i giochi online e per
scommesse e giochi d’azzardo in generale, così per accontentare questa forte
domanda, è stata autorizzata l’introduzione di slot machines, videolottery ed
altri giochi, in appositi spazi all’interno delle stazioni ferroviarie.
I
dati dicono che gli Italiani spendano in media 3 € al giorno a
testa giocando d’azzardo, una cifra che arriva a toccare quindi i 90 € al mese,
e che significherà un totale di circa 52 miliardi di Euro giocati entro
la fine del 2009.
La prima stazione ad accogliere i nuovi giochi è stata quella di
Savona, nella quale, secondo l’accordo siglato tra
Centostazioni e Lottomatica Videolot Rete, si
è avuta l’apertura di una sala che permetterà ai numerosi frequentatori e
viaggiatori, di intrattenersi tentando la fortuna a slot machines o
videolottery, le slot di ultima generazione.
Il ministro Scajola, presente all’inaugurazione della “sala
giochi” nella hall della stazione di Savona, si è espresso in modo tutt’altro
che favorevole al progressivo diffondersi di giochi d’azzardo su tutto il
territorio nazionale, ritenendo il gioco non educativo e potenzialmente
pericoloso; Mauro Moretti, amministratore delegato di
Trenitalia, preferisce invece minimizzare.
Intanto grazie alla passione degli Italiani per il gioco d’azzardo, è
l’erario a trarre i maggiori vantaggi, infatti dei 3 € al giorno spesi da
ciascun Italiano per tentare la fortuna, 2 € tornano nelle loro tasche sotto
forma di vincite, ma l’Euro rimanente se lo dividono le società che operano nel
settore dei giochi, e lo stato, che dall’inizio del 2009 ha incassato circa
7,4 miliardi di Euro.
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Dopo un anno di terapia di gruppo i giocatori
patologici mostrano di acquisire gradualmente una maggiore consapevolezza di sé
nella relazione affettiva con gli altri. I familiari, invece, mostrano una significativa
riduzione della preoccupazione e dell'ansia nei rapporti interpersonali.
Entrambi, tuttavia, sembrano esser caratterizzati ancora da una scarsa
propensione a riconoscere ed esprimere liberamente i propri stati emotivi.
Sono gli esiti della ricerca sperimentale su 'l'espressione delle emozioni e la comunicazione affettiva nei giocatori
d'azzardo e famigliari in trattamento presso il Centro di Campoformido: follow
up ad un anno di terapia', eseguita è stata eseguita ed elaborata da
Vitantonio Chimienti, psicologo e dottore di ricerca presso l'Università degli
Studi di Urbino, e da Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta, responsabile
del Centro di Terapia di Campoformido (Ud).
Lo studio si è proposto di verificare, dopo
un anno di terapia di gruppo, l'andamento di quelle dimensioni della
personalità che concorrono alla sintomatologia del gioco d'azzardo patologico.
In particolare, come riscontrato in uno studio precedente, di monitorare,
durante un percorso psicoterapeutico, l'evoluzione di quelle caratteristiche
che evidenziano una capacità elaborativa dell'esperienza emotiva e designano
una modulazione della risposta affettiva nelle relazioni interpersonali.
La sperimentazione della ricerca è stata
condotta presso il Centro di Terapia di Campoformido (Ud), su soggetti in
trattamento per Gioco d'Azzardo Patologico (Gap) e sui loro famigliari, su un
totale di 201 soggetti ai quali è stato somministrato un protocollo di ricerca
composto da una scheda socio-anagrafica e da una batteria di strumenti
psicometrici.
Interessanti i risultati, resi noti durante
il recente convegno promosso a Campoformido dall'Agita: si sono osservate
importanti differenze fra le misurazioni effettuate dopo un anno di terapia sia
all'interno di ciascun campione sperimentale che nel confronto con il campione
di controllo.
Tutti i punteggi hanno mostrato un
tendenziale miglioramento delle dimensioni indagate. Nello specifico, i
soggetti con diagnosi di Gap (gioco d'azzardo patologico) hanno riportato un
decremento della misura dell'impulsività e un aumento della dimensione fiducia.
I famigliari dei Gap hanno mostrato una
diminuzione delle misure impulsività e aggressività, nonché del pattern
d'attaccamento 'Disagio per l'intimità' e 'Preoccupazione per le relazioni'.
Il confronto fra i due gruppi sperimentali,
ha messo in luce differenze significative rispetto alle misure dell'impulsività
e dell'aggressività. Il confronto con il gruppo di controllo, invece, ha
evidenziato ancora una differenza significativa della misura alessitimia (vale
a dire, l'incapacità di manifestare ed esprimere i propri sentimenti) sia per i
giocatori che per i famigliari e punteggi più elevati alla scala dell'ansia per
i famigliari; non è emersa alcuna differenza a nessuno dei pattern
d'attaccamento indagati.
GIOCO, UN'ATTIVITA' DI MASSA - "Nel corso
degli ultimi anni - osserva Rolando De Luca - il gioco d'azzardo è diventato
anche in Italia un'attività di massa d'enormi proporzioni economiche e sociali.
Se è vero che il gioco d'azzardo non è una pratica moderna, è altrettanto vero
che negli ultimi decenni (particolarmente nei paesi industrializzati più
avanzati) è in costante e forte espansione". Secondo recenti ricerche
oltre l'80% della popolazione italiana dedica attenzione al gioco d'azzardo.
Nel complesso i dati disponibili individuano nell'1-3% della popolazione adulta
l'incidenza del gioco d'azzardo patologico(il numero di persone dipendenti si
aggira attualmente in Italia,a seconda delle diverse rilevazioni, da un minimo
di novecentomila a un massimo di un milione e quattrocentomila persone).
"Proprio per trovare una strategia terapeutica che consentisse ai
giocatori d'azzardo e alle loro famiglie di raggiungere, mantenere l'astinenza
dal gioco d'azzardo e riscontrare a lungo termine (anni) risultati positivi -
prosegue lo psicologo e psicoterapeuta - ho iniziato nel 1995 un lavoro con
alcuni giocatori d'azzardo e con le loro famiglie. L'iniziativa, nel tempo, ha
avuto ottimi risultati tanto che nel 1998 si è decisa la costituzione del primo
gruppo terapeutico dei giocatori e dei loro familiari".
L'IDENTIKIT DEL GIOCATORE PATOLOGICO - De Luca fornisce
anche alcuni dati riferiti al 30 settembre 2009 ed emersi in questi anni
d'attività clinica rispetto allo stato civile; al titolo di studio; alla
provenienza e alle abitudini di gioco; all'età e al sesso; alla professione;
all'abuso di alcool, tabacco e sostanze psicotrope; alla costanza nella
frequentazione delle sedute; alle ricadute , alle percentuali d'abbandono
e agli esiti conclusivi.
