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Le News sulle DIPENDENZE                                                                         aggiornate al 25 Gennaio 2008

I testi delle  ALCOOL NEWS

*Tutte le news hanno solo scopo informativo e non dipendono da L'Arca Teen Challenge.

18/01/2008- Lindsay Lohan, 4 ore al giorno all'obitorio anzichè in carcere
tratto dal sito: Kataweb.it

L'attrice Lindsey Lohan, 21 anni, dovrà lavorare per quattro ore al giorno in un obitorio, così avrà modo di verificare di persona cosa significa morire o mettere a repentaglio la vita di altri, come lei ha rischiato di fare guidando in stato di ebbrezza e sotto gli effetti della cocaina.

A questa logica da 'legge del contrappasso' si ispira la ratio alla quale un giudice di Los Angeles si è ispirato per punire l'attrice dopo che era stata fermata dalla polizia per guida pericolosa ed le era stato riscontrato un alto tasso di alcool nel sangue.

L'attrice - come ha riferito il suo legale - ha già trascorso due mesi lavorando in una comunità, ma per rendere compiuta la sua riabilitazione dovrà completarla prestando servizio per due giorni, per almeno quattro ore, in un obitorio, in modo tale che si possa rendere conto di quali possono essere le conseguenze di una guida in stato di ebbrezza.

Lo scorso anno Lindsey Lohan era stata arrestata due volte, sempre per lo stesso motivo: guida pericolosa, alcool, coca. L'attrice era anche rimasta detenuta in carcere per 84 minuti, per essere poi rilasciata su cauzione. Successivamente era stata condannata ad un periodo di riabilitazione, che si conclude appunto con queste otto ore a contatto con cadaveri veri.
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02/01/2008- Ticino. Milanesi nei locali Ticinesi in cerca d'alcool
tratto dal sito: Tio.ch

La legge che vieta la somministrazione di alcolici dopo le due di notte nei locali italiani ha spinto i milanesi a spostarsi in Ticino. La denuncia della Silb: "I milanesi scappano dalla città per andare a ballare in Svizzera, dove la vendita di alcol è consentita. Nel Canton Ticino le discoteche hanno fatto il tutto esaurito, dopo sette anni che non succedeva".

LUGANO - "A Milano le prenotazioni in discoteca per Capodanno sono crollate del 50% rispetto all´anno scorso, i prezzi d´ingresso sono scesi in media del 40%. E i milanesi scappano dalla città per andare a ballare in Svizzera, dove la vendita di alcol è consentita. Nel Canton Ticino le discoteche hanno fatto il tutto esaurito, dopo sette anni che non succedeva". È quanto denuncia il Silb, l'Associazione Italiana Imprese di Intrattenimenti Danzanti e di Spettacolo, che mal digerisce il decreto di legge che vieta la somministrazione di alcolici dopo le due di notte per combattere il problema delle stragi sulle strade italiane.
Una legge che l'Associazione italiana ha dichiarato inutile perchè "chi va a ballare in discoteca arriva nei locali già su di giri". E ai gestori dei locali notturni milanesi l'esodo dei nottambuli italiani verso il Ticino dove l'alcool viene distribuito senza problemi durante tutta la notte, non piace proprio.
"Ho fatto un giro di telefonate tra i gestori milanesi di discoteche - ci dice al telefono Rodolfo Citterio, presidente del Silb - e molti di loro mi hanno confermato che i loro clienti habituè quest'anno hanno preferito andare a Chiasso, Mendrisio o Lugano, dove hanno potuto fare uso di alcool senza alcun problema e divertirsi".

All'Arena: più italiani che ticinesi
Per ora le discoteche ticinesi non riscontrano un affluenza di italiani superiore alla norma. "La nostra clientela è quasi tutta italiana - ci dicono dall'Arena di Mendrisio - ma secondo noi se un aumento c'è stato non è imputabile alla legge sulla somministrazione di alcool dopo le due di notte. Il nostro locale si trova in una ubicazione felice, all'uscita autostradale e vicino all'Italia, per cui i clienti italiani se vengono da noi è sia perchè siamo a due passi dal confine sia perchè i prezzi sono più bassi che nella vicina penisola".
Tutto merito del cambio Euro favorevole
L'affluenza italiana si è fatta sentire soprattutto nei ristoranti ticinesi, come ci ha confermato Alessandro Pesce di GastroTicino: "Non abbiamo ancora i dati per quanto riguarda le discoteche e i locali notturni, ma per quel che concerne i ristoranti abbiamo riscontrato una forte presenza di clienti italiani sia durante i giorni di Natale che a Capodanno. Soprattutto nel Mendrisiotto. Ma non credo che sia merito dell'alcool, quanto piuttosto del cambio favorevole con l'Euro. Gli italiani si sono accorti che tutto sommato col il cambio a loro favore, e con il fatto che da noi non si paga il coperto, conviene venire a spendere nei ristoranti ticinesi".

Ma le possibilità che i milanesi arrivino in Ticino perchè nelle discoteche ticinesi scorrono fiumi di alcool è una possibilità che non esclude Gabriele Beltrami, segretario cantonale di GastroTicino: "È ancora presto per individuare gli effetti della nuova legge italiana sul Ticino. Sono curioso di conoscere i dati per i prossimi mesi. Se un aumento della clientela italiana ci sarà, non sarà solo per l'alcool ma anche per i prezzi e la qualità dei nostri locali".

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30/11/2007- Ministero della Salute: campagna contro l'abuso di alcol
tratto dal sito: Ministerosalute.it

Recenti statistiche ci mostrano un pericoloso incremento dell'abitudine al bere per ubriacarsi, anche nel nostro paese e soprattutto tra i giovani.Basti pensare che se nel 1999 la percentuale dei giovani italiani che si ubriacavano almeno tre volte in un mese era del 3%, nel 2003 (ultimo anno di osservazione disponibile) risultava del 7%, quindi più che raddoppiata, anche se sempre inferiore a quella di molti Paesi europei. 

Esiste una forte correlazione tra abuso di alcol e salute. L'abuso di alcol resta infatti uno dei principali fattori di rischio di malattia e morte. Ma, soprattutto tra i giovani, quando l'abuso di alcol è associato alla guida diventa una vera e propria emergenza nazionale, come si sta registrando sulle strade del nostro Paese. L'elevata e crescente mortalità giovanile per incidente stradale si stima correlata ad abuso di alcol per oltre il 40% dei casi e rappresenta la causa di più del 46% del totale dei morti di età compresa tra 15 e 24 anni.

E' una realtà che richiede dunque la programmazione di adeguati interventi per prevenire questi danni e per promuovere comportamenti e stili di vita coerenti con il mantenimento di un buono stato di salute. In questo ambito si inserisce la campagna del Ministero della Salute volta a dissuadere i giovani dall'abuso di alcol, che si svilupperà  in più fasi a partire dall'estate, quando diventa ancora più stretto il legame abuso di alcol-incidente stradale, spesso mortale.
In questa battaglia il Ministero ha chiesto aiuto a chi, per i giovani, rappresenta un vero e forte richiamo e un esempio di vita attiva ma sana: alcuni tra i rappresentanti più significativi del mondo del calcio.

STRUMENTI

Estate 2007 - SPOT radiofonici "Non giocare con la vita, se guidi non bere"
E' stato realizzato uno spot radiofonico, della durata di 30” che vede come testimonial i calciatori più conosciuti ed apprezzati dal pubblico giovane: Totti, Cannavaro, Buffon, Gattuso ed anche l'allenatore della nazionale campione del mondo Lippi. Sono state individuate le principali emittenti radiofoniche commerciali a livello nazionale (Radio Dimensione Suono, Radio Dj, M2O, Radio Italia Solo Musica Italiana, Radio Kiss Kiss, RTL 102.5, Radio Cuore, ecc..) molto apprezzate e seguite dai ragazzi (in onda dal 13 agosto fino a metà settembre)

  • Il messaggio - Lo spot sottolinea l’importanza di non bere se si guida e “gioca” con il ruolo dei calciatori nelle partite di pallone, sottolineando che si può ubriacare l’avversario con una finta, un dribbling, ma il calcio è un gioco mentre se si deve guidare non bisogna farsi ubriacare dall’ebbrezza del momento perché un grande campione sa controllarsi SEMPRE.
    "Non giocare con la vita, se guidi non bere".
  • I testimonial - Il coinvolgimento di calciatori bravi, rappresentativi e sensibili alle tematiche sociali è di fondamentale importanza. Nell'attività di comunicazione è, infatti, riconosciuto che il messaggio viene recepito e diviene efficace tanto più il testimonial è apprezzato e riconosciuto come autorevole presso il suo pubblico.
Autunno 2007 - Campagna stampa
Si tratta di una ripresa della campagna estiva ""Non giocare con la vita, se guidi non bere" con annunci su stampa quotidiana sportiva e free press, nonchè su Internet, nel periodo dal 25 novembre al 7 dicembre. Protagonisti sempre i giocatori più amati.

Per approfondire consulta l'area tematica Guadagnare salute - Stili di vita

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10/11/2007- Ricerca: dimostrata correlazione tra energy drink e uso alcool
tratto dal sito: Medici-oggi.it

Il consumo degli Energy drink associati a bevande alcoliche provocherebbe dipendenza dall’alcool. La scoperta, che potrebbe avere importanti risvolti socio-culturali ed essere di supporto anche al ministero della Sanita’ per sviluppare dinamiche adeguate a contrastare la dipendenza dall’alcool, e’ stata messa a punto da un equipe di ricercatori del Policlinico universitario di Messina, coordinati dal professore Gioacchino Calapai. Secondo i dati emersi dall’indagine effettuata dagli studiosi del dipartimento di Farmacia, diretto da Achille Caputi, ci sarebbe difatti, una correlazione tra l’assunzione di Energy drink e l’aumento dell’uso di alcol soprattutto tra i giovani. Per arrivare a questa conclusione, i ricercatori dell’Aou hanno intervistato, mediante l’utilizzo di un questionario, un campione di giovani della Facolta’ di Medicina dell’Universita’ di Messina. L’indagine e’ pubblicata su diverse riviste di Medicina internazionali, tra le quali la prestigiosissima, ‘Alcholism Clinical and Experimental Resarsch’. Gli Energy Drink sono un gruppo di bevande caratterizzate da effetti stimolanti sul sistema nervoso centrale, poiche’ i principali costituenti di tali bevande sono: caffeina, taurina, carboidrati, glucuronolattone, inositolo, niacina, pantenolo e vitamine. Il loro utilizzo e’ divenuto negli ultimi anni sempre piu’ popolare tanto che, sulla base di alcuni dati di mercato, i ricavati delle vendite di tali prodotti si attestano ormai intorno ai 2 milioni di euro l’anno, con una maggiore prevalenza nel Nord. Lo studio effettuato a Messina e’ stato condotta su 500 studenti. L’attenzione e’ stata posta in particolare sulle modalita’ d’uso di questo tipo di bevande (da soli o in associazione a bevande alcoliche), sul numero di lattine ingerite nell’ultimo mese, sulle principali motivazioni d’uso e sul numero di cocktail contenenti Energy drink e alcol assunti nell’ultimo mese o in una sola serata. I dati ricavati dall’indagine indicano che l’associazione di queste bevande e l’alcol e’ molto popolare tra gli studenti. Il 56,9% di questi infatti, ha dichiarato di fare uso di Energy drink, in particolare, associandoli ai superalcolici. Nel complesso, 218 studenti (il 48,4% del totale) hanno dichiarato di utilizzare Energy drink e alcol. In particolare, il 37,7% degli utilizzatori li ha bevuti con alcol per piu’ di tre volte nell’ultimo mese. Analoghi risultati sono stati ottenuti circa l’assunzione di Energy drink con alcol in una notte mentre le bevande alcoliche maggiormente associate agli Energy drink sono state gin (40% v/v) e vodka (37,5% v/v). I rischi di questa pericolosa associazione possono essere diversi, innanzitutto, i giovani, non avvertendo i sintomi dell’intossicazione etilica tendono ad assumere piu’ o meno consapevolmente elevati quantitativi di alcol.
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09/11/2007- Un terzo delle canzoni parlano di alcool e droga
tratto dal sito: Musiclink.it

I ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università di Pittsburgh hanno esaminato i testi di centinaia di canzoni pop e, dati alla mano, hanno scoperto che una canzone su tre parla di consumo di alcol e/o droga. Un esempio? “Facciamo festa, saltate tutti con me. Beviamo champagne e accendiamoci uno spino.” È un estratto da "Disco Inferno" di 50 Cent che due anni fa scalò le classifiche di Billboard. I risultati della ricerca sono stati presentati alla convention annuale della American Public Health Association a Washington.
Secondo il Professor Brian Primack i media influenzano i nostri comportamenti: vedere un attore che si accende una sigaretta in un film spinge a fumare. Che cosa accade agli adolescenti che ascoltano in media due ore e mezza di musica al giorno? Dipende da che cosa trovano nelle canzoni. Il team del professore ha quindi esaminato le 279 canzoni di maggior successo del 2005 e ha scoperto che il 33% contiene riferimenti a alcol e droghe.
L’80% delle canzoni rap fa riferimento ad abuso di sostanze, così come il 37% di quelle country, il 20% di quelle R&B/hip-hop e il 14% di quelle rock. Una percentuale che scende al 9 se invece si tratta di canzoni pop.
I ricercatori hanno considerato solo i brani con chiari riferimenti alle sostanze che vengono nominate esplicitamente: alcol, marijuana, cocaina, farmaci, inalatori, allucinogeni e sostanze non meglio specificate, come ad esempio “pasticche”.
Lo studio fa anche una casistica per genere musicale: il rap si concentra sull’alcol, la marijuana e le “non meglio specificate”; il country principalmente sull’alcol. I riferimenti alla sostanze sono associati a feste, sesso, violenza o situazioni umoristiche. L’uso di alcol e droghe è motivato dalla pressione, sesso o denaro. Solo quattro canzoni tra quelle prese in esame contengono invece riferimenti contro l’abuso.
Il prossimo obiettivo della ricerca sarà stabilire se c’è un rapporto effettivo tra i contenuti delle canzoni e il comportamento dei fruitori.
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22/10/2007- Discoteche, i mille trucchi per bere fino a tardi
tratto dal sito: Firenze.repubblica.it

Cascine, 3 del mattino di sabato. Il piazzalone e i giardinetti che separano il Meccanò dal Central Park rimbombano di musica latina. Proviene da due automobili: intorno, ragazzi e ragazze sudamericani che accennano a passi di danza e si passano lattine di birra; in un angolo dell´auto, una bottiglia di vino, di quelle a poco prezzo. «Che ci andiamo a fare in discoteca se non si può più bere?» dicono. E allora se ne stanno lì, con la musica ad alto volume, i bacini che si muovono, l´alcol libero.

Via Verdi, stessa ora, ma venerdì. Al Twice, discobar in Santa Croce, c´è un viavai di nottambuli in erba che entrano ed escono. Dietro al bancone del bar i cartelli che avvertono la clientela: niente bevande alcoliche dopo le 2. Divieto rispettato alla lettera. Diego, 16 anni, e Gianluca, 17, pronunciano qualche colorita imprecazione in vernacolo livornese, «e allora dè si va cor piano b». Il piano b? «Sì, vieni con noi». Per uscire dal Twice non c´è neanche bisogno di una contromarca: la porta è sempre aperta, se dentro non è strapieno. I due ragazzi non indossano escono così come sono, di corsa verso piazza Salvemini. Uno scooter ammaccato. Diego armeggia al bauletto, gli dà una botta, lo apre. «Ecco le scorte», dice. Uno di quei vini da supermercato messi in vendita nel tetrapak, nelle confezioni stile cartoni di latte. Cin cin.

La legge che obbliga le discoteche (ma non i bar, i pub, i ristoranti) a interromperer la somministrazione di alcolici dopo le 2 sta cambiando davvero qualcosa. Code ai bar poco prima che scatti l´ora x, ragazzi che ordinano due o tre cocktail insieme prima che il big ben del «neoproibizionismo», come lo hanno definito i gestori dei locali, dia il suo implacabile stop. Ognuno interpreta la legge a modo suo, pur di ovviarla. C´è chi sostiene che ai tavoli si può continuare a servire, tanto se arriva un controllo la bottiglia è stappata. Chi ancora ne fa uso, ha regolato i registratori di cassa in modo che il gin tonic risulti servito prima delle due. E´, insomma, la corsa al trucco per aggirare la legge, ma i primi a sentirsi beffati sono i promoter della notte: «Che senso ha questo divieto se, qua fuori, ci sono i baracchini che vendono vino, sangria, birra» chiede Massimo Iacomelli del Central Park. E il Twice, allora, circondato com´è da bar aperti fino a tarda notte, dove si fa presto a buttare giù uno shot prima di tornare in pista? 

La condanna è generale. Da parte dei clienti, che comunque si arrangiano: «Da ragazzo mi portavo da bere in macchina e, quando avevo voglia di un po´ di alcol, uscivo dalla discoteca con il mio bel timbrino sulla mano che mi permetteva di tornare a ballare, buttavo giù una bella sorsata di whisky e poi vai, di nuovo sotto le luci stroboscopiche. Alloro lo facevo perché non avevo un becco d´un quattrino, oggi perché l´alcol è proibito» dice Andrea, 37 anni, assicuratore, scatenatissimo sulla pista del Meccanò. E da parte dei gestori. Simone, il direttore artistico dello storico divertimentificio delle Cascine, lancia l´allarme: «Il gusto del proibito farà tornare in voga quell´ecstasy che abbiamo combattuto a fatica».

Intanto dopo le una in discoteca entrano in pochissimi. Zero coda davanti al Meccanò. Idem al Central Park. Lo stesso al Tenax dove uno dei soci, Sandro Coragli, qualche giorno fa ha requisito due bottiglie di rhum che un ragazzo stava per introdurre nel locale, nascoste sotto il giubbotto. «I trenta quarantenni si adegueranno a questa legge - dice - ma c´è una generazione di giovanissimi che mostra un ostilità forte verso chi ha compiti di vigilanza: a cominciare dai servizi d´ordine. Sono questi ragazzi quelli a preoccupare di più».

La legge ha fatto ritornare in auge anche le bottiglie mignon. Whisky, gin, rhum, liquori tascabili che trovi ormai solo nei frigobar negli alberghi. Al Twice sono esposte sul bancone. L´Otel, la discotecona di via Generale dalla Chiesa che ogni settimana richiama in media 7000 ragazzi soprattutto dalla provincia e che è stata fra le prime ad adottare un alcol tester a disposizione della cliente, le ha impugnate come vessillo contro un provvedimento che, secondo il direttore, Aldo Settembrini, «colpisce noi gestori dei locali quasi fossimo i responsabili del bere irresponsabile di una minoranza. Questo provvedimento porterà soltanto a soluzioni che favoriranno eccessi da parte dei clienti comunque intenzionati a bere». L´iniziativa è spiegata in un cartoncino che viene consegnato all´ingresso (vedi box): al bar, fino alle 2 sono in vendita bottiglie mignon di distillati base per i cocktail più richiesti. Basta ritornare al bancone dopo la famigerata ora del coprifuoco, presentandone il tappo, per ottenere gratis un soft drink con ghiaccio. Così ognuno può preparare il proprio mix.
Le associazioni di categoria sono sul piede di guerra. La più dura è Assointrattenimento, che fa parte di Confindustria e che ha chiesto la sospensione del protocollo d´intesa con il governo firmato ad aprile riguardo il nuovo codice etico di autoregolamentazione. Come azioni di protesta, promettono scioperi fiscali, campagne contro i politici. Pars construens: la proposta di un emendamento alla legge che estenda lo stop agli alcolici anche a tutti i pubblici esercizi, «altrimenti nessuno andrà più in discoteca» dice il presidente Antonio Degortes. Senese, proprietario della Capannina di Castiglione della Pescaia, accusa la legge di «demagogia: come sempre, in Italia, si è fatta la scelta più semplice. Ma le cifre parlano chiaro: solo il 20 per cento dei ragazzi che frequentano le discoteche assumono alcol esclusivamente nei club. Il resto, beve nei bar, nei pub, nei ristoranti e prima di andare a ballare.

In Inghilterra fino a qualche anno fa l´alcol era vietato dopo mezzanotte e mezza: il risultato è stato un aumento esponenziale degli stati di ubriachezza, i ragazzi facevano a gara a chi beveva di più entro quel termine». La soluzione? «Più pattuglie di polizia e carabinieri munite di etilometro, fuori dalle discoteche. In Italia l´anno scorso sono stati effettuati 250 mila controlli. In Francia, un milione». Le previsioni di Degortes sono funeste: «Prolifereranno i party alcolici in casa, i rave clandestini fuori controllo, i club privati, che possono continuare a somministrare cocktail a piacimento. In Veneto, già il 30 per cento delle discoteche a effettuato la conversione».
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05/10/2007- Cesena. I dati del SerT sulle dipendenze. E' il vino la sostanza  più usata dagli alcolizzati
tratto dal sito: Droghe.aduc.it

L'eroina continua a "tirare", anche se e' in lieve calo rispetto al 2005; la cocaina conferma il trend ascendente; calano i superalcoolici, battuti ancora dal vino.
Questi, in sintesi, i dati sulle dipendenze resi noti dall'Azienda Usl di Cesena, che ieri ha presentato una "mappa" per mettere in contatto i soggetti con dipendenze da alcool, droghe e tabacco con i centri e i servizi che si occupano del loro problema. Sono state 1122, nel 2006, le persone che si sono rivolte al Sert di Cesena per problemi con queste sostanze, di cui 702 inseriti in un percorso terapeutico. Un incremento del 16,5 rispetto al 2005. Per quanto riguarda le tossicodipendenze, si conferma la differenza fra i "consumatori" uomini (81,7%) e le donne (19,3%, che si alza al 25% nelle fasce piu' giovani), e anche la netta preferenza per l'eroina, che pur registrando un lieve calo rispetto a un anno fa resta la droga piu' abusata (per il 71,1% del totale). Ben piu' della cocaina, il cui consumo pero' cresce, attestandosi al 14,1%. Stabile l'uso della cannabis, cosi' come quello della birra per gli alcolisti (che per il 57,9% del totale, pero', abusa soprattutto di vino).
Quanto al tabacco, sono 24 i fumatori che nel 2006 si sono rivolti all'Ausl di Cesena per smettere di fumare: 9 uomini e 13 donne fra i 40 e i 60 anni.
Ma l'obiettivo della sanita' cesenate e' ora quello di aiutare tutti quelli che ne sono fuori ad inserirsi nel circuito dell'assistenza. A questo serve la ""Mappa dei Servizi di prevenzione e cura", stampata in 3.000 copie: strumento di orientamento che indirizzera' i soggetti con problemi di abuso e dipendenza verso i diversi servizi pubblici, del privato sociale e del volontariato che si occupano del loro problema. Fra questi ci sono il Centro di ascolto e consulenza nuove droghe, il centro "La Meridiana", il polo ospedaliero di alcologia clinica e riabilitativa e le associazioni di volontariato (Alcolisti anonimi e Al-anon).
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24/09/2007- Australia. Ricerca: 60% morti ammazzati era sotto l'influenza di alcol e droghe
tratto dal sito: Droghe.aduc.it

