Le News sulle
DIPENDENZE
aggiornate al 31 Gennaio 2008
I
testi delle DROGHE NEWS
*Tutte le news hanno solo scopo
informativo e non dipendono da L'Arca Teen
Challenge.
tratto dal sito: Lescienze.repubblica.repubblica.it
Grazie alla risonanza magnetica funzionale, un gruppo di ricercatori dell'Università della Pennsylvania ha dimostrato che
le immagini subliminali sono in grado di innescare reazioni nei centri cerebrali
che controllano le emozioni, innescando, in soggetti particolarmente sensibili,
una serie di reazioni comportamentali. I soggetti "sensibili" studiati nella
ricerca erano azienti affetti da dipendenza da cocaina.
Come spiegano in un articolo pubblicato sulla rivista on line ad accesso
libero PLoS ONE, i ricercatori,
diretti da Anna Rose Childress, hanno mostrato ad alcuni pazienti affetti da
dipendenza da cocaina una serie di immagini che riproducevano alcuni oggetti
comunemente usati per l'assunzione di quella droga, come cannucce per sniffare o
pipe da crack.
Le immagini erano però proposte per un intervallo di tempo molto breve - 33
millisecondi - insufficiente perché il paziente potesse rendersi conto di averle
viste. Tuttavia, le immagini sono state in grado di stimolare un aumento di
attività nel sistema limbico, una rete di circuiti cerebrali coinvolta nei
processi emotivi e della ricompensa che sono implicati nel comportamento di
ricerca della droga e nel craving.
"Questa è la prima evidenza che stimoli all'esterno della nostra coscienza
possono innescare la rapida attivazione dei circuiti che portano al
comportamento di ricerca della droga" ha detto Nora Volkow, che dirige il
National Institute on Drug Abuse (NIDA). "I pazienti spesso non sanno indicare
quando e perché si scatena in loro il comportamento di craving. La comprensione
del modo in cui il cervello inizia a provare un desiderio irrefrenabile della
sostanza è essenziale per il trattamento della dipendenza."
Childress e
colleghi hanno anche scoperto che le regioni del cervello attivate dalle
immigini della droga si sovrappongono a quelle attivate dalla visione di
immagini di natura sessuale. Ciò conferma secondo i ricercatori che le droghe
che provocano dipendenza si "impossessano" di aree cerebrali che riconoscono la
ricompensa naturale ad attività essenziali per la sopravvivenza individuale e
della specie, come il cibo e il sesso.
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tratto dal sito: Diregiovani.it
I tossicodipendenti cambiano. Alla figura dell'eroinomane emarginato,
disoccupato e con un basso livello di scolarità si è progressivamente sostituita
una nuova tipologia di consumatori. I giovani che fanno uso occasionale di
sostanze stupefacenti risultano essere, in generale, persone socialmente
integrate, con un buon livello di istruzione e che assumono droga per
divertirsi, sia nei locali pubblici sia in privato, spesso associandola
all'alcol.
In base agli studi effettuati da parte dei Nuclei operativi
per le tossicodipendenze (Not) di alcune Prefetture, tra il 2000 ed il 2006,
risulta che il 98% circa delle persone segnalate sono italiane, in gran parte
celibi o nubili, vivono ancora in famiglia e, in particolare, il 20% di loro
abita con un solo genitore. Per quanto riguarda il percorso scolastico, oltre il
45% dei segnalati possiede la licenza media, il 30% ha un diploma di scuola
superiore, il 15% circa è in possesso di una qualifica professionale, mentre un
terzo circa delle persone sottoposte al colloquio con il funzionario dei Not e
l'assistente sociale ha abbandonato gli studi.
Per quanto riguarda lo
status occupazionale, la maggioranza dei segnalati risulta lavorare regolarmente
(tra il 40 e il 49% nel periodo considerato), gli studenti rappresentano una
percentuale compresa tra il 14 e il 22%, mentre i disoccupati sono appena l'8%.
Riguardo all'età della prima assunzione, oltre la metà delle persone segnalate
riferisce di avere iniziato a consumare sostanze stupefacenti da adolescenti,
tra i 14 ed i 18 anni, e più di un terzo del totale dei segnalati riferisce di
assumere contemporaneamente alcool e droghe. Infine, dai dati raccolti
nell'ambito dei colloqui, risulta che il 70% delle persone segnalate non ha
avuto, in precedenza, nessun contatto con i servizi di recupero della
tossicodipendenza.
In merito alle sostenza assunte, la ricerca dei Not
copre un arco di tempo che va dal 1991 al 2006, cioè da quando sono stati
istituiti i Nuclei operativi per le tossicodipendenze delle Prefetture (con dpr
309/90) fino a quando non è intervenuta la n. 49/06, che ha accentuato l'aspetto
repressivo nei confronti dei soggetti segnalati ex art. 75 del testo unico e ha
privato il Nucleo della possibilità di proporre un programma terapeutico in
alternativa alle sanzioni.
In 15 anni, il numero dei segnalati ai
prefetti dalle forze dell'ordine è stato di 516.427 persone, mentre le
segnalazioni effettuate sono state 653.377, tenendo presente che una stessa
persona può essere stata segnalata più volte in uno stesso anno o in anni
diversi. Il primo dato importante è che oltre l'80% dei segnalati risultano
avere un solo "avviso", mentre il 20% circa sono pluri-segnalati. In maggioranza
sono uomini (il 93% circa), mentre l'età media è di 24 anni. Non solo: 46.734
ragazzi (pari al 9% circa) sono minori di 18 anni.
Significativo è
l'andamento delle persone segnalate in base alle diverse sostanze: in 15 anni la
percentuale di chi ha fatto uso di cannabinoidi,
che rimane la prima sostanza di segnalazione, è quasi raddoppiata (è passata dal
42% del 1991 al 74% nel 2006); l'eroina invece ha subito un tracollo (dal 50% del '91 all'8%
del 2006), mentre le segnalazioni per cocaina sono
triplicate (dal 5% del '91 al 14% del 2006). E se anfetamine e Lsd sono
sostanzialmente stabili (dal 2000 la media è ferma allo 0,20%), il consumo di
ecstasy e le sostanze analoghe è cresciuto dallo 0,13% allo 0,65% con punte del
2% tra il 1995 e il '96.
Per quanto riguarda la dislocazione geografica,
al Sud si registra una costante crescita di segnalazioni e, a partire dal 2004,
i segnalati in questa area del Paese hanno presentato i valori più elevati. Una
possibile spiegazione di questo particolare aspetto - si legge nel rapporto - è
che alcune regioni dell'Italia meridionale sono divenute, nel tempo, il crocevia
per la rotte del narcotraffico. Anche per le Isole, il trend dei segnalati è
stato in lieve ma costante aumento.
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tratto dal sito: Notizie.alice.it
L'Asl di Milano stima un aumento di circa il 26% delle persone in trattamento
per cocaina nel triennio 2006-2008. E' quanto si legge in una nota della Regione
Lombardia che ha stanziato 448.000 euro per i centri di cura delle dipendenze.
Secondo i dati del Pirellone chi fa uso di cocaina tende a non considerarsi
tossicodipendente e di conseguenza a sottovalutare la pericolosità del proprio
comportamento. Per affrontare dunque una situazione che necessita un approccio
su più fronti, molte Asl si sono organizzate, direttamente o attraverso servizi
del privato sociale e hanno messo a esclusiva disposizione delle persone
dipendenti da cocaina locali e personale.
La Giunta della Regione Lombardia, su proposta dell'assessore alla Famiglia e
Solidarietà sociale, Gian Carlo Abelli, ha stanziato quasi mezzo milione di euro
per permettere a questi servizi di "stabilizzarsi" e di rientrare nelle
programmazione aziendale delle Asl. I fondi verranno suddivisi tra le aziende
sanitaria che hanno attivato i Centri per il trattamento e la riabilitazione dei
cocainomani, in relazione al numero degli utenti: 45.000 euro per quelli con più
di 50 utenti e 25.000 per quelli con un numero inferiore. Questa iniziativa si
collega al Progetto nazionale di ricerca sul tema. Il coordinamento tecnico è
stato affidato all'Asl di Varese e i centri di sperimentazione ai Sert (servizi
territoriali tossicodipendenze) di Brescia e di Milano.
All'Asl di Brescia e di Milano 1, che usufruiscono già di un contributo di
28.500 euro, in quanto facenti parte del progetto nazionale, verranno assegnati
16.500 euro. All'Asl di Varese, per il monitoraggio delle attività dei Centri,
verranno assegnati 17.000 euro, all'Asl di Bergamo (dipartimento dipendenze)
45.000, all'Asl di Como (Società cooperativa Arca di Como) 45.000, all'Asl di
Lecco (Cooperativa sociale Atipica, 25.000), all'Asl di Lodi (Famiglia Nuova)
25.000, all'Asl di Mantova (Arca Centro Mantovano di Solidarietà) 25.000. Per
quanto riguarda Milano città: Sert Canzio (dipartimento dipendenze) 45.000,
associazione Saman 45.000, Sert Gorgonzola (dipartimento dipendenze) 45.000,
associazione Comunità nuova 25.000. All'Asl di Pavia (dipartimento dipendenze)
45.000 e all'Asl di Varese (dipartimento dipendenze) 45.000.
Sempre in tema di dipendenze, il ministero della Solidarietà sociale ha
individuato la Lombardia come Regione capofila del progetto "Sperimentazione del
Sistema di Allerta Rapido (Sar) nell'area delle tossicodipendenze", assegnandole
anche un contributo di 380.000 euro perché lo possa realizzare. Il progetto, di
durata biennale, ha l'obiettivo di elaborare un sistema di "allerta" e di
"attenzione" sulle sostanze circolanti, sulle modalità di consumo e le
caratteristiche dei consumatori. Si vuole conoscere meglio il fenomeno per
migliorare i sistemi di prevenzione e di terapia e per favorire lo scambio di
informazioni ed esperienze tra le Regioni che parteciperanno al progetto.
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tratto dal sito: Droghe.aduc.it
Secondo il rapporto annuale dell'Odyssey House, a 12 anni e mezzo c'e' il primo
avvicinamento alla droga, e per la prima volta in trenta anni l'alcol ha
superato per diffusione gli stupefacenti.
James Pitts, direttore
esecutivo dell'Odyssey, ha dichiarato: "I ragazzini di 12 e 13 anni provano le
droghe, specialmente alcol e cannabis. Negli anni '70/80 l'eta' media era di
17/19. Sfortunatamente per i giovanissimi l'alcol e' spesso la via per le
droghe, e se la tossicodipendenza continua in eta' adulta diventa piu' difficile
da superare".
Bambini di 10 anni entrano nei centri per alcolisti e questo e'
un chiaro segnale, per Pitts, che si avvicineranno anche alla cannabis.
"Probabilmente alcuni di loro, arrivati a 11/12 anni, fumeranno la
cannabis".
Dalla ricerca e' emerso che i bambini piu' a rischio sono quelli
provenienti da famiglie povere, senza controlli da parte dei genitori,
specialmente quelli lasciati soli dopo l'orario scolastico. "L'eta' in cui i
ragazzini iniziano a fumare il tabacco e' un altro segnale di possibile futuro
consumo di droga. Se una persona fuma le sigarette non e' cosi' distante l'idea
di fumare marijuana o eroina", conclude Pitts.
Dalla ricerca e' risultato che
quasi l'85% dei ragazzi tra i 12 e i 20 anni si sono ubriacati o storditi con le
droghe, ma solo il 10% e' diventato tossicodipendente o alcolista. I ricoveri
all'Odyssey House sono aumentati nel periodo 2006/7 del 34%, da 614 a 825; il
57% ha un'eta' compresa tra i 18 e 30 anni, e il 68% e' di sesso maschile.
L'alcol e' la ragione primaria del ricovero, con il 28% dei casi, ossia un
aumento nel 2006/07 del 20% rispetto al periodo 2004/05. Il 70% dei ricoverati
ha dimostrato una forte dipendenza dall'alcol. L'Ice e l'ecstasy sono state la
causa del 26% dei ricoveri, anche in questo caso in aumento rispetto al passato,
mentre l'eroina e' scesa al 18% dal 31%. I ricoveri per cannabis sono rimasti
stabili, al 14%.
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tratto dal sito: Lastampa.it
Non
è sballo, questo. Non è istinto, impulso, questione di un attimo che si
trasforma in una notte intera. Questa è abitudine, premeditazione. Stile di
vita, verrebbe da dire. Sbandierato con un certo orgoglio, per di più. Prendete
marijuana e hashish: un ragazzo su tre, a 15 anni, ne fa uso. E non ne fa
mistero. Per molti, a quell’età, è un’esperienza vissuta in gruppo, come un
rito d’iniziazione. Il peggio è che per alcuni – ma non sono pochi - fumare
spinelli è un modo consueto per trascorrere il tempo. Una costante. Quasi uno
su dieci in Piemonte, secondo l’indagine dell’Health Behaviour in School-aged
Children, gruppo di ricerca coordinato dal professor Franco Cavallo
dell’Università di Torino. Il campione è lo stesso utilizzato per studiare le
abitudini alimentari dei giovani piemontesi tra 11 e 15 anni. Solo che stavolta
si parla di «comportamenti a rischio»: fumo, alcol, droga. E anche su questo
versante le buone notizie non sono molte.
