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Le News sulle DIPENDENZE                                                               aggiornate al 31 Gennaio 2008

I testi delle TABACCO NEWS e DIPENDENZE VARIE NEWS

*Tutte le news hanno solo scopo informativo e non dipendono da L'Arca Teen Challenge

26/01/2008- Farmaci: abuso o dipendenza?
tratto dal sito: Capitoloprimo.it

È dallo scorso mercoledì che il mondo di Hollywood piange la scomparsa di una giovane e molto più che promettente stella del cinema, l’attore Heath Ledger, candidato all’Oscar per “I segreti di Brokeback Mountain” del 2005.
Il corpo del ventinovenne è stato ritrovato, come ormai è risaputo, in un appartamento di Soho, disteso a letto. A fargli compagnia diverse pilloline variopinte, ed anche se l’esame di una prima autopsia ha dimostrato che la causa della morte non è quella denigratoria dell’overdose da stupefacenti, ma nulla vieta che un mix di farmaci abbia portato al decesso.
Sono cinque infatti i medicinali regolarmente prescritti trovati nell’appartamento: tre gli ansiolitici, a base di Alprazolam lo Xanax, di Diazepam il Valium e di Lorazepam l’ Ativan; un sonnifero, il Lunesta, a base di Zopiclone, ed il sedativo Restoril.
Quali siano le reali cause del decesso di Ledger lo scopriremo solo con una seconda autopsia, resta il fatto che la nuova tendenza dello star-system sembri proprio essere quella di abbandonare alcool e droghe “da strada” per dirigersi verso i più legali farmaci, spesso acquistabili senza bisogno di prescrizione medica.
E così se il Dr. House, per fiction, proprio non può fare a meno della sua dose di Vicodin, nella realtà sono tanti i volti noti che fanno abuso del farmaco derivato dai due oppioidi naturali codeina e tebaina. Il primo fu Eminem, che ha persino la pillolina bianca tatuata sul braccio, a seguire Melanie Griffith, che ora ammonisce i suoi fan sui problemi della dipendenza, il comico Chevy Chase e la playmate Anne Nicole Smith, per la quale il mix di nove sostanze diverse, tra cui il metadone, è stato fatale.
Sharon Stone tempo fa la definì la “società del Prozac”, quella colpita prima da assuefazione epoi da vera e propria dipendenza da antidepressivi, sonniferi, ansiolitici e simili.
Ma si sa, la maggior parte delle tendenze del “bel mondo” trova facilmente riscontro nei comuni mortali, e i comuni mortali d’America non sono da meno. A dimostrarlo uno studio condotto dall’Università del Michigan su 50mila ragazzi, che sembra abbiano preferito nell’ultimo anno antidolorifici e narcotici a marijuana ed anfetamine.
I farmaci sono più facili da reperire, non hanno bisogno di telefonate criptate per essere acquistati e si nascondono sotto una veste innocua, quella conferita dalla presunta serietà delle case farmaceutiche.
Il problema è per ora meno sentito in Italia, ma c’è già chi è pronto a scommettere in un aumento sensibile, considerando che è appena stato respinto il ricorso al Tar del Lazio per impedire la commercializzazione del Ritalin, farmaco anfetaminico destinato a bambini “troppo vivaci”, affetti da una sedicente “Attention Deficit Hyperactive Disorder”.

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25/01/2008- Fumo, un'abitudine in declino
tratto dal sito:Kwsalute.kataweb.it

Posacenere vuoto e sigaretta spenta. Da tre anni negli uffici e nei ristoranti è scattato il divieto di fumo e la Legge Sirchia si è rivelata uno strumento utile per la tutela della salute pubblica. Diminuisce il numero di italiani che ha il vizio: dal 2003 al 2007 la percentuale è scesa dal 24 per cento al 22. Ma questa cattiva abitudine è ancora troppo diffusa tra i giovani. Lo scorso anno, i fumatori nella fascia d'età 20-24 anni sono risultati essere il 28,8%, in particolar modo ragazzi. Proprio gli adolescenti amano di più le 'bionde': la percentuale di chi ha iniziato a fumare prima dei 14 anni è aumentata del 60% tra il 2000 e il 2005. Questo lo scenario descritto dal ministero della Salute durante il convegno “Verso una società libera dal fumo – Le tre P: Progressi, Problemi e Prospettive”.

Addio pacchetto. Ben 300 milioni di pacchetti di sigarette sono rimasti sugli scaffali delle tabaccherie negli ultimi 3 anni. Le vendite raddoppiano solo per il tabacco trinciato, quello per confezionare da soli le sigarette. Il calo è un segnale di quanto gli italiani stiano tentando di smettere, ci provano soprattutto gli uomini e i giovani fra i 18 e i 34 anni. Pochi però si sono rivolti al medico per farlo. I 'camici bianchi' hanno tentato di dissuadere i pazienti dal vizio: sessanta fumatori su cento hanno ricevuto il consiglio di dire addio alle sigarette da uno specialista. Ma chi taglia il traguardo ha una volontà di ferro: circa il 40% delle persone che fumano ha tentato di smettere negli ultimi 12 mesi, ma di questi solo uno su cinque è riuscito a farla finita. La legge antifumo non ha avuto nessun effetto sui veri amanti del pacchetto. Il loro profilo? Uomini di mezza età con un titolo di studio basso e donne over 45 molto colte.

Tale madre, tale figlio. Avere entrambi i genitori fumatori raddoppia le chance di contrarre il vizio. Chi cresce tra posaceneri e accendini ci fa presto l'abitudine e non pensa ai rischi che corre: il 31% degli adolescenti che fuma infatti “eredita” il vizio dai genitori. In particolare, per le figlie femmine, l'esempio della madre è molto importante: per loro la possibilità di iniziare a fumare è triplicata.

Riduzione delle malattie cardiovascolari. In Italia, ogni anno, muoiono a causa del fumo di tabacco ottantamila persone, pari al 14,2% di tutte le morti. E che la Legge Sirchia abbia avuto effetti positivi lo dimostra il fatto che “undici mesi dopo la sua entrata in vigore – spiega Francesco Barone Adesi, epidemiologo dell'università di Torino – i ricoveri per infarto erano già scesi del 5%”. Chi smette di fumare infatti, già dopo un anno, vede dimezzato il rischio di contrarre alcune patologie croniche dell'apparato cardiocircolatorio come ipertensione, infarto e tachicardia.

Una battaglia ancora lunga. La dipendenza da fumo non ha pari tra le sostanze legali e, nel ricordare tutti gli italiani che perdono la vita ogni anno per questa causa, l’ormai ex ministro della Salute Livia Turco ha detto che la lotta al fumo va intensificata, puntando sulla prevenzione e su politiche che scoraggino i fumatori. “La battaglia, cominciata tre anni fa, ha già ottenuto buoni risultati – afferma Donato Greco, direttore operativo del Ccm (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie) – ma non dobbiamo fermarci. Servono anzi azioni efficaci per promuovere l'abbandono della sigaretta soprattutto verso i giovani e le scuole”. L'Italia già si è mossa in questa direzione ratificando la Convenzione dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sul controllo del tabacco, che prevede tra l'altro il divieto di vendere sigarette ai minori di 18 anni.
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16/01/2008- Aggressività, dà piacere e dipendenza come cibo e sesso
tratto dal sito: Barimia.info

Aggressività, sesso e cibo vanno a braccetto. Per questo sfogare l'aggressività può dare un piacere paragonabile a quello che si prova quando si gusta un buon cibo o quando si va a letto con un partner che ci piace. Addirittura paragonabile all'effetto di una droga. Ciò perchè le sensazioni che dà sfogare l'aggressività, al pari di sesso, cibo e droga, vengono tradotte  nel cervello in stimoli neurochimici. Tutti passano per lo stesso circuito.

La curiosa  ma significativa ricerca è stata condotta dalla Vanderbilt University di Nashville. I risultati sono poi stati resi noti sulla rivista Psychopharmacology. Addirittura così come accade per gli altri piaceri elencati, anche l'aggressività può dare dipendenza.

L'aggressività viene considerata una delle reazioni di cui la natura si è servita attraverso l'evoluzione dell'uomo, così come negli animali, per garantire e assicurare la conservazione della specie. Una reazione aggressiva può  infatti essere causata da fattori ormonali, ambientali, ma anche da componenti genetiche. Altristudi sono riusciti a dimostrare che nei soggetti affetti da anomalie del cromosoma X si può riscontrare un livello di aggressività decisamente maggiore. le anomalie del cromosoma X possono infatti causare uno squilibrio nella sintesi di serotonina e dopamina, due neurotrasmettitori che svolgono un ruolo decisivo nella regolazione dell'umore.

Nelle persone normali solitamente la produzione dei neurotrasmettitori è bilanciata. Questo anche per merito della capacità codificata da parte del cervello di vivere in società, e di saper reagire in maniera giusta e consona agli stimoli che ci vengono forniti dall'esterno. Insomma se siete particolarmente aggressivi la colpa può essere della natura, ma occhio a non esagerare: perchè il piacere che gli sfoghi producono possono dare una dipendenza e innescare meccanismi nei quali l'aggressività può diventare una compagna di vita assidua e spiacevole, per sè e per gli altri.