Quasi due terzi delle vittime di omicidi in Australia, e il 60% di quelli che rimangono uccisi in una zuffa, sono sotto l'influenza di alcool o di altre droghe al momento della morte. Lo rivela uno studio del Centro nazionale di ricerche su droga e alcool dell'universita' del Nuovo Galles del sud, che ha esaminato le autopsie di 485 vittime di omicidi in un arco di 10 anni.
Secondo l'autore dello studio, Prof. Shane Darke, chi e' in stato di ubriachezza o ha assunto droghe ha un rischio assai piu' alto di essere ucciso perche' reagisce in maniera differente a situazioni di pericolo. 'Le cose che accadono quando si e' sotto l'effetto di alcool o di droghe di solito non accadono quando si e' sobri. Le persone dicono cose che normalmente non direbbero, o si offendono, o interpretano male qualcosa e scoppia una zuffa, e qualcuno finisce morto', ha detto. 'La grande tragedia e' che le stesse persone probabilmente sarebbero vive se in quelle circostanze fossero state sobrie'.
Lo studio rivela che il 68% degli uomini vittime di omicidi, al momento della morte avevano nel sangue una sostanza come alcool, cannabis, eroina, cocaina o benzodiazepine: il 46% risultava positivo all'alcool, il 24% alla cannabis e il 10% a stimolanti. 'Queste cifre sono stratosferiche rispetto al resto della popolazione', ha detto Darke alla radio Abc. 'Solo il 9% circa della popolazione beve quotidianamente e il 2% usa cannabis ogni giorno, ma in queste statistiche le proporzioni sono enormi'.
Sempre secondo la ricerca, coloro che muoiono in seguito a una rissa hanno una maggior probabilita' di avere alcool o cannabis nell'organismo, mentre l'eroina e le metanfetamine, che sono legate ad ambienti particolarmente violenti. sono prevalenti in chi muore da ferite di arma da fuoco. Quasi la meta' delle vittime di violenza domestica hanno alcool nel sangue, mentre per il 29% sono risultate positive a droghe illecite, e in particolare il 27% alla cannabis. 'Di solito una coppia comincia a bere in casa e litiga. Hanno accesso a coltelli in cucina e qualcuno ci lascia la pelle', ha detto il prof. Darke.
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17/09/2007- Autista ubriaco? L'auto non si avvia
tratto dal sito: Buonenotizie.it

Nasce un dispositivo per prevenire lo stato di ebbrezza al volante
Un incidente mortale su tre in Europa è legato al consumo di alcool: con questa spiegazione di Ingrid Skosgmo, direttore del Centro di sicurezza di una nota casa automobilistica, è nata l’idea di un sistema che evita la presenta di persone ubriache alla guida. Il sistema, chiamato Alcoguard, si basa sul concetto che, senza fare prima il test sulla quantità di alcool presente nel corpo della persona che si appresta a guidare, il motore dell’auto non si accende.

“Le nostre tre maggiori sfide per creare un ambiente stradale più sicuro – ha continuato il direttore - sono quelle contro l’eccessiva velocità, contro l’uso insufficiente della cintura di sicurezza e contro la guida in stato di ebbrezza. Introducendo il sistema Alcoguard intendiamo contribuire alla riduzione del numero di incidenti provocati da veicoli guidati da persone in stato di ebbrezza”.

Il dispositivo, senza fili e della grandezza di un telecomando, possiede una parte nella quale l’aspirante conducente dovrà soffiare, e il risultato del test verrà trasmesso al sistema di controllo elettronico dell’auto che disporrà per l’accensione o meno della vettura a seconda che si superi o meno il tasso previsto a seconda del paese in cui Alcoguard deve operare.

Il sistema, già utilizzato da diverse forze di polizia in Europa, si ipotizza possa avere come principali clienti le compagnie di taxi, le auto statali e comunali e le vetture aziendali. Nonostante questo, l’usabilità di questo strumento potrebbe estendere il mercato anche a potenziali clienti privati, perché, come afferma David Nilsson, responsabile del progetto Alcoguard, “Abbiamo voluto creare la soluzione più idonea e semplice possibile. La tecnologia dovrebbe richiedere al conducente il minor sforzo possibile. Più è facile utilizzare il sistema, più saranno le persone che ne faranno uso”.

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17/09/2007- Niente alcool per i neopatentati
tratto dal sito: ltamtam.it

La norma è stata proposta in sede di Parlamento europeo insieme ad un generale inasprimento delle pene per chi guida in stato di ebrezza.

Se passerà la proposta avanzata a livello europeo, 
i neopatentati europei dovranno scordarsi l’alcool. L'Assemblea plenaria del Parlamento europeo ha infatti chiesto, unitamente ad altre misure finalizzate a ridurre l'incidentalità stradale (fra cui sanzioni più severe per chi guida ubriaco), che il tasso alcolimetrico dei neopatentati sia pari a zero.
Il Parlamento Ue sollecita, in primo luogo, l'attuazione di misure volte a prevenire il consumo di alcool da parte di minori, donne in gravidanza e guidatori e propone limiti severi al consumo di alcool per i giovani e tasso zero per i neopatentati.
Tenuto conto del fatto che ogni anno nell'Unione europea sono 17.000 le vittime di incidenti causati dal consumo di alcool, il testo approvato chiede controlli più restrittivi ed un inasprimento delle sanzioni, come il prolungamento del ritiro della patente di guida.
Il Parlamento ha invitato poi la Commissione europea a intraprendere, entro la fine dell'anno, uno studio comparato sull'impatto e l'efficacia delle campagne di informazione attuate dagli Stati membri per ridurre il consumo pericoloso di alcool.
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12/09/2007- Mondo. Duecento milioni di persone consumano droghe illegali
tratto dal sito: Droghe.aduc.it

Si stima che in Europa ci siano 23 milioni di alcolisti e che ogni anno 200 mila persone muoiano a causa dell'alcol.
Le dipendenze sono uno dei problemi maggiori e piu' costosi delle societa' moderne, secondo la presidente della Sessione Europea per la Ricerca sulle Dipendenze, Gabriele Fischer, che ne ha parlato al Congresso dell'Associazione Europea per le Terapie delle Dipendenze. Il congresso si svolge a Vienna fino al 12 settembre e vede la partecipazione di specialisti da tutto il mondo. "Stime accurate partono dal punto che in Europa una decima parte dei costi della salute oggi sia dovuto al trattamento di varie dipendenze", ha detto la signora Fischer. I medici ritengono che, mediante nuove analisi, sia dimostrabile come in ogni tipo di dipendenza si registrino processi simili nel sistema nervoso centrale, non importa se il paziente sia dipendente da alcol o videogiochi. "Se potremo continuare a chiarire questi meccanismi neuronali, si potranno elaborare criteri di trattamento simili", ha spiegato la dottoressa Fischer. Ha poi aggiunto che per far si' che i drogati inizino un trattamento e' importante liberarli dallo stigma sociale e fargli comprendere che la dipendenza non e' una debolezza o un difetto di carattere, bensi' una malattia grave.
Secondo l'Associazione, nel mondo sono 200 milioni le persone che consumano droghe illegali.
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03/08/2007- SMS per guida senza alcool
tratto dal sito: Cellulare-magazine.it

Partirà il prossimo 10 agosto la campagna di comunicazione sulla sicurezza stradale La vita non è un optional. Presentata ieri dal ministro Giovanna Melandri, insieme al ministro Giuliano Amato e al presidente dell’Ania (Associazionedelle assicurazioni) Fabio Cerchiai, la campagna ha lo scopo di promuovere presso i giovani tra i 18 e i 35 anni, la figura del guidatore designato. Quest’ultimo è colui che, in un gruppo di amici, si assume la responsabilità della serata, evitando di bere alcool per poter guidare l’auto in sicurezza al rientro.
Dal 10 agosto, all’inizio di ogni fine settimana, partiranno degli SMS che raggiungeranno i telefoni dei ragazzi italiani ai quali saràricordato che chi guida non beve, chi beve non guida. In una prima fase gli SMS, inviati con la collaborazione di tutti i gestori di telefonia mobile italiani, raggiungeranno 3 milioni e mezzo di ragazzi. Lo scopofinale è però quello di raggiungere tutti i giovani tra i 18 e i 35 anni, per un totale di circa 10 milioni.

Per incentivare i ragazzi a seguire i consigli della campagna, sono stati previsti diversi premi, assegnati a quanti avranno conservato l'SMS e, sottoposti a controllo dalla polizia stradale, saranno trovati con un tasso di alcol nel sangue pari a zero. Biglietti per assistere gratuitamente alle partite della Nazionale di calcio, biglietti per le delle gare del Gran premio di proveFormula 1 all’autodromo di Monza, visite guidate presso quest’ultimo e corsi di guidasicura saranno alcuni dei premi messi in palio.
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01/08/2007- Sempre più giovani fanno uso di alcool e droga
tratto dal sito: Consorzioparsifal.it

Alcool e droga assunti sempre più dai giovanissimi e quando diciamo giovanissimi intendiamo ragazzini di poco più di 10 anni di età. E’ quanto emerge da uno sconcertante rapporto realizzato da Modavi Onlus e patrocinato dal Ministero della Solidarietà Sociale.

Il lavoro è stato condotto su un campione di oltre 4.000 studenti in varie scuole medie (inferiori e superiori) sul territorio nazionale. Nello specifico le province toccate dal rapporto sono state: Torino, Biella, Milano, Siena, Perugia, Rieti, Ascoli Piceno, Roma, Latina, Foggia.

L’altro fattore emergente dalla ricerca e che rende ancor più preoccupante il dato precedente è che la maggior parte dei ragazzi (74%) non conosce assolutamente i rischi (fisici e psichici) che corre assumendo sostanze stupefacenti o bevendo alcool.

“Il progetto - dichiara Raffaella Sampietro del Modavi Onlus - è nato dall′esigenza di ricercare un metodo informale per trasmettere ai giovani le informazioni relative ai danni provocati dalle sostanze stupefacenti, e stimolare una riflessione sulle motivazioni interiori che inducono a farne uso”.

I risultati della ricerca: il 32% dei giovani ha fumato almeno una volta cannabinoidi a partire dagli 11 anni e di questi, il 16% ne fa uso giornaliero. Il 7% ha usato altre sostanze stupefacenti a partire dai 10 anni. Il 46% continua a farne uso, di questi il 15% giornalmente. Il 77% ha usato sostanze stupefacenti spinto dalla curiosità, il 13% perché era ubriaco e agiva senza rendersene conto. L′86,7% di ragazzi con un nucleo familiare composto da madre e padre, con o senza fratelli dichiara di non usare sostanze stupefacenti.

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24/07/2007- L'alcool distrugge il futuro
tratto dal sito: Farmacia.it

Promossa dallo Snami (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) parte la nuova campagna informativa per combattere i problemi legati all’uso e abuso di alcool con l'obiettivo di contribuire concretamente alla prevenzione delle stragi del sabato sera.