Per il 70 % i giocatori sono sposati o
convivono; il 30 % di essi non vive in coppia. Il 7% è in possesso della
licenza elementare; il 36% della licenza media; il 51% di un diploma e il 6% di
laurea. I giocatori provengono per l'88% dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia
Giulia; per il restante 12% dal Veneto. Il 30% dei giocatori frequentava il
casinò; il 19% giocava alle new slot (ex videopoker), il 16% al lotto, il 13%
al superenalotto ; il 7 % al grattaevinci; il 5% alle corse di cavalli e
ancora; il 2 % frequentava le bische; il 2% giocava al Totocalcio; l'1%
investiva in borsa e l'1% giocava al Bingo. Il restante 4 % infine si dedicava
ad altri giochi (totogol, scommesse, ecc).
"In realtà - spiega De Luca - è molto
frequente che chi gioca d'azzardo si dedichi a più di una tipologia di gioco;
in particolare, secondo i nostri dati: il 55% dei giocatori si dedica a un solo
tipo di gioco, il 28% pratica da 2 a 3 giochi differenti e l'11% da 4 a 5; solo
il 6 % ammette di giocare a più di cinque tipi di gioco".
LUDOPATIA A BRACCETTO CON ALTRI ABUSI - Dall'esperienza
di Campoformido viene confermato che molti giocatori d'azzardo sono forti
fumatori (il 62%); parimenti, si accerta l'abuso d'alcool (almeno tre volte
alla settimana) nel 19% dei giocatori e di una o più sostanze psicotrope
nell'1%.
"Tuttavia, è interessante osservare come
nel corso della lunga terapia di gruppo le persone tendano ad abbandonare completamente
anche la dipendenza da tabacco (nel 30% dei casi), il che significa che si fa
strada un nuovo stile di vita, decisamente orientato al benessere. A conferma
di ciò, si consideri come nei gruppi sia stato osservato un decremento di
soggetti fumatori dal 90% al 62 %".
RICADUTE SEMPRE POSSIBILI - Nel corso della
terapia è naturale aspettarsi delle ricadute, "ma queste vengono
ammortizzate senza gravi conseguenze laddove fino a quel momento la clausola
dell'astinenza sia stata osservata scrupolosamente;il ritorno sporadico
all'azzardo in corso di terapia genera infatti nel giocatore una sensazione che
nulla ha a che vedere con l'ebbrezza precedente, caricandolo piuttosto di sensi
di colpa e di fallimento.Si tratta anzi di un percorso quasi obbligatorio per
il giocatore al fine di sradicare la propria personale convinzione di
onnipotenza permettendogli di riacquistare l'umiltà di riconoscere le proprie
debolezze. Al contrario,continuare a giocare in corso di terapia,anche
blandamente ma in modo continuativo(ad esempio la banale schedina),mantiene il
giocatore incollato al modello patologico di impulso e dipendenza".
La percentuale di guarigione, tuttavia, è
incoraggiante: ben il 90 percento dei giocatori che frequentano la terapia
abbandonano del tutto il gioco, il restante continua a giocare, ma in misura
nettamente inferiore.
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Tentare la fortuna al gioco può essere molto rischioso e dannoso sia per la
salute sia per le proprie tasche. Quando poi il gioco è “camuffato” da
passatempo divertente e potenzialmente redditizio è ancora più pericoloso.
Accade così che vi sia tanto clamore per il nuovo gioco della Sisal, Win for
life che prevede un’estrazione ogni ora e si gioca sette giorni su sette. La
giocata minima è di 1 euro e l'obiettivo è indovinare 10 numeri su 20. Se si fa
centro il premio consiste in una rendita di 4000 euro al mese per 20 anni. Da una parte c'è di positivo che la vincita non dà la disponibilità
immediata di una cifra
esorbitante, come invece succede in altri giochi quali il Superenalotto, che
può essere di difficile gestione sia a livello materiale che psicologico,
dall'altra l'aspetto negativo sta nella scansione oraria e quotidiana delle
giocate che si riflette nel rischio ancora maggiore di favorire un
comportamento compulsivo e di creare quindi dipendenza. Il “giocatore” dopo poco tempo dalla sua giocata, viene subito a conoscenza
della vittoria o della sconfitta e
di conseguenza può essere portato più facilmente a decidere di tentare ancora
la fortuna o a reinvestire l'eventuale cifra vinta. In generale, quando il “giocatore” perde il controllo e diventa dipendente dal gioco, si parla di un vero e
proprio disturbo a livello psicologico, denominato gioco d'azzardo patologico
che rientra nei disturbi legati al controllo degli impulsi. Di fatto la persona
che è semplicemente appassionata dal gioco ne viene via via assorbita sempre di
più, tanto che la sua passione si trasforma in un bisogno irrefrenabile e
incontrollabile: i suoi pensieri si concentrano in ogni momento sul gioco, con
la necessità di tentare la sorte appena possibile e scommettere cifre sempre
più alte. Il gioco a questo punto è diventato una necessità, qualcosa di cui non si può fare a meno: la persona
non riesce più a scegliere se giocare o meno, ma è costretta a farlo. Il
rischio è che il gambler (giocatore dipendente) giochi oltre le sue possibilità
economiche, da una parte nella speranza di recuperare il denaro perso in
occasioni precedenti e dall'altra per raggiungere un elevato stato di
attivazione e di eccitazione. La persona tende a farsi coinvolgere dal gioco anche per alleviare
sentimenti di ansia, di depressione, di
colpa o di impotenza. I tentativi di controllare i comportamenti legati alla
dipendenza dal gioco (gambling) risultano fallimentari, infatti la
caratteristica principale del giocatore dipendente è proprio quella di avere
una scarsa capacità di autocontrollo rispetto agli impulsi. Il giocatore patologico arriva a mentire ai familiari riguardo alle volte in cui gioca e alle somme di
denaro perse, fino a mettere a repentaglio il posto di lavoro e la situazione
economica familiare. Ciò può anche generare gravi crisi nelle relazioni
personali.