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03/01/2008- La legge compie tre anni calate le vendite di tabacco
tratto dal sito:Ilgiornale.it

Alla vigilia del suo terzo anniversario, compirà infatti tre anni il prossimo 10 gennaio, la legge «antifumo» italiana ha portato risultati che gli esperti definiscono più che soddisfacenti. Un buon augurio per tre Paesi - Francia, Portogallo e Lituania - dove proprio in questi giorni entrano in vigore nuove normative che rendono «off-limits» le sigarette nei luoghi pubblici.
Un bilancio positivo confermato di recente dallo stesso ministro della Salute Livia Turco che, incontrando lo scorso dicembre a Roma il ministro della Salute francese Roselyne Bachelet Narquin proprio in vista dell’entrata in vigore anche in Francia del divieto di fumo, ha sottolineato come la legge italiana «ha ottenuto risultati più che positivi, tanto da diventare un esempio per il vicino francese». Gli ultimi dati Istat mostrano infatti una riduzione della prevalenza dei fumatori, passata dal 23,9% nel 2003 (maschi 31.0%, femmine 17.4%) al 22.7% nel 2006 (maschi 28.8%, femmine 17.0%).
L’Italia, con la Legge 3/2003 «Tutela della salute dei non fumatori entrata in vigore il 10 gennaio 2005, è stata uno dei primi Paesi dell’Unione Europea (prima di noi solo Irlanda e Malta) a regolamentare il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati, compresi tutti i luoghi di lavoro e le strutture del settore dell’ospitalità. La normativa consente di riservare ai fumatori appositi locali ventilati.
Già ad un anno dall’applicazione della legge si è osservata una notevole diminuzione delle vendite dei prodotti del tabacco (circa il 6% in meno rispetto al 2004). Si è cioè mantenuto l’andamento in diminuzione (verificatosi a partire dal 2000) con un calo annuale medio di circa il due per cento, confermato anche dai dati parziali del 2007. I carabinieri dei Nas hanno effettuato, fino ad agosto 2007, oltre 2800 ispezioni in luoghi di lavoro che hanno evidenziato un sostanziale rispetto della legge, essendo state riscontrate solo 189 infrazioni al divieto di fumo (pari al 6.7% dei controlli) contro le 327 del 2005. Positivi anche gli effetti sulla salute dei cittadini. I dati di un recente studio in 4 regioni italiane, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Campania mostrano infatti un calo superiore al sette per cento dei ricoveri per infarto acuto del miocardio, andamento confermato anche da un analogo studio portato a termine per la regione Piemonte.
Resta tuttavia critico il padre del divieto, Girolamo Sirchia che punta il dito sui controlli e dice: «L’Italia è partita prima e bene, ma oggi sconta una colpevole inerzia delle istituzioni».

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01/01/2008- Verso l'Europa senza tabacco. Al via il divieto di fumo nei bar di Francia, Germania e Portogallo
tratto dal sito:Euronews.net

Primo giorno senza tabacco nei bar e ristoranti di molti paesi europei. Qui siamo in Germania, dove il divieto ha cominciato ad essere applicato con una certa tolleranza, e soprattutto, tra il disappunto di alcuni gestori. "Certo che bisogna mettersi nelle condizioni di rispettare la legge", dice il proprietario di un Kebab, "ma prima occorre informare i clienti delle nuove regole".

Flessibilità a controlli scarsi anche in Francia, dove i fumatori più incalliti hanno approfittato delle maglie larghe per concedersi un'ultima tradizionale boccata di fumo. "Per ora sfrutto la situazione e continuo a fumare in un tipico caffé parigino come questo. Da domani magari ci passerò meno tempo, purtroppo. Niente più prima colazione nel bar fumoso, con un caffè in una mano e una sigaretta nell'altra".

A dirsi soddisfatti del bando al fumo, invece, molte delle persone che in bar e ristoranti ci lavorano, come questa cameriera di una discoteca francese: "Per noi dipendenti è meglio che non ci siano sigarette accese nel posto dove si lavora".

Naturalmente non manca l'incorreggibile, che proprio non riesce a trattenersi. "Ci provo, vediamo che succede. Lo so che dice la legge, ma magari fanno finta di non vedermi". Restrizioni anti-fumo anche in Portogallo, dove però per i locali più piccoli rimane la possibilità di scegliere se trasformarsi in posti per fumatori o non fumatori.

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17/12/2007- Cancro, muoiono 20mila persone al giorno: il fumo è il nemico numero uno
tratto dal sito: Ilmessaggero.it

Il nemico numero uno resta il fumo, seguito dai virus: 7,6 milioni di persone sono state uccise quest'anno in tutto il mondo dal cancro, mentre 12,3 milioni sono quelle che si sono ammalate. Ed è il tumore del polmone, killer per 975 mila uomini e 376 mila donne, a guidare questo bollettino di guerra, secondo l'American Cancer Society, che per mettere a punto il rapporto illustrato oggi ha utilizzato i dati dell'International Agency Research on cancer, dipartimento dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'oncologia.

Circa 20 mila persone al giorno muoiono di cancro nel mondo. Fra i fattori di rischio primeggia il fumo, largamente responsabile dell'aumento dei casi di tumore del polmone. Il fardello delle malattie neoplastiche grava sempre più pesante sui Paesi in via di sviluppo: è l'altra faccia della medaglia dell'allungamento della vita media e della diminuzione dei decessi per malattie infettive e della mortalità infantile. Ma l'aumento dei casi di cancro nei Paesi meno ricchi è conseguenza anche di stili di vita sempre più simili a quelli occidentali e della massiccia diffusione del vizio del fumo.

Secondo il rapporto, nel 2007 si conteranno 5,4 milioni di casi e 2,9 milioni di morti per tumore nelle nazioni ricche, e ben 6,7 milioni di casi e 4,7 milioni di decessi nei Paesi meno sviluppati. Qui la mortalità è ancora molto alta, la diagnosi precoce inesistente e le terapie non certo all'avanguardia. Il 75% dei piccoli pazienti ancora vivi a 5 anni dalla diagnosi abita in Europa e negli Usa, mentre nell'America Centrale la sopravvivenza a tre anni si attesta al 48-62%.

Nei Paesi più poveri sono più comuni i tumori legati a infezioni, come quello allo stomaco, al fegato e alla cervice uterina. In tutto il mondo, il 15% dei casi di cancro ha come responsabile un virus. Fra gli uomini le neoplasie più diagnosticate sono alla prostata, al polmone e al colon-retto in Occidente e al polmone, allo stomaco e al fegato nelle nazioni in via di sviluppo. Fra le donne, il triste primato spetta al tumore del polmone, del seno e del colon-retto in Occidente e del seno, dell'utero e dello stomaco nei Paesi più poveri. Quest'anno 465 mila moriranno di cancro del seno, il primo killer femminile fra i tumori in tutto il mondo.
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29/11/2007- Fumo passivo, individuati esattamente i danni
tratto dal sito: Prontoconsumatore.it

Che il cosiddetto “fumo passivo” fosse dannoso è cosa nota, ma è la prima volta che la cosa viene dimostrata in modo inequivocabile. Grazie allo studio effettuato dall’Università della Virginia, è stato possibile vedere direttamente i danni che la sigaretta altrui provoca all’organismo.
In arrivo l’ennesima tegola per i fumatori: uno studio effettuato dall’Università della Virginia, presentato al meeting 2007 della Radiological Society of North America, ha infatti dimostrato scientificamente che il fumo nuoce al diretto interessato ma anche a chi gli sta attorno. Che il cosiddetto “fumo passivo” fosse dannoso è cosa nota, tuttavia, benché fosse già senso comune che possa provoca diverse malattie come bronchite, asma o tumori, per la prima volta la cosa viene dimostrata in modo inequivocabile. Grazie allo studio è stato possibile vedere direttamente i danni che la sigaretta altrui provoca all’organismo. “E' stato a lungo ipotizzato”, ha spiegato il direttore del progetto, dottor Wang, “che l'esposizione prolungata al vizio altrui possa causare danni permanenti ai polmoni ma, finora, i metodi usati non erano abbastanza sensibili per rilevarli. Purtroppo i soggetti che più risentono dell’avvelenamento da fumo passivo sono i bambini”.

Attraverso un particolare tipo di risonanza magnetica, i ricercatori hanno “fotografato” la diffusione nei tessuti polmonari del gas elio-3, fatto inalare precedentemente ai pazienti, verificando quindi concretamente quali potrebbero essere gli effetti del fumo all’interno del nostro corpo. L’esito dell’esame, effettuato su fumatori e non fumatori, è stato pressoché identico a dimostrazione che anche nei fumatori passivi è stata riscontrata la presenza di variazioni strutturali dei polmoni come in chi fa abitualmente uso di sigarette. Per “fumo passivo” si intende quello che viene inalato involontariamente dalle persone che vivono a contatto con uno o più fumatori attivi. Quando una sigaretta viene fumata, il fumo che si sviluppa è di due tipi:

- centrale, che rappresenta il fumo attivo ed è prodotto dall'aspirazione del fumatore in gran parte inalato (corrente primaria) e solo in parte espirato (corrente terziaria).
- laterale, che rappresenta il grosso del fumo passivo (l’inquinamento ambientale da fumo passivo è in genere costituito per 6/7 dal fumo laterale e per solo 1/7 dal fumo centrale espirato dal fumatore) e che è prodotto prevalentemente dalla combustione lenta della sigaretta lasciata bruciare passivamente nel portacenere o in mano fra un “tiro” e l'altro.