La campagna è rivolta ai ragazzi delle scuole medie inferiori e si propone l’obiettivo di informarli sui pericoli legati all’abuso di sostanze alcoliche, e allo stesso tempo si propone di sviluppare un atteggiamento più attento e critico verso l’alcool.

“La campagna permanente anti alcool ‘L’alcool distrugge il futuro’ - ha affermato Mauro Martini, presidente Nazionale dello Snami - avrà nei medici del sindacato il suo punto di riferimento. Invieremo nelle scuole medie inferiori i nostri medici che spiegheranno agli adolescenti i pericoli dell’alcool derivati da un uso improprio”.

La scelta di rivolgersi alle scuole non è casuale, “abbiamo scelto il triennio delle medie inferiori perchè i ragazzi a quella età sono più ricettivi degli studenti delle superiori, già più smaliziati in tema di dipendenze. Quindi, riteniamo gli alunni delle medie inferiori un terreno più fertile per fare prevenzione sull’alcool”, ha così sottolineato Martini.
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22/07/2007- "La notte del diavolo. Sai resistere alle tentazioni?"
tratto dal sito: Ilmascalzione.it

SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Buon successo per la campagna di guida sicura promossa ieri sera, sabato, dall’Unità di strada dell’Ambito Territoriale sociale 21 e dal Caffè Florentia di via Toti (traversa di via Mare prima del sottopassaggio ferroviario), che aveva per titolo “La notte del diavolo. Sai resistere alle tentazioni?”.
Sono stati infatti oltre 20 i “guidatori designati”, ovvero quei ragazzi che hanno accettato la proposta degli organizzatori e sono risultati sobri, in modo da poter guidare un veicolo in buone condizioni di lucidità nel corso di una serata con gli amici.
In generale, il “guidatore designato” sarà la persona che si impegna a non assumere alcolici nel corso di un’intera serata. Nel corso della campagna “La notte del diavolo”, coloro che si sono offerti per questo ruolo hanno usufruito di sconti, divertenti gadget e bonus su drink “alcool free”. Inoltre, presso l’Infopoint, gli operatori dell’Unità di strada, con la collaborazione della Protezione Civile, hanno fornito materiale informativo e somministrato l’alcool test ai giovani clienti del locale.
Questa era una delle prime iniziative che l’Unità di strada intende proporre per promuovere la guida sicura e senza alcool, utilizzando l’informazione e la comunicazione con i giovani in accordo con i gestori dei locali. Ogni anno, infatti, l’Italia sconta un bilancio di oltre cinquemila vittime e circa trecentomila feriti per incidenti stradali, specie nella fascia di età giovanile. È quindi indispensabile organizzare iniziative per contribuire a contrastare le cosiddette “stragi del sabato sera”, promuovendo tra i giovani un modello di guida responsabile e incentivando l’identificazione del “guidatore designato”.

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11/07/2007- Rapporto annuale su tossicodipendenze: 517 morti per droga, 24 mila morti per alcool
tratto dal sito: Droghe.aduc.it

Nel 2006 in Italia si sono registrati 517 decessi dovuti ad intossicazione acuta da overdose.
Dopo il picco massimo toccato nel 1996 (con 1.556 deceduti), si e' registrata una progressiva diminuzione dei decessi fino al 2003 (in cui si sono contati 517 decessi) a cui ha fatto seguito una breve inversione di tendenza nel biennio 2004-2005 (con un dato annuale attestato intorno alle 650 unita') ed una nuova riduzione nel 2006, di circa il 20%, rispetto all'anno precedente. E' quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, presentata questa mattina a Palazzo Chigi dal ministro per la Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero.

La relazione rileva poi che dal 2001, l'eta' al decesso e' progressivamente aumentata: se all'inizio del periodo considerato circa il 36% dei decessi era costituito da over 35enni, nel 2006 tale quota sfiora il 50%. Relativamente costanti, invece, rimangono le morti per intossicazione acuta tra gli under 19enni che, nell'intero periodo, costituiscono circa il 2-3% dei casi (20 casi/anno).

In base ai dati forniti dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) attraverso il Registro Speciale di Mortalita' del Ministero dell'Interno, che rappresenta, seppur con alcuni limiti, la fonte piu' aggiornata dei dati, la Relazione spiega che la mortalita' acuta per droga e' un fenomeno prevalentemente maschile (si contano mediamente circa 10 decessi tra gli uomini per ogni decesso tra le donne): la percentuale delle donne sul totale dei decessi, dopo aver toccato il picco massimo del 12,2% nel 2003, e' passata dal 7,8% nel biennio successivo, all'11,4% nel 2006.
La Relazione, pero', punta anche a correlare queste dimensioni con quelle delle morti attribuibili a sostanze legali come alcol e tabacco. Secondo le ultime stime dell'Istituto Superiore di Sanita', ogni anno in Italia circa 24.000 decessi sono associati all'alcol e riguardano piu' di 17.000 uomini e circa 7.000 donne. Si evidenzia un tasso di mortalita' di 35 decessi su 100.000 abitanti per i maschi e di 8,4 decessi per le donne attribuibili all'alcol.

Le condizioni che presentano la piu' elevata frequenza di mortalita' alcol-attribuibile sono la cirrosi epatica e gli incidenti.
L'Istituto Superiore di Sanita' stima, inoltre, che circa 80.000 decessi ogni anno sono attribuibili al fumo, pari a circa il14% di tutte le morti. Piu' del 34% di tutte le cause di morte attribuibili al fumo di sigaretta colpisce soggetti di 35-69 anni.

Inoltre, coloro che muoiono a causa del tabacco perdono in media 13 anni di speranza di vita. Sono numerose le patologie associate al fumo di tabacco. La principale e' il carcinoma polmonare, la patologia piu' temuta per chi fuma: provoca circa 30mila morti l'anno. Negli uomini il fumo e' responsabile del 91% di tutte le morti per cancro al polmone e nelle donne nel 55% dei casi.
Per quanto riguarda la classificazione delle Regioni in base ai tassi di overdose e di consumatori problematici di sostanze stupefacenti, sono il Lazio e la Liguria le aree che, rispetto alle altre, presentano coerentemente valori particolarmente elevati di entrambi i tassi, a cui seguono, con analoga coerenza, Campania e Marche. A fronte di un elevato impatto della mortalita' per overdose, l'Umbria ha invece una posizione intermedia relativamente alla prevalenza stimata di utilizzatori problematici di sostanze, mentre in Toscana si rileva una situazione inversa.

Nel 48% dei casi rilevati nel 2006 la causa di morte - che si ricorda non e' basata su indagini tossicologiche ma su elementi circostanziali - non e' stata riconducibile con ragionevole sicurezza ad alcuna sostanza precisa, mentre nel 41% e nel 9% dei decessi questa e' stata attribuita rispettivamente all'eroina ed alla cocaina. Se l'eta' media al decesso e' pari a 35 anni per entrambe le sostanze, nella meta' dei casi i soggetti deceduti per eroina non avevano piu' di 35 anni, mentre quelli per cocaina non piu' di 32.

Dal 2001 la quota di morti attribuite ad intossicazione da eroina rimane sostanzialmente costante, mentre quella riconducibile alla cocaina e' passata, nello stesso lasso temporale, da circa il 2% al 9%; cio' significa, riferendosi ai dati assoluti, un incremento di circa 3 volte.
Nella meta' dei casi attribuiti all'effetto di una specifica sostanza, il decesso e' avvenuto presso l'abitazione; nei restanti casi, tra le overdose da eroina, il 16% e' avvenuto in strada, il 10% in locali pubblici e solo il 5% in ospedale, mentre diversa distribuzione si osserva nel caso dei decessi per cocaina, avvenuti nel 7% dei casi in strada, nel 13% in locali pubblici e nel 20% in ospedale.

Se si confrontano i dati delle Forze dell'Ordine con quelli del Gruppo Italiano Tossicologi Forensi, relativi a sei citta' italiane per il 2005, che si basano su riscontri analitico-tossicologici effettuati nei casi di decesso in cui sia stata disposta perizia medioco legale da parte della magistratura, si evidenzia una quota del 38,5% di morti con meno di 30 anni, attribuiti alla cocaina, a fronte dell'11,8% della quota dei corrispondenti soggetti rilevata dalla Dcsa per causa probabile. Quindi, rileva la relazione i decessi per overdose da cocaina rilevati su elementi circostanziali dal Registro della Dcsa sembrano sottostimare in modo rilevante l'effettiva mortalita' legata all'abuso di tale sostanza.

Dai dati emersi dallo studio longitudinale prospettico VEdeTTE, volto a valutare l'efficacia degli interventi effettuati dai Ser.T.
italiani nel trattamento della tossicodipendenza da eroina nella prevenzione della mortalita' per overdose e nella ritenzione in trattamento, si evidenzia che nel periodo di osservazione (in media 26 mesi), su una platea di 10.376 tossicodipendenti, si sono verificati complessivamente 190 decessi (l'80,5% e' costituito da maschi ed il 19,5% da femmine).
Il 36,8% dei decessi e' stato causato da overdose, seguono l'Aids e le cause violente che rappresentano rispettivamente il 20% e il 15,8% delle cause di morte. Lo Studio VEdeTTE ha dimostrato il potente effetto protettivo sul rischio mortalita' acuta esercitato dai trattamenti erogati dal sistema dei Servizi; tra i tossicodipendenti da eroina usciti dal trattamento (concluso o interrotto) il rischio di decesso acuto e' 11 volte superiore a quello rilevato tra coloro che sono rimasti in trattamento.

Il rischio di morte per overdose e' piu' elevato nei primi 30 giorni dall'uscita dal trattamento, in seguito all'alta frequenza di ricadute nell'uso di eroina. Se il rischio di morire e' pari all'1 per mille durante il trattamento, nel primo mese dall'uscita questo sale a 23 per mille, valore che scende al 7 per mille dopo piu' di 60 giorni dall'uscita. Qualora il trattamento sia di breve durata (per esempio un breve trattamento di disintossicazione orientato all'astinenza o un qualsiasi altro tipo di trattamento interrotto prematuramente), l'effetto protettivo del trattamento viene vanificato dal notevole eccesso di morte nel primo mese successivo alla sua fine.

Trattamenti di breve durata, rileva quindi la relazione, potrebbero quindi essere paradossalmente piu' pericolosi rispetto alla morte improvvisa da overdose dell'assenza di trattamento. La chiave di volta della protezione dalla mortalita' acuta da overdose sembra quindi essere rappresentata dalla ritenzione in trattamento.
Il fattore predittivo piu' significativo della ritenzione in trattamento e' il tipo di terapia, con una minor ritenzione per le terapie orientate all'astinenza, che terminano nel 50% dei casi dopo circa 100 giorni, e per le quali il rischio di abbandono e' piu' di tre volte piu' alto rispetto al mantenimento con metadone ad elevati dosaggi. Il 50% degli utenti incidenti risulta ancora in trattamento dopo circa 300 giorni, sia nel caso della comunita' terapeutica residenziale che del mantenimento con metadone.
Per il mantenimento con metadone, la ritenzione in trattamento e' influenzata dal dosaggio del farmaco: piu' alta e' la dose media giornaliera, maggiore e' la ritenzione.

Indipendentemente dal tipo di terapia, la ritenzione risulta maggiore nei trattamenti integrati; l'assenza di un trattamento psicosociale associato, raddoppia il rischio di lasciare il trattamento. In conclusione, lo studio VEdeTTE ha evidenziato l'importanza della durata del trattamento nel prevenire la morte.