La cannabis è parte integrante del modo di vivere di un adolescente su tre. Ma
non è la sola. C’è
dell’altro. Altre sostanze, che si chiamano cocaina, colle, solventi, Lsd,
ecstasy. Droghe sintetiche, di quelle che fanno ballare fino all’alba senza
sosta, senza sentire la
fatica. Senza perdere lo smalto. Uno su cinque, già a 15
anni, ci si è imbattuto. Sorprende, per certi versi, che siano i farmaci a
guidare la graduatoria: antidepressivi ma non solo. Come negli Stati Uniti, da
qualche mese in allarme per una medicina contro la tosse: assunta in dosi
massicce provoca le allucinazioni. E si sta trasformando in uno stupefacente
molto in voga tra la gioventù californiana. In Italia non sembrano esserci
farmaci che vanno per la maggiore, ma il meccanismo è identico: sfruttarne gli
effetti collaterali per darsi la scossa.
Ogni venerdì e sabato notte le squadre del 118 solcano le strade di Torino
raccattando ragazzi ubriachi. Un intervento su tre: la media è questa. Facile a
credersi, visti certi dati. Il 39 per cento dei ragazzi di 15 anni si è
ubriacato almeno una volta nella vita, e a quasi il dieci per cento capita con
una certa frequenza. Accade – meno spesso – anche ai più giovani: al 18 per
cento dei tredicenni e l’8 per cento degli undicenni è già successo di bere
fino al punto da prendersi una sbornia colossale. Del resto, i numeri sul
consumo di alcolici non lasciano spazio a troppi dubbi: c’è una platea vasta,
che oscilla tra l’eccezione e la norma, tra la bevuta saltuaria e quella
regolare. Tra i quindicenni la cifra è alta: il 40 per cento di loro beve vino,
birra e superalcolici più di una volta a settimana; quasi il 10 per cento lo fa
addirittura ogni giorno. Stesso discorso per il 5 per cento dei tredicenni. Per
non parlare dei giovani di 11 anni: quasi la metà di loro, saltuariamente,
beve.
Resta la sigaretta, uno degli incrollabili vizi nazionali. Non fa eccezione
nemmeno per loro. Attira, e poi finisce per trasformarsi in un’abitudine che si
trascina fino all’età adulta. Come tutto il resto, d’altra parte. Il rapporto
mette in guardia: «È proprio in questa età che si stabiliscono i modelli di
consumo che verranno verosimilmente mantenuti in futuro. Più precisamente,
sembra esistere un legame tra l’iniziazione in giovane età e l’abuso di alcol
in età adulta».
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tratto dal sito: Foxtv.it
Charlie. La fragilità. Charlie. La tentazione.
Charlie. La voglia di cambiare, e la mancanza di volontà per farlo.
Charlie, nel gruppo dei sopravvissuti, rappresenta
la dipendenza. E non intendiamo solo la
dipendenza ‘materiale’ da quella polverina bianca che, più volte, sia sull’isola
che nella sua vita precedente, lo conduce alla rovina e all’isolamento e al
disprezzo degli altri. Intendiamo la dipendenza dalle sue paure, dai numerosi
sensi di colpa che lo attanagliano, dal giudizio delle persone. E la dipendenza dai suoi sogni.
E i
sogni di cui si nutre Charlie Pace, ex
chierichetto che sul braccio ha un tatuaggio con scritto "Living is easy with eyes closed" (in italiano
“È più facile vivere con gli occhi
chiusi”), una citazione dalla canzone Strawberry Fields Forever dei Beatles, sono soprattutto due: la musica, ovvero come diventare una famosa
rockstar con la band che ha fondato insieme al fratello, i Driveshaft; e Claire, ovvero come
renderla felice (a partire da un banalissimo barattolo di burro d’arachidi!) e
guadagnarsi la sua fiducia illimitata e il suo amore incondizionato.
Claire,
e suo figlio Aaron (affettuosamente ribattezzato Testa di
Rapa), sono coloro verso cui Charlie riversa tutta la sua energia, e coloro
verso cui scatena, a volte anche in modo eccessivo, il suo istinto di
protezione. “Salvarli perché non riesce a salvare se stesso”,
così spiega il saggio Locke, nella seconda stagione, questo sentimento forte,
velato di una certa irrazionalità, del ragazzo verso madre e figlio. Quello
stesso Locke che ammette di possedere tutti gli album del suo gruppo, quello
stesso Locke che tenta di strapparlo al “virus” della droga, quello stesso Locke
che lo aiuta a ritrovare la sua amata chitarra; e quello stesso Locke che lo
prende a pugni davanti a tutti, umiliandolo.
Charlie non è il
personaggio più simpatico di Lost, e neanche il più positivo, il più esemplare. Charlie sa
essere antipatico, brusco, vendicativo, polemico, anche aggressivo. Ma Charlie
sa essere anche capace di immenso eroismo e incredibile
coraggio: come quando salva Jack imprigionato nella caverna, o come
quando si lancia senza esitazione insieme a Sayid alla ricerca di Aaron, rapito
dalla Rousseau; o come quando salva tutti i suoi compagni, sacrificandosi nella
stazione Lo Specchio, dopo aver lasciato un estremo messaggio,
di vitale importanza, al suo amico Desmond, che più volte si
era prodigato per rimandare il funesto destino che lui stesso gli aveva
presagito.
Charlie si arrende al suo destino di morte, per un Bene
più grande, con l’immagine nella mente di Claire che sale sull’aereo di
Naomi e si salva.
Si salva per tornare a un’esistenza
normale, lontana dalle insidie dell’isola dei misteri. Un’esistenza di
cui lui non può più far parte, se non in dolciamari ricordi.
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tratto dal sito: Voceditalia.it
Una volta era considerata la droga dei ricchi. Un lusso per chi era “arrivato”,
un gioco proibito. Ma i tempi sono cambiati, e la Milano da bere è diventata nel
terzo millennio la Milano "da tirare”. Negli ultimi anni il consumo di bamba è
cresciuto a ritmi esponenziali e il costo di una “pallina” - in gergo, la dose
di droga - è sceso vertiginosamente. Ed ecco che il gioco proibito diventa
fenomeno di costume, moda, abitudine.
“Cocaina”,
documentario realizzato da H24Agency e RaiTre, in onda domenica
9 Dicembre su Rai Tre alle 21.30, porterà dentro la realtà del fenomeno, senza
mezze misure, direttamente al cuore del problema. Il format usato, quello del
docu-film, è il marchio di fabbrica della coppia Burchielli-Parissone, già
premiati per “Stato di paura” su via Anelli a Padova (premio critica
Ilaria Alpi) e “Napoli, vita morte e miracoli” (premio Flaiano
per la Tv). I due autori continuano nel solco del documentario in presa
diretta, capace di fare vedere in una chiave inedita cose che esistono sotto i
nostri occhi ma che spesso ci sfuggono.
L’obiettivo è “quello di
raccontare i macrofenomeni sociali, i conflitti, i temi su cui la gente si
interroga” spiega Mauro Parissone. “Un tema centrale, due-tre
protagonisti, la telecamera digitale che li segue a ogni passo, per mesi. Il
racconto puro e semplice delle loro vite”: questo il metodo, descritto da
Roberto Burchielli.
La protagonista è ovviamente la
cocaina, ma anche i percorsi attraverso cui la polvere bianca incrocia la vita
degli individui. Il contesto dell’indagine è il nord, in particolare la
Lombardia. Le telecamere al seguito anche di una squadra anti-narcotici
milanese ci racconteranno di insospettabili e maldestri acquirenti, di giovani
sballati e di ex spacciatori pentiti ma non troppo. L’occhio indiscreto della
telecamera riprendei rituali che accompagnano il “movimento” di uno spacciatore,
piuttosto che l’arresto in flagranza con relativa stesura dei verbali. Ma
soprattutto riporta con evidenza la totale inconsapevolezza dei
consumatori intervistati e la crescita spaventosa del fenomeno.
Si
calcola che nella sola Milano si consumino mediamente
120.000 dosi di coca al giorno, media che raddoppia nel
week-end, in cui le dosi diventano 250.000.
Il microcosmo di chi “si fa” è variegato:
c’è chi lo fa perché "fa figo", ma c’è
anche chi la usa per fare doppio turno al lavoro e chi oramai non ne
può più fare a meno. Si fanno i ragazzi, a volte ancora
minorenni, per sentirsi grandi; lo fanno i grandi, di qualsiasi
estrazione sociale per noia o per vizio. La coca non fa distinzioni. Il
racconto della notte milanese, a tratti crudo nella sua
autenticità, s’intreccia con la storia di un ex spacciatore, e
con una serie di testimonianze di alcuni operai, i cosiddetti cottimisti,
lavoratori a ore nel campo dell’edilizia vittime del caporalato illegale, che
“pippano” nell’illusoria convinzione di fare un po' più di soldi con qualche ora
in più di lavoro.
Il documentario, dopo i primi spot che ne annunciavano
la messa in onda, era stato nei giorni scorsi al centro di
polemiche dopo un intervento dell’ex Ministro delle
Comunicazioni Maurizio Gasparri, che aveva chiesto la sospensione della
messa in onda di “Cocaina” sostenendo che fosse "un’incitazione all’uso di
droga".
Decisa la difesa del programma da parte del Direttore di rete
Paolo Ruffini, che ha definito "Cocaina" “un distillato di
realtà confezionato come un film”, confermando la programmazione del
documentario. Il Direttore di Rai Tre ha inoltre annunciato che la
collaborazione tra la rete e H24Agency darà vita a “L’Italia allo
specchio”, una serie di 6 film su tematiche come sicurezza e giustizia,
che andranno in onda da Febbraio del 2008.
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tratto dal sito: Repubblica.it
Quando i politici invocano la censura televisiva preventiva, c'è da tenere
dritte le antenne: vuol dire che quel programma coglie nel segno. La conferma
viene da Maurizio Gasparri (An). RaiTre annuncia che domenica sera trasmetterà
Cocaina, film in presa diretta di Roberto Burchielli e Mauro Parissone, e l'ex
ministro chiede prontamente la sospensione dello spot ("vera e propria
pubblicità per la cocaina") e il blocco del programma.
"Ma il problema
cocaina esiste, è giusto che il servizio pubblico ne parli", rispondono
Francesco Ferrante e Franco Ceccuzzi del Pd, il verde Marco Lion. E Paolo
Ruffini, direttore di RaiTre, nel confermare che il documentario si vedrà,
spiega: "Cocaina racconta in presa diretta un mondo che non vediamo anche se è
sotto i nostri occhi. Un po' come avevamo già fatto con Residence Bastoggi. È un
distillato di realtà confezionato come un film".
Cocaina viene definito
docu-choc. Vedendo in anteprima il film si ha in effetti la percezione di un
nuovo modo di lavorare. "Vogliamo raccontare i macrofenomeni sociali, i
conflitti, i temi su cui la gente si interroga", spiega Burchielli, che firma
anche la regia: "Lo facciamo scrivendo le storie al contrario, demolendo i
luoghi comuni". Così con "L'Italia si guarda allo specchio" (titolo provvisorio)
il 9 dicembre si prenderà di petto il fenomeno dell'invasione della polvere
bianca.
Da una nottata con un poliziotto della Mobile che documenta lo
spaccio a Milano si passa alle testimonianze di ex spacciatori e di consumatori
insospettabili: una dose di coca costa poco, oggi i muratori sniffano anche per
fare un turno in più. Molti parlano a volto scoperto, grazie al paziente lavoro
degli autori di H24 Film: quasi degli "infiltrati", passano mesi con i
protagonisti delle storie. Gli altri film in onda su RaiTre (da febbraio)
toccheranno i temi della paura, dell'insicurezza, del senso di giustizia.
Partendo da storie quotidiane. "Un tema centrale,
due-tre protagonisti, la telecamera digitale che li segue a ogni passo, per
mesi. Il racconto puro è semplice delle loro vite", dice Burchielli. La scelta
degli argomenti? "Ci interessa vivere i fatti mentre accadono, trattare storie
forti, centrali, popolari", spiega Parissone, l'altro autore: "Storie che siano
accessibili a tutti e non solo a quelli che si possono permettere l'abbonamento
a Sky. Dare la possibilità di conoscere, di capire in che paese viviamo non può
essere un privilegio a pagamento, ma un diritto civile". Non a caso, la premiata
ditta Burchielli-Parissone nel 2007 ha ricevuto riconoscimenti per Stato di
paura su via Anelli a Padova (premio critica Ilaria Alpi) e Napoli, vita morte e
miracoli (premio Flaiano per la Tv).
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tratto dal sito: 3.varesenews.it
Sono circa dieci milioni, in Europa, le persone che
hanno provato almeno una volta nella vita la cocaina. I consumatori
sono oltre tre milioni e mezzo.
Che la polverina bianca sia ormai il pezzo
"forte" del narcotraffico è cosa risaputa, confortata dagli esami delle acque del Po e del
Tamigi, dell'aria di Roma e, molto drammaticamente, dalle richieste di aiuto
che arrivano alle strutture sanitarie.
Ed è proprio per rispondere alla
crescente domanda che l'Asl di Varese ha avviato un
"Ambulatorio della cocaina" che fornisce informazioni,
conselling ma anche attività diagnostica, terapeutica e riabilitativa, riservato
alle persone che hanno problematiche di uso, abuso e dipendenza da cocaina.