Questa distinzione tra i due tipi di fumo corrisponde a differenze nella loro composizione. Ricerche di chimica analitica hanno dimostrato che nel fumo laterale alcune sostanze irritative, ossidanti e cancerogene sono presenti in concentrazione addirittura superiore a quella del primo centrale; naturalmente il fumo “laterale” è molto diluito nell'aria ambiente, mentre il fumo “centrale” è concentrato tutto all'interno dell'apparato respiratorio del fumatore.
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26/11/2007- Fumo: nelle mamme mette a rischio fertilità figlie
tratto dal sito: Junior.cybermed.it

Le donne che fumano prima e dopo la gravidanza rischiano di compromettere senza saperlo la fertilita' futura delle loro figlie. Anche se durante la gravidanza non hanno toccato sigarette. Lo rivela una ricerca condotta dal Samuel Lunenfeld Research Institute al Mount Sinai Hospital di Toronto, che ha indagato sugli effetti di tossine presenti nel fumo sulla fertilita' dei topi.
La ricerca e' stata pubblicata sul Journal of Clinical Investigation. Precedenti studi avevano suggerito l'esistenza di un legame, negli esseri umani, tra esposizione al fumo nell'utero materno e alterazioni della fertilita', tanto nei maschi quanto delle femmine. Ma non erano chiari i motivi di questo impatto a cosi' lungo termine sulla funzione riproduttiva: nel tentativo di chiarire questa associazione, i canadesi hanno provato a iniettare in esemplari di topi femmina basse dosi idrocarburi aromatici policiclici, un bioprodotto del fumo, prima che rimanessero gravide e durante l'allattamento (per una dose complessiva corrispondente a 25 pacchetti di sigarette), cosi' da simulare l'esposizione al fumo. Se le ovaie delle topoline direttamente esposte alle tossine del fumo apparentemente non ne hanno risentito, cosi' non e' stato per le ovaie delle figlie. Nelle figlie delle topoline esposte alle tossine del fumo, le ovaie contenevano il 70 per cento in meno di follicoli destinati a produrre ovuli. Una condizione che limita le possibilita' successive delle topoline figlie di riprodursi, perche' significa una minor capacita' di produrre ovuli. I canadesi sottolineano che i loro risultati non devono spaventare le donne, ma attirare l'attenzione sulla possibilita' che anche il fumo precedente e successivo alla gravidanza abbia un effetto negativo sulla prole. Oggi si raccomanda alle donne di smettere di fumare durante la gravidanza, perche' il fumo materno appare associato a un'ampia gamma di complicazioni, tra cui una scarsa crescita fetale, problemi placentari e parto prematuro.
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21/11/2007- Gioco, telefono e web-sex: le nuove droghe
tratto dal sito: Espresso.repubblica.it

Per il centro che cura le dipendenze i malati in provincia sono 14 mila
 
TRENTO. Non solo polvere bianca. I trentini sono schiavi del gioco e drogati dallo shopping, ossessionati dal cellulare e imbrigliati nella rete del sesso virtuale. Si chiamano “dipendenze comportamentali” e in provincia colpiscono, secondo una stima, fra le 13 e le 14 mila persone. E’ un quadro a tinte fosche quello dipinto dal professor Cesare Guerreschi, fondatore, presidente e direttore clinico della Siipac, la Società italiana interventisulle patologie compulsive.
Il centro ha aperto la sua filiale trentina il primo aprile a Zambana. «Da allora sono state circa 50 le richiesta di trattamento. Centinaia le telefonate per avere informazioni». Siamo di fronte a vere e proprie malattie, con conseguenze spesso invalidanti.
Le dipendenze più diffuse. Il professor Guerreschi non ha dubbi: «Senz’altro il gioco d’azzardo, poi la “mobile addiction”, o dipendenza dai cellulari, e la internet addiction con la triade cybersex, chat erotiche e pornografia. E molto lo shopping compulsivo».
Incubo slot. I giocatori incalliti rischiano di rovinare se stessi e le proprie famiglie. Ma Guerreschi ammette che c’è stato un miglioramento. I videopoker sono stati esclusi con legge governativa del maggio 2004. Da allora hanno preso piede le slot machine, con vincite fino a un massimo di 50 euro. «Nel passaggio dal far-west che c’era prima, bisogna dare atto allo Stato di avere fatto molto. Ha sottratto gran parte del gioco all’illegalità e alle bische clandestine». L’Oms stima che a livello mondiale il gioco d’azzardo interessi tra l’1,5 e i 3% della popolazione adulta.
La droga del lavoro. Fra le dipendenze emergenti e più subdole c’è la “work addiction”. «Aziende grandi e piccole, istituzioni pubbliche e private ci chiedono aiuto», dice il professore. «Nasce come dipendenza che noi chiamiamo “ben vestita”, appartenente a colletti bianchi e manager». Queste persone quando entrano in azienda vengono magnificate perché si impegnano molto, ma l’impegno diventa una malattia. I disturbi sono psichici e di tipo organico: «Mangiano e bevono poco fino ad arrivare a un deperimento organico. Sull’altro fronte accusano ansia, agorafobia e soprattutto depressione». La media globale (e del Trentino) è dell’1%, ma fanno eccezione Israele, con il 10%, e il Giappone, con il 12% e 60 morti l’anno.
Cellulari che scottano. E’ la dipendenza che più preoccupa a pari passo col gioco. «Abbiamo compiuto grandi interventi in Alto Adige e Lazio», dice Guerreschi. «Intendiamo farlo anche in Trentino». In Italia ci sono 63 milioni di cellulari, più della popolazione complessiva. «Oggi non basta il cellulare, ma si cerca quello umts, con videocamere, per le chat... Si vive col cellulare in mano. C’è chi struttura anche patologie alle mani». Percentuale di malati: 4,5%-5%.
Il sesso? Si fa sul web. Secondo la Siipac la pornografia è la dipendenza «più devastante: ci sono persone che praticano la masturbazione per 5 o sei ore di seguito». Colpisce 6 milioni di italiani e i trentini per Guerreschi sono 4-5 mila. Diffusissime le chat erotiche. Luoghi virtuali in cui «ci si incontra, ci si vede, si fanno delle cose insieme. Ci si può isolare in una camera, dove uno suggerisce all’altro cosa fare». La stima in provincia: 15 mila dipendenti. Infine il cyber sex: qui non ci si vede, ma tutto si limita alla scrittura. Ognuno interpreta un ruolo. Interessa 10 mila trentini. Il dato globale delle dipendenze dal web è del 4-5%.
Quali terapie. Alla Siipac viene proposto un programma multimodale basato su due piani di intervento: uno psicologico con una serie di psicoterapie (individuale di coppia, familiare, psicoeducazionale, ecc.), un altro farmacologico. «I dipendenti hanno problemi legati ai disturbi dell’umore. I farmaci usati sono gli Ssri, che agiscono sulla ricaptazione della serotonina». La Siipac ha sede in via Degasperi 27, a Zambana. Nel centro operano quattro persone, tra psicologi, psichiatri e psicoterapeuti ed è aperto dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30. I costi? «Il trattamento è alla portata di tutti», dice Guerreschi. «Siamo una Onlus e se qualcuno ha problemi economici cerchiamo di venirgli incontro».
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20/11/2007- Fumo di tabacco e radioattività alfa (polonio 210)
tratto dal sito: Istitutotumori.mi.it