Rispetto alla capacita' di mantenere in carico il paziente, i trattamenti presentano invece ampie differenze. I trattamenti di mantenimento con metadone (in particolare se con dosi superiori a 60 mg al giorno e integrati da un supporto psicosociale o da una psicoterapia), rivelano la massima capacita' di mantenere in trattamento. La comunita' terapeutica e' risultata poco inferiore al mantenimento con metadone nella ritenzione, almeno per quanto riguarda i nuovi utenti, mentre tutti gli altri trattamenti, hanno mostrato una minore capacita' di ritenzione.

'I preoccupanti dati relativi alla droga diffusi dal ministro Ferrero dovrebbero indurre ad un atteggiamento ancora piu' severo nei confronti dell'uso della droga. Gli atteggiamenti confusi di questo governo e gli annunci di maggiore tolleranza nei confronti delle droghe stanno condizionando negativamente il comportamento dei giovani'. Lo afferma il deputato di Alleanza nazionale Maurizio Gasparri.
'La legge Fini-Giovanardi va attuata con convinzione, non sabotata come fa l'attuale governo. Un esecutivo peraltro lacerato e quindi non in grado di avanzare nuove proposte a causa delle divisioni su una materia tanto delicata. Dobbiamo - prosegue l'esponente di An - combattere ogni droga e difendere la vita, sostenere il volontariato che opera per la prevenzione e il recupero, fare un discorso chiaro ai giovani senza gli atteggiamenti inaccettabili dell'attuale governo'.

"Molto probabilmente il dato sugli arresti menzionato nella relazione del ministro Ferrero relativo al periodo di riferimento 2001-2006 non e' veritiero". Cosi' Laura Bianconi, deputata di Forza Italia si chiede come sia possibile che la relazione annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze presentata dal ministro della Solidarieta' sociale contenga i dati relativi agli arresti ed alle denunce per la detenzione illegale di sostanze stupefacenti avvenute nel periodo di maggio-ottobre 2006, in cui erano in vigore le nuove tabelle predisposte dal ministro della salute, visto- precisa la senatrice - che "sono in possesso di un documento del ministero della Giustizia, della fine di gennaio del 2007, in cui si precisa testualmente che: 'il dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi non e' in possesso di questi dati, poiche' oggetto di rilevazione da parte della competente articolazione ministeriale'.
I dati forniti oggi dal responsabile del dicastero sociale non sarebbero quindi veritieri perche' "non comprendono sicuramente quelli che si riferiscono agli ultimi sei mesi del 2006, in cui, ricordo, erano in vigore le nuove tabelle del ministero".
"Resta il fatto- spiega Bianconi- che alla luce di quanto emerso in questa relazione non capisco come il governo abbia potuto approvare provvedimenti volti a favorire l'utilizzo delle droghe, quale il diseducativo aumento sul quantitativo detenibile di cannabis per uso personale, per altro bocciato dal Tar". Come ho precisato al ministro Ferrero durante un audizione, continua la parlamentare azzurra "non possiamo permetterci che i nostri giovani, maggiori fruitori delledroghe, come riportato anche nella relazione, ricevano messaggi fuorvianti e contraddittori come quelli dati dal governo Prodi, le cui politiche sociali fanno acqua da tutte le parti". Il messaggio che come Istituzioni siamo tenuti a dare e' uno e uno soltanto, conclude Bianconi, "gli oppiacei e le droghe sono tutte sostanze pericolose che se assunte, soprattutto in eta' giovanile, possono avere effetti devastanti sulla salute con conseguenze gravissime, come confermato da una buona parte del mondo scientifico".

"La relazione di Ferrero e' l'ennesima testimonianza del fallimento della Fini-Giovanardi. Occorre accelerare i tempi per rivedere le norme attuali", dice la responsabile Giustizia dei Verdi, Paola Balducci, dopo che il ministro della Solidarieta', Ferrero, ha presentato la relazione sulle tossicodipendenze. "Di fronte al crescere dell'assunzione di droghe - aggiunge - ci auguriamo che il Consiglio dei ministri al piu' presto discuta il ddl sulle droghe presentato da Ferrero. La repressione non e' mai stata una ricetta efficace, vanno impostate politiche nuove per garantire prevenzione e riduzione del danno. Il centrodestra - conclude la deputata del Sole che Ride - vuole continuare a far finta di non aver fallito sulla lotta alle droghe, e' questa la vera mistificazione, ma sono le cifre a parlare chiaro".

L'eroina come il lambrusco? La relazione annuale al parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia e' mistificatoria. Questo e' in sostanza quanto pensa Carlo Giovanardi, deputato Udc.
"Riteniamo mistificatorio e culturalmente sbagliato- sottolinea Giovanardi- l'aver inserito per la prima volta nella "Relazione annuale al parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia" il tabacco e l'alcool che nel nostro ordinamento non sono considerate sostanze illecite: non e' possibile mettere assieme eroina e lambrusco". Bene pero' per Giovanardi "la diminuzione dei morti per overdose nel 2006 rispetto ai due anni precedenti: un trend di consumi che dopo il boom del recente passato per certe sostanze e fasce di eta' tende a stabilizzarsi, e soprattutto nessuna traccia delle catastrofiche previsioni di decine di migliaia di giovani che con la legge Fini-Giovanardi avrebbere dovuto finire in galera". E' in relazione a questi dati che per il firmatario della precedente legge sulle droghe "il ministro Ferrero ha voluto ammettere che il disegno di legge di modifica della normativa in vigore e' ancora in alto mare- conclude- per insanabili contrasti nel centro-sinistra su cosa fare".

"I dati espressi nella relazione annuale - dichiara Anna Serafini dei Ds - sono preoccupanti e fotografano una situazione complessa di cui due aspetti colpiscono chi come me si occupa di infanzia da anni: il calo nella percezione di pericolosita' di certe sostanze, che denota la mancanza di un'informazione reale e disincantata da parte dei ragazzi sugli effetti percepiti nel breve e nel lungo periodo e l'aumento di uso delle sostanze suddette nei casi di dispersione scolastica, tema quest'ultimo che ho avuto modo di approfondire nell'incontro avvenuto il 4 Luglio a Roma con Matilda Raffa Cuomo fondatrice dell'associazione internazionale "Mentoring USA" che basa i suoi progetti di supporto infantile sul metodo "one-to-one". Il problema della diffusione delle droghe tra gli adolescenti va affrontato in maniera multilaterale - prosegue la senatrice - e l'informazione, soprattutto nei media giovanili, assieme alle attivita' delle associazioni di volontariato sociale sono gli elementi da affiancare ad un'azione politica reticolare e consapevole".

L'Italia 'paga lo scotto di anni di permissivismo, del credo, tutto ideologico, del 'vietato vietare''. Cosi' si e' espressa Maria Rita Munizzi, presidente del Moige commentando la relazione sul consumo di droghe che ha evidenziato una crescita del consumo di cannabinoidi e di cocaina.
'Mentre con il fumo si fanno leggi restrittive e campagne di prevenzione e tutti conoscono la pericolosita' del fumo - aggiunge la Munizzi - per le droghe l'atteggiamento e' radicalmente diverso. In molti, troppi, credono che ci sia un 'uso' ammissibile della droga e casi di 'abuso'; questa mentalita' va sradicata'.
Per la presidente del Moige, i dati sul consumo di sostanze stupefacenti devono 'darci la sveglia: e' necessario cambiare rotta, uscire dalle posizioni ideologiche e applicare la tolleranza zero contro le droghe, senza nessuna distinzione tra 'leggere' e 'pesanti' perche' la droga e' droga e fa male sempre'.

La relazione presentata oggi sulle tossicodipendenze e' 'l'ennesima testimonianza del fallimento della Fini-Giovanardi'. Lo ha dichiarato Paola Balducci, responsabile giustizia dei Verdi commentando i dati emersi sul consumo delle droghe in Italia.
'Di fronte al crescere dell'assunzione di droghe - aggiunge Balducci - ci auguriamo che il Consiglio dei Ministri al piu' presto discuta il ddl sulle droghe. La repressione non e' mai stata una ricetta efficace, vanno impostate politiche nuove per garantire prevenzione e riduzione del danno. Il centro-destra - conclude la rappresentante dei Verdi - vuole continuare a far finta di non aver fallito sulla lotta alle droghe, e' questa la vera mistificazione, ma sono le cifre a parlare chiaro'.

"Dopo la relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze presentata dal ministro Ferrero urge una discussione seria e scevra da ideologismi sul consumo di sostanze stupefacenti in Italia". Così il senatore Mauro Bulgarelli di "Insieme con l'Unione" sul rapporto relativo all'anno 2006 presentato dal ministro della Solidarietà Sociale.
"I dati della relazione ci dicono almeno tre cose - sottolinea il senatore verde - innanzitutto sono ormai milioni i consumatori di derivati della cannabis che chiedono di non essere criminalizzati dall'equiparazione delle sostanze e dalla penalizzazione del consumo; in secondo luogo emerge che agli aumenti nel consumo di sostanze come la cocaina coincide un peggioramento della qualità della stessa, con gravi rischi per la salute. Infine - continua il senatore verde - risulta ormai lampante che la repressione non funziona e andrebbe sostituita con una attenta politica di riduzione del danno, rivolta anche nei confronti di chi abusa di alcol, causa di 24.000 decessi durante lo scorso anno".
"E' per questo - conclude Bulgarelli - che mi auguro che il governo si faccia promotore di una proposta che recepisca il parere degli operatori del settore e delle associazioni dei consumatori, per mettere in atto delle politiche di prevenzione improntate sul dialogo e superare gli effetti criminogeni della legge Fini-Giovanardi."

Rita Bernardini
e Giulio Manfredi, dei Radicali italiani, sostengono che i dati sulla droga diffusi dal ministro Paolo Ferrero sono 'esaustivi e illuminanti, ma inutili se non portano a riforma radicale'.
Per i radicali, 'importante e' anche il richiamo del ministro Ferrero alla necessita' di predisporre un piano organico di lotta alle droghe quadriennale, come previsto dall'Unione Europea e come il precedente governo di centro-destra non ha fatto'. La 'condizione pregiudiziale' , per i radicali, di questa riforma, resta 'l'abolizione della legge Fini-Giovanardi'.

"I dati forniti oggi dal ministro Ferrero con la relazione annuale sulle tossicodipendenze danno vita ad un quadro preoccupante dovuto al consistente aumento registrato nel consumo di stupefacenti". Lo afferma Silvana Mura, deputata di Italia dei Valori.
"Due appaiono in particolare gli elementi che destano maggiore preoccupazione - aggiunge -: l'abbassamento dei prezzi per l'acquisto di droghe, e il fatto che la grande maggioranza dei giovani non consideri pericoloso l'utilizzo di sostanze stupefacenti. Davanti a questi dati da una lato si evince il fallimento della Fini-Giovanardi in particolare nel settore della prevenzione. Dall'altro si conferma la necessita', nel dar vita ad una nuova legge complessiva sul contrasto alla droga, di prevedere misure disincentivanti come le sanzioni amministrative per chi ne fa uso o e' in possesso di tali sostanze. Tali misure sono necessarie proprio per tutelare i piu' giovani, rendendo chiaro il messaggio che la droga e' una sostanza illegale ed estremamente nociva, il cui acquisto prefigura in ogni caso un reato".