L'ambulatorio, che in dicembre diventa pienamente operativo dopo sei mesi di
sperimentazione, è attivo in via Rossi 9, il lunedì, il
mercoledì e il venerdì dalle 14.30 alle 17.30 e il martedì dalle 9.00 alle
12.00. Il servizio ha, a disposizione, anche un numero verde,
800 018280, e una help line sul portale www.indipendenze.org
La cocaina, come tutte le droghe,
altera l'attività del cervello, procurando euforia ed energia.Questo stato dura
circa trenta minuti ma, se insieme alla cocaina viene assunto alcol, gli effetti
riescono a durare fino a due ore e mezzo. La droga agisce a livello dei neuroni
stimolando sostanze chimiche che favoriscono l'euforia, abolendo gli stimoli di
fame e sete ma aumentando la pressione arteriosa. E così iniziano i guai:
aumentano le possibilità di infarto e di crisi ipertensive e
sono assicurate le forme paranoiche e i deliri persecutori (
sospettosità, paura, paure irrazionali di ladri, poliziotti, nemici in genere)
anche dopo la prima assunzione. Fisicamente, gli assuntori di cocaina hanno le
pupille dilatate e presentano un'iperattività eccessiva.
Anche in Italia la cocaina ha invaso il
mercato, tant'è che il nostro paese è il quarto al mondo per
consumi, dietro solo a Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna. In
Lombardia la percentuale di consumatori di cocaina è dipoco al di sotto
del 10%, percentuale che cresce leggermente per la nostra
provincia.
I fruitori sono soprattutto giovani tra i 15
e i 34 anni: si va da poco più dell'1% a 15 anni sino all'8,5% dei
diciannovenni. In prevalenza sono ragazzi, frequentatori di discoteche
anche se l'allarme è scattato anche nelle scuole. Una ricerca
effettuata su un campione di studenti delle medie superiori in provincia rivela
che l'11% degli adolescenti intervistati ha dichiarato di fare uso di
cocaina. La principale motivazione di chi ne fa uso regolarmente è la
voglia di avere sensazioni forti, il bisogno di aiuto per sentirsi bene, per
vincere la noia, per migliorare il proprio rapporto con gli altri.
Il percorso che offre il nuovo
ambulatorio dell'Asl è di tipo psico-educativo e
psicoterapeutico: «L'utilizzo dei gruppi di aiuto - ha spiegato il
dottor Vincenzo Marino, responsabile del Dipartimento delle Dipendenze
dell'Asl - è il miglior approccio ad un fenomeno che somma vari
aspetti: biologici, economici, sociali, emotivi, relazionali e psicologici.
L'utilizzo di farmaci avviene solo per controllare gli stati d'umore, nel
momento in cui si fa uso o si smette di usare la sostanza».
L'equipe
dell'ambulatorio cocaina è composta da medici, psicologici ed assistenti sociali
con supporto di infermieri professionali e psichiatri.
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tratto dal sito: Tifoweb.it
“Date rape drug”, la droga dello stupro premeditato. Ecco come viene
soprannominato negli Stati Uniti l'Acido Gamma Idrossi Butirrico (GHB), un
farmaco, o perlomeno nato come tale, usato a partire dagli anni '60 per indurre
stati di anestesia.
Usato in Europa nelle terapie dell'alcolismo e della
narcolessia, si trova sul mercato clandestino a causa di un suo possibile uso
"alternativo". Il GHB, che in gergo viene chiamato Scoop, ha infatti, il potere
di annullare le reazioni, impedendo di valutare una situazione o di difendersi
e, se ingerito a dosi elevate e mescolato con alcool, fa svanire il ricordo di
ciò che è accaduto.
Essendo il GHB inodore ed incolore, è molto
difficile, se non impossibile, riconoscerlo se versato furtivamente in qualche
bevanda. Lo scoop costa poco, e i suoi effetti possono durare dalle tre alle sei
ore; può causare stato di coma e morte, depressione respiratoria, soffocamento
per ingestione e vomito.
Il traffico avviene soltanto tramite giri
illeciti: può essere venduto sottobanco in qualche sexy-shop o su internet. La
notizia è venuta fuori proprio dalla cronaca italiana quando, nel 2005 una
ragazza di Perugia è stata stuprata all'uscita di una discoteca da più uomini,
non ricordandosi però nulla dell'accaduto, a parte il fatto di avere accettato
un cocktail da un ragazzo appena conosciuto; la ragazza a quanto pare è stata la
prima vittima nel nostro paese di questa droga.
L’unica prevenzione
possibile è quella di evitare di accettare bevande da sconosciuti soprattutto
quando vengono offerte gratuitamente da contenitori non sigillati o direttamente
nel bicchiere.
Alessandra Maratea
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tratto dal sito: Droghe.aduc.it
Un piano valido un anno, per recuperare il tempo perduto e intanto preparare
quello a piu' lungo respiro, che avra' durata triennale come vuole l'Europa: e'
il Piano italiano di azione sulle droghe, che il ministro della solidarieta'
sociale Paolo Ferrero ha scritto in collaborazione con alcuni colleghi di
governo, e che l'Ue ci ha chiesto da tempo visto che l'Italia, insieme a Malta,
e' l'unico Paese europeo a non esserne dotato.
Quello di oggi e' il penultimo
step del Piano d'azione, che dopo l'ok del Consiglio dei ministri dovra' ora
affrontare il vaglio della Conferenza Stato-Regioni ed enti locali. Il documento
prevede per la prima volta una valutazione del raggiungimento degli obiettivi e
un forte coordinamento tra tutti i soggetti impegnati nell'intervento sulle
droghe. Sempre per la prima volta, sara' fatta una mappatura delle risorse e del
sistema dei servizi per le dipendenze; saranno anche definiti i criteri per
trasformare i servizi a fronte delle nuove forme di consumo, includendo oltre a
sostanze stupefacenti come la cocaina e le droghe sintetiche anche il doping e
il gioco d'azzardo patologico.
Cinque gli assi sui quali e' incardinato il
piano, che copre tutto il 2008: coordinamento nazionale e interregionale;
riduzione della domanda; riduzione dell'offerta; cooperazione internazionale;
informazione, ricerca, valutazione.
COORDINAMENTO - Prevista la creazione di
un coordinamento permanente tra le amministrazioni centrali, regionali e locali
competenti e la ricostituzione del Coordinamento tecnico tra le Regioni in
materia di droga. Una delle grosse novita' e' la valutazione del raggiungimento
degli obiettivi indicati nel Piano, che sara' attuata mediante la stesura di un
report indicante le criticita' e i suggerimenti per il Piano
triennale.
RIDUZIONE DOMANDA - Si prevede la creazione di Piani d'azione
regionali di durata pluriennale. Nei locali di divertimento, i servizi per le
dipendenze faranno interventi di 'prevenzione selettiva' rivolti ai consumatori.
Sara' istituito l'Osservatorio sul disagio giovanile legato alle dipen denze. Si
fara' una mappatura del sistema dei servizi, che servira' a definire i criteri
per riformarli, anche a fronte di nuove forme di consumo come la cocaina, le
droghe sintetiche, le sostanze dopanti e il gioco d'azzardo. Poi ancora
definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza per le dipendenze patologiche,
produzione di linee guida sulla riduzione del danno e individuazione delle
tipologie di intervento che possono, da sperimentali, diventare stabili, oltre
al coinvolgimento dei medici di base nel trattamento delle persone dipendenti,
in collaborazione con i Sert.
BOLLINI CONTRO GIOCO PATOLOGICO E DOPING -
Previsti accordi con le associazioni dei gestori di slot machine, per
sensibilizzarli alle problematiche del gioco patologico e farli aderire a un
codice di auto-regolamentazione: i locali che si adegueranno avranno una sorta
di bollino di qualita', una certificazione di 'locale libero da gioco
patologico'. Stesso percorso per le palestre: accordi con le associazioni di
categoria per sensibilizzare i gestori alle problematiche del doping e rilascio
finale della certificazione di 'palestra sicura'.
RIDUZIONE OFFERTA -
Obiettivo principale e' migliorare gli interventi repressivi di contrasto alla
produzione e al traffico, concentrandosi sulla criminalita'
organizzata.
Previsti accordi di cooperazione transnazionali. Tra le
curiosita', la modifica della legge attuale sulla droga (309/90) per consentire
la coltivazione della canapa sativa (la pianta da cui si ricava la fibra, non
quella da cui si ottiene l'hashish) 'a fini leciti'. Da segnalare anche la lotta
al traffico di droghe via Internet, anche attraverso una mirata revisione
normativa (come gia' avvenuto per la pedopornografia).
COOPERAZIONE
INTERNAZIONALE - Prevista l'assistenza finalizzata alla creazione di attivita'
economiche alternative alle coltivazioni illegali (ad esempio l'aiuto ai
contadini afghani per trasformare le colture di oppio).
INFORMAZIONE -
Previsto l'avvio del nuovo Sistema Informativo Nazionale Dipendenze (Sind), un
nuovo modello di raccolta dati sui consumi. Il piano vuole anche attivare in via
sperimentale il Sistema di Allerta Rapido (Early Warning System) nazionale, in
linea con quanto previsto in ambito europeo: si tratta, in sostanza, di
raccogliere, validare e diffondere le informazioni, fornite dagli operatori
delle dipendenze, sulle nuove sostanze che compaiono sul mercato o su sostanze
tagliate in modo da essere pericolose, sulle nuove tendenze e i nuovi fenomeni.
Per quanto riguarda le sostanze dopanti, infine, si prevede un'azione di
informazione da attuare per telefono e attraverso i mass media: in pratica, una
sorta di numero verde sul doping.
'Entro fine anno si avviera' finalmente la
discussione in seno al Governo per superare la legge Fini-Giovanardi sulla
droga'. A darne l'annuncio e' stato lo stesso Ferrero.
"Per la prima
volta in Italia abbiamo uno strumento utile per definire una politica
organizzativa sulla droga, che coinvolge tutti i ministeri e permette anche alle
Regioni di rispondere delle politiche di intervento sulle dipendenze".
Francesco Piobbichi (Rifondazione comunista), responsabile delle
politiche sociali del suo partito, saluta positivamente il piano nazionale di
azione sulle droghe, varato oggi dal Consiglio dei ministri. "Consente di
avviare una strategia coerente e di riprogrammare le politiche in maniera piu'
efficace- prosegue Piobbichi-, eravamo l'unico Paese che non si era dotato di
piano antidroghe, eredita' della legislazione di centrodestra". Sicuramente,
prosegue l'esponente di Rifondazione, "nel piano ci sono linee guida che possono
prefigurare un ampliamento delle politiche di prevenzione, ma bisogna anche fare
un secondo passaggio, intervenendo sulla legge Fini- Giovanardi, per fare in
modo che la sperimentazione sul trattamento terapeutico dell'eroina, che gia'
c'e' in molte parti d'Europa, possa essere sperimentata anche da noi". Secondo
l'esponente "occorre ridurre la possibilita' che si faccia 'vita da
tossicodipendenti' fuori dai servizi. Anche le 'stanze del buco' andrebbero
sperimentate, perche' abbiamo un trend in crescita di overdose". Rispetto al
piano, Piobbichi apprezza, in particolare, l'attivazione in via sperimentale
dell' 'Early warning system', il sistema di allerta rapido: "Le sostanze possono
essere in qualche modo individuate dai servizi e pubblicizzate rispetto alla
loro composizione. Oggi, per esempio, non possiamo piu' parlare di cocaina ma di
cocaine".
La legge Fini-Giovanardi, secondo Piobbichi, "non e' servita a
scoraggiare i consumi, aumenta, infatti di molto la cocaina, anche per il fatto
che sono state messe nella stessa tabella droghe pesanti e leggere. Cosi' i
giovani le assumono, tanto, dicono, 'tutte le droghe sono uguali'". Occorre
quindi intervenire perche' la legge attuale rimane, secondo Piobbichi, "il punto
debole" rispetto al piano.
"La situazione di stallo sulla legge e' grave-
conclude- e la responsabilita' di questo e' anche di Prodi, c'era un programma,
ma non c'e' la voglia di capire come bisogna andare avanti".
"Il ministro
Ferrero ha forse seguito le indicazioni di qualche suo conoscente abile nella
coltivazione della canapa? Fa bella mostra di un piano d'azione contro le
tossicodipendenze mal celandosi come salvatore dell'Italia, mentre le sue
intenzioni vanno nella direzione opposta". E' il giudizio di Maurizio
Gasparri, deputato di Alleanza nazionale sul piano nazionale contro le
droghe varato oggi dal Consiglio dei ministri. "Prova ne e'- continua Gasparri-
la modifica della legge 309/90 che dietro il via libera alla coltivazione della
canapa sativa nasconde l'intenzione di estendere la coltura anche alla canapa
dalla quale si ottiene l'hashish. Quanto al piano- incalza- Ferrero mente
spudoratamente perche' il governo di centrodestra aveva approvato, proprio in
Consiglio dei ministri, un piano d'azione, che ha pero' trovato l'ostruzionismo
delle Regioni 'rosse' che ne hanno impedito l'approvazione. Lo stesso iter che
dovra' superare il piano appena presentato".