La combustione del tabacco genera circa 4.000 composti, alcuni dei quali hanno una elevata capacità cancerogena quali il benzene e i composti aromatici derivanti dalla combustione incompleta, i cosiddetti idrocarburi policiclici aromatici (IPA).
Intorno agli anni sessanta, gli scienziati scoprirono la presenza di radioattività nel tabacco di sigarette. È noto da tempo che l'uranio naturale può sostituire il calcio nella struttura delle rocce fosfatiche, e per un periodo di tempo, si accumula nelle riserve di fosfato. L'Uranio a vita lunga decadendo produce i cosiddetti "figli a vita lunga" (226 Ra, 210 Pb e 210 Po) che sono presenti nei fertilizzanti derivanti dalle rocce fosfatiche in questione (Shreve, 1967); la produzione di grandi quantità di fertilizzanti fosfatici, veniva e viene tuttora utilizzata nell'agricoltura per le piantagioni di tabacco. Di conseguenza, il Polonio 210 isotopo radionuclide (noto emettitore alfa) si è trovato oltre che nel suolo delle piantagioni anche nelle foglie di tabacco con una attività che aumentava con le ripetute applicazioni di fertilizzanti fosfatici al suolo (Singh and Nilekani, 1976, Marmorstein, 1986). Il radionuclide più importante, dal punto di vista radioprotezionistico, contenuto nel tabacco, è appunto il Polonio-210 (Po-210) che è un noto alfa emittente. Le radiazioni alfa hanno un elevato potere ionizzante e, di conseguenza, sono particolarmente dannose quando entrano in contatto con i tessuti viventi. Una parte del PO-210, variabile a seconda dei vari autori, viene anche ritrovata nel fumo ambientale. Alla temperatura di combustione della sigaretta (600-800° C), il Po 210 volatilizza e viene inalato in parte libero ed in parte tramite la componente corpuscolata che si deposita prevalentemente a livello delle biforcazioni bronchiali. Dall'aprile '96 il Presidio di Pneumologia in collaborazione con la Facoltà di Farmacia nell'ambito del dipartimento di Scienze Chimiche dell'università degli Studi di Bologna ha iniziato uno studio sperimentale allo scopo di rivalutare le concentrazioni di radioisotopi in generale nel tabacco di sigaretta e stabilire in particolare se effettivamente il Polonio–210 è presente in che quantità nel fumo passivo, e se realmente possa essere considerato un significativo promotore di neoplasie nell'epitelio bronchiale dei fumatori di sigarette.
Nel tabacco non fumato sono state riscontrate tracce di varie sostanze radioattive mentre nel tabacco fumato è stato monitorato e ricercato il solo Polonio 210 espresso in mBq* che per sigaretta è risultato essere presente per un totale di 75 mBq, così suddiviso: cenere 68,8 mBq (91,7%); fumo passivo (sidestream) 1,2 mBq (1,6%); fumo attivo (mainstream) 5 mBq (6,7%). Il Polonio 210 alla temperatura di combustione della sigaretta è presente sia nel fumo attivo e quindi nell'apparato broncopolmonare in ragione del 6,7 % sia nell'ambiente esterno interessato da concentrazioni di 91,7 % (cenere) e di 1,6% (fumo passivo) del Po 210 totale contenuto nelle sigarette. Il Polonio 210 è un importante fattore di rischio per il cancro al polmone "puro", come iniziatore, da radioattività alfa. Può inoltre essere considerato promotore (co-carcinogeno) di tumore broncopolmonare tramite un'azione sinergica con le altre sostanze oncogene, il danno biologico per un fumatore di 20 sigg./die in 1 anno è pari a quello di circa 300 radiografie al torace.
di Alessandro Borgini

*Becquerel: grandezza fisica che esprime il numero di disintegrazioni nucleari denominati decadimenti in un intervallo di tempo prestabilito.

Per saperne di più: - Zagà V*., Gattavecchia E.**, Capecchi V.* : Fumo di tabacco e radioattività alfa (Polonio 210).

* Presidio di Pneumotisiologia – Azienda ASL Città di Bologna.
** Dipartimento di Scienze Chimiche, Radiochimiche e Metallurgiche – Università degli Studi di Bologna.
- Shabana E.I., Abd Elaziz M.A., Al-Arifi M.N.: Evaluation of contribution of smoking to total blood polonium –210 in Saudi population. Applied Radiation and isotopes 52 (2000) 23 - 26.
- Kilthan GF: Cancer risk in relation to radioactivity in tobacco. Radiol Technol. 1996; 63(3): 217-222.
- Willcox PA: Epidemiology of lung cancer. RT International 1997:51-52.
- Marmostein, J.,1986. Lung cancer: is the increasing incidence due to radioactive polonium in cigarettes? South med. J. 79, 145.
- Martel EA: Radioactivity of tobacco tricomes and insoluble cigarette smoke particles. Nature 1974; 249:215:217.
- Rajewsky B, Stahlhofen: Polonium-210 activity in the lungs of cigarette smokers. Nature 1966; 209: 1312-1313.
- Piav CQ, hei TK: The biological effectiveness of radon daughter alpha particles. Radon, cigarette smoke and oncogenic transformation. Carcinogenesis 1993, 14 (13): 497-501
- Shevre, R.N., 1967. Chemical Process Industries, 3rd rd. McGraw-Hill, New York.
- Singh, D.R., Nilekani, S.R., 1976. Measurement of polonium activity in Indian tobacco. Health Physics 31,393.

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19/11/2007- Stop a fumo nei parchi: spuntano cartelli, multe non ancora
tratto dal sito: Ansa.it

Spuntano i primi cartelli che vietano il fumo nei parchi, a Napoli, e c'é chi inizia a guardarsi attorno prima di accendersi una sigaretta fra gli alberi.
La 'caccia' al trasgressore, però, non è ancora partita, le contravvenzioni potrebbero arrivare nei prossimi giorni: il tempo di far digerire ai napoletani il provvedimento.

I cartelli vietano di fumare in presenza di lattanti, bambini fino ai 12 anni e donne in stato di gravidanza: sono stati affissi - in base all'ordinanza in vigore da ieri voluta dall'assessorato all'Ambiente del Comune di Napoli, guidato da Gennaro Nasti - vicino ai varchi d'accesso ai 43 parchi pubblici recintati. Davanti alle giostre, alle piste di pattinaggio e in prossimità di tutti gli altri luoghi dove abitualmente giocano e passeggiano i bambini.

In tutte le altre zone, sarà ancora possibile fumare una sigaretta: la sanzione prevista dall'ordinanza, infatti, scatta soltanto quando il trasgressore si trovi a fumare in presenza delle categorie protette. "Vogliamo dare un messaggio che vada oltre il semplice divieto - dice Nasti - La nostra speranza è che le mamme e i papà, dopo la passeggiata nel parco con i loro bambini, non fumino in automobile e capiscano la gravità del gesto".

Ancora nessuna multa, dunque, destinata a colpire i fumatori incalliti e "nei prossimi giorni - annuncia l'assessore comunale - scatteranno anche i primi verbali". "Il vero banco di prova - aggiunge Nasti - sarà nei fine settimana, e soprattutto il prossimo 2 dicembre, quando sarà organizzata la terza 'Domenica nei parchi' del 2007: una giornata in cui si invitano i genitori a divertirsi insieme ai figli con spettacoli di animazione e incontri". Lo stop al fumo all'aperto punta infatti soprattutto alla tutela dei soggetti a rischio nel corso di eventi e manifestazioni, in cui gli organizzatori sono tenuti a monitorare la situazione e, eventualmente, a segnalare le trasgressioni agli agenti della polizia municipale. L'ordinanza comunale ha suscitato diverse reazioni nell'opinione pubblica, alcune delle quali decisamente critiche.

E' il caso dell'associazione Telefono Blu, la quale denuncia che "le misure antitabacco sono soltanto propaganda perché a Napoli si fuma nelle scuole e negli ospedali". O ancora dell'associazione ambientalista Seme, il cui presidente Franco Visaggio sottolinea che "la popolazione napoletana è sottoposta a massicce dosi di agenti inquinanti a causa dei lavori in corso e dei conseguenti blocchi al traffico", e considera lo stop al fumo "un provvedimento demagogico che non sarà mai rispettato". Viene invece dal Codacons la proposta di estendere il divieto di fumo anche nei giardini delle scuole o fuori alle stesse, dove i genitori spesso si accendono una sigaretta in attesa dell'uscita dei propri figli. In risposta a queste obiezioni, l'assessore comunale all'Ambiente replica che "la lotta allo smog continua con lo stop alla circolazione delle auto categoria euro 0 ed euro 1 e, dal primo gennaio, anche dei vecchi motorini a miscela a due tempi". "Tutti provvedimenti - conclude - che non possono che procedere di pari passo".
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15/11/2007- Fumo minorile: un gioco a tappe per non cascarci
tratto dal sito: Sanihelp.it

Parte oggi da Roma nelle scuole italiane il progetto Gioca a non fumare, una campagna itinerante e interattiva che mira a sensibilizzare i ragazzi, i genitori e gli insegnanti sull’importanza della prevenzione del fumo minorile. Tutto avverrà con lo strumento più adatto alle esigenze degli stessi bambini: il gioco, appunto.
Al progetto del Moige-Movimento Italiano Genitori parteciperanno circa 4.500 bambini, 9.000 genitori e 375 insegnanti in una campagna che prevede il coinvolgimento di 15 scuole elementari italiane. 

Il progetto nasce dall’esigenza di centrare l’attenzione sulle conseguenze derivanti dal fumo, in particolare quando si inizia da giovani. L’obiettivo è quello di promuovere presso i minori, i genitori e i docenti, momenti di riflessione sull’importanza della prevenzione del fumo attivo e passivo.

Infatti, secondo un’indagine Istat il 49,9% delle persone inizia a fumare nell’adolescenza e in età giovanile; di questi il 5,1% ha iniziato a meno di 14 anni e il 21,6% tra i 14 e i 15 anni. L’inizio precoce (prima dei 14 anni) infine è più frequente fra gli uomini; il 6% di questi ha iniziato prima dei 14 anni, contro il 3,7% delle donne. È confermato poi che per chi inizia a fumare in età minorile smettere è più difficile e maggiori sono le possibilità di diventare, da adulti, forti fumatori.

Dati confermati anche da una recente un’indagine Swg per Moige, svolta su un campione di 5.000 genitori con figli tra 11 e 17 anni, secondo la quale il 37% dei genitori dice di sapere che il figlio fuma sempre o spesso, Tuttavia, secondo la Swg , c’è un 8% di genitori che non ha parlato mai ai figli dei danni del fumo. Il 60% di questi ha provato a convincere i figli a smettere ma senza successo: testimonianza chiara che smettere è sempre difficile, anche quando l’abitudine è cominciata da poco. 