"La straordinaria montagna di menzogne su cui e' costruita la legge Fini-Giovanardi sulle droghe comincia a franare". Lo afferma Daniele Farina, vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera.
"I dati forniti dal ministro Ferrero al Parlamento nella relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze > spiega il deputato di Rifondazione Comunista - confermano in pieno cio' che e' stato piu' volte sostenuto: quella legge e' fallimentare. Vanno messe in campo quanto prima strategie totalmente alternative che puntino alla prevenzione e al recupero. Invece di gridare al falso e alla mistificazione e' opportuno che i Gasparri e i Giovanardi di turno ne prendano atto e lavorino con noi per cambiare radicalmente legislazione. E, una volta tanto - conclude Farina -, riflettano sul disastro che hanno contribuito a produrre".

Il Coordinamento Nazionale Comunita' di Accoglienza (CNCA) esprime il suo apprezzamento sulla relazione relativa al consumo di droghe presentata oggi dal ministro Ferrero e lancia un appello alle istituzioni affinche' investano sulla prevenzione con interventi rivolti ai giovani.
'Il testo - afferma il responsabile tossicodipendenze del CNCA, Riccardo De Facci - contiene una riflessione che supera la visione tutta ideologica che aveva caratterizzato le relazioni prodotte dal precedente esecutivo'.
Secondo il CNCA e' necessario 'porre attenzione al legame tra economia e consumi illegali ed economia e consumi legali; stabilizzare le unita' mobili giovani e gli interventi nei contesti giovanili del divertimento; ripensare e investire su nuovi servizi di presa in carico precoce, primo trattamento e supporto territoriale rivolti ai rilevanti, nuovi consumi di cocaina'.
Per De Facci serve 'un'azione di prevenzione sempre piu'anticipata, efficace e continuativa'. La relazione deve, secondo il responsabile CNCA diventare ' il punto di riferimento per una nuova strategia sulle droghe che eviti la via facile e inefficace della sola repressione, che certamente alcuni vorranno strumentalmente riproporre anche dinanzi a questi dati'.

''Metadone, eroina controllata, le stanze del buco, la cosiddetta riduzione del danno sono passi successivi di un approccio deleterio, diseducativo inefficace e vecchio, che, oltre a non portare ad alcun risultato di cambiamento nella persona, la colloca in un ghetto di cronicita' e emarginazione dal quale e' sempre piu' difficile uscire'. A dirlo e' Andrea Muccioli, responsabile della comunita' di San Patrignano.
Muccioli ribadisce che 'il consumo di sostanze non e' un diritto civile (se sono 'leggere'), o una malattia cronica e inesorabile con cui convivere (se sono 'pesanti'): e' invece il sintomo evidente di un disagio, di un percorso educativo e di crescita interrotto o mai iniziato'.
Ma altrettanto chiaramente puntualizza che 'nessuna droga libera dalla droga' che nella lotta alle tossicodipendenze i farmaci devono avere un valore 'limitato e circoscritto ai sintomi'. E se prevenzione significa 'puntare sull'educazione', l'unico obiettivo della cura deve essere 'il pieno recupero e reinserimento sociale in condizioni drug-free'.
Serve, per Muccioli, 'un'autorevole e indipendente valutazione dei risultati ottenuti sia dai servizi pubblici sia da quelli privati. Per capire quali percorsi funzionano'; per dare alle famiglie 'il diritto di poter scegliere liberamente, tra comunita', Sert, centri diurni ecc., la risposta piu' adeguata ed efficace'.
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27/06/2007- UE e Generazione Attiva, campagna contro alcolismo
tratto dal sito: Online-nes.it

Per i giovani, l'alcol è la causa del 50% degli 8000 decessi ("attivi e passivi") per incidenti stradali e della metà dei 170.000 ricoveri e delle 20.000 invalidità permanenti quale conseguenza evitabile di una guida in stato di ebbrezza ¹ L'Unione Europea, tramite la sua direzione generale Sanco (salute e consumatori) ha deciso di avviare indagini, studi e campagne mirate a sensibilizzare l'opinione pubblica e in particolar modo i giovani sui rischi legati all'uso/abuso dell'alcool. La Direzione generale (DG SANCO) della Commissione Europea è del parere che azioni volontarie condotte e gestite proprio da giovani possano fornire un valido contributo per dare suggerimenti che partano proprio dai diretti interessati.

Già dall'Italia e precisamente dalla Riviera Romagnola è partita un'azione pilota "liberi di bere: liberi di vivere" proponendo ai giovani che frequentano bar e discoteche di accettare in alternativa bevande a base prevalente di frutta e verdura "made in Italy". Anna Bartolini, rappresentante italiana nel ECCG (Consiglio consultivo dei consumatori della UE) ha chiesto a Generazione Attiva, associazione nazionale indipendente in difesa dei consumatori, di partecipare a questa nuova azione per la salute, svolgendo un sondaggio/indagine per sensibilizzare i giovani ai rischi legati all'uso/abuso dell'Alcool. In altre parole vogliamo che i giovani in prima persona suggeriscano le possibili azioni per arginare questo fenomeno.

Generazione Attiva e l'Unione Europea invitano pertanto il maggior numero possibile di giovani a partecipare al breve sondaggio anonimo sul sito www.generazioneattiva.it mirato a comprendere la gravità del fenomeno e le principali cause ed in prospettiva le soluzioni da adottare per cercare di emarginare il problema.

Un minuto del vostro tempo per cercare di salvare 4mila giovani vite all'anno.

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13/06/2007- Dall'Olanda "Booz2Go", l'alcool in polvere
tratto dal sito: Adnkronos.com

Al vaglio delle autorità l'aspetto legale della vendita

Creata da un laboratorio di alcuni studenti olandesi, la nuova bevanda gassata a bassa gradazione alcolica è disponibile in bustine da 20 grammi dal costo di circa 1,00-1,50. E puo' essere venduta a tutti

Mojito, tequila sunrise, caipiroska, non sono più un tabù per i giovani olandesi. Cinque studenti in prodotti alimentari hanno infatti inventato una polvere che, mischiata all'acqua, si trasforma in bibita alcolica. Nel paese l’età dei giovani a cui è possibile vendere alcolici e sigarette è di 16 anni, ma con questa polvere i problemi sono risolti.
“Poiché non si tratta di alcol in forma liquida sarà possibile vendere le bustine anche ai ragazzi di età inferiore ai 16 anni”, ha dichiarato Martyn van Nierop, uno dei responsabili del progetto. Quind la sostanza che tra l'altro è rinfrescante può essere venduta a tutti. La questione nata da un'esperimento di laboratorio passa quindi alle autorità olandesi che dovrannno risolvere l'aspetto legale.
La polvere battezzata "Booz to go", contiene il 3% d'alcool
. I giovani hanno accolto questa invenzione con molto entusiasmo perché è nuova e semplice da trasportare. "I piccoli sacchetti sono facili da trasportare per esempio in viaggio, e dell'acqua la si trova ovunque", commenta uno degli inventori, Martijn Rijken.
Disponibile in bustine da 20 grammi dal costo di circa 1,00-1,50 euro, assomiglia vagamente alla nostra cedrata, rimane solo da scoprire quale sia l'effettivo gusto.
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14/05/2007- Lancet condanna alcol e tabacco
tratto dal sito: Mentelocale.it

La rivista scientifica propone un nuovo criterio per la classificazione delle sostanze stupefacenti. Il fumo e il bere vanno al primo posto.

Capita alle volte che la scienza usi i suoi metodi analitici e sistematici per dirimere questioni riguardanti la società o la politica, offrendo visioni e punti di vista che molto spesso stravolgono vecchie concezioni o abbattono vecchi preconcetti.
È quello che è successo sulla rivista Lancet, una delle più autorevoli riviste scientifiche al mondo, dove è stato pubblicato uno studio in cui si è sviluppato un nuovo criterio per la classificazione delle sostanze stupefacenti. Sulla base di questo nuovo sistema di valutazione, infatti, risulta che tra le prime dieci sostanze d'abuso più pericolose vi siano alcol e tabacco; due sostanze mai annoverate prima come sostanze d'abuso, acquistabili al supermarket o dal tabaccaio.
L'attenta valutazione dei danni provocati dalle sostanze d'abuso e la loro relativa classificazione è una questione che ha delle ricadute molto importanti sia in ambito sociale che penale. Attualmente, nel Regno Unito le sanzioni penali decise in ambito legislativo si basano su una metodica di classificazione che risale al 1971, in cui le droghe sono state suddivise nelle categorie A (maggiore pericolo), B (medio pericolo) e C (basso pericolo), sulla base dei rischi e dei danni legati all'utilizzo delle sostanze stupefacenti. Tuttavia, i presupposti di questa classificazione non sono mai stati illustrati con chiarezza, e la loro applicazione viene percepita come oscura, non trasparente e apparentemente arbitraria.
Il nuovo sistema di classificazione proposto dagli scienziati britannici porta a risultati molto differenti rispetto a quello attualmente in vigore, e si basa sull'identificazione di nove principali fattori che sono noti essere alla base dei danni provocati dai farmaci d'abuso: tre riguardanti i danni fisici all'organismo, tre riguardanti il livello di dipendenza indotta dalle droghe e tre inerenti ai problemi sociali e ai costi relativi alle cure mediche.
Questi nove parametri sono stati utilizzati per classificare venti farmaci d'abuso da parte di due gruppi indipendenti di medici e scienziati esperti in dipendenze, i quali, per ogni droga esaminata, dovevano dare un voto da uno a tre per ogni parametro. Tra i farmaci d'abuso sono stati inclusi anche il tabacco e l'alcool, due sostanze escluse dalla lista dei farmaci d'abuso. La media delle valutazioni ottenute dai gruppi di esperti mostrano sorprendentemente che al quinto posto della classifica (dopo l'eroina, la cocaina, i barbiturici e il metadone), vi sia l'alcol, seguito dal tabacco al nono posto. Altre sorprese sono la cannabis, la quale si trova solo all'undicesimo posto, e le sostanze psichedeliche, le quali slittano verso il fondo della classifica.Gli autori spiegano questo sorprendente risultato sostenendo che, nonostante tabacco e alcol non mostrino effetti dannosi rilevanti a breve termine (a differenza ad esempio dell'eroina o della cocaina), il 90% dei decessi causati dall'uso di droghe è imputabile proprio a queste due sostanze. La spiegazione di questo risultato è da rintracciare nella nostra cultura, in cui l'utilizzo di queste due sostanze è ormai ampiamente accettato. Infatti, spiegano gli autori: "L'esclusione di queste due droghe dalla lista delle sostanze stupefacenti è del tutto arbitraria. Noi crediamo che questo nuovo sistema di valutazione, basato su fatti ed evidenze scientifiche confermati da medici esperti, costituisce un metodo chiaro e trasparente che tiene conto di diversi aspetti del problema delle dipendenze. Per tali ragioni, riteniamo che una valutazione di questo tipo dovrebbe essere considerata come nuovo approccio per la classificazione delle sostanze stupefacenti", concludono gli autori.