Non è sempre facile delineare una linea di confine che demarchi la patologia dalla voglia sana di giocare
per puro divertimento, ma laddove il soggetto presenti cinque dei seguenti sintomi
è possibile diagnosticare un quadro di gioco d'azzardo patologico
(DSM-IV-TR, 2000):
1. eccessivo interesse nel gioco d'azzardo;
2. bisogno di giocare d'azzardo con quantità crescenti di denaro per
raggiungere l'eccitazione desiderata;
3. ripetuti tentativi senza successo di controllare, ridurre o interrompere il
gioco d’azzardo;
4. irrequietezza o irritabilità quando si tenta di ridurre o interrompere il
gioco d’azzardo;
5. giocare d’azzardo per sfuggire a problemi o per alleviare un umore
disforico;
6. dopo aver perso al gioco, tornare un altro giorno per giocare ancora;
7. mentire ai membri della famiglia, al terapeuta o ad altri per occultare
l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo;
8. commettere azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione
indebita per finanziare il gioco d’azzardo;
9. mettere a repentaglio o perdere una relazione significativa, il lavoro
oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo;
10. fare affidamento su altri per reperire il denaro per alleviare una
situazione finanziaria disperata causata dal gioco d'azzardo. Tra i fattori di rischio predisponenti al gioco d'azzardo vi è la presenza di giocatori nella storia familiare
(ad esempio: genitori, nonni). Ad essa si possono associare sentimenti di bassa
autostima, di inferiorità e di difficoltà di inserimento sociale. Altri aspetti
di rischio sono legati all'impulsività e al disturbo di personalità
antisociale, insieme all'abuso di alcol e droga. Gli interventi attuabili da un punto di vista psicologico sono la terapia individuale, la terapia farmacologica,
interventi sulla famiglia sia di supporto ai parenti sia per spiegare meglio il
problema e suggerire il modo di comportarsi con un giocatore dipendente,
programmi di gruppo volti alla disaffezione dalla dipendenza e a ritrovare
l'aspetto ludico del gioco. Il focus della terapia sta nel modificare il
pensiero magico in base al quale il giocatore è convinto che un giorno vincerà
molti soldi e riuscirà così a risolvere tutte le sue difficoltà e a coronare i
suoi sogni. In generale, non dimentichiamoci una cosa: la fortuna è una ruota che gira. Non conta quante volte o quanto spesso si giochi, se
è arrivato il nostro turno, sarà la dea bendata a trovarci. Dal canto nostro
cosa possiamo fare? Cercare l'aspetto ludico nelle piccole cose della vita;
puntare tutto su un amore, sul lavoro, sulle amicizie, su noi stessi e poi
aspettare e vedere che succede. Rien ne va plus! -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- http://teenchallenge.beeplog.it(vai al Blog per commentare la
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Sempre più anziani sono vittime dei debiti contratti con le finanziarie. In
crescita il numero di chi si indebita per giochi d'azzardo come lotto,
bingo e superenalotto.
La crisi economica, gli imprevisti finanziari ma anche il gioco d'azzardo:
sempre più anziani sono vittime dei debiti contratti con le finanziarie per
riuscire ad avere una somma aggiuntiva alla pensione.
"La tentazione è troppo forte, quando non bastano i denari per
arrivare a fine mese l'offerta da parte delle finanziarie è così vasta e facile
da avere che la spinta all'indebitamento c'è". Lo afferma Alessandro
Manzoni direttore della fondazione San Bernardino, onlus cattolica antiusura.
"Quello che stupisce è che vengano concessi cosi facilmente prestiti. Noi
troviamo persone che hanno debiti con dieci, quindici finanziarie anche per
cifre importanti. Si approfittano di situazioni di bisogno con condizioni
vessatorie e danno loro prodotti veramente penalizzanti".
In crescita il numero degli anziani che ricorrono ai prestiti non per
aiutare la famiglia o per ristrutturare la casa, ma perché indebitati dal gioco
d'azzardo. "Non si tratta del tavolo verde ma di lotto, bingo,
superenalotto - spiega Manzoni. Tre estrazioni settimanali sono una iattura.
Avendo pensioni che non sempre sono sufficienti, dovendo pagare affitto e
spese, è l'incapacità di gestire il quotidiano che colpisce parecchio gli
anziani".
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Slot machine, carte, Bingo, Lotto e derivati, scommesse: anche quando è tutto
legale, come per alcool e sigarette, la dipendenza e la rovina sono dietro
l’angolo. E non solo per il giocatore, ma anche per la famiglia. Il Piemonte è
capofila nella lotta alla dipendenza dal gioco: i dati dello studio Ipsad
Italia, affidato all’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, mostrano
come nella nostra regione siano circa 80mila le persone a rischio di dipendenza
patologica da gioco, sia legale sia illegale. I più esposti sembrano gli uomini
di età compresa tra i 25 e i 34 anni, con marcati problemi di dipendenza da
altre sostanze (fumo, alcol, droghe). Preoccupante la diffusione dell’abitudine
al gioco anche tra i giovanissimi (15-19 anni), il 37% dei quali dichiara di
aver giocato almeno una volta al mese, mentre l’8% ammette di giocare quasi ogni
giorno. Info:centrostudi.gruppoabele.org/gambling
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Nonostante la crisi fanno faville i giochi d’azzardo. E fa anche un po’ specie chiamarli così perché ormai, al motto di “gioca responsabilmente” ,
il gioco d’azzardo in Italia è diventato legale, e
così via tutti in questa nuova moda che online sta facendo impazzire gli utenti del web, soprattutto con il poker.
13 miliardi di euro in soli tre mesi ed una crescita di circa il 9% rispetto allo stesso trimestre del 2008, quando gli incassi superarono i 12,055 miliardi, fate un po’ voi due conti… A fare i conti sono proprio i Monopoli di stato, che forse così tanto non avevano mai gongolato, spiega infatti Aams che il mercato dei giochi d’azzardo, compresi quelli on-line, solo nel mese di marzo ha tirato su una cifretta di oltre 4,55 miliardi di euro, circa 400 milioni in più rispetto al mese di febbraio 2009. Mica male.
A tirare il carro delle scommesse gli apparecchi da intrattenimento: nelle nuove slot sono arrivati 2,064 miliardi, e a seguire a ruota ci sono i gratta e vinci, con una raccolta da oltre 800 milioni, e poi via con scommesse sportive (393 milioni) e il lotto (464 milioni). Fa numeri impressionanti anche il poker on line,
si è infatti riscontrato un aumento del 4% a marzo rispetto al
mese precedente, ed i numeri sono destinati ad aumentare.
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tratto dal sito: Adnkronos.com Un'e'quipe multi-professionale per far fronte ad una pratica che, con il tempo,
e' arrivata a rappresentare un vero e proprio disturbo psichiatrico tout court:
il gioco d'azzardo. La squadra, composta da un medico, uno psicologo e un
infermiere, opereranno all'interno del Serd e nell'ambito dei tre distretti
sanitari. Gli operatori del Serd hanno gia' avviato la fase del contatto
telefonico, della valutazione di alcuni pazienti, mentre per il prossimo mese di
aprile e' previsto il primo incontro terapeutico di gruppo.
Secondo i
dati Eurispes, nel nostro paese almeno il 78 percento della popolazione adulta
e' coinvolta nel gioco d'azzardo e sono circa 30 milioni gli italiani che, quasi
ogni giorno, rincorrono la Dea Bendata. Il Gap, gioco d'azzardo patologico, e'
un disturbo del comportamento che fa parte della categoria dei disturbi
ossessivo-compulsivi e rientra nell'area delle cosiddette ''dipendenze senza
sostanze''. Negli ultimi dieci anni in Italia la sua diffusione e' cresciuta
notevolmente.