Nel progetto i bambini si cimenteranno in un percorso simile a quello di un gioco dell’oca, acquisendo importanti informazioni sui danni provocati dal fumo minorile.
Il progetto prevede inoltre una sezione dedicata alla Valutazione d’Impatto Sociale. Verranno elaborati dei questionari, che permetteranno di dare una valutazione dell’iniziativa, destinati sia i bambini che ai docenti e ai presidi delle scuole coinvolte.
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12/11/2007- Fumo, 3 anni dopo la legge Sirchia le "bionde" calano del 6,2%
tratto dal sito: Repubblica.it

Tre anni senza poter accendere la sigaretta in pub, ristoranti e bar: quando il decreto Sirchia, nel 2005, entrò in vigore, per i fumatori incalliti fu un giorno di lutto. Ma forse qualcuno di loro, grazie alla legge, ha risparmiato soldi e salute. Da allora infatti la vendita delle sigarette è calata del 6,2 per cento. I 98,9 milioni di chili venduti nel 2004 sono diventati quest'anno 92,7.

Un calo eccezionale, che riporta il livello delle vendite a quello registrato nel 1998. Il dottor Giuseppe Gorini, dell'Istituto di Epidemiologia ambientale occupazionale del Cspo di Firenze, nello studio "Informazione e salute: il calo delle vendite di sigarette in Italia dopo la legge Sirchia", documenta il calo delle vendite in modo chiaro.

"Considerando" - spiega lo studioso - che nel 2005 i prezzi di vendita al pubblico delle sigarette sono aumentati in media del nove per cento e che l'inflazione è stata pari al due per cento, si può stimare che la legge Sirchia sia responsabile di una riduzione dei consumi del 2005 superiore a una percentuale del 3,5". Pari a circa 3,5 milioni di chili di "bionde" vendute in meno ogni anno.

All'aumento dei prezzi sarebbe dunque ascrivibile una flessione dei consumi del 2,5 per cento circa. Tra il 2003 ed il 2005 i prezzi al consumo dei tabacchi lavorati sono comunque rincarati del trenta per cento, con punte superiori al cinquanta per le sigarette di fascia economica.

Solo nel 2006 si è registrato un lieve incremento nelle vendite. Un fenomeno, secondo Gorini, "in parte ascrivibile all'allestimento di aree per fumatori nell'inverno 2005-2006, prevalentemente spazi riscaldati localizzati all'esterno degli esercizi pubblici".

"La riduzione delle vendite rappresenta comunque un segnale importante - conclude Gorini - perchè evidenzia che il mercato si è orientato verso un percorso di graduale riduzione, e che i consumi del 2007 confermano il calo registrato nel 2005".
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20/10/2007- Più belli senza sigaretta
tratto dal sito: Ansa.it

Il fumo, per molti giovani, diventa un’attrattiva irresistibile quando si trovano circondati da persone che volontariamente o no fan loro capire che fumare è "da grandi".
Ma non è così secondo Giada Wiltshire, miss Mondo Italia, che ha recentemente partecipato a Roma a una giornata di formazione organizzata dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori). Un giorno di full immersion che ha coinvolto nove miss , fra cui appunto la candidata italiana a miss Mondo, per capire il problema del fumo, come e a chi comunicarlo e come diventare promotrici della lotta contro il fumo soprattutto negli ambienti frequentati dai giovani come le scuole e le discoteche per sensibilizzarli e raggiungere la consapevolezza dei danni che la dipendenza dal fumo può provocare.
"È stato un corso che per me ha avuto un forte impatto - racconta Giada - e dove ci è stato spiegato molto dettagliatamente i danni provocati dalle sostanze presenti nelle sigarette. Il problema è che questa conoscenza non è abbastanza diffusa fra i giovani. Vedere i danni provocati ai polmoni dal fumo e sapere tutte le sostanze che si inalano fumando, per elencare le quali ci vorrebbe tutto lo spazio di un pacchetto di sigarette, aiuterebbe molto a tenere lontani dal fumo".
La bellezza di una persona non può essere legata all’avere o meno una sigaretta in mano, «per questo il nostro ruolo può essere utile per i giovani facendo vedere che si può essere belli anche avendo una vita senza fumo e senza eccessi - sottolinea la miss casalese -».
Cos’è che può spingere un giovane ad avvicinarsi al vizio del fumo, nonostante siano ormai chiari i danni a cui può andare incontro?
«La sensazione di sentirsi grande - ragiona Giada - soprattutto se si vive in mezzo ad adulti, come ad esempio i genitori, che fumano. E anche la pubblicità che aveva limitato la sua presenza, ultimamente si sta rifacendo viva. Mi è capitato di vedere diverse immagini di modelle riprese con la sigaretta in mano o mentre stanno fumando... decisamente un pessimo messaggio per i più giovani».
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12/10/2007- Fumo e alcol, nemici della bocca
tratto dal sito: Corriere.it

L'ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) lancia la sfida al tumore del cavo orale e della bocca, di cui oggi nessuno parla, cercando di sensibilizzare cittadini ed istituzioni con visite di controllo gratuite durante il mese di ottobre. L'Oral Cancer Day, si propone una serie di iniziative ed eventi rivolti ai cittadini per metterli in guardia dai fattori di rischio e dagli stili di vita che possono favorire l'insorgere della malattia. Prevenzione e frequenti visite di controllo per i soggetti a rischio sono l'unico strumento in grado di combattere questa neoplasia che può interessare gengive, lingua e tessuti molli della bocca e che è l'ottava forma tumorale più diffusa al mondo secondo i dati dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità). Grazie alla diagnosi precoce, infatti, è possibile garantire la sopravvivenza dell'80 per cento di chi ne è colpito, consentendo inoltre interventi terapeutici poco invasivi.

ALCOL E FUMO - I fattori di rischio principali sono il fumo e l'abuso di bevande alcoliche e superalcoliche: l'associazione di questi due fattori espone al rischio di ammalarsi oltre 20 volte di più rispetto a un non fumatore-bevitore. In Italia colpisce ogni anno 6 mila persone con il tasso di mortalità a cinque anni di oltre il 70 per cento. E chi riesce a sopravvivere spesso deve sottoporsi a interventi estremamente invasivi e con scarse soluzioni protesiche disponibili, in particolare per la mancanza di centri specializzati. «L'Oral Cancer Day prevede che i dentisti volontari dell'ANDI effettuino visite di controllo gratuite per la diagnosi di queste neoplasie­ - spiega Marco Landi, presidente della Fondazione ANDI - Diagnosi facilmente eseguibile, poichè è sufficiente l'ispezione di cinque minuti della mucosa orale durante la quale si valuta se c'è la presenza o meno di lesioni e, nel caso di lesioni sospette, si può consigliare al paziente di rivolgersi a centri di riferimento per indagini più approfondite, che possono essere sia le Asl territoriali che le Cliniche universitarie».

Video- Tumori orali: fondamentale la prevenzione

NUMERO VERDE - Basta telefonare al numero verde 800600110 (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 22) per conoscere i dentisti ANDI che aderiscono all'iniziativa (sono oltre 12 mila) e prenotare quindi la visita gratuita. L'Oral Cancer Day è stato presentato nell'ambito della 35ma edizione dell'International Expodental. Sono intervenuti il presidente dell'ANDI nonchè membro del Consiglio Superiore di Sanità, Roberto Callioni, il segretario culturale dell'ANDI, Nicola Esposito, il professor Silvio Abati dell'università di Milano, che si è soffermato sui tumori del cavo orale, il Vittorio Zavaglia, dell'ospedale «Umberto I» di Ancona, che ha svolto la relazione sul tema «Cinque regole per prevenire i tumori del cavo orale», Marco Landi, con la relazione sul tema «Uno screening sulla ricerca del papilloma virus attraverso la saliva», il responsabile del Centro odontoiatrico della Comunità di San Patrignano, Davide Pugliesi, ed il professor Vincenzo Piras dell'università di Cagliari.

PAPILLOMA VIRUS E BOCCA - Il 95 per cento degli immunodepressi infatti può essere affetto dal Papilloma Virus Umano (Hpv). Il dato emerge dallo screening per la prevenzione del tumore del cavo orale, effettuato presso la Comunità di San Patrignano e i cui risultati sono stati presentati a Milano dall'ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) - la maggiore associazione degli odontoiatri con oltre 21 mila iscritti - in occasione dell'Oral Cancer Day, un'iniziativa che fino alla fine del mese di ottobre rientrerà nel Mese della Prevenzione Dentale. «I risultati preliminari ottenuti - afferma una nota della Fondazione ANDI che ha elaborato il progetto con la Comunità di San Patrignano e la Clinica odontoiatrica dell'università di Cagliari - evidenziano come il 20 per cento circa dei pazienti esaminati presentano l'Hpv a livello orale. Il ritrovamento dell'Hpv pertanto sembra essere un indicatore di malattia avanzata che potrebbe richiedere un differente iter di trattamento per questi pazienti».

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04/10/2007- USA. Due città vogliono vietare il fumo nelle case private
tratto dal sito: Notizie.alice.it

I politici di due città della California stanno cercando di far passare entro questo mese delle leggi antifumo senza precedenti. Come riporta Usa Today, martedì prossimo il consiglio comunale di Belmont effettuerà una votazione finale su una legge che prevede il divieto di fumo negli appartamenti e nei condominii, e punizioni come multe o addirittura lo sfratto per i trasgressori.