E' poi ovvio, secondo il
parlamentare di via della Scrofa, "che senza una discussione politica seria
sulle tossicodipendenze il piano da solo non basta. E Ferrero sa bene che la
maggioranza e' troppo spaccata per offrirgli una stampella appoggiando una legge
sulla droga lasciva, che abolisce le tabelle per il consumo personale e facilita
lo spaccio. Intanto- conclude- assistiamo solo all'ennesimo bluff".
"E'
un piano che, in realta', serve a mettere l'Italia allo stesso livello degli
altri Paesi dell'Unione europea. Il governo di centrodestra si era occupato di
fare la legge piu' repressiva d'Europa e non di fare la politica dei quattro
pilastri individuata negli altri Paesi".
Cos' Franco Corleone, del
direttivo Forum droghe, ex deputato dei Verdi e sottosegretario alla Giustizia
dal 1996 al 2001, sul piano nazionale antidroga varato oggi in Cdm. "Questo e'
un adempimento di carattere internazionale- prosegue Corleone-, il segno che nel
centrosinistra si e' riusciti a portare a compimento un atto dovuto. Pero',
contemporaneamente, il ministro Ferrero ha denunciato che non riesce ad arrivare
in Consiglio dei ministri neanche la modifica, moderata, della legge
Fini-Giovanardi". Questo piano antidroga, aggiunge Corleone, "ha significato per
l'Italia il non essere inadempiente rispetto all'Europa, ma quello di cui ha
bisogno l'Italia e' di cancellare la legge repressiva Fini-Giovanardi: questo il
governo non e' riuscito a farlo".
Corleone ricorda l'impegno attuale del
Parlamento "nella discussione sulla proposta Boato, ma il dibattito e' iniziato
con un anno di ritardo". Il ministro Ferrero, sottolinea il rappresentante del
Forum droghe, "pensava di riuscire ad arrivare ad un testo di governo che,
invece, non ci sara', il testo parlamentare puo' essere un buon testo ma, certo,
il peso dell'impegno del governo sarebbe stato maggiore".
Purtroppo, conclude
Corleone, "non ci sono le condizioni nella maggioranza per affrontare uno dei
nodi che contribuisce a riempire le carceri dopo l'indulto".
'L'annuncio
dell'approvazione del Piano d'azione sulle droghe avvenuta oggi in Consiglio dei
ministri vorrebbe far sottintendere una presunta svolta rigorista del governo
sui temi delle tossicodipendenze e della sicurezza sociale, ma e' solo un
bluff'. E' quanto afferma in una nota dichiara Riccardo Pedrizzi,
responsabile della Famiglia e della Consulta etico-religiosa di An secondo il
quale 'quel piano, scritto dal ministro Ferrero a beneficio della Ue, e' solo un
elenco di buone intenzioni, che scarica la coscienza del ministro sul tema della
prevenzione, ma non modifica i principi normativi stabiliti dalla legge
Fini-Giovanardi, che il ministro continua a prendere di mira con il solito
approccio ideologico'.
'Ma l'Italia -sottolinea Pedrizzi- ha bisogno di
garanzie sulla repressione del fenomeno dello spaccio e di tutela rispetto alle
attivita' criminali ad esso collegate. Per questo motivo il governo, nonostante
gli annunci di guerra di Ferrero, non osera' sfidare la sensibilita' degli
italiani modificando la legge Fini, magari per portare avanti la politica delle
narcosale e della canna libera tanto cara al ministro Turco'.
'Il piano
d'azione di Ferrero -aggiunge- evita clamorosamente di ribadire un concetto
acclarato a livello europeo: la cannabis e' una droga tutt'altro che leggera che
provoca gravi danni alla salute psicofisica delle persone. Inoltre, bisogna
punire gli spacciatori e i mercanti di morte, rivolgendo ai semplici consumatori
una mera sanzione amministrativa, atta pero' a riaffermare il principio
fondamentale e decisivo, nell'ottica della prevenzione: ovvero che drogarsi non
e' lecito e non e' un diritto, ma un delitto contro la salute. Questi -conclude
Pedrizzi- sono i principi alla base della legge Fini-Giovanardi che difenderemo
in Parlamento facendo le barricate'.
"Non e' dato sapere come fa un
partito come Rifondazione comunista, che ha dichiarato chiusa l'esperienza di
questo governo, ad annunciare, attraverso il suo unico ministro nell'Esecutivo,
l'imminente approvazione da parte del Consiglio dei ministri del ddl sulla
droga. E' certo che finora la sinistra di governo si e' segnalata per il
tentativo (bocciato dalla giustizia amministrativa) di raddoppiare la dose di
cannabis oltre la quale scattano le sanzioni". Lo afferma il senatore di An
Alfredo Mantovano.
"Un piano che cerca di volare alto, mettendosi
al passo con i tempi. Pragmatico ma anche capace di rispettare, nelle sue
articolazioni, un problema che va affrontato nella sua grande complessita',
sempre mettendo al centro il valore imprescindibile della persona". Cosi' Don
Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, giudica il piano nazionale antidroga
varato oggi dal Cdm. "Ci sono molti aspetti positivi- dice Don Ciotti-. Il primo
riguarda la sua stessa esistenza: eravamo con Malta l'unico Paese a non averne
uno e con questo passo ci adeguiamo alle richieste dell'Unione Europea dopo anni
di inadempienza". E' importante, poi, aggiunge il leader delle comunita'
terapeutiche, "che le oltre 60 azioni previste e coordinate tra le Regioni-
prosegue Don Ciotti- e gli otto ministeri a vario titolo coinvolti abbiano
copertura di spesa.
Per una volta abbiamo la certezza che quanto e' stato
preannunciato avra' anche le effettive risorse per essere realizzato, mettendoci
cosi' in condizione di varare nel 2009 il piano di piu' ampio respiro di durata
quadriennale". Gli altri aspetti positivi riguardano il contenuto del piano.
"Finalmente- sottolinea il fondatore del Gruppo Abele- ci s'ispira in modo
articolato, partecipato e intelligente alla strategia dei 4 pilastri gia'
ampiamente recepita dall'Europa, e ci s'impegna contestualmente su quattro
aspetti ugualmente essenziali: riduzione dell'offerta, prevenzione, cura,
riduzione del danno".
Giudica importanti, in particolare: "L'istituzione di
un coordinamento permanente nazionale e interregionale- dice Don Ciotti- la
nascita di un osservatorio del disagio giovanile, la mappatura dei servizi e
l'impegno per adeguare i metodi di cura ai consumi patologici di piu' recente
diffusione, come quelli di cocaina e droghe sintetiche".
Secondo Don Ciotti,
inoltre, "e' un segno di grande attenzione l'inclusione di forme di dipendenza
sinora trascurate come il gioco d'azzardo e il doping, con intelligenti misure
di prevenzione come quella di certificare i locali e palestre che s'impegnano a
contrastarle". Infine, conclude il leader della comunita', "e' benvenuto il
rinnovato impegno contro il narcotraffico in mano alle mafie, facendo attenzione
anche al canale di Internet, e lo sforzo per una politica di cooperazione
internazionale, imprescindibile per un'efficace azione di contrasto".
"Il
Piano nazionale sulle droghe e' uno specchietto per le allodole. Un Governo
incapace di decidere su tutto getta fumo negli occhi degli italiani approvando
un documento inutile, senza alcuna efficacia concreta. Siamo di fronte ad un
intervento programmatico, che non comporta nessuna modifica reale alla
legislazione vigente. Non poteva essere altrimenti. Su questi come su altri temi
le divisioni tra massimalisti antiproibizionisti e moderati legalisti
impediscono qualunque decisione da parte dell'attuale maggioranza. Nel
frattempo, mentre la Turco e Ferrero promuovono la depenalizzazione dell'uso di
Hashish, il consumo di droga in Italia ed in Europa ha raggiunto livelli
allarmanti. L'immobilismo dell'esecutivo sta facendo danni incalcolabili al
nostro Paese.
Speriamo di voltare pagina quanto prima".
Lo afferma
Isabella Bertolini, vice presidente di Forza Italia alla Camera.
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tratto dal sito: Blog.panorama.it
In Europa il consumo di cocaina è in forte crescita, lo dice il rapporto Onu 2007
sugli stupefacenti. In Italia c’è un uso
“gigantesco” di polvere bianca, lo dice il ministro
Amato. Lo dicono la Ue, che ci mette al terzo posto nella
classifica dei consumatori, e i sequestri fatti negli aeroporti: solo a
Malpensa nel mese di novembre oltre un quintale. I prezzi di mercato,
mantenuti relativamente bassi da trafficanti e spacciatori, hanno
fatto tornare in voga quest’anno anche l’ eroina, mentre
l’assunzione di cannabis ed ecstasy rimane stabile. Ma gli
italiani cercano nuovi sballi e li trovano in sostanze provenienti da
canali vecchi, l’Olanda, e inediti, le Filippine. Quello che
conta è che basti una dose minuscola per avere effetti
devastanti.
Lo “Shaboo”, o “Ice”, è una sostanza sintetica, il nome scientifico è
cloridrato di metanfetamina. Ha l’aspetto di piccoli cristalli bianchi e provoca
eccitazione, allucinazioni, istinti suicidi e omicidi. Finora era considerata
una“droga etnica”, cioè esclusiva della comunità filippina, ma comincia a
essere richiesta anche dagli italiani. È emerso da un’operazione dei carabinieri
del Nucleo operativo e degli agenti della Squadra mobile di Milano, coordinati
dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha portato ieri al sequestro di 4,5
chili di droga e all’arresto, tra Lombardia, Toscana, Emilia Romagna e Lazio, di
61 trafficanti e spacciatori. Sono per la maggior parte filippini, una
quindicina sono donne, tutti regolari e ben integrati nel nostro Paese. Ma tra
gli arrestati ci sono anche due italiani e dalle indagini risulta che italiani
erano anche molti consumatori, tanto che le spedizioni dalla Filippine
ultimamente si erano intensificate.
“Questo pericoloso stupefacente”, spiega il pm Ester Nocera, “è 8-9 volte più
potente della cocaina e costa circa 400 euro al grammo. Da un grammo si ricavano
però fino a 40 dosi, che costano 50 euro ciascuna e che possono essere fumate
con le water pipe (pipe d’acqua, simili a quelle usate per il
crack, ndr) anche da quattro persone”. Il consumo è fatto soprattutto in
casa, bastano due inalazioni di Ice per “sballare” e basta un’assunzione per
diventare dipendenti. “Abbiamo visto persone, magari collaboratori domestici di
famiglie del centro, portare allo spacciatore la borsa della spesa piena come
compenso”, dice un investigatore. Sotto l’effetto dello Shaboo c’è chi sviluppa
forti paranoie o fobie, chi crede di poter volare, chi vaneggia di omicidi o
violenze, chi riesce a non dormire per tre giorni di seguito.
La droga più diffusa nei rave party è invece la Ketamina, detta anche
“Special K”, “Cat Valium” o semplicemente “K”, ma conosciuta per lo più come
“droga dei cavalli”. Pochi giorni fa la Guardia di finanza e la Dogana di
Malpensa hanno bloccato un 24enne di Torino che rientrava dall’Olanda con due
bottiglie di plastica piene di questo potente allucinogeno liquido. Nata come
anestetico e usata poi come tranquillante per i cavalli, la Ketamina da un paio
d’anni è diventata una delle sostanze più usate nelle discoteche
italiane.
Questo stupefacente è particolarmente in voga nei rave, perché ha
effetti psichedelici, cioè provoca la dissociazione tra corpo e mente. Chi ne ha
fatto uso descrive percezioni distorte dell’ambiente esterno e sensazioni
estreme, come quella di volare o quella di un distaccamento sensoriale simile
alla morte. Questi trip procurati con lo Special K si chiamano in gergo
“K-hole”.
La Ketamina non ha odore nè sapore e dà amnesia. Per questo a volte viene
fatta bere a donne ignare che vengono poi violentate. È molto usata anche da chi
prende cocaina ma non se la può sempre permettere. Le droghe sintetiche infatti
a parità di costi danno effetti più prolungati. Con 40 euro si può comprare un
grammo di Special K, che garantisce uno sballo di 24 ore. Si può iniettare
oppure far evaporare, per ottenere una polvere che viene inalata o compressa per
farne delle pillole.
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tratto dal sito: Droghe.aduc.it
'A partire dalla settimana prossima, le associazioni poliziotti in congedo
effettueranno un servizio di monitoraggio e controllo all'esterno di altri due
istituiti superiori milanesi, i licei Giosue' Carducci e Albert Einstein'. Lo
comunica il vice Sindaco e assessore alla sicurezza Riccardo De
Corato.
'A seguito di episodi di bullismo avvenuti in queste due
scuole milanesi nei confronti di altri studenti, si e' reso necessario il
supporto degli ex poliziotti in pensione. La loro azione che contribuisce alla
prevenzione di spaccio di droga e comportamenti illegali durante l'orario
scolastico, sara' utile anche nel contrasto di questi fenomeni sempre piu'
frequenti tra i giovani.
Queste due scuole si aggiungono alle 46 gia'
monitorate dagli ex poliziotti in un mese. Ricordo che la loro attivita',
iniziata il 15 ottobre dopo il nullaosta del Provveditorato e di Prefettura e
Questura, ha gia' portato dei buoni risultati'.