''Il giocatore considerato patologico -spiegano dal Serd di
San Camillo- mostra una crescente dipendenza verso il gioco d'azzardo,
aumentando la frequenza delle proprie giocate, il tempo passato a giocare, la
somma impiegata nel tentativo di recuperare quanto perduto, spendendo ben oltre
le proprie possibilita' economiche e disinteressandosi dei normali impegni
quotidiani, del lavoro e della famiglia per dedicarsi al gioco''. Ben definito
quindi, attraverso una serie di momenti tra loro separati, l'iter del programma
che l'utente e' chiamato ad affrontare. Si passa da una prima fase di
accoglienza, ad una seconda di valutazione, ad una di invio al gruppo
terapeutico. Sono previsti inizialmente gruppi formati mediamente da 12
partecipanti, tra pazienti e familiari, e la formazione di percorsi terapeutici
personalizzati per l'utenza.
''Al momento -riprendono dal Servizio
dipendenze- la richiesta maggiore di intervento viene da Sassari citta' e in
misura minore invece dall'hinterland. Le dipendenze che con piu' frequenza
interessano i pazienti sono quelle da videopoker, slot machine, gratta e vinci,
lotto e superenalotto''. E se da una parte il disturbo colpisce varie fasce di
eta', oltre che entrambi i sessi, dall'altra gli adolescenti maschi sono
considerati quelli piu' vulnerabili.
In questa fascia infatti, sempre
secondo i dati Eurispes, negli ultimi 10 anni il fenomeno e' aumentato in
maniera esponenziale. Gli operatori del Serd dell'Asl di Sassari hanno avviato
la fase dell'ascolto telefonico, attraverso la quale viene fissato il primo
appuntamento. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- http://teenchallenge.beeplog.it(vai al Blog per commentare la
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Un vero e proprio fenomeno di costume che attira anche chi non ama
chattare o partecipare a discussioni sul web. E' questo ciò che sta
diventando Facebook, il portale che "connette tra di loro gli utenti di tutto il
mondo". Politica, religione, economia, scienza, cultura, tutto può essere un
argomento interessante su Facebook e tutto può essere discusso attraverso i
milioni di "gruppi" presenti. E tra i tanti temi trattati, non potevano mancare
quelli legati al mondo dei giochi e delle scommesse. Siamo andati alla ricerca
di questi gruppi ed è venuto fuori un panorama veramente "colorato" e ricco di
spunti interessanti. Scommesse, poker, slot machine, Lotto, videopoker,
SuperEnalotto, Bingo, Gratta e Vinci, Totocalcio, Ippica: sono centinaia i
gruppi presenti su Facebook che hanno come oggetto principale uno di questi
giochi.
In assoluto il gruppo con più utenti iscritti appartiene al
SuperEnalotto: 20.820 iscritti al gruppo "Faccio 6 al SuperEnalotto e
vi mando tutti a quel paese...". Un pensiero evidentemente comune a tanti utenti
e che si può esternare in vari modi. Decine di migliaia di utenti di vari gruppi
che, in maniera più o meno pacata, esternano la propria antipatia verso il
"catanese che ha vinto i 100 milioni di euro al SuperEnalotto". E ancora, c'è
chi, in caso di vincita di un bel "6", si comprerebbe tutto il condominio o
risponderebbe una volta per tutte al proprio capo ufficio, ma ci sono anche
gruppi "sportivi": oltre 1000 iscritti a due gruppi che, con la somma vinta con
il "6", comprerebbero l'Inter o la Lazio per mandarle in Serie C. E poi, c'è
anche chi si è indignato (332 utenti) alla notizia che Paris Hilton a vrebbe
giocato al SuperEnalotto per tentare di vincere il jackpot da 100 milioni di
euro o chi si chiede (246 iscritti) cosa avranno da festeggiare le persone che
si ritrovano nella ricevitoria dove è stata giocata la schedina vincitrice del
"6": "se non hanno vinto, cosa festeggiano a fare?".
E' quello delle scommesse il settore, tra quelli del gambling, che
offre più gruppi aperti su Facebook. Il primo che vanta più iscritti
(1.306) è intitolato "Siamo tutti malati di scommesse" ed all'interno ci sono
varie "dritte" su partite da giocare. Una "lamentela" molto diffusa tra gli
iscritti è quella sulle scommesse perse per una partita ("Quelli che perdono le
scommesse sempre per una partita", 439 iscritti), o nei tempi di recupero
("Associazione sfortunati per quelli che le scommesse le perdono al 92'", 48
iscritti), o che buttano i ticket dopo pochi minuti dal fischio d'inizio per
qualche risultato "irreparabile" ("Le partite sono iniziate da 10 minuti e ho
già perso le scommesse", sottotitolo "Per tutti quelli che si giocano l'under e
dopo 10 minuti il risultato è già 3-3, etc .", 24 iscritti). Sono tantissimi poi
i gruppi di utenti che utilizzano questo facile e veloce strumento per
scambiarsi consigli di gioco, ma sono tanti anche i gestori o proprietari di
agenzie che fanno promozione alla propria attività. Particolare anche un gruppo
chiamato "Gruppo sportellisti Punti Snai" che hanno ben 282 iscritti.
Sono una sessantina i gruppi legati ai "videopoker".
Purtroppo, è deludente vedere come gli utenti non abbiano ancora chiaro il
concetto che le macchinette che trovano nei bar non sono videopoker. Il primo
gruppo, che vanta 320 iscritti, è ad esempio intitolato "Abbasso i videopoker -
ridateci flipper e videogiochi!" ed all'interno si legge la spiegazione: "Un
gruppo per chi pensa che era meglio quando nei bar e sale giochi si potevano
trovare giochi d'abilità e di svago, invece che apparecchi d'azzardo...!".
Concetto simile anche per il gruppo "No ai videopoker e ai giochi d'azzardo in
Calabria", che ha però appena 3 iscritti.
Potremmo definirli "di nicchia" i gruppi legati al Totocalcio ed
all'ippica. Per il gioco legato al calcio ci sono più che altro gruppi
di nostalgici, tra i quali segnaliamo "Chi almeno una volta nella vita ha fatto
12 o 13 al vecchio Totocalcio", nel quale il fondatore (tra l"altro unico membro
del gruppo) ricorda la vincita fatta nel 1996 di 1.200.000 lire. Per l'ippica
invece ci sono diversi gruppi di varie scuderie ed ippodromi. Il primo in
assoluto è "Ippica... che passione" che ha 139 iscritti.