Mercoledì il consiglio di Calabasas dovrà votare sulla proposta di espandere gli effetti di una legge antifumo per vietare il tabacco in tutti gli appartamenti e nella maggior parte dei condominii. "Il momento è arrivato. I mali del fumo sono ormai noti da decenni", dice Barry Groveman, un consigliere comunale di Calabasas, tra i promotori della legge. Alcuni appartamenti verranno assegnati direttamente ai fumatori. Queste controverse proposte legislative hanno portato in alcuni casi anche a minacce di morte nei confronti dei politici locali.

Per le autorità mediche di almeno 30 stati americani vi sono grandi benefici dalla messa al bando del fumo negli appartamenti e condomini, tra cui la riduzione dei rischi di incendio e l'abbassamento dei costi delle pulizie. Negli ultimi cinque anni decine di migliaia di appartamenti e condomini negli Stati Uniti hanno deciso di bandire il fumo su base volontaria.

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27/09/2007- Fumo: bandito nelle stazioni, consentito solo sulle banchine
tratto dal sito: Ilvelino.it

Stop alle sigarette nelle stazioni italiane. Da oggi sarà esteso anche ad altre zone il divieto di fumo già in vigore dal 1975 nelle sale di attesa e da gennaio 2005 all’interno di altre aree accessibili ai viaggiatori. È quanto sancisce il protocollo d’intesa firmato alla Stazione Termini di Roma dal ministro della Salute, Livia Turco, e dall’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. D’ora in avanti, nelle 82 stazioni ferroviarie oggetto dell’accordo sarà consentito fumare soltanto sulle banchine dei binari, considerate “free smoking”, dove sono stati collocati 5.400 nuovi portacenere per contribuire a mantenere il decoro della stazione e dove verranno posti tremila cartelli bilingue per segnalare le nuove norme. Tra le iniziative che Ferrovie dello Stato si pone all’interno del protocollo ci sono infatti la comunicazione del divieto di fumo nelle stazioni, il potenziamento dei controlli e delle sanzioni per i trasgressori ai divieti (con un maggior coinvolgimento del personale della Polizia ferroviaria e del Gruppo Fs), la predisposizione di una campagna di comunicazione esterna in accordo con il ministero della Salute (che preveda ad esempio l’affissione di specifiche locandine informative nelle stazioni).
Meno fumo, più rispetto. È questo l’obiettivo di fondo del protocollo di intesa “Stazioni senza fumo” firmato oggi per favorire il miglioramento della vivibilità nelle stazioni ferroviarie e per la tutela dei viaggiatori dall’esposizione ai rischi per la salute causati dalle “bionde”. L’iniziativa, che avrà una durata iniziale di tre anni, rientra nella campagna Guadagnare salute promossa dal ministero che ha come scopo dichiarato la tutela della salute dei cittadini e dei viaggiatori. “A due anni dall’ingresso in vigore della legge Sirchia, gli ultimi dati Istat mostrano una riduzione della prevalenza dei fumatori, passata dal 23,9 per cento del 2003 al 22,7 per cento nel 2006 – sottolinea il ministro Turco –. È stato avviato nel 2007, su mandato del ministero, un ciclo di controlli a campione dai Nas nei luoghi in cui si applica il divieto di fumo. I dati, aggiornati ad agosto, ci dicono che su 2.841 ispezioni sono state riscontrate soltanto 189 infrazioni al divieto di fumo, pari al 6,7 per cento dei controlli. Di queste, 60 a persone che fumavano e 129 per mancata o errata comunicazione o affissione di cartelli anti fumo. Siamo convinti che iniziative come queste contribuiranno a migliorare ulteriormente la situazione e che le Ferrovie dello Stato proseguirà sulla strada intrapresa di rendere le stazioni sempre più pulite”. “Stazioni senza fumo” è la terza tappa del più ampio progetto “Obiettivo stazioni pulite”, che dallo scorso marzo ha visto la partenza degli interventi di pulizia in oltre 2.300 impianti ferroviari, sarà lanciato in 82 stazioni nazionali - che insieme raccolgono il 50 per cento dei clienti - distribuite in 14 regioni
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17/09/2007- Cina, la web-dipendenza fa una vittima. Uomo muore dopo 3 giorni di gioco online
tratto dal sito : Repubblica.it

PECHINO - Se internet diventa una droga, di internet si può morire. In Cina la web-dipendenza è ormai una malattia sociale. La prima vittima è un giovane di 30 anni, stroncato da una maratona di tre giorni di giochi online, in un cybercafè di Guangzhou, nella parte meridionale del Paese. A riportare la notizia sono stati i giornali locali, che hanno indicato come probabile causa della morte proprio l'eccessiva esposizione davanti al computer.

L'uomo si è sentito male sabato scorso, dopo aver passato 72 ore consecutive on line. Trasportato in ospedale, non è riuscito a superare la crisi. I medici hanno confermato che il troppo tempo trascorso su internet potrebbe avergli causato problemi cardiaci. Al momento non si conosce ancora quale sia il gioco che ha tenuto il giovane incollato allo schermo.

Attualmente, gli internauti in Cina sono circa 163 milioni. La web-dipendenza, diffusa soprattutto tra i ragazzi, è una delle maggiori preoccupazioni del governo, che ha cercato di correre ai ripari con una serie di provvedimenti ad hoc. L'apertura di nuovi internet cafè è stata vietata e sono stati imposti limiti di tempo ai giochi online. Sono sorti addirittura veri e propri centri di disintossicazione per aiutare i "drogati della Rete" a liberarsi dalla propria dipendenza.

Ad aprile il presidente Hu Jintao ha lanciato una campagna per la "purificazione" della Rete. Lo scopo ufficiale era quello di eliminare i contenuti immorali che circolano sul web. Tuttavia, oltre al materiale pornografico online, sono stati "ripuliti" anche i siti politicamente scomodi, vale a dire quelli che non diffondono i valori del Partito comunista.
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12/09/2007- Studio evidenzia un collegamento fra l'esercizio fisico e il fumo
tratto dal sito: Cordis.europa.eu

Secondo quanto emerso da una nuova ricerca condotta da un'équipe di ricercatori finlandesi e americani, i soggetti fisicamente attivi durante l'adolescenza hanno meno possibilità di diventare fumatori rispetto agli adolescenti inattivi.
Il lavoro, finanziato in parte dall'UE, è pubblicato nella rivista «Addiction».
È risaputo da tempo che le persone che fanno regolarmente esercizio fisico sono meno inclini a fumare di quelle relativamente inattive. La maggior parte delle persone attribuisce questo fenomeno alla famiglia, sostenendo che è più probabile che i bambini i cui genitori incoraggiano l'attività fisica adottino uno stile di vita sano.
In quest'ultimo studio, gli scienziati hanno esaminato quasi 2 000 coppie di gemelli e hanno chiesto loro informazioni sui livelli di esercizio fisico e sulle loro abitudini al fumo negli ultimi anni della loro adolescenza e poi dai venti ai venticinque anni. Hanno scoperto che gli adolescenti fisicamente inattivi avevano una probabilità cinque volte superiore di essere fumatori già all'età di 24 anni rispetto agli adolescenti fisicamente attivi.
Per verificare se ciò possa essere dovuto all'educazione, gli scienziati hanno poi messo a confronto i gemelli che mostravano diversi livelli di attività da adolescenti. Hanno scoperto che i gemelli fisicamente inattivi erano tre volte più inclini a iniziare a fumare rispetto ai fratelli e alle sorelle fisicamente attivi.
Poiché i gemelli hanno condiviso la stessa educazione, la differenza non può essere attribuita a condizioni familiari diverse, osservano i ricercatori. «L'attività fisica costante sembra essere un fattore importante nel percorso causale della scelta e del mantenimento dell'abitudine a non fumare», scrivono.
Gli scienziati hanno illustrato una serie di meccanismi attraverso i quali l'attività fisica potrebbe influenzare l'abitudine al fumo. Un'ipotesi è che i bambini fisicamente attivi possono aver voglia di migliorare e mantenere la loro forma fisica e sanno che il fumo interferirà con questo obiettivo. Inoltre, questi giovani cercheranno probabilmente amici con interessi analoghi.
Si sa anche che l'esercizio fisico ha un effetto positivo su altri fattori che proteggono dal fumo, quali la capacità di affrontare i problemi e l'autostima, osservano gli scienziati. Infine, menzionano un'altra ricerca secondo la quale il fumo e l'esercizio fisico potrebbero stimolare le stesse parti del sistema nervoso centrale.
In un editoriale correlato, Paul Aveyard dell'Università di Birmingham e Michael Ussher dell'Università di Londra accolgono positivamente le nuove scoperte, e chiedono di effettuare sperimentazioni per verificare la loro utilità nello scoraggiare i giovani dal fumare.
«Data la solidità di questi risultati, riteniamo che vi sia ampio spazio per effettuare sperimentazioni al fine di accertare se l'attività fisica riduca le possibilità che gli adolescenti e i giovani adulti scelgano di fumare», scrivono. «Questi studi dovranno individuare e reclutare attivamente chi ha più possibilità di diventare fumatore, comprese le persone sedentarie, quelle che presentano disturbi dell'umore e quelle che già assumono sostanze che sviluppano dipendenza.»
Il finanziamento comunitario a favore dello studio è stato stanziato a titolo del progetto GenomEUtwin nell'ambito del Quinto programma quadro.