'Sono infatti gia' stati
segnalati ai relativi commissariati della Polizia di Stato della zona e al
reparto radio Mobile della Polizia Locale, sospette attivita' di spaccio e
assunzione di sostanze stupefacenti rilevate all'esterno di tre istituti
milanesi. Mentre in un quarto, sono state accertate presenze anomale di
estranei'.
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tratto dal sito: Xagenasalute.it
Ricercatori dell’University of Texas Southwestern Medical Center hanno scoperto
un trattamento in grado di contrastare gli effetti della Cocaina sull’apparato
cardiovascolare.
Il farmaco è la Dexmedetomidina ( Precedex ), già
approvata dall’FDA ( Food and Drug Administration ), dotata di effetti
anestetici ed impiegata in sala operatoria o nelle unità di cura
intensiva.
I Ricercatori hanno valutato l’azione della Dexmedetomidina
sugli effetti della Cocaina a livello del sistema cardiovascolare.
E’ stato
osservato che la Dexmedetomidina è in grado di revertire le azioni della Cocaina
sulla frequenza cardiaca, pressione sanguigna e sulla resistenza vascolare a
livello cutaneo, interferendo con la capacità della Cocaina di aumentare
l’attività del sistema nervoso simpatico.
In linea generale, i pazienti
con overdose di Cocaina, che giungono al Dipartimento d’Emergenza sono trattati
con Nitroglicerina, sedativi come il Diazepam ( Valium ), e farmaci per la
riduzione della pressione sanguigna, come calcioantagonisti e
beta-bloccanti.
Tuattavia questi farmaci non hanno effetto su tutti gli
eventi avversi della Cocaina sul cuore, sulla pressione sanguigna e sul sistema
nervoso centrale.
Lo studio ha esaminato i dati di 22 adulti sani, che
non avevano mai assunto Cocaina; a questi soggetti sono state somministrate
piccole quantità di Cocaina per via nasale.
I partecipanti sono andati
incontro ad aumenti di diversi parametri cardiovascolari, tra cui la frequenza
cardiaca, la pressione sanguigna e la resistenza al flusso ematico a livello
cutaneo.
I soggetti, successivamente trattati con Dexmedetomidina, hanno
presentato una riduzione dell’attività del sistema nervoso simpatico e di tutti
e 3 i parametri cardiovascolari, che sono ritornati al livello basale, prima
della somministrazione della Cocaina.
Dexmedetomidina è risultata più
efficace del placebo.
L’abuso di Cocaina è assai diffuso; negli Stati
Uniti i cocainomani sono 7,3 milioni.
La Cocaina può causare ipertensione,
infarto miocardico, ictus, morte cardiaca improvvisa.
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tratto dal sito: Espresso.repubblica.it
Caso Ravasco, il direttore del Sert: si inizia da alcol e fumo
PESCARA. «Non si salva nessuna scuola.
Il problema droga è di tutti. Il caso specifico del Ravasco? Apre un capitolo
enorme, ma va sottolineato il ruolo importante di quest’istituzione in città.
Quindi, bando alle ipocrisie e alle etichette: non esiste un’enclave protetta né
uno spazio libero». Pietro Fausto D’Egidio, direttore del Sert, lancia un nuovo
allarme sul consumo della droga tra i giovanissimi dopo il caso dello studente
minorenne denunciato perché trovato con 21 grammi di hascisc in
classe.
«Prima la droga era confinata nei quartieri poveri, tra i disperati»,
spiega ancora il medico impegnato in prima linea nel recupero dei
tossicodipendenti. «Poi è spuntato fuori l’hascisc a chili in zone vip, quindi
la droga l’abbiamo ritrovata nei licei e nelle scuole tecniche e, ora, anche in
un istituto molto rigoroso. Dovrebbe essere, per noi, l’ulteriore tassello del
puzzle. Tutti coloro che sono impegnati nel recupero dalle dipendenze devono
tornare a sollecitare i decisori politici a prendere posizione sull’argomento,
riversando sul settore della prevenzione, della comunicazione e
dell’informazione sui rischi tutte le risorse necessarie».
Sul consumo degli
spinelli D’Egidio spiega che «le sigarette di tabacco favoriscono l’uso di altre
droghe. Uno studio che risale all’anno 2006 divide la popolazione in due gruppi:
chi fuma tabacco e chi no. Nel primo gruppo, l’1,6 per cento ha provato la
cocaina nell’ultimo anno, nel secondo gruppo la percentuale scende allo 0,2%.
Prima ancora dell’hascisc sono da tenere d’occhio il tabacco e l’alcol. Uno
screening condotto in collaborazione con il dottor Luciano
Galante ha fornito un quadro preoccupante sulla diffusione dell’alcol
nei primi due anni delle superiori. I genitori devono allertarsi, conoscere e
non affidarsi al sentito dire».
D’Egidio ringrazia «la sensibilità del
comandante provinciale dei carabinieri che, nella sua analisi successiva agli
arresti di lunedì scorso, ha evidenziato la necessità di affrontare il fenomeno
in maniera complessiva, il che richiama ciascuno alle proprie responsabilità».
Intanto, sulla bacheca del «Ravasco», è comparso ieri un documento che ringrazia
«preside, insegnanti e suore per l’impegno e l’attenzione nel promuovere
iniziative di prevenzione». Seguono oltre 120 firme di studenti.
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tratto dal sito: Rainews24.rai.it
Non e' mai stato alto come oggi il consumo di droghe nei paesi europei:
questo il dato piu' allarmante cheemerge dalla Relazione annuale
sull'evoluzione del fenomeno della droga in Europa, messo a punto
dall'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze.
Un
milione in più di uomini e donne, da 3,5 a 4,5 milioni, ammettono di avere
provato cocaina solo nel corso dell'ultimo anno.
Circa 7,5 milioni di
giovani europei ammettono di averla usata almeno una volta nella vita, e 5 Paesi
— Germania, Italia, Danimarca, Spagna, Regno Unito — guidano la classifica
perché fra i loro giovani di 15-34 anni le percentuali di consumatori di cocaina
toccano o superano il 5% del totale.
Stando ai dati raccolti nei 27
stati membri dell'Ue, piu' Norvegia e Turchia, emerge un primato dei consumi
anche se - ha precisato il direttore dell'Osservatorio, Wolfgang Gotz, oggi a
Bruxelles, "si nota una tendenza alla stabilizzazione dell'uso di stupefacenti".
Aumenta la quantita' di quasi tutte le sostanze proibite e diminuisce l'eta',
secondo quanto anticipato da Gotz in un'audizione oggi davanti alla Commissione
Liberta' civili del Parlamento europeo.
Gotz ha annunciato anche che
il rapporto si diffonde quest'anno su tre aspetti fra i piu' preoccupanti, la
cui casistica riempie regolarmente le cronache quotidiane: la guida sotto
l'effetto della droga, il consumo di stupefacenti fra i minori di 15 anni e la
diffusione sempre piu' in aumento della cocaina, una delle sostanze il cui
prezzo e' in calo rispetto al passato.
Dal rapporto emerge, insieme a
cifre preoccupanti per l'Ue, anche l'insufficienza o l'inadeguatezza -
sottolineata oggi da diversi europarlamentari - della strategia decennale delle
Nazioni unite sulle droghe illecite che nel 1998 si propose di raggiungere per
il 2008 la loro soppressione o significativa riduzione. A marzo 2008 i risultati
di questa strategia verranno esaminati a Vienna.
Fra i dati anticipati
da Goetz, il consumo abituale di cannabis da parte di 70 milioni di cittadini
dell'Ue. L'Olanda - hanno fatto notare alcuni europarlamentari - dove la
legislazione e' notoriamente piu' permissiva, si situa al di sotto della media
di consumo di cannabis.
Boom per i sequestri di
eroina
Boom per i sequestri di eroina in Italia: nei primi 10 mesi
dell'anno le forze di polizia hanno messo le mani su 1,73 tonnellate di questa
droga, con un aumento del 60% rispetto allo stesso periodo del 2006.
Complessivamente da gennaio ad ottobre sono state realizzate 19.208 operazioni
antidroga (+5,81%) e sono state denunciate all'autorita' giudiziaria 30.399
persone (+6,36%), di cui 9.094 stranieri (+10,14%).
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tratto dal sito: Antiproibizionisti.it
LA POLVERE BIANCA E' IL TERZO KILLER TRA GLI STUPEFACENTI, UCCIDE 1000
PERSONE L'ANNO
Aumentano le
persone dipendenti dalla cocaina, ma non esistono attualmente farmaci adeguati
contro la dipendenza. Esistono solo palliativi e la possibilita' di un vaccino
rappresenta ancora un'illusione. E' quanto sostiene uno dei maggiori esperti
italiani di neurofarmacologia, Gian Luigi Gessa, che nel convegno sulle buone
pratiche nella salute mentale organizzato dalla Fondazione Mario Lugli, a Roma,
ha parlato dell'aumento del consumo di polvere bianca. "Abbiamo finalmente
imparato a gestire la dipendenza da alcol e da eroina. Ci sono i farmaci e c'e'
un'organizzazione che funziona", ha osservato l'esperto. "Ma il mondo sta
cambiando e la gente comincia a usare la cocaina molto piu' dell'eroina, cosi'
come i giovani stanno usando molto di piu' la cannabis e con concentrazioni piu'
alte". Nascono quindi nuovi problemi medici perche' non ci sono farmaci e non
c'e' un'organizzazione che permetta di rispondere in modo adeguato. In Italia
come negli Stati Uniti, ha proseguito Gessa, la cocaina e' il terzo killer fra
le droghe. Uccide infatti oltre mille persone l'anno, preceduta dal fumo
(130.000) e dall'alcol (40.000). L'eroina segue con circa 800 vittime. "A
consumare la cocaina si comincia per tante ragioni", aggiunge il
neurofarmacologo, e nella maggior parte dei casi viene inalata. I
tossicodipendenti da eroina cominciano a consumare cocaina per vincere la
depressione, ma di fatto finiscono soltanto per sommare gli effetti tossici
delle due droghe. Va aumentando anche il consumo della cocaina free-base,
ottenuta estraendo solo la base libera della cocaina, che puo' bruciare e puo'
quindi essere fumata.
TRA IL 2006 E IL 2007 LE MORTI SONO
AUMENTATE DEL 12 PER CENTO
Crescono in un anno anche i decessi
da overdose: tra il 2006 e il 2007 le morti per uso di sostanze stupefacenti e
psicotrope sono aumentati del 12 per cento. Da 39 i decessi sono passati a 44.
Mentre le segnalazioni e i sequestri di droga sono diminuiti sensibilmente,
quasi il 35 per cento in meno nel 2007 rispetto all'anno precedente. Lo scorso
anno sono stati sequestrati oltre 2975 chili di sostanze stupefacenti (203 Kg di
eroina, 212di cocaina, 2531 tra cannabis, hashish, marijuana, 1145 dosi di
anfetaminici e 275 di Lsd), contro i 1977 di quest'anno. Pur diminuendo il
sequestro e le segnalazioni e' aumentato l'uso di eroina, marijuana e
anfetaminici. Infatti i sequestri di eroina sono cresciuti del 44 per cento, e
quelli di marijuana del 20 per cento. Per quanto riguarda gli anfetaminici nel
2007 rispetto al 2006 sono state sequestrate quasi 3000 dosi in piu'. In leggero
aumento (il 2,2 per cento) anche le operazioni antidroga messe a segno dalle
forze dell'ordine: nel 2006 le operazioni sono state 1548, mentre quest'anno
sono passate a 1582. Sono diminuite invece del 7 per cento le persone segnalate
all'autorita' giudiziaria: da 2641 segnalati si e' passati a 2451; in calo
dell'1, 27 per cento gli arrestati, del 30 per cento quelli in stato di liberta'
e dell'8 per cento gli irreperibili. In crescita gli stranieri segnalati, in
calo i minori.
Anche l'eta' dei segnalati e' cresciuta leggermente. Secondo
un'indagine statistica del Cnr che ha preso a campione le segnalazioni
effettuate tra il 2000 e il 2005 i consumatori di cannabis sono passati da una
media d'eta' di 23 anni a 24; anche l'eta' dei consumatori di cocaina e' passata
dai 28 anni nel 2000 ai 29 nel 2005. In crescita anche l'eta' media dei
consumatori di cocaina, passati dai 30 anni nel 2000 ai 32 nel 2005. Nella
relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia
nel 2006, su un totale di oltre 27mila soggetti segnalati, emerge che il maggior
numero di consumatori di droga risiede nel Nord-Ovest d'Italia (6422 persone
segnalate). Al secondo posto nei consumi di droga, il Centro (5957 soggetti),
subito seguito dal Sud (5870), dal Nord Est (4612) e dalle Isole (4349). L'uso
piu' frequente ha riguardato i cannabinoidi, per cui sono state segnalate oltre
22mila persone, oltre il 90 per cento sul totale. Al secondo posto tra le
sostanze piu' utilizzate la cocaina: oltre 1360 le persone segnalate al
Nord-Ovest, 840 al Centro, 834 al Sud, 745 al Nord-Est e 391 nelle Isole.
Massiccio anche l'uso di eroina, soprattutto al Nord Est, dove i segnalati sono
stati oltre 400; mentre al Nord-Ovest e al Sud sono stati tra i 360 e i 370.