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Il vizio
del gioco d’azzardo interessa circa il 27% degli italiani, che arrivano a
giocare più di tre volte alla settimana spendendo oltre 500 euro. Scommesse
on-line le più ambìte, poi slot-machine, lotto e superenalotto. Sono i dati emersi
da una ricerca pubblicata dal Conagga, Coordinamento nazionale gruppi per
giocatori d’azzardo, che denunciano: “il gioco d’azzardo dà dipendenza”. Al
microfono di Alessandra De Gaetano il presidente del Conagga, Matteo
Iori, ne traccia un identikit:
R. – Un giocatore d’azzardo che ha problemi di patologia più rilevanti,
risulta essere una persona sui 40-50 anni, comunque con un lavoro, integrato,
con una rete sociale, e costoro sono appunto le persone che dichiarano di
spendere di più e con maggior frequenza. Quello che però ci preoccupa di più
sono anche coloro che non spendono tantissimo, però sono molto frequenti al
gioco e passano molte delle proprie ore davanti a qualche tipologia di gioco,
soprattutto quando non hanno risorse economiche. D. – Quali sono le situazioni che inducono al gioco d’azzardo?
R. – Più è grave il periodo di recessione economica più proprio coloro che
hanno meno risorse cercano di trovare una via attraverso il gioco d’azzardo.
D. – Il giocatore d’azzardo, giovane o adulto, può mettere in atto
comportamenti deviati? R. – I comportamenti deviati si vedono solo negli adulti, nel senso che sono
gli adulti che, a un certo punto, quando restano imbrigliati all’interno della
spirale del gioco, per trovare denaro devono fare anche cose legate a qualche
forma di eventuale delinquenza, come possono esser truffe o possono essere
raggiri per trovare i soldi; perché generalmente, un giocatore prima di tutto
prova a trovare i soldi in famiglia.
D. – Quali sono le conseguenze del comportamento deviato del giocatore sulla
famiglia? R. – Il giocatore si ritrova a distruggere i rapporti familiari, i rapporti
col contesto lavorativo. D. – Come uscire dalla dipendenza indotta dal gioco?
R. – La prima cosa è la consapevolezza del fatto che sia un problema: questo
permette di chiedere aiuto. D. – Lo Stato, spesso responsabile dell’induzione al comportamento, come
potrebbe intervenire per diminuire il problema? R. – Lo Stato interviene sempre pro gioco d’azzardo; su 49 miliardi spesi
nel gioco d’azzardo nel 2008, sono 7 quelli che vanno allo Stato. Potrebbe,
prima di tutto, riconoscere il gioco d’azzardo come una dipendenza, secondo
mettere in campo delle azioni informative vere, di prevenzione per i più
giovani, e inoltre permettere che i propri servizi, le Usl, i Ser – che sono i
servizi che seguono le dipendenze – possano avere anche dei fondi per trattare
questo, nel senso che è assurdo che se una persona utilizza alcol o utilizza
droghe possa fare un percorso anche in comunità, ma se un giocatore non ha
risorse, non ha nessuno che gli dà una mano, sempre che non abbia la fortuna
d’incrociare sul territorio qualche volontario o qualcuno esperto su questo.
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Londra - Natale in Italia significa tombola, ma anche giochi e
scommesse, una tradizione che ha colpito anche il Financial Times, che dedica un
articolo alla tradizione dell' azzardo nel nostro Paese. A dispetto della crisi
economica 'il mercato del gioco italiano e' cresciuto del 12,5 per cento nel
2008 per raggiungere quota 47,5 miliardi. Questo si traduce in una spesa media
di 800 euro per ogni uomo, donna e bambino. Ed e' solo il mercato legale' scrive
il quotidiano economico. 'Le persone non stanno giocando di piu' a causa della
recessione' dice Marco Sala di Lottomatica, la piu' grande societa' italiana che
si occupa di lotterie e di giochi. Per Lottomatica il settore che cresce piu' in
fretta sono i gratta e vinci, che, lanciati nel 2004 dalla societa', hanno reso
l' Italia il piu' grande mercato al mondo. Un italiano su quattro li compra,
dice il giornale, producendo un guadagno stimato per nove miliardi di euro per
quest' anno. Gli italiani hanno mostrato un 'buona' reazione al recente lancio
del poker on-line, dice Sala. Gli analisti prevedono ritorni per il governo per
un miliardo di euro. Forniscono, invece, 21 miliardi le slot machine. Pesa,
pero', il controllo della Mafia su quelle truccate. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- http://teenchallenge.beeplog.it(vai al Blog per commentare la
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Il gioco d’azzardo coinvolge anche i minori e li inserisce nella fascia del
Gap, il gioco d’azzardo patologico. Un allarme serio che arriva, confortato
ulteriormente, da una ricerca della Università di Genova e tale da indurre
l’associazione di consumatori Codici a chiedere l’intervento del Grante della
Privacy al fine di effettuare le opportune verifiche e adottare i provvedimenti
di tutela dei minori,
Infatti secondo una ricerca dell’Università di Genova, il 20% degli
adolescenti gioca abitualmente e il 7%, tra 15 e 18 anni, molto spesso. E il Gap
(gioco d’azzardo patologico) non risparmia neanche questa fascia d’età.
Pertanto, Codici ha inviato una nota al Garante per la privacy, chiedendogli di
effettuare le opportune verifiche e di adottare i provvedimenti a tutela dei
dati personali e della sicurezza dell’accesso al gioco on line.
Alcuni siti di poker on line mancano del certificato di protezione, a
garanzia di protezione dei dati personali, e, cosa ancor più grave, non hanno
sufficienti sistemi che proteggano dall’accesso da parte di minorenni. È la
denuncia dell’associazione di consumatori Codici, che chiede un’ audizione alla
Camera. Il 2008 - sottolinea Codici - è stato un anno record per i giochi, e il
poker on line è uno dei settori maggiormente in crescita. Codici ha voluto così
effettuare un’indagine su questo tipo di gioco a distanza, monitorando alcuni
siti, presi dall’elenco dei concessionari autorizzati. Dal monitoraggio è emerso
il problema della mancanza di protezione. Codici lancia l’allarme soprattutto
per i più giovani: videopoker e slot machine sono infatti tra i giochi più
diffusi fra i ragazzi.
Secondo una ricerca dell’Università di Genova, il 20% degli adolescenti gioca
abitualmente e il 7%, tra 15 e 18 anni, molto spesso. E il Gap (gioco d’azzardo
patologico) non risparmia neanche questa fascia d’età. Pertanto, Codici ha
inviato una nota al Garante per la privacy, chiedendogli di effettuare le
opportune verifiche e di adottare i provvedimenti a tutela dei dati personali e
della sicurezza dell’accesso al gioco on line.