Per ulteriori informazioni consultare:
http://www.addictionjournal.org/

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11/09/2007- Al via la campagna "smettocosì" contro il fumo
tratto dal sito: Fumo-oggi.it

Partira’ il 18 settembre e terminera’ alla fine di novembre la campagna di sensibilizzazione ‘Iosmettocosi’ - Tra una sigaretta e l’altra puo’ passare una vita’, lanciata da Pfizer in concomitanza con la Giornata Mondiale del Cuore, che si celebra il 30 settembre e l’arrivo sul sul mercato italiano di vareniclina, il nuovo farmaco su prescrizione medica contro la dipendenza da fumo. La campagna tocchera’ le principali citta’ italiane e prevede iniziative di informazione e sensibilizzazione nelle piazze, nei centri fitness e benessere, nelle stazioni della metropolitana e negli aeroporti delle principali citta’ italiane. Alcune mini auto trasporteranno un gigantesco posacenere facendo tappa in 19 citta’ - Milano, Torino, Genova, La Spezia, Parma, Brescia, Verona, Vicenza, Padova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Taranto, Cosenza, Reggio Calabria, Catania e Palermo - per informare gli amanti delle ‘bionde’ sui benefici del non fumare, con hostess che offriranno materiali informativi ai passanti e cercheranno di convincerli a spegnere la loro ultima sigaretta nello speciale posacenere delle mini-vetture. Nei centri fitness e benessere, hostess e medici appositamente preparati sensibilizzeranno il pubblico sull’importanza di smettere di fumare e sulle terapie disponibili. Infine, sugli schermi delle stazioni della metropolitana di Roma e Milano e degli scali aeroportuali delle citta’ coinvolte nella campagna verranno trasmessi mini spot informativi ed educativi che avranno l’obiettivo di svelare miti e falsi miti relativi al fumo. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanita’ (Indagine Doxa - ISS 2006) in Italia gli amanti delle ‘bionde’ sono 12,2 milioni pari al 24,3% della popolazione, di cui 6,9 milioni uomini e 5,3 milioni donne. Nonostante negli ultimi anni si sia registrato un graduale aumento dei fumatori nelle fasce piu’ giovani della popolazione, in particolare quella dai 15 e i 24 anni e soprattutto nelle donne, nel complesso tra il 1957 e il 2006 c’e’ stata una progressiva riduzione del numero di fumatori.
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09/09/2007- New York, campagna choc contro il fumo
tratto dal sito: Corriere.it

Arterie intasate e piedi da amputare: due video «pulp» sulle tv locali mostrano le conseguenze della dipendenza da tabacco.

NEW YORK (Stati Uniti) - Fa discutere a New York la decisione del dipartimento di salute e igiene mentale di lanciare una campagna choc contro la diffusione del fumo basata su promo televisivi con immagini dure e crude sugli effetti del consumo di sigarette. Non tanto per gli intenti dell'iniziativa, visto che negli Usa le iniziative di contrasto alla dipendenza da tabacco sono particolarmente frequenti e aggressive. Quando per l'eccessivo realismo con cui si è deciso di documentare gli effetti nefasti della nicotina.
I DUE VIDEO - Sono due i video che dallo scorso 27 agosto compaiono a rotazione tra i commercials delle tv locali, delle tv via cavo e perfino delle emittenti specializzate in trasmissioni sportive. Il primo, intitolato «Carotid», illustra un intervento chirurgico per la rimozione dei depositi grassi che si sono depositati nell'arteria carotidea. Si vedono i chirurghi all'opera sul collo di una donna da cui viene estratta una concentrazione di grasso, poi posizionata in bella vista su un vassoio da sala operatoria. Il secondo, «Amputation», mostra invece un paziente su un tavolo operatorio il cui piede è letteralmente aggredito dalla cancrena, che sta ormai divorando le dita. I medici parlano apertamente dei problemi circolatori che interessano l'arto e giungono alla loro inesorabile conclusione: bisogna amputare.
CAMPAGNA EFFICACE - I due video sono diventati oggetto di discussione sui blog e nei dibattiti. Ci si chiede fino a che punto sia giusto spingersi nel realismo, pur di far giungere un messaggio choccante ma che potrebbe rivelarsi salvavita. Della bontà dell'iniziativa è ad esempio convinta Sarah Perl, commissario del dipartimento di salute e igiene mentale, interpellata dal blog Cityroom del New York Times, secondo cui la risposta è assolutamente sì. «Abbiamo registrato un incremento nelle chiamate dopo la diffusione di questo genere di annunci duri» ha spiegato la Perl, citando anche dei dati che parlano di un incremento del 400 per cento nel numero di persone che hanno chiesto assistenza per avviare un programma di disintossicazione da fumo. Un'indagine tra 2 mila adulti condotta tra agosto e settembre dello scorso anno, dopo analoghe campagne, ha mostrato che 9 fumatori su 10 avevano notato l'annuncio e che metà di loro aveva deciso di provare a smettere dopo aver visto i videomessaggi.
LE INIZIATIVE - Il dipartimento di salute pubblica fa notare tuttavia come la campagna televisiva sia un'arma tra le tante a propria disposizione per rafforzare le iniziative antifumo già avviate che comprendono, tra l'altro, tasse più alte sull'acquisto delle sigarette, divieti di fumo nei posti di lavoro e distribuzioni gratuite di sostitutivi della nicotina per aiutare i tabagisti ad abbandonare il loro antico vizio. Nelle settimane scorse è inoltre stato pubblicato uno studio che traccia l'identikit del fumatore newyorkese che riesce a smettere (e di quello che non ce la fa), corredato da statistiche, numeri e consigli per come provare fin da subito a fare a meno di sigari e sigarette.
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04/09/2007- Latte alla nicotina: addio sogni d'oro
tratto dal sito: Corriere.it

I figli delle mamme che fumano durante l’allattamento dormono meno, e da grandi hanno più probabilità di diventare fumatori
 
Ai bambini piccoli il sapore di tabacco nel latte piace, ma la nicotina non fa bene alla loro salute. A: perché ne disturba il sonno. B: perché li predispone al vizio della sigaretta, una volta cresciuti. Le mamme che fumano durante l’allattamento sono avvertite. Di solito le donne fumatrici smettono durante la gravidanza perché sanno che il fumo è dannoso per il feto e aumenta il rischio di nascite sottopeso e di parti prematuri. Molte, però, riprendono a fumare durante l’allattamento e dal momento che la nicotina non è controindicata, pensano che gli eventuali danni per il bambino siano soltanto quelli da fumo passivo e, semmai, si preoccupano di non accendere la sigaretta in sua presenza. Ma i dati che arrivano da una nuova ricerca, condotta al Monell Chemical Senses Center di Philadelphia e appena pubblicata dalla rivista Pediatrics, dimostrano che la nicotina può alterare il sonno dei bambini e insinuano il sospetto che possa avere anche conseguenze negative sullo sviluppo comportamentale e sull’apprendimento.
PISOLINI – I ricercatori hanno valutato, in due diversi giorni, gli schemi alimentari e i tempi di riposo di 15 bambini fra i due e i sette mesi d’età per tre ore e mezza dopo il pasto. Le madri si astenevano dal fumo nelle dodici ore precedenti l’esperimento; il primo giorno tutte le madri fumavano da una a tre sigarette prima di allattare, mentre il secondo giorno non fumavano proprio. Dopo il pasto i bambini venivano messi a dormire nel loro lettino con un rilevatore di movimento fissato sull’anca. Ecco i risultati. La durata totale del sonno diminuiva da una media di 84 minuti, quando le madri si astenevano dal fumare, fino a una media di 53 minuti quando invece la madre aveva fumato, con una riduzione del 37 per cento. La percentuale di riduzione risultava proporzionale alla quantità di nicotina presente nel latte materno.
QUESTIONI DI GUSTO - Secondo il coordinatore della ricerca, la psicobiologa Julie Mennella i figli di madri fumatrici sono più inclini a diventare fumatori da adulti ed è probabile che anche l’esperienza precoce del gusto del tabacco può contribuire ad aumentare l’appeal della sigaretta. A questo punto, visto che la nicotina è uno stimolante farmacologico che può interferire con lo sviluppo del cervello e può causare problemi di apprendimento, sarà necessario studiare i suoi effetti a lungo termine nei bambini allattati al seno da madri fumatrici. Ma se nemmeno questo altro, ipotetico, rischio di danni riesce a dissuadere le madri dal fumo, ecco un suggerimento per minimizzare i rischi da esposizione: cercate di fumare il più possibile lontano dalla poppata. Il picco massimo di nicotina nel latte si registra trenta minuti dopo aver fumato una o due sigarette, e la sostanza viene completamente eliminata nel giro di tre ore.
Adriana Bazzi
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29/08/2007- Fumo: in GB foto shock sui pacchetti da fine 2009 per smettere
tratto dal sito: It.notizie.yahoo.com