Piu' irrisorio l'utilizzo di metadone, morfina, crack, anfetamine ed ecstasy.
10,5 MILIARDI DI EURO L'ANNO IL "COSTO SOCIALE'' IN
ITALIA
Dieci
miliardi e cinquecento milioni di euro, lo 0,7 per cento del Pil e
all'1,2 per cento della spesa delle famiglie residenti: e' questo
l'ammontare dei "costi sociali" legati all'uso di sostanze illegali in
Italia, stimato per il 2006. Valore calcolato sommando i costi per
l'acquisto delle sostanze e per l'applicazione della legge (65%), i
costi sociali dell'intervento socio-sanitario (17 per cento) e i costi
legati alla perdita di produttivita' il (18 per cento). Si tratta di
circa 269 euro pro capite se si considera la popolazione residente in
Italia tra i 15 e i 64 anni di eta', 2.400 euro se la stima e'
calcolata sulla popolazione dei consumatori problematici di sostanze
psicoattive illegali. Nella Relazione 2006 emerge che per l'acquisto
delle sostanze sono stati spesi 3 miliardi e 980 milioni, 2 miliardi e
798 milioni per l'applicazione della Legge: costi delle Forze
dell'Ordine (utilizzati gli indicatori di spesa del personale impiegato
e delle strutture e i mezzi utilizzati per le azioni di contrasto del
mercato e per l'applicazionedella legge), quelli delle attivita' dei
Tribunali e delle Prefetture in merito alle segnalazioni e alle denunce
(atti giudiziari relativi ai reati commessi in violazione della Legge
sulle droghe). E anche parte dei costi dell'Amministrazione
Penitenziaria (carcerati per reati in violazione alla legge sulle
droghe e ai detenuti tossicodipendenti) e infine i costi legali
sostenuti dalle persone sottoposte a giudizio.
E' L'EROINA LA SOSTANZA
PERCEPITA COME PIU' DANNOSA PER LA SALUTE
Sempre nella Relazione
2006 sui "costi sociali" legati all'uso di sostanze illegali in Itali, emerge
che e' l'eroina la sostanza maggiormente percepita come rischiosa per la propria
salute: la considera pericolosa oltre il 95% degli intervistati; al secondo
posto la cocaina che, pur attestandosi su valori alti, viene sottovalutata come
fattore di rischio dagli intervistati fra i 35 ed i 44 anni. Il fumo di tabacco
e' considerato pericoloso da oltre l'85% dei soggetti, timore minore tra i
soggetti di eta' compresi tra i 25 ed i 44 anni, in particolare negli anni 2003-
2005. La cannabis, invece, e' percepita come dannosa per la salute solo dal 70%
degli intervistati e secondo la relazione "viene considerata sostanza rischiosa
da un numero sempre minore di soggetti": secondo l'indagine "diminuisce
costantemente il dissenso" tra gli anni 2001, 2003 e 2005: se nel 2001 infatti
il 71% dei maschi e l'80% delle donne esprimeva una forte disapprovazione
rispetto all'uso di questa sostanza, nel 2005 erano il 64% degli uomini ed il
68% delle donne. A contribuire a questo significativo cambiamento sono in misura
maggiore le classi di eta' piu' giovani (15-34 anni). "Quasi 5 milioni di
italiani avrebbero cambiato opinione nell'arco di soli 4 anni, passando da
un'opinione negativa nei confronti dell'uso della cannabis ad una posizione di
non esplicita disapprovazione".
CRESCE NUMERO STUDENTI IN CERCA
DI EROINA IN DISCOTECA, NON PIU' IN STRADA
Rispetto all'eroina
cresce "significativamente" la quota di studenti che individuano la discoteca
come luogo dove trovare la sostanza, mentre la strada sembra essere considerata
sempre meno adatta all'acquisto di eroina, cosi' come la scuola, che viene
percepita come luogo di spaccio di eroina solo da circa il 7% degli studenti.
Per la cocaina, il 29% degli studenti afferma di "poterla trovare facilmente",
poco meno della meta' degli studenti intervistati individua la casa dello
spacciatore il luogo dove trovare la cocaina, passano dal 27% nel 2000 al 41%
del 2006 gli studenti intervistati che individuano la discoteca come luogo
deputato all'acquisto. La scuola viene percepita come sede di possibile spaccio
di cocaina solo dall'11% degli studenti. Il 70% gli studenti invece non ha dubbi
su dove comprare cannabis: la maggior parte degli studenti individua come luogo
deputato all'acquisto la strada (si osserva tuttavia un trend in lieve
decremento dal 2001 - 52% - ad oggi - 46% -). Dal 2001 diminuiscono anche gli
studenti che riferiscono la scuola come il luogo dove trovare cannabis, anche se
e' ancora segnalata dal 44% degli intervistati.
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tratto dal sito: Droghe.aduc.it
Prezzi ridotti fino a 10 euro per dose, che fanno della cocaina una droga da
piccola e media borghesia, e non piu' un prodotto di élite, ritorno massiccio
dell'eroina, boom delle droghe sintetiche tra i giovanissimi.
Sono queste le
tendenze del mercato della droga, nell' analisi della Direzione centrale dei
Servizi Antidroga del Ministero degli Interni.
Una proiezione a fine d' anno
sui sequestri effettuati tra ottobre 2006 e 2007, segnala un aumento del 64,5%
per l' eroina, oggi piu' pura e meglio raffinata, del 214% per l' ecstasy, e del
1517% della cannabis. Diminuiscono (-12,74%) i quantitativi di cocaina
intercettati, ma -secondo il generale Carlo Gualdi, direttore centrale
dei servizi antidroga- il dato reale e' destinato ad aumentare di qui alla fine
del 2007.
'Da droga di nicchia la cocaina e' diventato stupefacente
generalizzato grazie al crollo dei prezzi -afferma il magistrato Raffaele
Cantone- ormai circola tra impiegati e commercianti'.
L' Italia e' al
quarto posto in Europa per consumo di cocaina, mentre la Spagna, maggior
consumatore, e' anche la principale porta d' ingresso di questo tipo di
droga.
Per contrastare il narcotraffico 280 tra poliziotti, carabinieri e
finanzieri delle regioni meridionali saranno formati specificamente nell' ambito
del PON (Programma Operativo Nazionale) Sicurezza.
Il progetto e' stato
presentato in un incontro nella Reggia di Capodimonte alla presenza del
vicedirettore generale di PS Luigi De Sena, autorita' di gestione del PON
Sicurezza, ed e' stato elaborato dalla Direzione centrale per i servizi
antidroga.
Quattro i corsi previsti per il personale direttivo e sei per i
quadri intermedi, oltre ad un seminario conclusivo ed all' allestimento di un
Portale Internet (www.antidroga.eu) il ciclo formativo si concludera' a febbraio
2008.
L' obbiettivo e' quello di potenziare le capacita' investigative delle
forze di polizia e di aggiornare sulla normativa piu' recente.
Le sedi di
svolgimento dei corsi sono Caserta, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Vibo
Valentia e Catania.
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tratto dal sito: Corriere.it
MADRID - Una bambina di due anni ha
rischiato di morire per aver bevuto una bottiglietta di ecstasy liquido
sbadatamente lasciata in giro da suo padre, un ventiseienne tossicodipendente
ora in carcere. È successo a Barcellona la settimana scorsa, ma la notizia è
stata diffusa soltanto quando la piccola è stata dichiarata fuori pericolo dai
medici e dimessa.
DUE GIORNI IN COMA - La bambina è
stata in coma per due giorni all’ospedale di Sant Joan de Déu. Sabato scorso era
stata la prima a svegliarsi in casa dei nonni paterni, dove avrebbe dovuto
passare il fine settimana, come spesso accadeva da quando i suoi due giovani
genitori, di 26 e 23 anni, vivevano separati. La piccola ha trovato la
bottiglietta incustodita, l’ha trangugiata e ha appena avuto il tempo di
avvicinarsi alla nonna, dicendole: «Ho male al collo», poi è svenuta. Quella
notte si era fermata a casa dei suoceri anche la madre, mentre il padre era
uscito. La donna ha avuto l’accortezza di portare in ospedale anche la boccetta
vuota e di rintracciare l’ex compagno telefonicamente per sapere che cosa
contenesse: «Ecstasy liquido», le ha risposto lui, che prima di raggiungere la
figlia in fin di vita all’ospedale è ripassato da casa ed è stato visto da un
testimone sbarazzarsi di un sacchetto pieno. Quando la polizia ha perquisito la
casa non ha trovato altra droga, ma per strada c’era una borsa con una pistola
finta e 279 grammi di polvere bianca. Il giovane padre, arrestato, ha precedenti
per incendio, furti, violenze e intimidazione.
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tratto dal sito: Ministerosalute.it
Comunicato n. 287 10 novembre 2007
Ministero della Salute
UFFICIO STAMPA
TOSSICODIPENDENZA: DATI ATTIVITÀ
SERT 2006
CRESCE L’ETÀ DEGLI UTENTI,
DIMINUISCE IL CONSUMO DI EROINA
MA AUMENTA QUELLO DI COCAINA
AI SERT SI RIVOLGE L’82,7% DEL
TOTALE DEI TOSSICODIPENDENTI
IN TRATTAMENTO
Sono 171.323 le persone che nel 2006 sono state seguite
dai 544 Sert, i servizi pubblici per le tossicodipendenze del Ssn, operanti
nelle diverse regioni italiane.
E’ quanto si rileva dal rapporto annuale sull’attività dei
Sert per l’anno 2006, redatto dal Ministero della Salute.
I nuovi utenti dei Sert rappresentano il 20,9% (pari a
35.766 assistiti), mentre il 79,1% è costituito da soggetti rientrati o già in
carico dagli anni precedenti.
Dal primo anno di rilevazione, il 1991, l’identikit
dell’utente dei Sert è molto cambiato. Sia per l’età che per il tipo di
sostanza stupefacente per la quale si è rivolto ai Sert.
Se nel ’91 la classe di età più ampia degli utenti, pari
al 37,1% del totale, era compresa tra i 25 e i 29 anni, quindici anni dopo, nel
2006, la classe di età più numerosa, con il 27,5%, è diventata quella dei
maggiori di 39 anni che nel 1991 rappresentavano appena il 2,8% degli assistiti
dai Sert.
Quasi dimezzati, invece, i minorenni che rappresentavano
il 4,8% del totale nel 1991, e solo il 2,7% nel 2006. Da segnalare tuttavia che
tra i minorenni si è registrato un abbassamento dell’età delle prime esperienze
di consumo, in particolare di cannabis.
I minori di quindici anni sono infatti passati dallo 0,1%
del totale degli utenti dei Sert del 1991, allo 0,2% del 2006.
Questo dato, in ogni caso, non modifica il profilo
anagrafico dell’utente “tipo” dei Sert che ormai è in forte prevalenza di età
superiore ai 39 anni.
Per quanto riguarda le sostanze stupefacenti per le quali
ci si è rivolti o si è stati segnalati dalle Prefetture ai Sert, l’eroina resta
la droga più presente con il 71,3% degli utenti in carico. Al secondo posto la
cocaina con il 14% e al terzo la cannabis con il 9,6%.
Da notare che nel 1991 l’eroina rappresentava il 90,1% dei
casi e la cocaina solamente l’1,3%. La cannabis resta invece stabile negli
ultimi cinque anni su percentuali di segnalazione costanti attorno al 10%.
Nessun cambiamento di rilievo, invece, nel sesso
dell’utente del Sert. Egli resta in grande prevalenza maschio (86,6% del totale
degli assistiti).
Da sottolineare, infine, che i Sert assistono l’82,7%
degli utenti di servizi di recupero per le tossicodipendenze, mentre il 10,3% è
assistito dai servizi all’interno delle carceri e il 7% dai servizi del privato
sociale.
Il testo integrale del rapporto è consultabile sul sito www.ministerosalute.it, alla voce
“pubblicazioni e rapporti”.
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tratto dal sito: Iltempo.it
L'altro ieri sotto accusa era finito il Bindeez, il gioco delle «perline
magiche» che a contatto con l'acqua si incollano creando disegni dei personaggi
più amati dai piccoli. Tre i bambini finiti in ospedale in dieci giorni
dall'altra parte del mondo. E ieri arriva la notizia dall'America: due bimbi in
coma e numerosi altri con gravi problemi fisici a causa di «Aqua dots»,
l'equivalente americano del Bindeez.
Sotto accusa ancora una volta la colla
usata, Ghb (gamma idrossibutirrato) che è la stessa che sta alla base delle
«date rape drugs», le pasticche che provocano una momentanea perdita di
conoscenza in chi le assume. Negli Usa vengono usate per intontire il ragazzo o
la ragazza di turno per poi approfittarne. Ora proprio i componenti della
«pasticca degli stupri» sono finiti misteriosamente nei giocattoli di
fabbricazione cinese. I responsabili sanitari americani hanno ritirato dal
commercio 4,2 milioni di «Aqua dots», popolarissimo negli Usa, tanto che quasi
ogni famiglia ne ha uno in casa. «Abbiamo verificato che i bambini che ingoiano
queste palline possono diventare comatosi, avere conati di vomito, sviluppare
un'improvvisa depressione respiratoria o addirittura attacchi paralizzanti», si
legge nella comunicazione ufficiale del Consumer Product Safety Commission. La
portavoce della commissione statunitense, Julie Vallese ha lanciato l'appello:
«Chiunque abbia una confezione di Aqua dots a casa la butti via immediatamente».