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tratto dal sito: Giocoegiochi.com "Scrivere sul gioco d'azzardo è quasi altrettanto
rischioso che scrivere sul sesso: entrambi gli argomenti raramente vengono
trattati senza toni moraleggianti. Ma sarebbe assurdo non accettare che il gioco
sarà sempre una parte integrante di tutte le culture e società". È quanto
scriveva 15 anni fa lo psicologo Mark Dickerson nel libro ‘Compulsive gamblers',
e mai come oggi quest'affermazione risulta azzeccata. Il gioco è infatti
diventato un fenomeno sociale e culturale, oltre che economico, e in Italia il
business che ruota intorno al gioco pubblico è caratterizzato da cifre da
capogiro. Proprio il gioco come fenomeno sociale e culturale è oggetto di
un'inchiesta pubblicata sul numero di dicembre della rivista del gruppo Ltm
Network ‘Gioco & giochi', in questi giorni in distribuzione. Che il gioco
‘tiri' sempre di più è ormai assodato. I dati riferiti al primo semestre 2008
parlano infatti di ben 23 milioni di euro raccolti tra macchine da gioco,
scommesse, gratta e vinci e lotterie. GIOCO, UN AFFARE DI STATO
- Un affare anche per lo Stato, che si è ritrovato in cassa a fine
giugno la bellezza di 3,9 miliardi, frutto dei prelievi erariali sui vari tipi
di gioco. A fine 2008 si potrebbero superare i 46 miliardi, circa 4 in più del
2007. Il motivo di tale crescita? La crisi economica che negli ultimi tempi ha
investito la società ha fatto la sua parte: non è più solo un luogo comune
sostenere che in tempo di crisi economica aumenti la propensione a sfidare la
fortuna. Insomma più c'è crisi, più si gioca.
BENE I GIOCHI DA
TABACCHERIA - Non è un caso che la crescita maggiore negli ultimi tempi
sia stata registrata dai cosiddetti giochi ‘da tabaccheria'. "Sono giochi
accessibili a tutti, che comportano una spesa base contenuta e che al contempo
offrono vincite più rapide", spiega la psicologa e psicoterapeuta Daniela
Capitanucci, presidente dell'associazione And (Azzardo e nuove dipendenze).
"Parliamo delle lotterie istantanee, come il Gratta&Vinci, il Lotto, il
Superenalotto e anche le slot machine: giochi che possiamo trovare facilmente
sotto casa e a cui possono accedere tanto la casalinga quanto il pensionato".
Secondo un recente sondaggio realizzato da Confesercenti sui giochi e le
scommesse, alla domanda con quale frequenza le è capitato di sfidare la fortuna
negli ultimi mesi ai giochi e lotterie più diffusi, ben 25 milioni di italiani
(ovvero il 52% della popolazione adulta) ha infatti affermato di consegnare i
propri sogni di vincita soprattutto al Superenalotto e al Gratta & Vinci.
Segue il tradizionale gioco del Lotto, che seduce con le sue estrazioni il 40%
degli intervistati, mentre i biglietti delle lotterie nazionali vengono
acquistati dal 33% degli italiani. L'8% ci prova con il Superenalotto almeno una
volta a settimana, un altro 6% non si perde un'estrazione settimanale e c'è
anche un 1% che ogni giorno spende qualche euro in attesa di buone notizie. Va
forte anche il Gratta & Vinci: il 7% degli italiani-giocatori ci scommette
una volta a settimana ed un altro 7% da due a tre volte al mese. Insomma, anche
con la crisi economica e anche se mancano i soldi dell'affitto, qualche
spicciolo per tentare la fortuna viene sempre giocato. In media, la spesa
mensile che gli italiani destinano complessivamente alle ambite vincite è di
15,6 euro. Un 4% di italiani, quasi due milioni, ‘investe' molto di più: dai 50
ai 150 euro al mese. Mentre un 24% dedica ai giochi meno di 5 euro al
mese. DIVERSI PROFILI DI GIOCATORE - Da segnalare anche
la differenza delle preferenze di gioco in base all'età e al sesso: "Il campo
d'azione delle donne ad esempio, riguarda essenzialmente i giochi da
‘ricevitoria', come Lotto, Superenalotto e Gratta & Vinci", spiega lo
psicoterapeuta Cesare Guerreschi, esperto nel settore del gioco patologico e
compulsivo. "Sono giochi immediati, popolari e che possono essere facilmente
acquistati mentre si va a fare la spesa. È più difficile vedere una donna in un
bar a giocare alle slot o a scommettere nelle agenzie ippiche e sportive che,
non a caso, sono i giochi più frequentati dagli uomini". E alla febbre da gioco
non sfuggono neanche le giovani generazioni: "Secondo uno studio che abbiamo
condotto nel 2005 e nel 2006 su un migliaio di adolescenti iscritti alle scuole
superiori, abbiamo riscontrato che una delle ultime passioni dei giovani sono le
scommesse sportive, alimentate anche dalle campagne pubblicitarie che
riconoscono nei giovani il loro target di riferimento", spiega la Capitanucci.
Senza dimenticare l'attrazione dei più giovani per internet e i giochi online,
nuova frontiera dell'intrattenimento digitale. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- http://teenchallenge.beeplog.it(vai al Blog per commentare la
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tratto
dal sito: Abruzzoreport.com La denuncia dell'unione consumatori Consab diretta da Lorenzo Cesarone.
L’Unione Consumatori Consab denuncia : anche in Abruzzo la
prima richiesta di danni da gioco d’azzardo patologico causato dall’uso di un
farmaco per curare il Parkinson.L’unione consumatori Consab si prepara a quella
che si preannuncia come una lunghissima battaglia giudiziaria contro la Asl di
Pescara e l’azienda farmaceutica produttrice di un altro farmaco per il
Parkinson che, al pari del Pramipexolo, alla ribalta della cronaca nazionale,
reca all’interno del foglietto illustrativo, una dicitura assolutamente
vessatoria e capestro per il paziente che viene 'invitato ad informare il
proprio medico in caso di sviluppo di una qualsiasi condizione o sintomo
appartenente ad un elenco tra cui spunta l’alterazione del comportamento come ad
esempio gioco d’azzardo patologico, etc”. E’ semplicemente assurdo, dichiara
Lorenzo Cesarone, presidente dell’Unione Consumatori Consab, che possa essere
messo in commercio un farmaco che produca effetti cosi' dannosi per il malato di
Parkinson e democraticamente scandaloso che il medico che li prescrive, e con
lui la struttura pubblica o privata, non informi adeguatamente il paziente che a
distanza di quasi due anni, come nel nostro caso, ha subito una trasformazione
psichica tale da renderlo irriconoscibile nella personalità ed incontrollabile
ed irrefrenabile nel comportamento rispetto al gioco d’azzardo da video - poker
.Il caso che ci riguarda, e' relativo ad un pescarese di 70 anni che da due anni
ha iniziato inspiegabilmente, rispetto al passato, a sviluppare un istinto
irrefrenabile per i video-poker, giungendo a perdere i propri risparmi di una
vita e ad indebitarsi per far fronte a quella che e' diventata un’ infernale
dipendenza da macchinetta . E pensare che in questa vicenda, spiega una nota
dell'associazione, ben tre medici di strutture pubbliche e private, hanno a
vario titolo prescritto e confermato la cura contro il parkinson mediante il
farmaco in questione, senza mai avvertire il paziente o un familiare sui
possibili danni come quello dell’alterazione del comportamento ( gioco
d’azzardo).L’indicazione peraltro non adeguatamente evidenziata sul bugiardino
delle possibili controindicazioni, non e' sufficiente ad eliminare la
responsabilita' da illecito civile della Casa Farmaceutica e dei medici che
erano tenuti a garantire un’adeguata informativa all’utente e chiamati a
monitorare su eventuali alterazioni dipendenti dall’uso del farmaco con domande
specifiche che ben potevano anzi dovevano essere rivolte al paziente o ad un suo
parente in una delle tante visite periodiche ed in questo caso, addirittura, in
un ricovero per accertamenti consigliato alla fine dello scorso anno.Denunciare
pubblicamente questa cosa è un diritto – dovere civico, per fare in modo che
altre famiglie con lo stesso problema, possano unirsi alla battaglia legale per
il risarcimento del danno che la Consab intende promuovere anche sotto forma di
'class action', contro la casa farmaceutica e di singole richieste risarcitorie
contro le Asl interessate .Il numero di telefono a cui chiamare nei giorni di
lunedì, mercoledì e venerdì pomeriggio è il seguente 0871552742 o per parlare
direttamente con il presidente Cesarone, il 3467008249.