Quindici immagini per dire 'no' al fumo. Scelte tra una lista di quaranta fotografie, le 15 istantanee faranno capolino su tutti i prodotti a base di tabacco consumati da cittadini britannici a partire dalla fine del 2009. L'Inghilterra è infatti il primo Paese europeo che introdurrà le immagini anti-fumo su tutti i contestati pacchetti.
Le aziende produttrici dovranno mettersi a lavoro già da ottobre del prossimo anno per garantire che 'bionde', sigari e simili escano dalle fabbriche muniti di immagini che allertino i consumatori sui danni provocati dal fumo. Tra le istantanee, ce n'è una che ritrae la 'metamorfosi' subita dai polmoni di un fumatore accanito. Nonché un'immagine che mostra denti 'malconci' a causa delle amate e odiate bionde. E altre che documentano i danni causati dal fumo, come malattie cardiovascolari, impotenza, cattiva qualità degli spermatozoi, invecchiamento precoce della pelle.
Il segretario della Salute Alan Johnson si dice convinto che l'iniziativa possa indurre molti fumatori ad abbandonare il vizio. "E' una spinta supplementare - afferma - per motivarli a smettere". Domani il dipartimento di Salute mostrerà le 15 immagini - scelte tra un gruppo di 40 - a cui è stata assegnata l'ardua impresa. Al di là dei confini del Vecchio continente, altri Paesi come il Canada e il Brasile hanno già adottato questa strategia.
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29/08/2007- Cina, pubblicità sigarette vietate dal 2011
tratto dal sito: Today.reuters.it

PECHINO - La Cina, il più importante produttore e consumatore al mondo di sigarette, vieterà tutte le pubblicità sulle sigarette a partire dal 2011. Lo hanno riferito i media cinesi oggi.
I cinesi sono i più accaniti fumatori con un bacino di utenza, in continua crescita, di 300 milioni di persone, rendendo così il Paese un vera e propria Mecca per le multinazionali del tabacco e dovendo far fronte ai problemi di salute che ne derivano.
"La Cina deve considerare la vicenda delle pubblicità sul tabacco in modo serio", ha scritto Beijing News citando Xu Guihua, vice responsabile dell'Associazione cinese per il controllo del tabacco.
Attualmente in Cina non si può fumare sui mezzi pubblici ma è invece ancora permesso in molti luoghi pubblici come i ristoranti, e non è raro vedere persone che fumano anche negli ospedali.
Il Paese deve arginare il fenomeno, altrimenti rischia che 2,2 milioni di cinesi muoiano ogni anno entro il 2020, secondo quanto ha detto a maggio l'Organizzazione mondiale della sanità.
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29/08/2007- Studio USA, gomme anti-tabacco peggiori delle sigarette
tratto dal sito: Repubblica.it

Masticare un chewing-gum anti-tabacco per smettere di fumare potrebbe essere molto piu' nocivo della sigaretta stessa. Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention dai ricercatori dell'Universita' del Minnesota Cancer Center, le persone che mangiano un chewing-gum anti-tabacco per non fumare, sarebbero esposte a una concentrazione maggiore di 'nitrosamina' (Nkk), sostanza altamente cancerogena contenuta nel tabacco. Infatti, dalle analisi eseguite sugli animali e' emerso che Nkk provoca il cancro ai polmoni, al fegato, al pancreas e alla mucosa nasale. Il tabacco delle stesse sigarette non ha una quantita' di Nkk cosi' elevata come quella presente nei prodotti sostitutivi, tra cui i chewing-gum anti-fumo. "I prodotti senza tabacco sono stati pubblicizzati come una valida alternativa alla sigaretta, ma potrebbero non essere cosi' sicuri", ha affermato Stephen S. Hecht dell'Universita' del Minnesota. E ha aggiunto: "Cio' non vuol dire che le sigarette siano meglio della gomma da masticare, poiche' comunque hanno molte altre sostanze cancerogene in piu'".
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24/08/2007- Boom dei videogiochi attenzione agli eccessi
tratto dal sito : Corrieredicomo.it

Lo psichiatra Michele Sforza analizza il fenomeno
«Giocare, quale che sia il tipo di gioco, è un’attività gratificante, utile, ricarica l’individuo e lo aiuta». Il punto è sancire la distinzione tra piacere e dipendenza. Parole chiare, quelle dello psichiatra lariano Michele Sforza della clinica “Le Betulle”. «Che la gente giochi a un videogame, o ad altro, non è un male - spiega - A meno che la cosa non diventi problematica». Bisogna allora saper stabilire un giusto equilibrio. «Quando una persona gioca si ricarica, ottiene un premio e, in qualche modo, vive meglio - sottolinea l’esperto - Il punto è quando il gioco, da normale, diventa problematico: allora è necessario che si intervenga prima che si trasformi in patologico. Se una persona passa troppo tempo su pc e consolle - ma fossero macchinine sarebbe la stessa cosa - rischia di disperdere energie e, talvolta, anche denaro». E le conseguenze possono essere drammatiche. «L’eccesso può compromettere i rapporti personali e professionali - evidenzia Sforza - Si pensi a chi rischia di bruciare le proprie finanze, e quelle della famiglia, nei casinò online. O a chi passa la notte attaccato a un videogame e poi, il giorno dopo, non riesce a essere lucido sul lavoro. Senza dimenticare che c’è anche chi viene sorpreso a giocare in ufficio». Sono le nuove dipendenze. Nuovi rischi dalle vecchie conseguenze. «Come nelle droghe - aggiunge lo psichiatra - Se ne ha sempre più necessità, non si può smettere». Prevenire, però, è possibile: i sintomi di una crisi sono infatti sempre rintracciabili. «Prima di arrivare alla dipendenza, una persona è spesso in grado di accorgersi da sola o aiutata da amici e parenti. L’importante è saper mettere un freno. Se, poi, nonostante le prime conseguenze negative, il tentativo di smettere fallisce, allora nascono i problemi. Il rischio è di entrare in un circolo vizioso automatico che porta a ripetere il proprio comportamento, nonostante non lo si desideri. Questa è la base della patologia». Interessante poi è tentare di capire perché il “metamondo” dei videogiochi sia così seducente e prenda sempre più spazio, anche sul Lario. «Siamo sempre più a contatto con un vettore di stimoli visivi e affettivi - dice Sforza - Si pensi ai giochi di ruolo, al legame con il proprio avatar (l’alter ego virtuale, il personaggio creato dal giocatore, ndr) e al coinvolgimento massiccio delle emozioni che ne consegue. Un successo o insuccesso dell’avatar diventano successo e insuccesso della persona vera». «Pc e consolle sono a portata di mano - conclude lo psichiatra - e il giocatore non ha bisogno di altri. Uno sport quasi sempre richiede la presenza di altre persone, il computer basta accenderlo. Né va dimenticato che l’attività del corpo chiede sforzo fisico, il videogame no. È la gratificazione dal minor costo».
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23/08/2007- Gli "ammalati" di internet
tratto dal sito : Espresso.repubblica.it

PESCARA. La patologia più nota in campo clinico è conosciuta con il nome di Iad (Internet addiction disorder). Si tratta di una vera e propria forma di dipendenza che vede gli adolescenti tra i soggetti più a rischio. Una ricerca condotta dallo staff del Centro di Psicologia Clinica di Pescara diretto da Carlo Di Berardino, in collaborazione con la cattedra di “Metodologia di Base in Psicoterapia” della facoltà di Psicologia di Chieti, ha voluto dimostrare l’esistenza della carica patogena che può determinare la dipendenza da Internet, ponendosi nello stesso tempo il problema della ricerca dei rimedi atti a prevenire e curare questi particolari disturbi.
 «Lo Iad» spiega Di Berardino «è caratterizzato dal fatto che la persona che ha sviluppato la dipendenza e rimane collegato per troppo tempo con la Rete, presenta una perdita totale della cognizione del tempo. In sostanza non riesce più a controllare il bisogno di collegarsi alla Rete, che diventa così il contenitore di tutte le ansie e le frustrazioni del soggetto». La conseguenza più grave è quella di «sostituire il mondo reale con quello artificiale». Un po’ quello che accade con l’uso degli stupefacenti, anche se nella ricerca si fanno le debite distinzioni: «La dipendenza da Internet non comporta problemi “fisici” gravi come quelli che si manifestano nelle tossicodipendenze o nell’alcolismo. Piuttosto, sono le conseguenze psicologiche, familiari, economiche e lavorative determinate da questa dipendenza a comportare conseguenze patologiche». Tra i sintomi più evidenti «il progressivo allontanamento dalla realtà» che porta i soggetti colpiti dalla dipendenza da Internet a «disincantarsi dai propri impegni e a isolarsi, per dedicarsi completamente alle attività della Rete». Una particolare “dissociazione” mentale individuata da Di Berardino in una precedente ricerca, viene definita per Trance dissociativa da videoterminale. «Si tratta», spiega lo specialista, «di uno stato involontario di trance caratterizzato da un’alterazione temporanea marcata dello stato di coscienza, oppure da perdita del senso abituale dell’identità personale». Dal campione utilizzato emerge che il 17,7% dei soggetti monitorati è a rischio per una eccessiva dipendenza dalla Rete. Ma la vera novità della ricerca viene dal rapporto accertato tra “dissociazione” e “alessitimia”, una particolare patologia che colpisce la sfera emotiva e che consiste nella incapacità di riconoscere, scrivere ed esprimere emozioni.
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