I prodotti, già rimossi dagli scaffali dei negozi, da ieri pare non si trovino
più neanche su Internet (ma su ebay sono ancora in vendita).
Continua ad
essere venduto on line in Italia anche Bindeez. Il ministero dello Sviluppo
economico ha allertato la «Giochi Preziosi» che commercializza nel nostro paese
il prodotto made in Hong Kong. L'azienda ha assicurato d'aver avviato esami di
laboratorio che saranno resi noti entro martedì prossimo. La «Giochi Preziosi»
si sarebbe comunque impegnata a ritirare immediatamente dal commercio il Bindeez
nel caso in cui risultasse sostituita la colla a norma di legge con
l'allucinogeno Ghb.
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tratto dal sito: Firenze.repubblica.it
Giovani, carini, senza evidenti disagi alle spalle, senza storie di
emarginazione. Provano per curiosità, perché vedono altri che lo fanno. Provano
e alcuni poi restano agganciati e non riescono a liberarsene. Le stime ci dicono
che uno studente su tre delle medie superiori della Toscana prova almeno una
volta una droga. Tradotto in cifre fanno 57.000 studenti. Tradotto in
percentuale il 33,2. Fra questi, i consumatori abituali sono circa 30mila. Se si
rovista ancora nel campione, si scopre che fra quelli che l´hanno provata almeno
una volta, il 70 per cento dice di averlo fatto entro i quindici anni. Dunque si
abbassa la soglia del primo contatto con le sostanze stupefacenti.
I
dati, presi dall´Agenzia Regionale di Sanità, sono stati diffusi ieri in
occasione della presentazione della giornata di studio «Se così fan tutti. Uso
di droghe e comportamenti a rischio: nuovi scenari e nuove sfide per i servizi e
per la comunità», in programma per domani a Scandicci (sala consiliare).
«Colpisce la diminuzione dell´età e il fatto che ormai non c´è più un target
preciso di consumatore, le droghe - spiega Guido Guidoni, responsabile del
servizio tossicodipendenze della Asl fiorentina - sono diventate trasversali
nella società, come fossero un modello culturale di consumo». In Toscana è
Firenze l´area in cui gli studenti delle medie superiori fanno maggior uso di
droga (43 per cento), mentre è la cannabis la più usata (56 per cento dei
diciannovenni).
In un campione giovanile, l´Ars Toscana (Agenzia
regionale di sanità) rivela che la cocaina è stata sperimentata almeno una volta
dal 5,6 per cento degli studenti delle superiori, cioè da circa 9.300 ragazzi.
Fra questi si stima che tremila siano gli adolescenti toscani che la consumano
mensilmente. Sfogliando il rapporto Ars 2007 si apprende che il consumo di
cocaina tra i giovani risulta raddoppiato dal 2001 a oggi. In crescita anche il
fumo, fra i 14 e i 19 anni hanno provato la sigaretta il 65 per cento dei
giovani e di questi un terzo diventerà probabilmente un fumatore abituale. La
sigaretta piace soprattutto alle ragazze. Per l´alcol salgono al 70 per cento i
giovani delle superiori che ne fanno uso (dati 2006) e anche in questo caso le
giovanissime sono in rapida crescita.
Dalle tabelle degli studi e delle proiezioni
matematiche, ai cortili delle scuole. Dalle statistiche, ai cancelli delle medie
superiori senesi. La Guardia di Finanza ha controllato nei giorni scorsi
diciassette istituti della città e della provincia. A Montepulciano, un
ragazzino quattordicenne è stato sorpreso, dal fiuto di un pastore tedesco delle
Fiamme Gialle, con due grammi di hashish in tasca e uno di marijuana (è stato
identificato e segnalato alla prefettura per accertamenti amministrativi). Altri
studenti, avvertiti del controllo che era in corso nei pressi della scuola,
hanno buttato a terra piccole dosi di droga appena scesi dall´autobus. In totale
la Guardia di Finanza di Siena ha sequestrato dall´operazione nelle medie
superiori, poco più di cinque grammi di hashish.
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tratto dal sito: Cybermed.it
Sono di grande attualità le polemiche, spesso strumentali,
sulle relazioni tra l’abuso di droghe cosiddette “leggere” e l’insorgenza di
disturbi mentali.
Finora, il meccanismo con cui la cannabis produceva i suoi
effetti nel cervello era un mistero, ma le moderne tecniche di "brain imaging"
stanno dimostrando dati sorprendenti.
Avvalendosi di tecniche di neuroradiologia avanzata, oggi è
possibile indagare con maggior dettaglio gli effetti che la cannabis ha sulle
funzioni cerebrali dell’uomo e spiegare perchè il consumo massiccio di simili
sostanze può provocare psicosi e schizofrenia su alcuni individui
predisposti.
I professori Philip McGuire e Zerrin Atakan del London's
Institute of Psychiatry utilizzano per i loro studi immagini di risonanza
magnetica ottenute su pazienti dediti al consumo dei derivati della marjuana, in
particolare dello skunk, una nuova droga 25 volte più potente dell' hashish.
In questo modo hanno potuto verificare come il tetraidrocannabinolo (THC)
riduca le funzioni della corteccia frontale inferiore del cervello, associata al
controllo emozionale e del comportamento.
Risultati simili prodotti da altri
gruppi di ricercatori hanno inoltre evidenziato il collegamento fra la dose di
THC assunta ed il rischio di sviluppare una sintomatologia schizofrenica.
Negli ultimi anni, il contenuto medio di THC venduto in Gran Bretagna si è
raddoppiato dal 6 al 12%, mentre nei Paesi Bassi è circa il 18%.
La maggior
parte dei consumatori di canapa indiana non manifesta alcun problema, ma una
minoranza, probabilmente anche a causa di fattori genetici, è vulnerabile ai
danni di lunga durata prodotti dallo skunk.
L'aumento del contenuto di THC è
collegato con il declino in altro ingrediente attivo denominato cannabidiolo
(CBD), poiché i due prodotti competono biochimicamente all'interno della pianta
della canapa. Markus Leweke dell'università di Colonia ha svolto un trial
clinico su 42 pazienti dimostrando l'efficacia del CBD nella cura delle
psicosi. CBD infatti riduce l'ansia ma non induce uno stato euforico come il
THC.
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tratto dal sito: Vita.it
Libertà di accesso alle strutture di recupero da parte dei pazienti, otto
milioni di euro in più stanziati per un totale di 28 milioni (+ 38,8%), un
premio di qualità aggiunto in caso di reinserimento effettivo dei
tossicodipendenti nel mondo del lavoro. Queste le novità introdotte dalla giunta
regionale per il mondo delle Comunità di recupero con una delibera proposta
dell'assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale, Gian Carlo Abelli.
«Con
questa scelta Regione Lombardia compie una svolta in un campo molto delicato
come quello delle tossicodipendenze -dichiara Abelli -. Nel momento in cui le
statistiche ci indicano un continuo aumento nell'uso di sostanze stupefacenti,
noi aumentiamo la possibilità di uscita e di recupero da questo brutto fenomeno.
Le due novità sostanziali, la libertà da parte dei cittadini di poter scegliere
dove curarsi, e il premio a quelle comunità che più dimostrano la capacità di
reinserimento reale nel mondo del lavoro, vanno proprio nella direzione di far
uscire da queste dipendenze tutte persone e famiglie purtroppo coinvolte in
questo dramma»
Queste le novità previste nel provvedimento:
L'accesso - Fino ad oggi per
poter entrare in Comunità era necessaria la certificazione di stato di
dipendenza, il parere positivo del Sert (Servizio tossicodipendenze) e
l'indicazione di quale comunità. Da oggi in poi, la decisione di entrare in
Comunità, e in quale, diventa libera scelta del cittadino. Resta ferma la
necessità della dichiarazione di stato di dipendenza, che può essere rilasciata
anche dai Servizi Multidisciplinari Integrati.
Le risorse - Le risorse
dedicate alle Comunità vengono aumentate del 38,8%, secondo aumenti tariffari
che vanno da un minimo del 20% per le prestazioni più tradizionali, fino a un
massimo del 120% per le prestazioni più complesse (quelle che riguardano il
cosiddetto "poliabuso", cioè il consumo simultaneo di cocaina e alcol, con le
conseguenti implicazioni psichiatriche). Le nuove risorse passano quindi da 20 a
28 milioni di euro e verranno distribuite alle Asl mediante il sistema a budget.
Premio quallità aggiunta - Dall'esperienza di questi anni è risultato che la
durata massima della permanenza in Comunità non era spesso adatta a favorire il
reinserimento nel mondo del lavoro. La delibera aumenta quindi a 36 mesi la
durata massima di permanenza in Comunità e introduce il "premio di qualità
aggiunta" quale incentivo per le strutture che riescono a reinserimento
realmente nel mondo del lavoro i loro ospiti.
Attualmente in Lombardia esistono 98 Sert (96 pubblici e 2 privati
accreditati) che trattano circa 33.000 pazienti. Le Comunità di recupero sono
130 (private accreditate) per un totale di 2.453 posti.
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tratto dal sito: Droghe.aduc.it
Gli adolescenti imparano a temere le droghe. Dopo dodici anni
di indagini, questa e' la prima volta che si registra un calo nel consumo di
hashish e cocaina.
Gli studenti dai 14 ai 18 anni sono piu' restii dei loro
predecessori a consumare alcol, tabacco, hashish e cocaina. O per lo meno lo si
deduce dall'ultima Encuesta Escolar, elaborata nel 2006 tra 26.454
ragazzi e ragazze, alunni di 577 istituti pubblici e privati di tutta la Spagna.
I dati mostrano che, per la prima volta da quando si svolge quest'inchiesta -dal
1994-, la quota di consumatori di hashish e cocaina diminuisce, mentre si
conferma il calo di tabacco e alcol (le quattro droghe piu' comuni). In
concreto, la percentuale di studenti, che aveva fumato hashish nei 30 giorni
precedenti l'inchiesta e' passata dal 25,1% al 20,1% tra il 2004 e il 2006 (una
cifra mai tanto bassa dal 1998); quella della cocaina e' scesa dal 3,8% al 2,3%
(la minore dal 1996); per quanto riguarda il tabacco e' al 14,8% (era il 21,6%
nel 1994) e l'alcol -la droga piu' diffusa- e' scesa al 58% (nel 1994 era al
74,1%).
"Non bisogna fare gli ottimisti", dice la delegata governativa per il
Plan Nacional sobre Drogas, Carmen Moya, "pero' indica che siamo
sulla strada giusta". Meno prudente, il direttore di Fundacion de Ayuda
contra la Drogadiccion, Ignacio Calderon, che esprime la sua "enorme
soddisfazione". Tutt'e due concordano sul fatto che "bisogna continuare a
lavorare". Il cambiamento non dipende da una sola misura, affermano gli esperti
consultati. Ci sono tre fattori sottolineati dalla signora Moya: quando un
ragazzo fuma uno spinello o sniffa una striscia di cocaina e' piu'
consapevole degli effetti negativi sulla salute, e non solo a lungo termine.
Inoltre, l'aver spostato la responsabilita' delle politiche sulla droga dal
ministero degli Interni a quello della Sanita' ha avuto una conseguenza diretta
su questa percezione. Detto, senza disprezzare in alcun modo le misure di
polizia -come la vigilanza nei pressi delle scuole e dei luoghi di divertimento-
un fatto che, per la prima volta, fa dire ai giovani che comprare droga gli
costa di piu'. C'e' poi un terzo fattore, apparentemente contraddittorio: cresce
il numero dei minorenni che partecipano ai programmi di disassuefazione. La
spiegazione potrebbe essere che, oggi, se un ragazzo usa una sostanza, e'
probabile che conosca qualcuno che l'ha sperimentata prima di lui e ne abbia
visto gli effetti. La conoscenza "agisce da semaforo rosso", dice Moya. Il
direttore di Comunicacion de Proyecto Hombre, Lino Salas, che tra
i suoi 17.000 utenti in trattamento conta anche 2.000 minorenni, aggiunge
un'altra interpretazione. "I genitori -soprattutto le mamme- reagiscono con piu'
rapidita'. Di fatto, un terzo dei casi che abbiamo non richiede un trattamento;
si tratta di casi d'abuso sporadico che si risolvono con l'assistenza educativa
e famigliare".