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08/05/2007- Sanità: in VDA 20% beve alcool in maniera problematica
tratto dal sito: Regione.vda.it

In Valle d'Aosta il 20% della popolazione beve in modo problematico. Il dato è emerso oggi, durante la conferenza stampa del Sert dell'Usl sui 'problemi alcolcorrelati e servizi in Valle d'Aostà.
Inoltre, il 4-6% di tutti i decessi in Valle d'Aosta sono dovuti a problematiche alcolcorrelate, mentre il 2,7% dei ricoveri (circa 500 all'anno) sono collegati ad una diagnosi di abuso alcolico.
Ad illustrare i dati è stato Lindo Ferrari, direttore del Sert. "Siamo l'unico Sert in Italia - ha spiegato - dove il numero di alcolisti è uguale a quello dei drogati, e i primi sono in aumento. C'é inoltre da specificare che si rivolge a noi ha già raggiunto una grave problematica". Ferrari ha poi sottolineato "la crescita del consumo di alcolici tra i giovani, persone a rischio che non vengono trattate dai servizi".
Per affrontare il problema l'Usl negli ultimi anni ha promosso la riorganizzazione dei servizi per le dipendenze patologiche, in collaborazione con le comunità terapeutiche e le associazioni di auto muto aiuto (alcolisti anomici, Al-Anon, Cat, Rivivere). Il servizio di alcologia del Sert (che può contare su 13 operatori) prende in carico circa 250 pazienti all'anno. "L'obiettivo - ha aggiunto Ferrari - più immediato é di sviluppare il servizio di dissasuefazione alcologica in day hospital. "E' importante - ha concluso Giorgio Galli, dirigente Usl - attivare delle azioni per modificare gli stili di vita e promuoverne di più salubri tra i soggetti a rischio". (ANSA)
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04/05/2007- Germania. Rapporto sulle droghe (alcool)
tratto dal sito: Droghe.aduc.it

Secondo la responsabile della politica sulle droghe, Sabine Baetzings, il Governo e' ben deciso a continuare nell'opera di sensibilizzazione riguardo ai rischi dell'alcol. "Seve piu' attenzione verso i comportamenti problematici del bere e anche un modello d'approccio responsabile rispetto all'alcol". In base ai dati disponibili, in Germania 1,6 milioni di cittadini sono alcolisti e altri 1,7 milioni sono bevitori problematici. Occorre quindi cercare d'indurre i giovani a un atteggiamento piu' prudente verso gli alcolici; premere sulla funzione educativa degli adulti; diffondere il concetto di sobrieta' mirata, vale a dire la rinuncia a consumare alcol in determinate situazioni -al volante, in gravidanza, durante il lavoro, nell'adolescenza.
Dalle indagini effettuate dall'organismo ad hoc, BZgA, negli ultimi anni il consumo di alcolici e' diminuito in via generale tra i giovanissimi, in compenso e' aumentato il consumo precoce e soprattutto rischioso, il cosiddetto "bere fino al coma". Il numero di adolescenti ricoverati in ospedale per coma etilico e' infatti raddoppiato in pochi anni. Per questo motivo, il ministero della Sanita' ha istituito, in nove Laender, undici presidi modello denominati HaLT (Hart am LimiT), dove i giovani che hanno sperimentato eccessi alcolici possono trovare aiuto. E poiche' queste esperienze sono risultate positive, il progetto verra' messo a disposizione degli altri Comuni interessati.
Tra le droghe illegali, la cannabis continua ad essere la sostanza piu' diffusa. Sono circa due milioni i giovani che ne fanno un uso regolare, di cui 400.000 cosi' frequente da indurre le istituzioni governative a parlare di "consumo eccessivo o dipendente", con rifererimento ai presidi per tossicodipendenti. Un'evoluzione che e' ben presente nei servizi mobili di supporto. I dati statistici sulle tossicodipendenze rilevano che, tra il 2001 e il 2005, il numero di persone in cura aventi la cannabis come sostanza prevalente, e' passato da 8.400 a 18.250 (piu' che raddoppiato). La BzgA ha quindi elaborato un "programma d'uscita" per consumatori di cannabis, volto a ridurne significativamente il consumo nell'arco di cinquanta giorni. Secondo il rapporto sulle droghe, questo programma e' accettato favorevolmente dai giovani. Ma continuano ad essere rari gli studi relativi a trattamenti utili per i cannabisdipendenti. Dal punto di vista scientifico, quello che e' stato accertato e' il legame tra l'uso precoce di cannabis e una successiva affinita' per le droghe, l'insorgenza di psicosi, il rapido sviluppo di dipendenza dalla cannabis, le conseguenze neurocognitive di lungo termine.
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24/04/2007- Ricerca: studio, alcool danneggia più velocemente cervello donne
tratto dal sito: Corriere.it

WASHINGTON - L'alcool danneggia piu' velocemente il cervello delle donne rispetto a quello degli uomini. E' questo il risultato di uno studio condotto in Russia e i cui risultati sono stati pubblicati negli Stati Uniti. Per misurare gli effetti comparati dell'alcool nei due sessi, i ricercatori hanno sottoposto 102 alcolisti e 68 astemi a una batteria di test per misurare le loro funzioni mentali. Paragonati a quelli degli uomini, i risultati delle donne alcoliste sono stati peggiori nei test di memoria visiva, di ragionamento e di soluzione di problemi. Una delle spiegazioni secondo i ricercatori e' che gli uomini hanno piu' acqua nell'organismo e possono cosi' diluire e neutralizzare meglio gli effetti dell'alcool.
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20/04/2007- Viterbo. Alcool test nella discoteche
tratto dal sito: Tusciaweb.it

Dopo la grande adesione alla fiaccolata di venerdì 13 e al concerto del 14 al Palamalè, continuano le iniziative della campagna contro le stragi del sabato sera “Il coraggio è scegliere la vita” promossa dall’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Viterbo. Questa volta scende in campo Ascom-Confcommercio di Viterbo in rappresentanza dei locali da ballo, per l’iniziativa partita lo corso sabato e che si protrarrà per tutti i fine settimana fino ad esaurimento scorte.
Nelle discoteche viterbesi Vitty Club, Clubbino, Festival e R.E.I. 120 saranno distribuiti gli alcol-test donati dalla società viterbese Francigena all'Ascom di Viterbo, che a sua volta si è incaricata di recapitarli ai gestori di locali da ballo del capoluogo.Ogni discoteca individuerà, all'ingresso del locale, un ragazzo o una ragazza che si assumerà il compito di rimanere sobrio per guidare la macchina a fine serata per tutto il suo gruppo di amici. Questo giovane, all'uscita del locale, farà l'alcol-test e se risulterà sobrio avrà in regalo un ingresso gratuito per la volta successiva.“La grande adesione di tutti i cittadini ma soprattutto dei giovani alle iniziative della campagna dall’assessorato contro le stragi del sabato sera hanno testimoniato che il problema è sentito da tutti e che è importante fare qualcosa di concreto per combatterlo – ha detto l’assessore Mauro Rotelli.- La distribuzione dell’alcol test nelle discoteche è un’altra importante iniziativa di prevenzione, per evitare che i ragazzi all’uscita dal locale in stato di ebbrezza, si mettano alla guida dell’auto con le conseguenze che purtroppo conosciamo fin troppo bene. Fare il test e risultare negativi è un atto di responsabilità che premia i ragazzi con il bene più prezioso: la propria vita”.“La nostra adesione alla campagna del Comune vuole sottolineare la volontà dei gestori di discoteche di combattere questa piaga che coinvolge i ragazzi – ha sottolineato Giacomo Barbieri di Ascom-Confcommercio – ribadendo il concetto che il divertimento proposto nei propri locali è all’insegna della salute, non dello sballo. Per questo la nostra associazione aderirà ad ogni altra campagna, anche in ambito nazionale, per ribadire il no all’abuso di alcol nella discoteche”.
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12/04/2007- Ferrero: presto DDL contro l'abuso di alcol
tratto dal sito: Ansa.it

ROMA - Sarà presentato nelle prossime settimane al Consiglio dei ministri un disegno di legge che limita la pubblicità degli alcolici in televisione e sui giornali per ragazzi e che prevede sulle confezioni etichette che avvertono sui pericoli dell'abuso di alcool per la salute. Lo ha detto a Roma il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero a margine della giornata sulla prevenzione dell'abuso di alcool presso l'Istituto Superiore di Sanità. Obbiettivo del ddl presentato dal ministero della Solidarietà Sociale, ha proseguito Ferrero, "é vietare la pubblicità degli alcolici che fa riferimento al legame tra uso di sostanze alcoliche e successo della persona".  E' invece consentito dare in tv informazioni sull'esistenza di un prodotto alcolico e sulle sue caratteristiche. "L'idea - ha aggiunto il ministro è riportare la pubblicità degli alcolici al puro elemento informativo". I limiti alla pubblicità così come l'introduzione di etichette su bottiglie e lattine che informino sui rischi dell'abuso riguarda tutte le bevande con una gradazione superiore a 1,2. Vale a dire che il provvedimento riguarda tanto le bevande a contenuto alcolico quanto la birra, il vino e i superalcolici. Il ddl non riguarda invece le bevande ad alto contenuto di caffeina sulle quali, ha precisato Ferrero, la competenza è del ministero della Salute. Obbiettivo dei limiti alla pubblicità, ha detto ancora Ferrero, "é rompere il legame che esiste nell'immaginario giovanile tra uso di sostanze e capacità di costruire relazione significative e di successo nel gruppo sociale. Oggi si affida la possibilità di una bella serata all'uso di sostanze, qualsiasi esse siano".

ANCHE COLLE E SOLVENTI IN CAMPAGNA PREVENZIONE
"Colle e solventi sono, come l'alcol, sostanze legali ma pericolosissime, la lotta a queste nuove droghe fa parte dell'iniziativa di prevenzione che abbiamo messo in campo con il ministero della Pubblica Istruzione". Così il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ha commentato il rapporto del ministero dell'Interno, anticipato oggi dal Corriere della Sera, secondo cui sono in aumento fra i giovani i consumatori di colle e solventi. "Abbiamo qualche problema per lo sblocco delle risorse ma faremo una campagna di informazione con l'utilizzo dei 'pari', cioé di giovani che spiegano ad altri giovani. Insieme a colle, solventi e alcol, ci occuperemo anche di gioco d'azzardo e doping, fenomeni sempre più preoccupanti".

UN GIOVANE SU CINQUE SI UBRIACA IL SABATO SERA
Il 20% dei giovani si ubriaca il fine settimana, più della metà dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni beve il sabato sera. Questo il risultato principale della ricerca "il pilota dell'Istituto Superiore di Sanità presentato oggi in occasione dell'"alcool prevention day". "Sappiamo dai dati più recenti che circa 770 mila tra ragazzi e ragazze al di sotto dei 16 anni consumano alcool nel nostro paese - spiega Manuele Scafato, direttore dell'osservatorio nazionale alcool dell'Iss - e il trend è in forte crescita nel corso degli ultimi anni. A preoccupare sono soprattutto le adolescenti, più vulnerabili agli effetti negativi dell'alcool". Dell'indagine é venuto fuori che è il sabato sera il momento dedicato dei giovani all'alcool. In discoteca o pub, in questo giorno beve il 74% dei ragazzi: uno e due bicchieri nel 35,7% dei casi; tre o cinque bicchieri nel 27,8%; oltre sei bicchieri il 19% delle volte. Scendendo nel dettaglio il sabato beve l'83% dei giovani tra i 16 e i 18 anni, il 67% tra i 13 e i 15, il 67% tra i 19 e i 24 e il 64% dai 25 anni in su. Ogni anno in Italia circa 25 mila decessi sono associati all'alcool e riguardano più di 17 mila uomini e circa 7 mila donne. Circa il 10% di tutti i decessi registrati nel corso di un anno sono da ritenersi dati dall'alcool.
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12/04/2007- Giovani: l'alcol vince il primo posto e supera la droga
tratto dal sito: Savonanotizie.it