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tratto
dal sito: Lastampa.it Italiani, popolo di eroi, santi, navigatori e pokeristi. Un fenomeno in grande
crescita. Tutti attorno al tavolo verde, grandi e piccini. Sono almeno un
milione i giocatori che spendono abitualmente un certo numero di ore a settimana
dietro i mazzi di carte. Ma il gioco si evolve. Entra nel mondo virtuale. E'
nato infatti il poker online. Dal primo settembre lo Stato, con l'ultima
Finanziaria di Padoa Schioppa, ha sdoganato il gioco del poker via Internet. Per
qualche mese s'è sperimentato, ora si gioca nel vero senso del termine, ovvero a
soldi. Due gli operatori autorizzati, Gioco Digitale e Microgame, che hanno
raccolto giocate per 19,5 milioni di euro. In media il monitor verde ingoia 400
mila euro al giorno. Ed è solo l'inizio.
Il
mercato Potenzialmente è un mercato impressionante. Una partitina a
poker, nella propria vita, l'hanno fatta almeno 15 milioni di italiani. Da
un'indagine Ipsos si scopre che l'11 per cento degli italiani - cioè 4,3 milioni
di persone tra i14 e i 64 anni - si dicono interessati a sperimentare il tavolo
virtuale. Secondo la ricerca il giocatore tipo è maschio, sotto i 34 anni,
residente nel Sud e nelle isole. Più facile che sia di istruzione superiore,
abitante in città (la velocità dei collegamenti Internet ha la sua importanza) e
con un reddito medio-alto. «In generale - spiega l'agenzia specializzata
Agipronews - il poker, non solo quello sul web, in Italia è in fortissima
crescita. I giocatori abituali sono raddoppiati. Merito della diffusione del
poker sportivo, in particolare la specialità Texas Hold'em». Merito (o demerito,
dipende dai punti di vista) della tv, ancora una volta. Da quando il poker Texas
Hold'em si vede alla televisione, nel breve giro di diciotto mesi i giocatori
sono aumentati del 188 per cento. Anche se naturalmente è il poker tradizionale,
quello a cinque carte coperte, la specialità più nota.
In scena
i big Visto il successo dei tornei organizzati da Gioco Digitale e
Microgame, si affaccia sul mercato degli «skills games», come è conosciuto in
gergo il poker via web, anche un colosso come Snai. E si stanno muovendo
Lottomatica e Sisal. Il settore è un business del futuro: facile, liscio,
asettico. E micidiale. Sono previsti 400 milioni di incassi nei primi dodici
mesi. «Quella dei casinò virtuali è una mania che attira sempre più
cittadini. Nell'ultimo anno sono aumentati del 25 per cento», commenta,
preoccupato, Carlo Pileri, presidente dell'associazione a difesa dei consumatori
Adoc. Anche l'Adoc ha commissionato un'indagine. Ha scoperto che sarebbero
due milioni gli italiani che hanno partecipato almeno una volta a un gioco
d'azzardo on-line, e cinquecentomila quelli abituali. Finora si rivolgevano ai
casinò virtuali sui siti stranieri, adesso arrivano quelli legali di casa
nostra. Gli italiani hanno scoperto il fascino hi-tech del poker virtuale.
Sono 12 mila i tornei (tavoli virtuali) che si aprono ogni giorno. E sono
partite sotto completa supervisione dello Stato dove ciascun giocatore dispone
di un nome e cognome, di un conto corrente detto Conto Gioco, di un codice
fiscale. Dall'altra parte del monitor, non foss'altro per non perdere le
provvigioni, c'è chi controlla a ogni passo.
Il Grande
Fratello Grazie alle curiosità di questo Grande Fratello si
conoscono meglio lo spirito e le mosse del pokerista tricolore. Un profilo che
trova conferme internazionali. Una delle più note poker room on-line, la
Everest Poker, ha messo a confronto le diverse tipologie dei suoi giocatori.
Ha constatato quanto siano analitici gli spagnoli, meticolosi i tedeschi (in
Germania si vende un gran numero di manuali sul poker), passionali i francesi
(spettacolari nelle serate fortunate ma incapaci di ritirarsi in quelle a
rischio bancarotta), cauti gli inglesi che tardano a entrare in partita. Gli
italiani? Spregiudicati, impulsivi, imprevedibili, convinti che il bluff sia la
chiave del successo. Chiudono gli svedesi. Al poker on-line si sono rivelati
temerari, amano giocare forte, non si tirano indietro di fronte ai rischi. A
volte prendono batoste memorabili. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- http://teenchallenge.beeplog.it(vai al Blog per commentare la
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La Fortuna è cieca. E, spesso, sono ciechi anche quelli che la cercano. Sono
in aumento i fatti di cronaca legati a cittadini italiani che si sono ridotti
sul lastrico o che hanno compiuto gesti estremi (rapine, omicidi, suicidi) a
causa di problemi legati ad un rapporto compulsivo col gioco d’azzardo; in
aumento anche il numero delle donne e dei giovani coinvolti in episodi di questo
tipo. Gli scienziati hanno coniato il termine G.A.P. (gioco d’azzardo
patologico) per descrivere questa sindrome, considerata alla stregua di una
vera e propria dipendenza, come quella dall’alcol o dalle sostanze stupefacenti.