Ma l'indagine ha anche delle zone d'ombra. Una di queste e' il
policonsumo. La mescolanza di alcol, tabacco e hashish e' abituale, e gli
effetti si acutizzano. Inoltre "il policonsumo avviene prima, in tre anni,
mentre in precedenza la media era di dieci", sostiene Salas. Un altro fattore e'
l'abuso d'alcol. Il 58% dei minorenni assicura d'aver comprato alcol nei
supermercati e il 37% negli ipermercati malgrado che la vendita sia proibita. Il
consumo d'alcol si concentra nel fine settimana. Il 99,5% dei minori che ammette
d'aver consumato alcolici negli ultimi 30 giorni, lo ha fatto tra il venerdi' e
la domenica. Inoltre, il 44,1% dei consumatori dell'ultimo mese si e' ubriacato
alcune volte nel periodo contemplato. Il cosiddetto consumo en atracon o
binge drinking ha un impatto notevole: il 53,4% di coloro che hanno
dichiarato d'aver consumato alcol nell'ultimo mese afferma d'aver bevuto cinque
o piu' boccali o bicchieri in una sola volta. E la conseguenza dell'eccesso e'
confermata, insiste la delegata Moya: causa danni cerebrali a lungo termine, ad
esempio la perdita del ricordo di quello che e' successo mentre si beveva. Cio'
che viene bevuto di piu' nel fine settimana sono cocktail e superalcolici,
mentre nei giorni lavorativi predomina la birra. Lo studio rileva anche il
legame pericoloso tra alcol e guida. Benche' i soggetti intervistati non abbiano
ancora l'eta' per guidare, il 22% afferma d'essere gia' salito su un veicolo
condotto da qualcuno che aveva alzato il gomito. L'altra evidenza e' il rapporto
tra tabacco e cannabis. Se si prendono i dati dei fumatori regolari di sigarette
e i consumatori abituali di hashish o marijuana, questi ultimi sono di piu'.
Benche' le due cifre non siano direttamente confrontabili, il fatto che si
tratti di due sostanze che s'assumono con la stessa modalita' e che vengono
mescolate, l'effetto risulta potenziato.
Differenze di genere.
Le ragazze
preferiscono le droghe legali. La quota di studenti maschi e femmine che
affermano d'aver bevuto alcol negli ultimi 30 giorni e' praticamente la stessa
(58,1% i ragazzi, 58% le ragazze). In compenso le studentesse fumano di piu': il
30,6% nell'ultimo mese, contro il 24,8% dei maschi. Al contrario, i ragazzi sono
piu' affezionati alle droghe illegali. Un discorso a parte e' quello della
cannabis, che si avvicina sempre di piu' al tabacco (e' la sostanza i cui danni
sono meno evidenti, anche se causano certamente la perdita di concentrazione ed
e' molto legata all'insuccesso scolastico): se il 24,8% dei ragazzi aveva fumato
tabacco nei 30 giorni precedenti l'inchiesta, il 22,3% dei maschi aveva assunto
cannabis. In quanto alle ragazze, che fumano piu' sigarette, solo il 18% aveva
fumato hashish. Per le altre droghe, la quota dei consumatori maschi raddoppia
(vedi cocaina) o triplica (ecstasy e allucinogeni).
Eroina. La droga
marginale per antonomasia, l'eroina, e' l'unica il cui consumo aumenti
tra gli studenti, secondo l'indagine del 2006. Tra i ragazzi dai 14 ai 18 anni
intervistati ne fa uso l'1%, che e' il doppio dei consumatori -abituali o
occasionali- del 2002. Lo 0,5% aveva assunto eroina nel mese precedente
l'indagine e lo 0,8% negli ultimi dodici mesi. La causa di questa "persistenza"
si spiega, in primo luogo, col fatto che essendo un consumo trascurabile, una
variazione anche minima balza subito agli occhi. Ma, al di la' delle variazioni
aritmetiche, e' in atto un cambiamento "verso cui occorre essere vigili", spiega
Carmen Moya: l'eroina non s'associa piu' ad ambienti degradati, ne' si inietta;
si sniffa, e la si usa mescolandola ad altre sostanze stimolanti nel fine
settimana. "Altro elemento che si annuncia, per cui il Plan sta per
iniziare uno studio, e' un aumento importante dell'offerta" d'eroina, cio' che
fa supporre un calo di prezzo, anche se non sembra destinata a crescere di piu',
conclude Moya.
Tratto da El Pais del 29 settembre 2007 (traduzione di
Rosa a Marca)
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tratto dal sito: Iltamtam.it
Un terzo circa della popolazione italiana ha usato cannabis in
qualche momento durante la propria vita.
Il dato tuttavia è
in continua crescita, in quanto quelli riferibili alle nuove
generazioni sono molto più alti.
Secondo i pediatri italiani, otto
giovani su dieci hanno fatto uso di cannabis.
Come risulta dai
risultati di un'indagine condotta nel 2006 sul territorio nazionale, l'80,3% dei
giovani tra i 14 e i 30 anni in Italia ha ammesso di aver fatto uso di marijuana
o hashish, più della metà di essi ha continuato a farne uso e un terzo di essi
ne fa uso regolarmente o addirittura più volte ogni giorno (6%).
Il
73% ha dichiarato di essere consumatore abituale di alcool e di averne abusato
nel mese precedente all'indagine. I giovani non solo si drogano sempre
di più, ma vengono a contatto con le droghe in età sempre più precoce
(il 20% tra i 12 e i 15 anni).
Il momento in cui si è
maggiormente a rischio è proprio quando si frequenta la scuola media e
superiore.
Sull’uso della cannabis e di altre droghe in
voga, più per l’imitazione tipica delle “greggi” che
per vera necessità, aumentano i riscontri scientifici.
Secondo Antonio
Aversa della cattedra di medicina interna dell'Università La Sapienza di Roma,
l’uso della cannabis può avere ripercussioni sulla capacità
sessuale. Per la ricerca “sono stati selezionati 61 soggetti di età
inferiore ai 40 anni con deficit erettivo ed a tutti è stato chiesto se facevano
uso di cannabinoidi per uso ricreativo. E' stata individuata l'alterazione di
entrambi i meccanismi vascolari preposti alla vasodilatazione. I risultati sono
stati che il 72% dei giovani con problemi usava o aveva usato nel
passato la cannabis".
Non migliori le notizie di un gruppo di
scienziati portoghesi sull'ecstasy, che riesce a
distruggere le cellule del cervello attaccando le centraline energetiche
dei neuroni.
Lo studio è pubblicato sull'ultimo numero della
rivista Journal of neuroscience, ed è stato condotto da Felix DrogaDias
Carvalho, tossicologo dell'università di Porto. La consumazione
dell'MDMA (principio attivo dell'ecstasy) avrebbe
l'effetto di accelerare il processo di invecchiamento dei neuroni che
potrebbe portate anche a malattie neurogenerative come l'Alzheimer.
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tratto dal sito: Droghe.aduc.it
Le campagne di prevenzione all'uso di sostanze stupefacenti effettuate
attraverso i mass media possono avere un effetto boomerang: non soltanto
dimostrarsi inefficaci, ma addirittura avere conseguenze negative, inducendo
all'uso di droga ragazzi che prima non ci pensavano. Il dato sconcertante e'
stato reso noto da Lela Jacobsohn, dell'Universita' della Pennsylvania,
che ha effettuato la valutazione di una campagna di prevenzione organizzata dal
governo Usa a colpi di spot tv.
La ricercatrice ha presentato la sua ricerca,
commissionata dal Nida (l'istituto nazionale Usa che si occupa di droga)
nell'ambito di un seminario, organizzato a Roma dal Ministero della solidarieta'
sociale, che entro la fine dell'anno intende lanciare una campagna informativa
sulle dipendenze e che quindi e' particolarmente interessato ad approfondire gli
aspetti di valutazione dell'efficacia degli interventi di prevenzione.
La
campagna americana, ha spiegato la Jacobsohn, e' stata lanciata nel 1998 per
prevenire il consumo di marijuana nei ragazzi dai 9 ai 18 anni non consumatori.
E' una campagna tuttora in corso 'con forte enfasi sulle televisioni' ed e'
costata, nel solo periodo 1998-2004, circa un miliardo di dollari. Ma il
risultato non e' stato all'altezza delle aspettative: secondo lo studio di
valutazione, dopo cinque anni dall'inizio la campagna ha evidenziato effetti
boomerang sulle persone a cui era rivolta. Chi aveva visto piu' spot, infatti,
mostrava un livello piu' basso di risultati: molti ragazzi esprimevano giudizi
positivi sulla marijuana o addirittura avevano cominciato a consumarla.
Uno
dei motivi, secondo la studiosa, e' che il massiccio bombardamento di spot ha
indotto i ragazzi a ritenere che il fenomeno sia diffuso al punto che tutti i
coetanei usano la marijuana, e questo li ha portati a uniformarsi. Il 75% degli
spot, poi, mostrano ragazzi che fumano spinelli con gli amici in auto e si
divertono, salvo poi subirne gli effetti negativi, ad esempio provocando un
grave incidente. Ma tanto basta a far associare l'idea della droga al benessere
e al divertimento; le conseguenze positive, in sostanza, hanno fatto sparire
quelle negative.
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tratto dal sito: Ilmessagero.it
Arriva un nuovo piano d'azione del governo contro la droga. Fra le novità,
modifiche legislative per consentire la coltivazione della canapa a fini leciti;
droghe legali, come il fumo, e illegali, ma anche dipendenza dal gioco tutte
sullo stesso piano; "bollini di qualità" per palestre e locali con slot machine;
revisione della normativa per la lotta al traffico di droghe via internet;
sperimentazione del "sistema di allerta rapido" per le nuove sostanze. Le misure
sono contenute nel Piano nazionale di lotta alla droga per il 2008, che il
ministero della Solidarietà sociale ha preparato insieme agli altri ministeri
competenti e che l'agenzia Ansa è in grado di anticipare.
Il documento,
che deve essere sottoposto al vaglio del Consiglio dei ministri e poi della
Conferenza Stato-Regioni, è stato illustrato ieri sera, informalmente, dal
ministro Paolo Ferrero agli assessori regionali competenti, che ne hanno
apprezzato sia i contenuti sia il metodo partecipato adottato per
costruirlo.
L'Italia, al contrario di tutti gli altri paesi europei
tranne Malta ed Estonia, non si è ancora dotata di un Piano d'azione. E infatti
l'Ue aveva richiesto da tempo al nostro Paese di mettersi in regola. L'adozione
del Piano, che sarà annuale, sarà il primo passo per l'elaborazione del Piano
pluriennale 2009-2012 è avrà come ulteriore ricaduta la costruzione di piani
d'azione regionali, che impegneranno le Regioni nella programmazione di risorse.
Il piano, nella sua bozza attuale - che potrà essere modificata nei
prossimi passaggi - prevede per la prima volta un forte coordinamento tra tutti
gli attori impegnati nell'intervento sulle droghe e una valutazione del
raggiungimento degli obiettivi. Sempre per la prima volta, sarà fatta una
mappatura delle risorse disponibili nelle regioni e del sistema dei servizi per
le dipendenze e saranno definiti i criteri per rimodularli a fronte delle nuove
forme di consumo, dalla cocaina alle droghe sintetiche, dalle sostanze dopanti
al gioco d'azzardo.
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tratto dal sito: Droghe.aduc.it
Un investimento di circa 2 milioni di euro per diffondere tra gli italiani le
buone pratiche del vivere sano al fine di prevenire malattie cardiovascolari,
tumori e diabete: e' questo, in sostanza, quello che prevede il Protocollo
d'intesa 'Guadagnare salute. Rendere facili le scelte salutari', firmato oggi
tra il ministro della Salute, Livia Turco, e quello delle Politiche
Giovanili e Attivita' sportive, Giovanna Melandri.
Le iniziative da
finanziare riguardano 9 aree tematiche: promozione dell'attivita' motoria,
monitoraggio della salute degli sportivi non professionisti, promozione
dell'attivita' fisica per le persone diversamente abili o con disagi psichici e
mentali. E ancora, la prevenzione dei disturbi dei comportamenti alimentari, la
lotta al doping involontario, alla dipendenza e all'abuso di droghe e alcool ed,
infine, campagne di comunicazione e informazione per sensibilizzare l'opinione
pubblica sulla necessita' della pratica sportiva per 'guadagnare in salute'. Per
ogni area tematica verranno finanziati progetti che saranno presentati, nei
prossimi mesi, da istituzioni e organismi pubblici e privati (enti territoriali
e associazioni) che rispondono a criteri innovativi dal punto di vista
qualitativo e scientifico.
'E' un programma d'azione che coinvolge vari
ministri per intervenire sulla cause che sono fattori di rischio e che provocano
malattie, come fumo e alcool. Insisteremo finche' i cittadini non diventino
responsabili della propria salute e non inizino ad adottare uno stile di vita
salutare'.
'Guadagnare salute', pero', e' anche e soprattutto un protocollo
indirizzato al mondo dei giovani, 'dove sono sempre piu' frequenti i fenomeni di
anoressia, obesita' e bulimia. Per questo all'interno del Protocollo assume
centralita' la diffusione dello sport nelle scuole e, piu' in generale, la
possibilita', gia' prevista dalla Finanziaria del 2007, per le famiglie di
detrarre le spese di iscrizione dei propri figli a palestre o ad altre attivita'
sportive. Per ora la misura riguarda solo i ragazzi dai 5 ai 18 anni, ma il
nostro obiettivo e' quello di portarlo dai 0 ai 100. Sebbene inizialmente questo
possa costituire una mancanza di gettito per le casse dello stato, nel lungo
periodo si rivelera' un modo per risparmiare denaro, dato che avremo una
popolazione piu' sana, che non avra' bisogno di cure, e che quindi non pesera'
sulle spese per il sistema sanitario'.
Tra le misure che presto verranno
adottate 'ci sara' quella del 'bollino blu': una certificazione conferita solo a
quei centri che rispondono a determinate caratteristiche qualitative e che ha
gia' trovato applicazione solo in alcune regioni'.
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