Dati agghiaccianti arrivano dal rapporto dell’OMS presso l'Istituto Superiore di Sanita' (Iss): l’alcool è ai primi posti tra le cause di decesso.
Le statistiche sono state rese note durante la “Giornata sulla prevenzione dell’alcool”.
La cirrosi epatica e gli incidenti stradali sono in forte crescita: sono circa 25.000, infatti, le persone che nel 2006 hanno perso la vita in Italia, mentre ben 115.000 in tutta l’Unione Europea.
L’allarme peggiore riecheggia dal controllo effettuato sui giovani e giovanissimi ragazzi nostrani: si abbassa l’età del consumo abituale, toccando la fascia dagli 11 ai 15 anni ed il 20% dei consumatori si ubriaca fino alla stremo il sabato sera.
Per questo motivo, il Codacons ha chiesto che l’età minima consentita per il consumo di bevande alcoliche venga innalzato ai 18 anni. Ma non è soltanto l’alcol ha preoccupare.
Parallelamente, la droga è sempre più richiesta e quindi ovviamente il suo consumo. Nel 2006 sono stati trovati dalle Forze dell’Ordine stupefacenti nei posti più svariati: vasi di terracotta, orologi da muro, cestini e vaschette porta sapone, piuttosto che cocaina nascosta nel marmo ed eroina dentro i pc portatili. I morti per droga diminuiscono leggermente nel 2006, forse perché le sostanze più richieste sono i derivati della cannabis, “meno pericolosi” (se così si può dire!) di cocaina ed eroina.
Una domanda sorge spontanea: Perché lo fanno? Da cosa vogliono fuggire? Che valori e principi la società sta passando loro? Una volta era il mito di Humphrey Bogart o di James Dean a far avvicinare i ragazzi al tabagismo… E viene da chiedersi chi o che cosa li stia portando alla Tossicodipendenza.
Perché è questo che stiamo vedendo: quindicenni GIA' tossicodipendenti emuli di divi e VIP...che di certo non danno un buon esempio.
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10/04/2007- Dopo il fumo passivo anche... l'alcol passivo
tratto dal sito: Savonanotizie.it

Se io mi faccio una "pista di coca", cosa diciamo? Il fatto sicuro è che se uno beve uno o tre bicchiere e perché no? quattro bicchieri al giorno, "tutto va bene", "tutto sotto controllo"; se la persona comincia a dare qualche sintomo di "allegria", che magari col tempo diventerà quotidiana; chi lo conosce dirà, «si è vero, beve un po’ (ma allora beve moderatamente!?!) ma sapete, per fortuna non si droga». Quante volte abbiamo sentito questa frase "popolare" che nascondeva una tragica impotenza davanti ad una cosa che bisogna chiamare dipendenza da alcol. Nessuno ha cominciato una "carriera" di alcol-dipendente con 1, 2 o 3 litri di vino al giorno, ma proprio con un bicchiere.
Certo, «un bicchiere non ha mai ucciso nessuno», ma chi beve sempre acqua o bibite non alcoliche non svilupperà mai una dipendenza alcolica, uno che beve uno o due bicchieri, invece potrà potenzialmente svilupparla.
Andiamo a prevenire l'infarto per provocare una cirrosi epatica! O come dire, curiamo il mal di stomaco eliminando il pepe nero, con 1 chilo di peperoncino al giorno! Non si capisce perché questa miracolosa sostanza non viene data sotto forma di compressa, mentre invece si va a incoraggiare il consumo di vino! Non si tratta di fare del moralismo. Si tratta di vedere la realtà in faccia.
Secondo il Word Health Report dell'O.M.S. l'alcol provoca direttamente o indirettamente il 10% di tutte le malattie, il 10% dei tumori, il 63% delle cirrosi epatiche, ma anche il 41% degli omicidi ed il 45% degli incidenti, il 9% delle invalidità e delle malattie croniche. L'Istituto Superiore di Sanità sul PIL nazionale del 2003 (1.324 miliardi di euro) indica in circa 40 miliardi di euro annui tali costi. Per l'Italia, la cifra di 40.000 morti per alcol dovrebbe già far riflettere.
L'Italia ha un altro record a parte quello del deficit, molto più pesante da un punto di vista umano e sociale, è quello dell'iniziazione all'uso di alcol, che avviene a 11 e 12 anni rispetto alla media europea e anche qui il "profondo veneto" arriva per primo! E qui siamo molto attenti, perché parliamo di essere umani che non hanno ancora l'apparato digerente in grado di "filtrare" l'alcol, perché il sistema enzimatico non è ancora sviluppato completamente.
Nel corso del Vinitaly del 2005 Il Ministro Alemanno ha dichiarato niente di meno che il fumo passivo faceva male, ma non l'alcol passivo. (Alla faccia di tutte le vittime sulle strade, ci sono già in Italia 1.500 morti all'anno per "alcol passivo" cioè pedoni, ciclisti e automobilisti inconsapevoli ed innocenti, uccisi da guidatori che avevano bevuto: va ricordato che sul totale delle cause accertate o presunte d'incidente stradale, quelle per stato di ebbrezza erano l'1,2% nel 2003, sono salite all' 1,5% nel 2004, lo stato di ebbrezza rappresenta, nel 2004, il 72% del totale delle cause dovute allo stato psicofisico del conducente, con 4.140 casi rilevati (contro 3.548 del 2003).
"Emerge un quadro desolante dall’identikit dei teenager italiani nel X Rapporto Annuale dell’Osservatorio adolescenti della Società Italiana Pediatri (Sip) presentato ieri a Milano e condotto su 1.251 ragazzini dai 12 ai 14 anni. Il loro motto è «vivere come i grandi».
Nel tentativo di imitare gli adulti scelgono i modelli più sbagliati: fumano, bevono alcolici e fanno sesso non protetto.Come tanti grilli parlanti riconoscono i comportamenti a rischio poi però si trasformano in altrettanti lucignoli e razzolano male: il 75% circa (79,9% dei maschi e 69,5% delle femmine) infatti si mostra sprezzante del pericolo e solo il 24% (30% delle femmine) assicura di non fare mai cose che considera rischiose. Addirittura, il 13% (17% dei maschi) confessa di farle spesso. «I nostri teenager fanno gli adulti senza esserlo» denunciano gli esperti. «Autonomia e indipendenza sono desideri normali a questa età» ammettono, ma «il processo di adultizzazionè cresce e ci allarma», spiega il past president Sip, Giorgio Rondini.
In generale, dunque, i baby-italiani sanno cosa può far male: fumare canne (87,1% degli intervistati), ubriacarsi (86,8%), guidare senza patente (86,6%), rubare (86,2%) o avere rapporti sessuali a rischio (84,9%). Eppure aumentano i ragazzi che fumano sigarette (28,8% contro il 25,7% del 2005) e che bevono vino (47,5% contro 46%), birra (53% contro 48,3%) o liquori (23,2% contro 22,5%). Crescono anche le testimonianze su amici che fumano spinelli (44,3% contro 40,1%) o si ubriacano (37,4% contro 35,8%), e il 41% ha persino compagni che rubano. Le minacce per la salute sono in agguato, e così il 44% del campione è finito almeno una volta al pronto soccorso". (Fonte Il Tempo 22 novembre 2006).
Quotidianamente sui nostri giornali, si possono leggere articoli di vera "cronaca nera", ciò che sembra sfuggire ai giornalisti, ai politici, che spesso volentieri, tracciano spesso della giovinezza un quadro disperato e patologico, è che essi, con il loro catastrofico, alimentano una rappresentazione sociale negativa di questa fascia d'età che si ritorce inevitabilmente contro i giovani stessi.
I giovani sono una categoria estremamente eterogenea, ma non fuori della società. Ogni adulto dovrebbe essere in grado di comprendere le necessità biologiche dell'età dell"adolescenza" e rispettarla. Nella realtà, spesso, il genitore non si comporta secondo logica ed è incredibile notare con quanta facilità l'adulto rimuova dalla propria memoria il periodo della propria adolescenza.
Non resisto a citare il filosofo greco Esiodo che (attenti!) più di 700 anni a-C diceva: «Non nutro più alcuna speranza per il futuro del nostro popolo se il futuro deve dipendere dalla gioventù superficiale di oggi. Perché questa gioventù è senza dubbio insopportabile, irriguardosa e saputa. Quando ero giovane mi sono state insegnate le buone maniere e il rispetto per i genitori. La gioventù di oggi vuole sempre dire la sua, è sfacciata e maleducata».
Incredibile! I giovani, non sono altro che il prodotto più rappresentativo del mondo adulto; è il "distillato" finale di tutte le paure, le incoerenze, i disagi, le tensioni, l'aggressività, la superficialità, le debolezze di uomini e donne che li hanno preceduti e che offrono loro costanti modelli di riferimento e gesta da imitare. I giovani d'oggi, più di altre generazioni, soffrono del disagio generalizzato dell'inserimento nei contesti di una vita sempre più "banale" e crea nei giovani un sentimento di smarrimento, di inquietudine e di malessere generalizzato che in qualche modo devono essere compensati.
I nostri ragazzi sono pronti nel nostro mondo del consumismo ad affrontare o superare "l'alta marea"?, siamo ingrado, noi, di promuovere una "cultura" del tempo libero, intenso come tempo della crescita, della stima di sé stessi? (io sono, io mi relaziono, e soprattutto: io valgo). Chissà se in mezzo a tutti gli impegni, gli adulti hanno ancora il tempo per comunicare, per esprimere le proprie emozioni, per capire e farsi capire, per ascoltare, per trovare semplicemente il tempo di dialogare? La nostra società è talmente "grande e forte", che sempre rende quello che è alla base della specie umana (il lavoro e il linguaggio), una vera proprio alienazione sociale e un mutismo.
Si! Mutismo! Mutismo nelle famiglie, sul lavoro, fra ragazzi. Parliamo, ma come? "Basta pensare all'Internet Addiction Disorder (Iad) o alla dipendenza da telefono cellulare, due patologie evidentemente figlie dei nostri tempi purtroppo sovente sottovalutate e non diagnosticate". (Cesare Guerreschi. New addictions. le nuove dipendenze. Edizioni San Palo). La società fa di noi dei... numeri. Non sarà un caso tutte queste depressioni, tutte queste forme di dipendenza da gioco, sempre in aumento, l'uso sempre in aumento di sciroppi e pastiglie che ridanno la voglia non di vivere, ma semplicemente, di "sopravvivere".
Per i non "specializzati" può sembrare esista una netta differenza fra le dipendenze estreme (le droghe e dunque l'alcol) e quella delle "nuove dipendenze" (internet, lavoro, cellulare...), eppure la radice è sempre la stessa, ed è sempre autodistruttiva: è il bisogno primario, inarrestabile, indifferibile ed irrinunciabile di compiere una determinata azione, che riduce l'essere umano ad essere uno schiavo impotente delle proprie pulsioni, una patologia grave, che condiziona la vita di milioni di persone e delle loro famiglie, in modo traumatico e purtroppo spesso violento
Ovviamente, si capirà dalla mia lettera che bisogna cambiare modo e stile di vita, vale per l'alcol ovviamente, ma per tutto il resto della nostra vita. Quando si parla di stile di vita, di modo di vivere, vuol dire partire da se. Fossilizzarsi sulla pietà o sullo sdegno non aiuta a crescere e ogni individuo oggi, ha il diritto e il dovere di vivere e non sopravvivere.
Tutti questi problemi non possono essere risolti nel breve tempo, ma devono stimolare ad una riflessione su di noi e la società... noi e la vita. Per una vita e uno stile di vita diverso, estraneo a qualsiasi "droga" di tipo culturale o... psicoattivo!
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