Il gioco d’azzardo assume molte forme: se ci guardiamo
attorno, siamo circondati da forme di gioco legalizzato. Non occorre andare fino
al casinò per sfidare la sfortuna: basta scommettere sul risultato di un match
sportivo, giocare una schedina, mettere un gettone nel videoslot del bar sotto
casa, tentare la sorte con un “gratta e vinci”, comprare un biglietto della
lotteria, scommettere sulle corse dei cavalli, o fare un salto al Punto
Snai...Chi è troppo pigro, può tentare la sorte direttamente da casa: basta
andare su Internet e voilà, ecco disponibili migliaia di siti dedicati al poker,
alle scommesse e ad altre tipologie di gioco d’azzardo. Ci sono squadre di
calcio sponsorizzate da agenzie di scommesse sportive, come il Milan.
Si,
perché il gioco d’azzardo è legale, e porta molti soldi nelle casse dello Stato,
che si guarda bene dal perdere questa preziosa fonte di entrate. Laddove non è
lo Stato ad arricchirsi, è la criminalità a lucrare sul gioco d’azzardo, come
emerge anche da inchieste portate avanti dal Corriere della Sera:
stando alle dichiarazioni di due pentiti, Domenico Bidognetti e Gaetano
Vassallo, il clan dei Casalesi tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90
avrebbe cominciato la sua scalata in Emilia Romagna grazie ai videopoker,
seguiti dalla gestione di locali notturni e ristoranti. Anche la mafia asiatica
sarebbe coinvolta nel business del gioco d’azzardo,che alimenta un volume
d'affari da 450 miliardi di dollari l'anno - tra circuito in nero e legalizzato
- secondo la stima della rivista americana Foreign Policy; addirittura, gli
inquirenti avrebbero sospetti su alcune partite dell’ultimo Mondiale di calcio,
che potrebbero essere state “raddrizzate” per fare il gioco delle mafie
asiatiche. Insomma, un business enorme, su scala mondiale, che arricchisce
piccoli gruppi di potere, ma in concreto ricade sulle spalle di singoli
individui (e sulle loro famiglie), psicologicamente meno attrezzati a resistere
alla tentazione di fare una “giocata vincente”.
A differenza di altre forme di dipendenza, come quella dalle
droghe, il gioco non è però percepito come pericoloso, e questo lo rende invece
paradossalmente più temibile. Anzi: come testimonia il crescente successo dei
tornei di poker trasmesse in televisione, il gioco d’azzardo rischia di passare
addirittura come attività di tendenza. Proprio per questo l’allarme sui rischi
della dipendenza da gioco è ancora limitato, anche se a qualcosa sta cominciando
a muoversi; tanto per limitarsi all’ambito toscano,settimana scorsa si è
tenuto un convegno sulla G.A.P. all'Ostello S. Anna di Massa Marittima, nei
pressi di Follonica. Sull’esempio dell’Anonima Alcolisti stanno inoltre nascendo
gruppi di aiuto dedicati appositamente a chi soffre di dipendenza compulsiva da
gioco; il primo passo per uscire da questa nuova piaga sociale è sempre quello
di riconoscere di avere un problema, e poi di volerlo risolvere.
Resta una domanda di fondo: perché alcune forme di
“intrattenimento” come l’alcol, il tabacco e il gioco d’azzardo sono legalizzate
e altre come la prostituzione e l’uso di droghe (leggere o meno) sono invece
osteggiate e dichiarate illegali?Il gioco d'azzardo, come un bicchiere di vino a
tavola, non è pericoloso in sè, pericoloso semmai può essere un rapporto poco
equlibrato con attività di questo tipo, che può degenerare in patologia. La
differenza, forse, più che da rischi assoluti dipende da fattori culturali, e
dai guadagni che ne ricava lo Stato…
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tratto
dal sito: Italiasalute.leonardo.it La dipendenza dal gioco d'azzardo è una vera e
propria patologia, ormai riconosciuta a livello internazionale.
Una ricerca
pubblicata sulla rivista "Psycology and Aging" indica che le persone anziane che
soffrono di questo grave disturbo, particolarmnte invalidante dal punto di vista
economico, psicologico, familiare e sociale, rischiano di suicidarsi molto più
dei "game-addicted" più giovani.
I soggetti più anziani, infatti, spesso non
riescono a sopportare la vergogna e non hanno la speranza di risollevarsi in
futuro.
Il gioco d’azzardo patologico (GAP) è un fenomeno in diffusione
crescente in tutto il mondo e dipendente da fattori di ordine psicologico,
sociale, culturale ed economico.
L'istituto Eurispes comunica che gli
scommettitori in Italia nel 1995 erano circa 30 milioni nelle varie categorie di
giochi (ad esclusione delle attività dei casinò e dei circoli privati, nonché del gioco clandestino). Dopo 13 anni, il gioco sembra coinvolgere sino al
70-80 per cento della popolazione italiana. Il tre per cento della popolazione
sarebbe affetta dal disturbo patologico del GAP. "Non è esagerato sostenere
oggi che ogni gioco è potenzialmente d’azzardo. È, infatti, noto che l’uomo può
tendere ad instaurare un rapporto additivo con qualsiasi situazione capace di
procurargli piacere e gratificazione. I giochi che creano dipendenza possono
essere suddivisi in giochi dalla vincita immediata (per es. gratta e vinci, slot
machine, videopoker, bingo), giochi che prevedono un più prolungato tempo di
attesa (per es. lotterie, poker, scacchi, totocalcio)", sostiene Daniela La
Barbera, del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche dell'Università di Palermo,
in un articolo pubblicato sul periodico NÓOς. Il disturbo presenta
differenze nell'eziologia tra i sessi: se il GAP rappresenta per la donna
un'illusoria e pericolosissima via di fuga da situazioni dolorose (relazioni
conflittuali, delusioni affettive, ecc.), per l’uomo giocare d'azzardo significa
“sentirsi vivo, in azione”, alla ricerca dell’eccitazione, del piacere o di
guadagni facili e veloci. Infine, è stato osservato che è più facile cadano
nel GAP le persone che abusano sia di alcol che di sostanze stupefacenti
rispetto all'incidenza del GAP riscontrata nella popolazione generale. I
dipendenti dal gioco sono prevalentemente maschi, appartenenti a famiglie in cui
un genitore o un fratello era un giocatore patologico. Studi effettuati nel
2002 hanno dimostrato che esistono terapie farmacologiche efficaci, anche
antidepressive, per aiutare i malati gioco-dipendenti a guarire. Con l'aiuto
di un bravo psicoterapeuta comportamentale, queste persone possono ritrovare la
serenità economica, familiare, lavorativa e sociale, evitando di dilapidare
patrimoni e di distruggere le loro relazioni interpersonali. -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- http://teenchallenge.beeplog.it(vai al Blog per commentare la
notizia) toptorna
alle News-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
L'Italia è schiava del gambling. L'allarme giunge
dall'Associazione nazionale per la
Difesa e l'Orientamento dei Consumatori (ADOC), secondo cui il nostro paese soffre
oltremod